The Americans – 5×01 Amber Waves

The Americans - 5x01 Amber WavesThe Americans ritorna per la sua penultima stagione con una premiere molto ricca, forse troppo, che ha il pregio di farci sentire di nuovo “a casa”. Come sa bene la primogenita Jennings, però, la sicurezza di un ambiente familiare non sempre è garanzia di serenità o, fuor di metafora, di risultati eccellenti.

“Amber Waves”, da questo punto di vista, è un episodio ambiguo, difficile da valutare. Ritroviamo nella puntata lo stesso linguaggio – crudo ma elegante, lento ma carico di tensione – che ha reso la serie un prodotto unico e riconoscibile, declinato però in soluzioni non del tutto convincenti, un po’ forzate e prive dell’incisività che scelte simili avevano dimostrato in altre occasioni.

The Americans - 5x01 Amber WavesMa partiamo dall’inizio, ovvero dalla struttura. Tutte le premiere, in genere, hanno a che fare con lo stesso problema: da un lato devono (re)introdurre i personaggi e riprendere (o ripensare da capo) i diversi archi narrativi, dall’altro devono cercare di dare il via alla stagione in maniera il più possibile accattivante. Anche nell’era del binge watching, l’episodio 01 rappresenta ancora una tappa importante, che deve saper conciliare la sua funzione introduttiva con la necessità di lasciare comunque il segno e dare una direzione al racconto non soltanto sul piano della trama ma anche su quello degli intenti creativi. Le premiere di The Americans fino ad ora hanno sempre mantenuto un buon equilibrio: a conferma dell’approccio slow-burn che caratterizza la narrazione non hanno mai giocato su grossi twist né d’altro canto si sono limitate ad una semplice “sfilata” di personaggi e situazioni, lavorando piuttosto intorno ad un tema portante da sviluppare scena dopo scena. Da questo punto di vista “Amber Waves” è un episodio molto meno solido e riuscito – potremmo anche dire fuori forma – che fatica a trovare il proprio ritmo.

Ritroviamo praticamente tutti i personaggi, saltando da un lato all’altro del globo, ma non c’è un vero e proprio filo conduttore che renda lo svolgersi del racconto più fluido. Infine, dopo una serie di sequenze relativamente brevi che si susseguono appunto senza una logica specifica, arriviamo ad un lunghissimo segmento in larga parte privo di dialoghi, che chiude brutalmente la puntata. Si tratta, quindi, di un episodio che, pur non essendo necessariamente mal costruito, viene percepito come confuso e poco rilevante, specie rispetto alla sua funzione di apripista. Come dicevamo più su, gli elementi distintivi dello stile di The Americans ci sono tutti, eppure il risultato generale è meno intenso, meno centrato rispetto alle prove a cui eravamo abituati. Che sia un segno di stanchezza da parte di Field e Weisberg?

The Americans - 5x01 Amber WavesA far nascere dei dubbi è anche l’interminabile sequenza finale, che ancora una volta si inserisce nel solco del modus narrandi più classico della serie ma dà purtroppo l’impressione di voler strafare. La scelta di mostrare un aspetto meno accattivante del lavoro di spie, descrivendo in maniera precisa la ripetitività, la fatica e la noia di certi compiti è, sulla carta, sicuramente interessante. Nella pratica però tutto questo si è tradotto in quasi 15, ridondanti minuti di frustrazione. Viene subito in mente il paragone con uno degli episodi più belli dell’intera serie, “Open House“, in cui buona parte del minutaggio era dedicata ad un inseguimento “silenzioso” e ad una sequenza sgradevole e angosciante altrettanto priva di battute. In quell’occasione la lentezza, la lunghezza e il livello di tensione delle due scene erano stati calibrati alla perfezione, andando a costruire un piccolo blocco narrativo di grande impatto ed efficacia, nonché uno dei punti più alti dell’elaborazione estetica dello show. La sequenza finale di “Amber Waves” non riesce a ricreare questo risultato un po’ perché il soggetto è meno malleabile, un po’ perché mancano l’equilibrio e la “visione” necessari ad andare oltre il livello puramente descrittivo. Per quanto The Americans sia indubbiamente una serie dal linguaggio spoglio e diretto, il suo punto di forza è sempre stato la capacità di conciliare questo aspetto con uno stile sofisticatissimo. Il contrasto tra l’operazione di riesumazione – lunghissima e monotona – e l’omicidio a sangue freddo di Hans – così immediato – riflette molto, almeno nelle intenzioni, l’impostazione che ha fatto la fortuna dello show, ma il risultato finale, come la morte stessa del personaggio, ci lascia poco coinvolti.

The Americans - 5x01 Amber WavesOvviamente stiamo parlando di The Americans, e perfino l’episodio più problematico rimane sopra la media rispetto alla concorrenza. Anche in “Amber Waves”, tra l’altro, ci sono momenti senza dubbio ben riusciti; ad esempio il cold open, che rappresenta un perfetto “bentornato” per lo spettatore, catapultato nell’ennesima missione dei Jennings ma senza avere la certezza che lo sia davvero: avevamo lasciato Philip ed Elizabeth in una condizione di fortissimo rischio a causa della cattura di William, e ritrovarli così insinua il dubbio che quella possa essere una nuova vita. Il processo di scoperta, inoltre, è costruito con la consueta maestria: a partire dall’accompagnamento musicale per finire con la gestione del ritmo, l’apertura della puntata è probabilmente il momento che grida “premiere” – e The Americans – più di qualunque altro.

Le sequenze successive, pur non avendo la stessa forza, rimangono comunque solide: l’arrivo di Oleg in Russia e la sua vita a Mosca, il viaggio di Mischa, le difficoltà di Paige e la solitudine di Stan sono raccontati con la consueta attenzione ai dettagli e l’essenzialità di uno show che non ha bisogno di dialoghi accattivanti per far “parlare” i propri personaggi.

The Americans - 5x01 Amber WavesQuello che manca, ancora una volta, è piuttosto il quadro d’insieme: “Amber Waves” non riesce a costruire un percorso fluido che unisca in maniera coerente e pregnante i diversi momenti della puntata. In questo senso agisce come una premiere soprattutto introduttiva che però non vuole accontentarsi, proponendo una sequenza finale molto ambiziosa e, purtroppo, incapace di rispondere al meglio alle aspettative. Sul piano tematico, invece, è ancora troppo presto per stabilire la direzione che prenderà questa stagione, ma sembra emergere la volontà di coinvolgere nella storia e farci conoscere sempre meglio la Madre Patria di Philip ed Elizabeth. Che sia la Russia l’ultima tappa di questo viaggio?

Voto: 6½

 

Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

5 Risposte

  1. Nic T. scrive:

    Io l’ho trovata di una eleganza, come poche serie sanno fare … naturalmente le cose da dire sono tantissime … l’ultima scena di una tensione che merita un 8 solo per quella!!

     
  2. Travolta scrive:

    Sono di parte ed aspettavo con impazienza il ritorno di The Americans.
    Si un po’ di fluidita’ manca e’ vero ma comunque mai sotto il 7 :-)

     
  3. Attilio Palmieri scrive:

    Io trovo che questa première sia tra le migliori realizzate da The Americans, anche grazie a ciò che hanno costruito con grande solidità in quattro stagioni.
    La serie può permettersi di avere ritmi insoliti, di stravolgerli e di sorprendere lo spettatore già dalla prima puntata, pur lasciando alcune cose non spiegate, senza la fretta di dare risposte subito. Tutto il discorso sui ragazzini è il cuore dell’episodio e probabilmente sarà tra i nuclei narrativi principali della stagione. Dopo lo shock culturale, la coppia, la famiglia e le famiglie, questa première ci dice che avremo a che fare con le nuove generazioni, non in quanto appendici dei protagonisti ma in quanto soggetti attivi tanto quanto loro.
    Oggi gli autori hanno per la prima volta (forse) un progetto chiaro, sanno che devono chiudere ed è partito un conto alla rovescia. Un countdown richiamato dalla sorprendente sequenza finale: dopo un episodio trascorso a mettere giù le fondamenta narrative stagionali gli autori stupiscono tutti con una sequenza quasi completamente muta di oltre dieci minuti dominata da una suspense raffinatissima, che si pone per me tra le sequenze più belle e originali della serie.

     

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