Feud: Bette and Joan – 1×07 Abandoned!


Feud: Bette and Joan – 1×07 Abandoned!Il penultimo episodio di Feud porta al culmine il percorso che in questi sette episodi ci ha condotto verso la sorte e la rovina, tanto inesorabile quanto intrinsecamente inevitabile, della carriera e della vita di Joan Crawford.
E lo fa, intelligentemente, non indugiando come in altri episodi sul dolore e il punto di vista della perdente ma raccontando il punto di vista di entrambe, impedendoci così di parteggiare per l’una o per l’altra e lasciandoci soltanto impotenti spettatori di fronte a un dramma che in un’altra vita, in un altro mondo, avrebbe forse potuto avere un lieto fine.

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“Ogne bella scarpa ‘nu scarpone addeventa c’ ‘o tiempo e cu ll’età” (Totò, Sarchiapone e Ludovico)

Il grande Totò sosteneva che la morte è una livella, che alla fine accumuna tutti e porta appunto sullo stesso livello il ricco e il povero, come per il nobile e il netturbino della famosa, omonima poesia ‘A livella. Ma le donne di Feud sanno bene che la verità è un’altra: la vera livella per il sesso femminile è la vecchiaia perché qualunque donna, che sia la più bella, la più intelligente o la più talentuosa, raggiunta una certa età diventa invisibile e questa esperienza inevitabile finisce per accomunare tutte.
Lo sa bene anche Helen Hunt, che dirige “Abandoned!” con evidente consapevolezza e con l’occhio di un’interprete che tantissimo ha in comune con le protagoniste – anche lei attrice, non più giovane e vincitrice di un Oscar – e soprattutto con Bette Davis, con cui condivide una bellezza non convenzionale e che non a caso le ha fruttato i ruoli migliori della sua carriera dopo i 40.

Time did that all on its own, as it does to us all.

Feud: Bette and Joan – 1×07 Abandoned!Questo episodio beneficia immensamente di un punto di vista femminile e interno, che va ad aggiungere sostanza e malinconia allo sguardo già estremamente empatico di Ryan Murphy: in “Abandoned!” il glamour Hollywoodiano è messo quasi totalmente da parte in favore di una paludosa Louisiana, di squallide camere di hotel e di impersonali stanze d’ospedale, una triste scenografia ma assolutamente adatta a raccontarci l’epilogo di due vite e due carriere rovinate dal maschilismo dell’establishment, che continua a tessere le sue trame e avvelenare il rapporto tra la Davis e la Crawford, estendendo la propria influenza così nel profondo del loro essere da renderle incapaci di liberarsi dalle sue morse perfino nel momento dell’ultima chance di risollevare le proprie sorti.
La Hunt sfrutta con perizia il plot del backstage di “Hush… Hush, Sweet Charlotte” così come i primi episodi avevano fatto con “Baby Jane”, ma il cambio di setting va di pari passo con la sensazione della tragedia imminente, con un generale senso di declino, solitudine e invisibilità. La livella della vecchiaia condanna le protagoniste all’invisibilità e all’impotenza in due modi completamente diversi ma complementari e speculari: da una parte la bellezza di Joan che sfiorisce la spinge ad attaccarsi ad essa con sempre più ostinazione, fino a tentare di sedurre il medico dello Studio che ne deve dichiarare lo stato di salute; dall’altra la superiorità intellettuale e professionale di Bette, finalmente alla pari con lei da un punto di vista estetico, non la spingono ad aiutare la collega ma ad affossarla sempre di più, in una sorta di vendetta ex post per il trattamento ricevuto in giovinezza. Ma ciò che Bette sembra non riconoscere e non vedere è che questo trattamento non l’ha mai ricevuto da Joan: l’ha sempre ricevuto dagli uomini che le circondavano.

“How did it feel to be the most beautiful girl in the world?”
“It was wonderful, the most joyous thing you could ever imagine. And it was never enough.”
“How did it feel to be the most talented girl in the world?”
“It was great. And it was never enough.”

Feud: Bette and Joan – 1×07 Abandoned!Quando oggi parliamo di interiorizzazione del maschilismo e di come questo riesce a influenzarci in ogni scelta della nostra vita, nel modo in cui giudichiamo noi stesse e le altre donne intorno a noi, nelle nostre valutazioni professionali e nel nostro rapporto con la famiglia, lo facciamo con una consapevolezza che non era neppure lontanamente alla portata delle donne della generazione di Bette e Joan e specialmente di quest’ultima, la cui cultura di base era parecchio limitata.
Ma persino Bette, che dichiara di avere sul comodino una copia di The Feminine Mystique di Betty Friedan e ne consiglia la lettura alla figlia, non esita a piegarsi docilmente poco dopo alle regole della società organizzandole il matrimonio, probabilmente ben consapevole della limitatezza delle possibilità di scelta di una donna della sua epoca, così come lo è stata Pauline al momento di tentare la strada della regia.
La faida tra Bette e Joan ha radici ben più profonde della rivalità professionale o della vanità e dell’egocentrismo da star di Hollywood: è la messa in scena teatrale ed esagerata di un dramma collettivo dell’intera popolazione femminile, che nella stessa epoca non si consumava tra le luci di un set o sul palco degli Oscar ma nella chiacchiera ovattata dei salotti, nelle piccole sgarberie quotidiane, nel pettegolezzo e nel sistematico tentativo di riportare all’ordine e alla sottomissione qualsiasi donna che osasse varcare i confini di ciò che era permesso e lecito alla categoria.

“As the camera came in closer, she had an expression on her face of wanting it intensely. She glowed from within. Her skin came to life … It was utterly sensual, erotic. Her close-up was ecstasy. Joan Crawford and her camera. It was the greatest love affair I have ever known.” (George Cukor)

Feud: Bette and Joan – 1×07 Abandoned!In “Abandoned!” spicca il momento del dialogo diretto tra le due donne ai bordi della piscina dell’hotel, in cui ognuna mette a nudo la propria invidia per l’altra, un momento di sincerità e chiarezza così emotivamente coinvolgente che ci si aspetterebbe da esso una risoluzione altrettanto importante; ma questo breve sprazzo di lucidità non è sufficiente per cancellare, in entrambe, il ricordo delle passate sofferenze, che emergono nei momenti di solitudine e nei confronti con gli uomini. Per Bette è Bob, compagno della vecchiaia, mentre per Joan è l’amico di sempre e saggio consigliere George Cukor: è nel dialogo con questi compagni comprensivi, ma che possono capire la loro natura solo fino a un certo punto, che lo spettatore riesce a vedere davvero tutta la rabbia che queste donne hanno represso per anni, tutte le ingiustizie subite e sublimate in un odio reciproco così assolutamente inutile, ma così fondamentale oggi per definirle entrambe.

Eternamente intrappolate nei rispettivi ruoli della bella e dell’intelligente, Bette e Joan hanno interiorizzato i propri ruoli sociali così profondamente da non riuscire più a distinguere tra la persona che hanno di fronte e ciò che su di essa proiettano le loro personali insicurezze; nutrite e cresciute in un mondo che ha fatto dell’invidia e della competizione l’unico carburante e l’unico strumento da poter utilizzare per emergere, finiscono per utilizzare gli stessi strumenti per distruggersi a vicenda anche nel momento in cui sarebbe stato più semplice e logico fare fronte comune.
Perché quando non resta più nulla, quando la bellezza finisce e il talento resta sprecato per mancanza di un giusto obiettivo verso cui indirizzarlo, l’unica cosa che resta è ciò che per anni è stato arma e rifugio: il sarcasmo e il cinismo per Bette e l’atteggiamento da diva ostinata e melodrammatica di Joan. Magre consolazioni, ma pur sempre consolazioni, in un mondo che ha fatto di tutto per ridurle a cliché e alla fine ci è tristemente riuscito.

Voto: 8

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Informazioni su Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.

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