Fargo – 3×04 The Narrow Escape Problem 1


Fargo - 3x04 The Narrow Escape ProblemIl titolo di questo episodio riprende un problema che accomuna biologia, biofisica e biologia cellulare e consiste nel calcolare il tempo medio di fuga di una particella browniana, confinata all’interno di uno spazio prefissato e avente a disposizione un unico “passaggio” per liberarsi dai vincoli imposti. Non è necessario questo riferimento alla fisica  (dopo che negli anni si sono susseguiti rimandi alla mitologia greca, al Nuovo Testamento, all’arte, alla logica, alla cultura ebraica, all‘enigmistica popolare) per sottolineare l’ecletticità di Fargo che, dopo le sperimentazioni visive di “The Law of Non Contradiction“, decide di giocare con la colonna sonora, rendendola parte integrante ed interveniente della narrazione.

Having taken the orchestra to pieces we must put it together again . (The Young Person’s Guide to Orchestra, Benjamin Britten, 1945)

Quando nel 2012 “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson uscì nelle sale, gli spettatori si trovarono ad assistere a degli opening credits piuttosto originali. I personaggi principali erano presentati al pubblico sulle note e sulle parole di Benjamin Britten, conferendo un gusto particolare, quasi fiabesco, alla narrazione. Noah Hawley, utilizzando il medesimo espediente introduttivo – in questo caso il sottofondo è “Pierino e il Lupo” (“Peter and The Wolf”) di Sergej Prokof’ev -, ottiene un effetto totalmente opposto, sfruttando un noto espediente narrativo quale la traslazione di elementi infantili in un contesto thriller-horror, producendo così un accostamento ossimorico e destabilizzante. Il fitto sottobosco di significati racchiuso all’interno dell’immaginario bambinesco permette di trasformare l’introduzione di “Pierino e il Lupo”, un’innocua fiaba per fanciulli, nella profetica colonna sonora per le gelide ed ineluttabili distese nevose di Fargo.

Fargo - 3x04 The Narrow Escape ProblemV.M. Varga è l’incarnazione di quella forza caotica e brutale che è quasi uno stilema di Fargo; non è un caso che nell’episodio, in cui l‘inquietante forza ipnotica dell’interpretazione cattura lo spettatore, a far da narratore ci sia Billy Bob Thornton (non accreditato ma inconfondibile) che nella prima stagione impersonava la medesima furia distruttrice. Del Varga uomo d’affari conosciamo relativamente poco – eccezion fatta per l’assenza di scrupoli e gli atteggiamenti impositivi -, ma “The Narrow Escape Problem” ci permette di costruire la nostra rappresentazione del Varga uomo; l’aspetto dimesso è parte di una strategia precisa, volta a rimanere al di sotto dell’orizzonte, e la bulimia, lungi dall’essere un semplice disturbo alimentare, gli permette di godere dei piaceri della tavola mantenendo un profilo emaciato, anonimo.

Il personaggio interpretato da Thewlis è un lupo feroce ed inarrestabile, intento in una caccia che fa parte degli istinti naturali ed è estranea ad ogni dinamica edonistica, ma, nonostante l’indomito furore ferino, ci sono aspetti della contemporaneità su cui neppure Varga può esercitare il controllo. Attraverso il suo monologo sul “revanchismo delle masse” Fargo si dimostra maestra nel flirtare con la contemporaneità, accarezzando i temi scottanti del XXI secolo ed evocando le paure latenti dell’ingordo uomo occidentale.
Le gelide ambientazioni giocano un  ruolo di primo piano, mostrandoci strade coperte di neve e cittadine congelate nello spazio e nel tempo: immobilizzati dal cielo, gli abitanti del Minnesota si riscoprono estranei al mondo che avanza, incapaci di reagire alla subitaneità di eventi che impongono loro una serie di mosse obbligate.

Mongol hordes descending.

Nell’universo degli scacchi si definisce Zugzwang (obbligato a muovere) una situazione in cui il giocatore di turno, qualsiasi decisione prenda, sarà costretto a subire scacco matto o un’importante perdita materiale. Si tratta di un tòpos caro agli autori di Fargo che amano porre i propri personaggi in contesti con un’unica via d’uscita – e si torna al titolo dell’episodio – e che, in questa stagione, interessa i due uomini interpretati da Ewan McGregor. I fratelli Stussy, a malapena consapevoli della precarietà della loro condizione, coltivano l’illusoria convinzione di essere ancora liberi quando, in realtà, si ritrovano coinvolti in una caccia cruenta, di cui sono attori ma non sceneggiatori, braccati dalle fiere e tratti in inganno da cattivi consiglieri.

Fargo - 3x04 The Narrow Escape ProblemRispetto a ciò a cui lo show di FX ci aveva abituati con le stagioni precedenti, la prima parte della terza annata sta scorrendo più lenta ed espositiva, meno incentrata su una violenza irrazionale incombente che qui, per il momento, latita. In questo contesto riflessivo c’è spazio per un approfondimento dei personaggi che ricevono una caratterizzazione originale, quasi fuori dalle righe. Parliamo della corrosiva bulimia di Varga e, soprattutto, di Gloria Burgle. L’impossibilità, per la donna, di far funzionare le cellule fotoelettriche riecheggia quel gusto verso il sovrannaturale che avevamo già assaporato con gli UFO della scorsa stagione e, soprattutto, sembra indirizzare lo show verso un approccio narrativo in stile new weird.

La curiosa caratterizzazione delle due entità contrapposte – caotico e sovversivo Varga, razionale e normalizzante Gloria – fa da contraltare alla scarsa profondità dei due fratelli Stussy: è un problema abbastanza comprensibile vista la tendenza dello show a mettere in campo forze soverchianti in grado di imporre un cammino ai protagonisti. A risentirne è l’originalità della faida tra Emmet e Ray che intrattiene senza stupire, basandosi soprattutto sulla bravura di McGregor e degli attori che lo circondano.
Sembra questo l’unico difetto di una terza stagione che, dopo due annate coinvolgenti ed imprevedibili, provando a giocare con il mezzo televisivo, perde qualche punto in originalità narrativa, lasciando che il racconto fluisca placido (forse troppo), senza particolari sorprese.

Al netto di questa mancanza, e si tratta di andare a cercare il pelo nell’uovo all’interno di un prodotto tanto valido quanto sottovalutato dal pubblico (lo si fa solo perchè Fargo ci ha abituati a standard elevatissimi), lo show se la cava alla grande. “The Narrow Escape Problem” è un episodio ricco di riferimenti interni ed esterni che lavora con il materiale a disposizione avvicinandosi al punto di rottura definitiva. “Boys like Peter aren’t afraid of wolves” conclude Billy Bob Thornton, ma forse, visti i precedenti e le brutali forze in campo, dovrebbero averne.

Voto: 8

Nota: Un applauso per la scena ambientata dentro la banca con Ewan McGregor – che già di suo interpreta entrambi i fratelli – ad impersonare Ray che imita Emmit. Peccato che gli Awards siano piuttosto insofferenti verso chi interpreta gemelli o sosia perchè l’attore meriterebbe un premio.

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Un commento su “Fargo – 3×04 The Narrow Escape Problem

  • Sergio

    Non so bene cosa pensare, lo stile é originale e la serie é di ottima qualità.
    Però di base stanca….non prende come le sue stagioni precedenti.
    Forse per evitare di non ripetersi hanno scelto un registro troppo pretenzioso?l