The Leftovers – 3×03 Crazy Whitefella Thinking 2


The Leftovers - 3x03 Crazy Whitefella ThinkingNonostante i pochi episodi rimasti, The Leftovers sceglie di continuare a concentrarsi singolarmente sui suoi protagonisti, e lo fa questa volta con un personaggio secondario solo in quanto a minuti in scena, ma che qui svela tutto il suo spessore e importanza ai fini della conclusione della storia.

Le puntate incentrate su un singolo protagonista sono state spesso il fiore all’occhiello di questa serie, come del resto nella precedente avventura televisiva di Damon Lindelof, Lost. In lui ha sempre dominato la ricerca di un disegno, di una spiegazione, di un motivo dietro gli accadementi piccoli o grandi della vita quotidiana di ognuno di noi. C’è un destino dietro tutto quanto? O siamo solo noi che vogliamo credere a tal punto da compiere gesti assurdi, pur di inseguire una fede sfuggente che sembra non trovare mai conferma?

Ecco perché gli episodi monotematici di Lindelof funzionano così bene, vuoi per la sua capacità di saper definire alla perfezione i propri personaggi in poche battute o immagini, perfino quelli più che secondari (come proprio questo caso), vuoi per la sua abilità nell’inscrivere la propria poetica nella singola esperienza umana ancor più che nel grande disegno collettivo. I suoi episodi, mai come in una serie con dei forti riferimenti religiosi come questa, acquistano così la struttura di piccole “parabole”. Non fa eccezione questa puntata, che di nuovo si districa tra il registro drammatico e il non-sense quasi comico per raccontare la coerenza e il dolore nell’assurdità delle scelte che compiamo nel nostro cammino di vita.

The Leftovers - 3x03 Crazy Whitefella ThinkingSe nel precedente episodio Nora-centrico c’era tutto il cinismo e la razionalità nell’affrontare un dolore senza ragione, in questa puntata incentrata sul padre di Kevin c’è invece la convinzione di credere che tutto serva ad uno scopo più grande. Due personaggi in opposizione, dunque, ma accomunati da comportamenti al limite del border-line nel tentativo di affrontare il proprio male di vivere. Il cammino di Kevin Senior, in questo caso, ha per molti versi i tratti del John Locke di Lost, nel suo quasi cieco tentativo di credere che ci sia sempre una ragione anche dietro l’ennesima sconfitta, o dietro l’ennesima ferita che la vita ci infligge. Ed è per questo forse che, nonostante Nora sia forse il personaggio più riuscito di questa serie, Lindelof metta qualcosa in più di suo in questo episodio, un coinvolgimento personale che fuoriesce specialmente nei due monologhi della puntata (quello di Kevin a Christopher Sunday e quello di Grace).

L’andamento dell’episodio è indubbiamente più lento (anche per il calvario estenuante affrontato dal personaggio), ma trova la sua forza negli interrogativi che le immagini ci pongono, spingendo a chiederci continuamente se un burattinaio stia indirizzando Kevin o se semplicemente sia tutto casuale. Quello che infatti colpisce è la coerenza nell’assurdità delle azioni umane, la spiegazione logica che sottostà ad alcuni comportamenti senza senso (compreso l’omicidio), la razionale follia di un mondo che non sa accettare l’inspiegabile e si costringe a ricondurlo a qualche forza esterna che guida il mondo.

The Leftovers - 3x03 Crazy Whitefella ThinkingC’è la ricerca di un conforto che non arriva mai, costringendoci a rifugiarci nel passato e nella memoria (che ha le forme di audiocassette o delle fotografie di Grace) come unico appiglio per andare avanti con una croce sulle spalle e senza arrenderci. I due mondi di Grance e Kevin che si incontrano nel finale sono i mondi di chi ha percorso lo stesso cammino di dolore, e continua ad aggrapparsi al passato nei momenti in cui non vede luce nel futuro. Entrambi sono personaggi che hanno più volte perso le fede, ma che hanno finito per elaborare alcuni eventi come segni per tornare a credere. Perché senza fede è semplicemente impossibile continuare a vivere. E in questo senso, da Matt, a Kevin, a Grace, ognuno cerca allora di costruirsi la propria spiritualità (il proprio “Personal Jesus” della sigla), adattandola a ciò che accade intorno a loro, ciecamente e con una certa punta di egoismo che li porta a credere di essere speciali nel loro profondo dolore, di contare più degli altri (come quando Kevin sottolinea che è il figlio a far parte della sua storia e non il contrario), in nome di un dolore così grande che per forza deve poter significare qualcosa di più.

E di nuovo, uno di fronte all’altro, di fronte all’ennesima perdita della speranza, Grace e Kevin trovano così un motivo per tornare ancora a credere. Hanno ragione o si sbagliano? È di nuovo casualità o il loro incontro era segnato dal destino? Questo è anche il bello di The Leftovers, l’essere riuscito a conservare il mistero (“Let the Mystery Be” era l’intro musicale della scorsa stagione) lasciando aperte diverse interpretazioni senza per forza dare una risposta certa, rendendo la serie in questo senso forse anche più solida dello sperimentale (all’epoca) Lost.

Nonostante la trama non proceda ancora spedita in una stagione di appena otto episodi, questa puntata, che funge da terza parte di un lungo prologo che sta portando tutti in Australia, conferma lo stato di grazia della serie e dimostra ancora la solidità di un prodotto che nel tempo ha saputo correggere i propri difetti e a trovare un proprio equilibrio e cifra stilistica, in attesa di un gran finale che, dopo Lost, tutti i delusi di Lindelof aspettano al varco.

Voto: 9

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2 commenti su “The Leftovers – 3×03 Crazy Whitefella Thinking

  • biboprof

    Episodio spettacolare, in cui il tema centrale ella serie, cioè il tentativo umano di dare un senso a ciò che invece è il prodotto del caso, emerge inesorabilmente scena dopo scena, fino al dialogo finale tra Kevin e Grace. Ancora una volta quella di Leftovers si rivela essere una delle scritture più geniali degli ultimi anni.