Better Call Saul – 3×08 Slip 1


Better Call Saul - 3x08 SlipDopo due settimane di lunga attesa, Jimmy McGill (ormai quasi al cento per cento Saul Goodman) ritorna a deliziarci con la sua lenta ma inesorabile trasformazione – o semplicemente presa di coscienza di sè? – in quello che è uno dei personaggi più amati del panorama televisivo contemporaneo.

What if it’s all in my head? And if that’s true, if it’s not real… then what I have done?

Come spesso accade, Vince Gilligan ci catapulta nel mondo di Better Call Saul con un flashback che non è mai solo emozionante in quanto ricordo fine a se stesso, ma affonda le radici in quella che è la maturazione del personaggio in questione.
Il ricordo del padre – che spesso torna nei racconti di Chuck come pietra di paragone al “malvagio” Jimmy – sottolinea come il futuro Saul abbia da tempo preso coscienza che essere buoni non serve a niente, ma anzi è controproducente: il negozio è andato in malora perché il padre aveva sempre comprensioni per tutti, una pacca sulla spalla anche per chi era evidente lo stesse fregando. “Non ha mai fatto quello che doveva fare”, dice Jimmy quasi con disprezzo misto a rimpianto: ha capito che per uscire dal pantano in cui quasi tutti ci troviamo ogni giorno non bisogna fare ciò che è giusto, ma solo quello che va fatto, qualsiasi cosa implichi.
E tutto questo è solo un bel momento in cui rivediamo anche il suo compare di scorribande giovanili Marco, ma diventa uno specchio pulito delle enormi differenze che intercorrono tra i due fratelli McGill. Saul ha preso la troppa bontà del padre come debolezza, come un qualcosa da combattere se non si vuole finire sotto i piedi di tutti; Chuck invece ne ha estremizzato i punti di forza fino a farli diventare una tallone d’Achille, un integralismo legislativo che spesso va anche contro qualsivoglia buonsenso.

Better Call Saul - 3x08 SlipProprio questa rigidità di vivere porta Chuck ad una reazione del tutto in linea con la sua mente schematica, plasmata da decenni di studi di regole ferree: la tabella dell’intensità del dolore (o presunto tale) che prova all’esposizione con l’elettricità forse mette ancora di più in evidenza il suo stato confusionale.
Il pentirsi delle sue azioni – se rapportate a una presunta follia – è solo uno specchietto delle allodole per le persone che gli stanno intorno, perché è evidente che Chuck non creda affatto di essere affetto da una malattia mentale, e sta facendo di tutto per dimostrarlo a se stesso e agli altri. La cieca determinazione che sta mettendo nel suo obiettivo non ha altro fine se non quello di tornare in pista e probabilmente distruggere una volta per tutte suo fratello; tuttavia, purtroppo per lui, sappiamo già tutti che non ci riuscirà.

Jimmy, you don’t have to push yourself like this.

È di Kim invece il ruolo di grillo parlante e coscienza di Jimmy, perfetto connubio tra la donna che nessuno vorrebbe mai deludere e riflesso veritiero di quello che l’uomo della coppia sta diventando. Kim ha già capito quello che sta succedendo a Jimmy – molto esplicativa l’espressione durante il “gioco” del bar – ma ancora forse non riesce ad ammetterlo in totale sincerità, oppure più semplicemente non vuole farlo.
Il Jimmy che ha imparato a conoscere e probabilmente anche amare era un uomo molto intelligente ma troppo all’ombra del fratello per potere emergere, che adesso sta avendo una reazione uguale e contraria rispetto a quello che Chuck ha sempre tentato di farlo diventare: un uomo ligio e rispettoso delle regole. Kim si trova un po’ in mezzo: assolutamente convinta della sua professione e del rispetto delle leggi, ma molto più morbida al riguardo quando si tratta di tornaconto personale. Quella frase che abbiamo usato come titolo del capoverso è indicativa di quanto Kim abbia ormai capito, anche senza avere le prove concrete, che il periodo nero che sta attraversando Jimmy lo sta per portare oltre il ciglio del baratro.
Tutto il loro strano rapporto (sono una coppia davvero? È quasi inquietante che non si bacino o che non abbiano mai un’effusione amorosa) sappiamo che un giorno o l’altro vedrà la fine, e probabilmente non amichevole: non c’è traccia di Kim in Breaking Bad, nemmeno nei ricordi dei protagonisti, ed è un particolare che adesso comincia ad aleggiare pesantamente sul destino dei due.

Better Call Saul - 3x08 SlipSi va quindi verso il finale di stagione con un Saul Goodman sempre più formato, sempre più in primo piano rispetto a Jimmy McGill: come un novello Dr. Jekyill, Jimmy sta venendo soppiantato in tutto e per tutto da quel Mr. Hyde che era sempre stato lì, in forma minore durante le piccole truffe con Marco e ora sempre più prepotente e incisivo, sicuro nei suoi mezzi come quando riesce a guadagnare 700 dollari in poco meno di due minuti, minacciando la guardia dei servizi sociali.
Jimmy è lanciato a duecento all’ora verso il futuro che già conosciamo, e che sappiamo gli porterà via tutti quelli che al momento fanno parte del suo mondo: Kim e Chuck soprattutto, di cui non avevamo praticamente notizia prima di scavare nel suo passato con questo spin-off.
Rimarrà però Mike, che vediamo a un punto di svolta importante in chiusura di episodio, quando raggiunge l’accordo con Gus che darà poi vita a tutta quella catena di eventi che li porteranno ad incrociare Walter White.

“Slip” è un episodio denso di avvenimenti, come lo scambio di pillole di Hector Salamanca da parte di un disperato Nacho – una sequenza che ci ha fatto sudare come i protagonisti della serie – e che forse porterà Salamanca alle precarie condizioni di salute che tutti conosciamo.
Il titolo quindi prelude a una caduta (che infatti sarà il titolo dell’episodio di settimana prossima, “Fall”), come la mossa che mette in atto Jimmy per spillare i soldi dell’assicurazione ai proprietari del negozio di chitarre: prima si scivola, poi si cade.
E sappiamo bene quanto sarà fragorosa quella di Jimmy “Saul Goodman” McGill.

Voto: 7½

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Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


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Un commento su “Better Call Saul – 3×08 Slip

  • Ellis

    Ho apprezzato molto la recensione, del resto è affascinante ammirare la trasformazione da Jimmy a Saul. Vorrei solo fare una notazione tecnica rispetto alla tabella dell’intensità del dolore. Chuck evidentemente si rivolge ad una psicologa, e la richiesta di verificare ed analizzare la qualità ed intensità del sintomo è classica nel primo approccio ad una psicoterapia. La tabella è certo compilata in modo molto ossessivo, quasi salvifico, come se comprendere possa bastare a Chuck per guarire, e la psicologa cerca di frenare un entusiasmo eccessivo, visto che (lei lo sa) il sintomo fobico di Chuck è davvero tosto da eliminare. In seguito al supermercato vediamo Chuck mettere in atto una prima fase della terapia centrata sul sintomo: concentrarsi su altro, in questo caso oggetti ed il loro colore, per non fissarsi sulla fobia. Evidentemente siamo in una terapia comportamentale o cognitivo comportamentale. Mi sembra ben descritta e narrata.