Better Call Saul – 3×09 Fall 4


Better Call Saul - 3x09 FallAd un solo episodio dal termine di una terza stagione che ha consacrato Better Call Saul come miglior spin-off della storia della televisione, il ritmo lento e compassato dei primi appuntamenti si è evoluto in un climax inesorabile – perfettamente sottolineato dai titoli delle ultime due puntate – che ha condotto ogni storyline pericolosamente vicino al punto di rottura.

Particolarmente indovinato è il potenziamento di significato relativo al titolo – con il termine fall che rimanda inesorabilmente alla sfera dell’irreversibilità – rispetto a quello della settimana passata – dove slip è un vocabolo decisamente meno definitivo a livello semantico. Ad un primo sguardo il principale interessato da questo climax è proprio Jimmy che ha definitivamente messo da parte ogni principio morale abbracciando l’identità balorda e multiforme che avevamo conosciuto in Breaking Bad. Il passaggio è sottile ma fondamentale: in passato era già capitato che Jimmy utilizzasse i metodi più creativi in maniera reattiva, per fronteggiare le situazioni più complesse; quello che sancisce la metamorfosi definitiva è il comportamento proattivo di Saul – ormai possiamo chiamarlo così – che ricerca e crea spontaneamente, a scopo di lucro, la possibilità di “delinquere”.

It’s like talking to Gollum. You’re transparent. And pathetic.

Better Call Saul - 3x09 FallNel corso delle stagioni ci siamo più volte chiesti quale sarebbe stato l’evento, possibilmente traumatico, che avrebbe instradato definitivamente il protagonista: l’abbiamo cercato nella nuova amicizia con Mike, nei contenziosi con HHM e Davies & Main e nello scontro fratricida con Chuck su cui aleggiava addirittura lo spettro di una pena detentiva. “Fall” ci mostra, ancora una volta, come la vocazione alla truffa e alla manipolazione sia una caratteristica intrinseca al personaggio interpretato da Bob Odenkirk che, indipendentemente dalle contingenze esterne, non riesce a trattenersi dall’indulgervi. L’inganno ai danni di Irene è il punto più basso raggiunto da Saul che, perfettamente conscio delle conseguenze, anzi contando su di esse, non esita ad approfittare di una donna anziana.

Nell’altra ala dello studio anche Kim si ritrova ad andare oltre i propri limiti, dimostrando la lungimiranza della sezione creativa di Better Call Saul che ha disseminato l’intera stagione di indizi e richiami che anticipassero la sequenza finale. Le notti in bianco e un’abnegazione che rasentava l’ossessività l’avevano condotta all’emblematica scena del power-nap di cinque minuti nel parcheggio, ma, come in ogni impianto tragico che si rispetti, è il peccato di hybris a decretare la rovina. Se già la Mesa Verde riusciva ad assorbire tutte le energie psicofisiche della donna, l’accettazione di un nuovo cliente, andando contro i suoi stessi propositi, è una volontà di potenza che fallisce alla prova dei fatti, schiantandosi simbolicamente e materialmente contro una roccia. La scena, anticipata anche esteticamente dal pisolino di qualche settimana fa, è girata da una prospettiva estremamente originale, perfetta nel rendere le sensazioni del colpo di sonno.

Vete de mi casa.

Con la loro scrittura certosina Peter Gould e Vince Gilligan hanno fatto convergere le varie storyline verso un punto di rottura che è anche un punto di contatto a livello tematico. In “Fall” assistiamo paralizzati all’inevitabile spezzarsi di legami: quello amicale fra Irene e le compagne di ginnastica e di bingo, quello famigliare che unisce Nacho e il padre – la cui rottura si consuma di notte in un ambiente ristretto, rendendo la scena intima e straziante – e, infine, l’inattesa frattura tra Chuck e Howard. Il maggiore dei fratelli McGill è drammaticamente preda di una visione distorta della realtà; incapace di riconoscere ed accettare le sue difficoltà, si scaglia contro di esse come un toro furioso dentro l’arena, cieco e sordo ad ogni ragione. Va menzionato, doverosamente, l’ottimo lavoro di Michael McKean, in grado, episodio dopo episodio, di rendere le sfaccettature di un personaggio che ha sacrificato tutto sull’altare della giurisprudenza e che ora, tradito anche dalla Legge, si ritrova privo di qualsiasi riferimento, solo nella titanica battaglia che ha intrapreso.

I’m concerned about what happens if you put my real name on your books.

Better Call Saul - 3x09 FallC’è un ulteriore elemento che contribuisce ad intrecciare ancora più strettamente le diverse storyline, un tema di cui si fa portatrice l’incisiva scena di cui è protagonista Mike. Dipinto agli spettatori come un personaggio estremamente misurato, minuzioso fino alla pedanteria, è sempre apparso perfettamente in grado di affrontare la situazione. Per la prima volta, seduto in un ufficio della Madrigal, una multinazionale il cui potere economico fatica anche solo a concepire, lo vediamo coinvolto in una situazione in cui smarrisce il controllo che fluisce via, come acqua fra le dita, nel momento in cui è costretto a mettere nero su bianco le sue generalità, un gesto la cui portata e le cui conseguenze sono imprevedibili. Se per Mike si tratta di una perdita di controllo inevitabile ma consapevole, lo stesso non si può dire per Kim, per Chuck, per Jimmy e per Hector Salamanca che, accecati da rabbia ed ambizione, non riescono a leggere gli indizi attorno a loro.

Ad una sola ora dalla conclusione Better Call Saul si dirige con decisione verso il secondo picco dell’annata. Il consumarsi dello scontro fratricida fra Jimmy e Chuck aveva determinato un fisiologico calo della tensione accumulata, conseguenza anche di alcune puntate interlocutorie. La reintroduzione della Sandpiper Crossing sancisce il ritorno del fil rouge narrativo sotteso ad ogni stagione: la trasformazione di un uomo in quell’avvocato dalle mille risorse – Saul incarna perfettamente quel sapere astuto alla base della cultura greca pre-filosofica, l’uomo polytropon dell’Odissea per chi mastica un po’ di greco – che fa da tramite fra la legge e il mondo criminale. “Fall” accompagna gradatamente le varie fazioni verso quel baratro anticipato dallo schianto rovinoso di Kim. La scrittura sapiente permette alla tensione di aumentare senza che sia necessario indirizzare definitivamente la narrazione; ormai in dirittura d’arrivo tutte le porte sono ancora spalancate e praticabili e gli sviluppi del finale assolutamente imprevedibili. A Vince Gilligan e Peter Gould il compito di stupirci una volta di più.

Voto: 8 

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4 commenti su “Better Call Saul – 3×09 Fall

  • magicblack

    Bella recensione, ma mettere meno di 9 a un episodio come questo è da ergastolo 😛 Forse il migliore della stagione e addirittura dell’intera serie, altro che un “risicato” 8.

     
    • Davide Dibello L'autore dell'articolo

      Ciao magicblack, opinione condivisibile la tua; l’unica cosa che posso dirti è che il giudizio finale è la parte meno importante, su cui intervengono massimamente la soggettività e la parzialità di chi recensisce. L’ho trovato un ottimo episodio, di una qualità tecnica elevatissima come sempre ma, a parer mio, mancante di quel quid di originalità (che nemmeno si richiede al penultimo episodio di stagione) necessario a fargli ottenere l’eccellenza.

       
  • Marcosmico

    “schiantandosi simbolicamente e materialmente contro una roccia” non è una roccia Gesù Cristo, è un minerale! 😀