Doctor Who – 10×09 Empress of Mars


Doctor Who – 10x09 Empress of MarsChiusa la parentesi non del tutto riuscita dei Monks, la longeva serie targata BBC torna a proporre un episodio stand-alone che porta la firma di Mark Gatiss, in cui l’omaggio al glorioso passato dello show diviene purtroppo emblematico della sua incapacità di rinnovarsi e guardare al futuro.

Che Gatiss abbia una vera e propria passione per gli Ice Warrior è ormai chiaro, dobbiamo infatti proprio a lui la presenza, a dire il vero finora abbastanza marginale, di queste figure dal passato illustre all’interno del New Who: dopo l’apparizione in “Cold War” e il riferimento agli hive su Marte in “Robot of Sherwood”, non c’è quindi da stupirsi che l’autore abbia deciso di dedicare quello che potrebbe essere il suo ultimo episodio di Doctor Who proprio a questi personaggi. Come si accennava, la civiltà marziana degli Ice Warriors è considerata tra le più iconiche della serie classica, durante la quale, tra gli anni ’60 e ’70, è stata protagonista di ben quattro storie. “Empress of Mars” si propone quindi di aggiungere un altro tassello alle vicende degli Ice Warriors, ponendosi come una sorta di prequel di “The Curse of Peladon” e strizzando l’occhio, in particolar modo sul finale, agli estimatori del Classic Who, grazie alla menzione della Federazione Galattica e alla fugace comparsa di Alpha Centauri.

Doctor Who – 10x09 Empress of MarsMessi da parte gli omaggi, le citazioni e gli easter egg, però, che cosa resta? “Empress of Mars” sembra cadere vittima di uno dei maggiori rischi dell’intrattenimento audiovisivo contemporaneo, fatto di remake, rebooth e adattamenti, i quali per loro natura sono continuamente scissi tra l’esigenza di soddisfare il fan di vecchia data e quella di aprirsi a un pubblico nuovo, che non deve essere tenuto a conoscere nei minimi dettagli il materiale di partenza per poter apprezzare il prodotto che si trova di fronte. Doctor Who ha quasi sempre dimostrato, fin dal suo ritorno sul piccolo schermo nell’ormai lontano 2005, di saper gestire molto bene questa duplice necessità, riproponendo e ampliando l’iconografia e la mitologia che hanno fatto la fortuna della serie senza però presupporre pressoché alcuna conoscenza pregressa di tali elementi, ma anzi reintroducendoli mano a mano in maniera organica all’interno di un racconto che si è posto così a metà strada tra il sequel (cosa che di fatto è) e il rebooth. Le cose qui non funzionano però altrettanto bene, complice una scrittura densa sì di citazioni – non solo della serie classica, ma anche di prodotti cinematografici coevi come Zulu e Robinson Crusoe on Mars –, ma nel complesso poco coinvolgente nell’intreccio e non particolarmente ispirata dal punto di vista dei contenuti e per questo non in grado di entusiasmare lo spettatore che non ha familiarità con questi personaggi.

Gatiss torna a riflettere sul tema del colonialismo britannico: si tratta di un argomento più volte affrontato nella serie classica, quando la situazione storica lo rendeva certamente più attuale, ma anche in tempi più recenti e con buoni risultati in episodi come “Thin Ice“. Se però quest’ultimo era riuscito a imbastire un discorso sulle minoranze e sulla disuguaglianza in grado di dialogare in modo interessante con la realtà contemporanea, “Empress of Mars”, al di là di qualche suggestione visiva riuscita (il tè su Marte, la tomba della regina), fallisce nel costruire un sostrato tematico solido che vada oltre la basilare messa in scena delle tendenze espansionistiche inglesi – “You don’t belong here” “Don’t belong? We’re british!”.

Doctor Who – 10x09 Empress of MarsCiò è dovuto innanzitutto al fatto che il conflitto che va ad innescarsi tra umani e marziani, entrambi presentati come specie in sostanza guerrafondaie, oltre a non risultare particolarmente originale – si tratta in fin dei conti di uno dei topos più sfruttati dallo show – appare infatti debole e a tratti pretestuoso: l’arrivo dei soldati su Marte non può infatti ritenersi una vera e propria invasione, considerando che sono stati invitati da Friday e che sono impossibilitati ad abbandonare il pianeta. Pur non mancando alcuni buoni spunti, questi risultano quindi inficiati sia dalla debolezza della premessa che da una mancanza di approfondimento, quanto mai necessaria per sopperire a tali lacune: il dilemma morale del Dottore, che si dice indeciso su quali parti prendere, non acquisisce infatti spessore, traducendosi in una sostanziale passività di fronte agli eventi; allo stesso modo, l’interesse della Regina nei confronti di Bill e della sua opinione non trova il giusto spazio per svilupparsi, rimanendo uno scambio isolato che influisce in maniera marginale sulla risoluzione delle vicende.

Anche il presunto percorso di redenzione di Missy fatica ad acquisire corpo e quindi credibilità: dopo la telefonatissima rivelazione della sua presenza all’interno della vault e il suo parziale coinvolgimento nelle vicende dei Monaci, la Time Lady torna a essere relegata ai margini del racconto, in quanto figura strumentale unicamente alla costruzione del cliffhanger. Giunti a soli tre episodi dal finale, l’impressione è che il rapporto tra i due, a prescindere da come si evolverà, avrebbe meritato in questa fase un maggior approfondimento, in modo da preparare il terreno a quello che presumibilmente costituirà uno dei nuclei narrativi fondamentali dei capitoli conclusivi, che come sappiamo condurranno Twelve alla rigenerazione.

“Empress of Mars” è, in definitiva, un episodio nostalgico, che non riesce però a infondere nuova linfa vitale ai topos e alle citazioni su cui poggia, confermando purtroppo, come se ce ne fosse ancora bisogno, la stanchezza creativa di questa decima annata dello show e la necessità sempre più urgente di un cambio di rotta, nella speranza che questo avvenga, se non entro la fine della stagione, con l’avvento di Chibnall e della nuova incarnazione del Dottore.

Voto: 6

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