Fargo – 3×09 Aporia 4


Fargo - 3x09 AporiaLa follia che permea l’universo di Fargo ci sta portando ormai vicinissimi al finale di stagione, preparandoci a rimanere sempre a bocca aperta sulle soluzioni trovate dagli autori, che portano i personaggi su strade per loro del tutto oscure e incomprensibili.

A lie isn’t a lie if you believe it’s true, do you think that?

L’impossibilità di dare una risposta a un quesito, di fronte a due soluzioni che apparentemente sono entrambe valide: è questa la definizione di “aporia”, letteralmente passaggio impraticabile, strada senza uscita.
Emmit Stussy è il primo a trovarsi in questo vicolo cieco, sopraffatto dal dolore, dal peso insostenibile del rimorso, costretto a fare i conti con la realtà. Ma quale realtà? Qual è davvero la soluzione del problema che ha? È lì davvero per confessare un omicidio o solo per cercare di farsi confortare, sperando che anche la polizia dica che è stato un incidente? Il discorso confuso che fa a Gloria sembra dimostrare questa sua doppia anima, quando sappiamo benissimo che sì, l’impatto col vetro è probabilmente fortuito, ma la sua immobilità durante l’agonia di Ray racconta tutt’altro.

Il diabolico piano di V.M. Varga teso a scagionarlo in modo che non racconti nulla dell’organizzazione che ha preso il controllo dell’azienda degli Stussy ci riporta a quella definizione assurda e nera della vita tanto cara ai fratelli Coen e agli autori di questo prodotto televisivo. La sequenza con cui si apre l’episodio è come sempre emblematica senza alcun bisogno di spendere nemmeno una riga di dialogo: l’azionamento degli irrigatori durante un giorno del rigido inverno del Nord Dakota non ha nessun senso, se non quello di riportarci alle dimensioni del no sense, com’è la concenzione del male di uno dei personaggi più ributtanti e mefistofelici dell’intera serie.

You think the world is something, then it turns out to be something else.

Fargo - 3x09 AporiaL’indiscussa protagonista della stagione, Gloria Burgle, si trova nella stessa situazione metaforica di Emmit: se da una parte ha trovato il bandolo della matassa, insistendo anche contro tutto il suo dipartimento, dall’altra si trova a combattere contro i mulini a vento che probabilmente si trovano nella calotta cranica del nuovo Sceriffo, che non vede quanto il piano di Varga sia talmente lineare, perfetto e facile da individuare da puzzare di falso da chilometri di distanza.
È quasi struggente l’abbandono contro forze troppo più grandi di lei della Burgle, che passano dal male senza freni dell’organizzazione di Varga alla stupidità infinita dei suoi colleghi: per questo è fondamentale la presenza della collega-amica Winnie Lopez, ancora di salvezza in un mondo che fa delle certezze un pezzo di carta in balia del vento.

Proprio Gloria è simbolo dell’assurdo, di quei momenti nella vita del tutto impronosticabili che cambiano la tua visione del mondo in un baleno: dalla storia ridicola del marito che di punto in bianco si scopre gay (“Disse che mi voleva bene, ma non mi amava davvero. E io che pensavo fosse un tutt’uno”), alla sua presunta invisibilità alla fotocellule. Tutta questa assurdità che la circonda e che la schiaccia, facendole dubitare addirittura di essere vera – “Questa è una storia vera”, recita l’ironico incipit di tutte le puntate – può essere risolta solo in un modo: con un abbraccio fraterno.

The problem is not that there is evil in the world, the problem is that there is good.

Fargo - 3x09 AporiaInfine c’è Varga, lupo cattivo della favola che in una bellissima sovrapposizione di immagini da espressionismo tedesco fa un sol boccone del malcapitato Emmit.
Varga è l’incarnazione del male sclerotico, quel caos guidato sì da un fine – sembrerebbe come al solito un motivo economico – ma che non ha nessun freno sulla strada per raggiungerlo. Il personaggio interpretato da un immenso David Thewlis si trova per la prima volta in difficoltà, messo all’angolo da una donna, per di più molto arrabbiata: la bella e velenosa Nikki Swango è protagonista del vis à vis del centro congressi, una sequenza che è come una partita da cui esce con uno scacco importante, che mette Varga in una situazione in cui non si era mai trovato, ovvero con le spalle al muro.

La frase che abbiamo scelto come titolo del paragrafo può essere presa come tagline dell’intero show, dove un male del tutto impazzito e senza argine viene spesso battuto dalla tenacia di chi crede ancora nelle cose giuste che possano in qualche modo aggiustare tutte le stranezze e le ingiustizie di questo mondo.
Varga è fisicamente infastidito da chi cerca di seguire le regole, dalla ricerca della verità che troppo spesso ha tentato di modificare a suo piacimento. Anche qui, quindi, si ritorna sul concetto di aporia: Nikki Swango sta facendo del bene o sta solo agendo per tornaconto personale, contro il personaggio più cattivo di tutti? Ci troviamo di fronte ad un altro quesito che non può avere una risposta certa, così come lo è il dubbio su cosa sia meglio fare nella vita: seguire le regole e perdere spesso o infrangerle per vincere più velocemente?

“Aporia” prepara perfettamente il terreno per il finale, in cui tutti i personaggi sono appesi un filo e dove la soluzione di tutti gli intrecci è ancora ben nascosta ai nostri occhi.
C’è anche tempo per una citazione cinematografica, che non è solo un tributo a I soliti sospetti, non è solo una riproposizione delle celebri sequenze dell’interrogatorio con Kevin Spacey, ma soprattutto la definizione di un qualcosa di non capibile e misterioso come tutto il male che ci circonda: “La beffa più grande che il Diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste”.

Voto: 7/8

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Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


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4 commenti su “Fargo – 3×09 Aporia

  • Sergio

    Dopo un inizio un po’ lento la seconda metà é sicuramente migliore. Serie di grande qualità, mi piacciono questi i riferimenti al bene/male, alla verità/menzogna.
    Mi piace moltissimo Nikki unico personaggio alla fine che vincente mentre tutti gli altri risultano fagocitati dai loro problemi.
    Aspetto ultima puntata per giudizio finale, ma é da dire che questa stagione comunque non prende come le altre. Sarà forse un taglio più cerebrale o che comincia un po’ a stancare….

     
  • annamaria

    Io sono innamorata di questo episodio.
    Odiavo Nikki tanto da aver provato soddisfazione quando l’hanno pestata e adesso la adoro, lei e Mr. Wrench, che se ne vanno da vincitori in un ondeggiar di frange.
    Mi è piaciuto moltissimo l’episodio scorso ma questo mi ha fatto davvero godere. Ho rivisto la scena della Sala Congressi almeno quattro volte.
    “Tu lo sai che a questo gioco non puoi vincere, vero?” sbotta un Varga finalmente esasperato.
    E perché no, brutto pezzo di…
    Certo che un personaggio più odioso era difficile da immaginare, anzi più repellente perché è questo che è Varga, repellente, con quei denti marci che si stuzzica continuamente, quel modo di mangiare (e vomitare) rivoltante, quel modo di parlare urticante, lento, offensivo (che il doppiaggio, purtroppo, ha ucciso. Una prece)
    Marlo faceva paura ma non faceva schifo, Varga sì, il che è un bene, visto che rappresenta l’avidità fine a se stessa, la voglia di prevalere per il gusto di prevalere, il denaro da possedere e accumulare ma non da godere (sarebbe una cosa troppo umana), qualcosa che l’America conosce bene e da cui dovrebbe guardarsi.
    Bellissima recensione, Ste, complimenti.
    Ho letto commenti di gente che si dice delusa da questa stagione, a me invece sta piacendo un casino.
    E’ vero che sarà l’ultima?

     
    • Ste Porta L'autore dell'articolo

      Ciao Annamaria, intanto grazie per i complimenti. 🙂
      Non si sa ancora se sarà l’ultima stagione, anche se Noah Hawley è il primo a frenare gli entusiasmi in tal senso: o ha un’idea geniale come le prime tre, o niente. E come dargli torto?

       
  • Michele

    Bella recensione e bella puntata!

    Si sente molto il senso dell’assurdo. Io sottolineerei anche il paradosso in cui vive Emmit: ha provato, in ritardo, a fare la cosa giusta andando alla polizia a confessare, pensando che così avrebbe fermato Varga. Invece quello che ha causato è stato di far morire altre due persone.