Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6) 5


Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)L’inverno è ormai arrivato, il destino delle più grandi casate di Westeros è prossimo a compiersi; a pochi giorni dall’inizio del terzo atto conclusivo di Game of Thrones (diviso in due stagioni brevi) è arrivato il consueto appuntamento con lo sguardo indietro alla stagione appena trascorsa.

Quando il prossimo 16 luglio la HBO riaprirà le danze della serie televisiva più costosa della sua storia, un vero e proprio fenomeno culturale in grado di dominare lo scenario internazionale, ad attenderla ci saranno milioni di spettatori pronti a vedere su chi si accanirà il destino e chi sarà il più abile giocatore alla scacchiera del gioco del Trono di Spade. Se, però, vogliamo tornare appieno all’interno delle vicende che si apprestano ad essere narrate, è bene riguardare la sesta stagione per ricapitolare gli eventi principali di quell’annata televisiva.

 And now my watch is ended.

Jon Snow è morto. Tradito dai suoi uomini per essersi alleato con i bruti, giace senza vita al Castello Nero circondato da pochi amici (Samwell Tarly è partito alla volta di Vecchia Città che raggiungerà dopo una breve ma significativa deviazione presso il padre). La speranza, però, permane nelle parole e nei rituali di Lady Melisandre, il cui fallimento con Stannis Baratheon – ucciso da Brienne di Tarth per vendicare Renly Baratheon – ha condotto a cercare riparo tra i Guardiani, afflitta da una terribile crisi di fede. Nonostante ciò, il Signore della Luce non sembra aver terminato con lei: la Sacerdotessa diventa dunque un tramite per il suo Dio e riporta in vita Jon Snow. Adesso che il Comandante dei Guardiani della Notte è di nuovo al suo posto, però, come potrà superare il dolore di essere stato tradito dai suoi stessi uomini?

Il destino sembra pronto a rispondergli: quando è deciso a mettersi per sempre alle spalle la sua vita passata e andarsene al Sud – ma solo dopo aver impiccato i suoi carnefici –, ecco che viene intercettato da Sansa Stark la quale, fuggita da Grande Inverno grazie all’aiuto di Theon Greyjoy – finalmente liberatosi dal giogo psicologico di Ramsay Bolton – raggiunge il fratellastro e può dare il via al primo emozionante incontro tra i dispersi membri sopravvissuti della casata Stark. Con loro ci sono anche Brienne, che ha trovato Sansa in pericolo durante la fuga, ed il suo scudiero Podrick.

Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)Ramsay, tuttavia, non ne è affatto felice e dopo aver perso anche i suoi migliori uomini, dice addio a quel briciolo di sanità che gli era rimasto uccidendo il padre e facendo sbranare dai suoi mastini la matrigna ed il fratello neonato per non rischiare di perdere la sua eredità. Ramsay è ora a tutti gli effetti Lord Bolton, capo indiscusso della propria casata e di Grande Inverno. Eliminato anche Stannis Baratheon con il suo esercito ed ottenuto Rickon Stark a causa del tradimento di chi avrebbe dovuto proteggerlo, c’è solo un ultimo tassello prima di potersi assicurare il dominio su tutto il Nord: il Castello Nero.

Dopo numerosi tentennamenti e con l’appoggio di Sansa e di Davos Seaworth, nel frattempo diventato suo consigliere, Jon Snow decide di riprendere la città del padre e per farlo non può tirarsi indietro dal chiedere ai lord del nord il proprio appoggio contro i Bolton. Nonostante numerosi rifiuti e pochi aiuti (con il fondamentale supporto di Lady Lyanna Mormont), Jon Snow mette su un discreto esercito anche grazie a Tormund e agli altri Bruti. La guerra si avvicina.

Il giorno della battaglia è però un disastro strategico per Jon Snow che si dimostra incapace di resistere alle provocazioni di Ramsay. La goccia che fa traboccare il vaso è l’assassinio spietato di Rickon Stark sul campo di battaglia sotto gli occhi attoniti dell’impotente fratellastro. Lo scontro tra le due fazioni è inevitabile e solo l’arrivo dell’esercito degli Arryn – guidato ovviamente da Ditocorto richiamato da Sansa – permetterà agli Stark di uscirne miracolosamente vittoriosi. E mentre il vessillo del metalupo torna finalmente ad issarsi su Grande Inverno e Jon Snow viene acclamato Re del Nord tra le perplessità di Ditocorto, Ramsay Bolton viene divorato dai propri mastini sotto lo sguardo di Sansa Stark che può finalmente liberarsi dal tuo terribile incubo. Nel frattempo, però, il sacrificio compiuto da Melisandre ai danni della piccola Shireen viene scoperto da Davos e la Sacerdotessa viene condannata ad allontanarsi ed andarsene al Sud.

Long may She reign.

Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)Le cose non vanno meglio nella capitale: piena di speranze ed ancora in via di guarigione dopo la terribile umiliazione subita, Cersei dovrà anche fare i conti con il ritorno di Jaime e la salma di Myrcella, la figlia che il fratello minore aveva mandato a Dorne per stabilire un’alleanza che non ha mai funzionato davvero. Ormai con i Martell è guerra aperta ed il tradimento di Ellaria – che nel frattempo ha ucciso il principe Doran prendendone il posto alla guida del regno di Dorne – apre una frattura insanabile tra le due casate.

Jaime è ben deciso a rimettere ordine tra le forze politiche della città; raduna così il proprio esercito e quello Tyrell, per riprendere Margaery ancora prigioniera dell’Alto Passero e in questo modo spezzare l’influenza che questo ha sul figlio Tommen. Il piano si rivelerà un completo fallimento perché il Re dei Sette Regni ha spontaneamente deciso di mettersi sotto la tutela del Credo Militante per forgiare un’Alleanza tra Corona e Fede come non se ne vedevano da tempo. Insomma, ogni strategia politica contro l’Alto Passero sembra non avere alcun effetto. I Tyrell, nel frattempo, sono sempre più in pericolo: i due giovani fratelli sono ancora imprigionati, ma Margaery sembra avere un piano che va meticolosamente portando avanti. Per farlo, però, ha bisogno di allontanare da Approdo del Re l’amata e caustica nonna Olenna, la quale rischia sempre più di infastidire l’Alto Passero e subirne l’oscurantismo religioso.

A peggiorare la situazione in città giunge improvvisa la decisione di Tommen di impedire a Cersei un processo per singolar tenzone – la donna voleva ovviamente far uso di nuovo della Montagna, diventato ora se possibile ancor più una macchina da guerra; alla Regina Madre non spetta altro che progettare un grandioso quanto pericolosissimo piano per sradicare il problema dalle fondamenta. Per fare ciò deve liberarsi di Jaime: l’occasione avverrà con la strenua difesa da parte di BlackFish Tully di Delta delle Acque, la città di famiglia e della nipote Catelyn, a causa dell’incapacità di Walder Frey di riprendersi la città. Con un abile stratagemma e utilizzando Edward Tully, legittimo erede di Delta delle Acque suo prigioniero, Jaime ottiene senza nemmeno combattere il controllo sui territori suoi e dei suoi alleati (ci sarà il tempo per un breve ma importante incontro con Brienne).

Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)Con il fratello via ed il processo alle porte, il piano di Cersei può avere inizio: mentre è attesa nel Grande Tempio di Baelor per rispondere dei suoi peccati davanti agli Dei, la donna approfitta della presenza in un unico luogo di tutti i suoi nemici. Come aveva cercato di fare Re Aerys II Targaryen il Folle – ma fermato in quell’occasione proprio da Jaime che da allora porta con sé l’onta di essere soprannominato lo Sterminatore di Re –, Cersei Lannister fa esplodere l’Alto Fuoco sotto la città. L’esplosione avvolge completamente il Tempio uccidendo in un colpo solo lo zio Kevan, quasi tutti i Tyrell (non sapremo mai qual era il piano di Margaery) e l’Alto Passero. Inoltre, potrà finalmente vendicarsi della Septa Unella, lasciata nelle amorevoli mani della Montagna. C’è però qualcosa che Cersei non aveva calcolato: il figlio Tommen, atterrito da quanto visto e privato della moglie e del consiglio dell’Alto Passero, si suicida. Incapace di lasciar andare, Cersei si fa incoronare dal suo nuovo Primo Cavaliere Qyburn quale Regina dei Sette Regni, riuscendo a sedersi sul Trono di Spade sotto lo sguardo attonito del fratello gemello. Una nuova Regina è sorta.

Westeros, però, è in fermento sull’intero suo territorio: il Mastino è sopravvissuto allo scontro con Brienne che lo aveva condotto quasi alla morte (quando Arya si rifiutò di salvarlo), ma ben presto deve rendersi conto che l’ingiustizia e gli assassini continuano ad imperversare durante la guerra. Durante la ricerca di vendetta ai danni di coloro che hanno ucciso i suoi salvatori, il Mastino incappa nuovamente nella Fratellanza senza Vessilli guidata ancora una volta da Beric Dondarrion e Thoros di Myr, e sembra aggiungersi alle loro fila. Le acque si agitano anche per i Greyjoy con l’uccisione di Balon da parte di Euron, il fratello da tempo scomparso. Il suo ritorno coincide con quello di Theon Greyjoy, l’erede maschio di Balon, che però appoggia le istanze della sorella Yara al Trono del Mare. Sarà tutto inutile: gli Uomini di Ferro le preferiranno comunque Euron e le sue promesse di riscatto contro gli oppressori continentali. I due fratelli fuggono dalle Isole di Ferro per intraprendere un lungo viaggio volto a raggiungere la persona con la quale intendono allearsi: Daenerys della Casa Targaryen.

None of you are fit to lead the Dothraki. But I am.

Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)Anche nel continente di Essos le cose sembrano piuttosto difficili: Tyrion e Varys si ritrovano a dover governare una città sempre più vicina all’ennesima guerra civile – stavolta contro la propria liberatrice. E mentre Varys ottiene (a modo suo) informazioni vitali sui Sons of the Harpy e su quanto sia vasta e ramificata la strategia dei nemici di Daenerys, Tyrion cerca di cavarsela con la politica, riaprendo i combattimenti che gli Schiavisti tanto desideravano. Nel frattempo Daenerys è stata catturata dai Dothraki; in qualità di vedova di Khal Drogo, la donna viene condotta a Vaes Dothrak pronta per rimanervi per tutto il resto della sua vita. Ma un drago non può essere facilmente incatenato e Daenerys Targaryen in uno spettacolare incendio uccide gli altri Khal e si pone alla guida dell’intero esercito Dothraki che adesso lotterà per la sua Khaleesi.

Il suo ritorno a Meereen sarà provvidenziale: quando le navi degli Schiavisti, che erano dietro le Arpie, arrivano per eliminare gli Immacolati ed il loro governo, la Khaleesi fa ritorno sulle ali di Drogon e si libera di tutti i suoi nemici in un colpo solo. Con al fianco gli altri due draghi, Daenerys è ormai pronta a partire verso Westeros, tagliando definitivamente i ponti con il passato (lasciando Daario Naharis a guardia delle sue città). E mentre Tyrion diventa il suo Primo Cavaliere, Lord Varys, che tempo prima si era allontanato per seguire un suo progetto, fa la sua apparizione a Dorne riuscendo così ad assicurare alla sua regina l’appoggio dei dorniani e di una Olenna Tyrell in lutto, il cui unico desiderio è ora vendicarsi della donna che le ha strappato via l’intera famiglia. Targaryen, Martell, parte dei Greyjoy e Tyrell tutti alleati contro la Regina Cersei.

Nel frattempo a Braavos Arya deve fare i conti con la sua cecità e la vendetta dell’Orfana che sembra intenzionata a non darle alcuna tregua. Sarà solo attraverso dolore e sofferenza che ritornerà a vedere, pronta a diventare un’assassina per il Dio dai Mille Volti. La sua prima prova, tuttavia, fallirà perché non è capace di uccidere un’attrice senza alcuna colpa. L’unica soluzione è lo scontro finale contro l’Orfana: dopo aver sconfitto la sua nemica recuperando la spada Ago, può finalmente allontanarsi dal Tempio e muoversi alla volta di Westeros dov’è “attesa” alle Torri Gemelle da Walder Frey. In quel luogo in cui per poco non era finita vittima della strage delle Nozze Rosse, Arya Stark può finalmente vendicare la madre ed il fratello uccidendo la causa di così tante sventure, quel Walder Frey che aveva dato vita ad uno dei momenti più scioccanti della serie. Uno dei nomi della sua lista è stato eliminato: dove andrà, adesso, la più giovane delle figlie di Ned Stark?

Promise me, Ned.

Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)Brandon Stark è sempre più immerso nel proprio addestramento e nelle visioni del passato: di tanto in tanto torna nel confortevole mondo di Grande Inverno, quando suo padre era giovane e tutto sembrava essere molto più semplice e felice. Non solo questo, però: attraverso i suoi poteri egli può comprendere come tutto sia iniziato e come siano state le antichissime creature chiamate Figli della Foresta ad aver creato gli Estranei per difendersi dagli Uomini. Inutile dire che il loro piano ha funzionato sin troppo, avendo dato vita alla più spaventosa e crudele calamità che abbia mai camminato nel mondo. Le sue scorribande, però, diventano straordinariamente pericolose quando inizia ad essere troppo avventato: è così che Bran, rintracciato dal Re della Notte, causerà la morte del Corvo a Tre Occhi e di Hodor stesso, non prima di scoprire di essere stato proprio lui la causa, nel lontano passato, dei problemi mentali di Hodor.

Quando sembra spacciato e pronto ad essere ucciso dai suoi nemici, Bran ottiene l’inaspettato aiuto di suo zio Benjen, creduto ormai morto da molti anni. Egli è diventato, però, qualcosa d’Altro, una creatura del nord a metà tra un essere umano ed un Estraneo. Con il suo aiuto Brandon ritorna alla Barriera, ma sarà presso l’Albero Diga nelle sue vicinanze, ora che è diventato lui stesso il Corvo a Tre Occhi, che potrà assistere a quella che è forse la più importante svolta dello scorso anno: attraverso le sue visioni egli viene a scoprire che la zia Lyanna è morta di parto e che Ned Stark ha cresciuto come suo quel figlio che era in realtà suo nipote. Questa scoperta potrebbe cambiare seriamente le carte in tavola proprio ora che al “bastardo” spetta il ruolo di riunificatore di tutto il Nord: d’altronde Lyanna era stata rapita da Rhaegar Targaryen e Jon potrebbe essere il figlio.

Gli Estranei sono ormai sempre più vicini. Chiuse molte storyline aperte fino a questo momento, c’è moltissimo che possiamo attenderci dagli ultimi tredici episodi (sette per la settima stagione, sei per l’ottava) che ci condurranno alla conclusione di questa mastodontica saga. È chiaro, però che la guerra tra le Casate potrebbe presto diventare secondaria rispetto al pericolo proveniente dall’estremo Nord. Solo la Barriera ora divide gli Estranei dal resto del mondo; riusciranno gli Umani ad allearsi e a far fronte al nemico comune?

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5 commenti su “Game of Thrones – Dove eravamo rimasti? (Stagione 6)

  • DanieleA

    Bel riassunto solo che la frase “…Jon potrebbe essere il figlio” non è propriamente esatta.
    Jon è il figlio di Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen.
    Chiarissimo anche dall’effetto dissolvenza che passa dal bebè alla faccia di Jon.

     
    • Mario Sassi L'autore dell'articolo

      Ciao Daniele!
      Siamo ancora nel campo delle speculazioni, però: perché se è certo chi sia la madre, non altrettanto possiamo dire di Rhaegar. Si tratta dell’unica possibilità logica, è vero, ma bisognerà attendere la conferma ufficiale da parte della serie!