Halt and Catch Fire – 4×03/04 Miscellaneous & Tonya and Nancy 2


Halt and Catch Fire – 4x03/04 Miscellaneous & Tonya and NancyHalt and Catch Fire continua sull’ottimo percorso imboccato dai primi due episodi di questa quarta ed ultima stagione; i personaggi che conosciamo ormai da tempo, pur se profondamente cambiati, riescono ancora a tenere lo spettatore incollato allo schermo.

Questa quarta annata di Halt and Catch Fire porta con sé il tema del cambiamento e dell’evoluzione verso il futuro – a partire dalla sfida sul web, che dal finale della terza stagione prometteva di essere “The Next Big Thing”, fino alle storyline, che hanno come protagonisti anche i personaggi più giovani (Haley su tutti)  e rappresentano quanto sia stata importante e definitiva la crescita di quelli che erano i giovani entusiasti della prima stagione. I due episodi di cui parliamo sono fortemente collegati tra loro, così come quelli della doppia première: se “Miscellaneous” ha il compito di portare avanti la narrazione dopo la stasi del secondo episodio, “Tanya and Nancy” è una puntata che rappresenta a pieno la poetica della serie, mescolando elementi tipici del family drama ai concetti di evoluzione e cambiamento tanto cari agli autori.

[…] we have the ability to create something out of nothing, and that can be threatening to people on the business side because… they can’t.

Halt and Catch Fire – 4x03/04 Miscellaneous & Tonya and NancySe questa quarta stagione – e la serie stessa – sono fin da sempre state incentrate sull’importanza del cambiamento e sulla ricerca da parte di tutti i personaggi di quel qualcosa in più in grado di riempire le loro esistenze, Cameron è sempre stato per eccellenza il personaggio che inpersonificava questo movimento dinamico – trottola impazzita mai completamente in balia degli eventi, costantemente proiettata verso il futuro senza mai guardarsi indietro. Ecco perché la crisi esistenziale (su cui la stessa scherza con Boz) della donna ci appare particolarmente importante: le motivazioni alla base non sono diverse da quelle che hanno caratterizzato le sconfitte e i dolori degli altri, ma è il personaggio stesso di Cameron (l’unico volto giovane e sbarazzino della prima stagione) che investe la storyline di valore ancora più forte. È una crisi che si consuma a partire dal confronto con l’amica odiata ed amata, figura materna e rappresentativa di tutto ciò che Cameron disprezza del processo creativo, Donna: se nel botta e risposta tra le due Cameron appare uscirne vittoriosa – almeno per il suo punto di vista – è una piccola vittoria che viene subito smorzata. Ciò che è interessante riguardo la mancata uscita del nuovo progetto di Cameron è proprio l’approccio della stessa alla vicenda: è affascinante notare come dopo quattro stagioni ci siano alcuni errori che i personaggi continuano a commettere. Cameron è da sempre convinta di non poter sbagliare, e tanti successi professionali hanno contribuito ad aumentare le sue certezze: la scelta di consegnare il gioco alla rivista più importante del settore piuttosto che interrogarsi sulla sua decisione e sugli interessi del suo pubblico è un pensiero che non le attraversa la testa, segnando infine la sua disfatta.

Il punto focale di questo percorso inizia quando la donna, con una metafora molto evidente, ascolta il consiglio di Joe e getta via il passato (sotto forma di scatoloni scaraventati nella spazzatura) e fa un piccolo passo avanti, affacciandosi al futuro con uno spirito rinnovato. Ma non tutti sono Joe MacMillan, in grado di gettarsi sulla prossima nuova idea senza pensare al fallimento della precedente: Cameron è ancora scottata dal suo insuccesso – personale e lavorativo – e a nulla basta il concentrarsi su nuove attività fingendo che il passato sia già un ricordo lontano. Cameron non è in grado di lasciar andare via i fantasmi del passato: lo si vede nel suo rapporto con Donna così come nel suo ennesimo ritorno tra le braccia di Joe (è lei stessa che ad inizio puntata afferma che lui è impossibile da amare), ed il suo arco nel quarto episodio ne è la conferma diretta. Cameron diventa quindi il personaggio per eccellenza che non è in grado di lasciarsi andare al futuro e mettere il passato alle spalle; I guess this is where everything’s going, dice alla fine di una partita al videogame che tanto successo sta avendo tra gli utenti. Una frase amara che più di tutte racconta il suo tormento interiore, sottolineando l’incapacità di affrontare la dura verità: non sempre si è in grado di cogliere cosa sia “the next big thing”, né di essere protagonisti attivi della rivoluzione.

A computer can’t tell me what I want.

Halt and Catch Fire – 4x03/04 Miscellaneous & Tonya and NancyFin da subito personaggio che si è contraddistinto per il suo essere istrionico e affascinante, in seguito agli eventi del finale di stagione e della doppia première, è un Joe molto più tranquillo quello che vediamo sullo schermo. A partire dal look, più sbarazzino nei primi due episodi e che ora ricalca di nuovo quello della prima stagione, la sua trasformazione sembra essere quella più coerente e meglio costruita della serie. Il plauso va agli autori in grado di costruire un’evoluzione graduale; dalla prima apparizione da villain tormentato si è trasformato in una figura molto più equilibrata, consapevole dei propri difetti e che non ha mai abbandonato quella spinta verso il futuro in grado di fargli superare ogni fallimento e ostacolo. A differenza di quanto possa sembrare, è Joe il motore della serie e delle azioni dei protagonisti: è lui a scoprire nel progetto di Haley quel qualcosa in più in grado di sovvertire il sistema ed è la sua presenza a convincere Gordon a buttarsi in una nuova avventura lasciando indietro il successo e la nostalgia di quella vecchia.

Questi due episodi riescono a esprimere a pieno l’essenza di Joe come personaggio e lo fanno anche e soprattutto attraverso il rapporto con le due figure che più contano nella sua vita: se il secondo episodio e quella lunga telefonata erano servite a riconciliare due anime che per troppo tempo si erano cercate, la relazione di rispetto e amicizia più forte che è emersa in questi due episodi è quella tra Joe e Gordon, mai come ora sulla stessa lunghezza d’onda e capaci di comprendere l’uno i bisogni dell’altro. In tutte le scene insieme è percepibile la crescita di entrambi, la capacità di capire l’uno i silenzi dell’altro, la voglia di creare qualcosa di nuovo e rivoluzionario insieme. Ciò che è più apprezzabile e ben funziona è l’accostare la figura di Joe ad un tema molto importante e caro alla serie stessa: il tocco umano. È Joe ad essere sordo ai consigli di Cameron ed alle potenzialità del rivale, sottolineando quanto non si debba perdere un’impronta umana nel loro certosino lavoro; è Joe a sottolineare che, nonostante qualsiasi evoluzione, un computer non potrà mai discernere il bene dal male. È matematica contro anima, è il passato ed il futuro (Joe ed Haley) contro un diverso modo di pensare passato e futuro (Cameron e Donna); in questa semplice contrapposizione Halt and Catch Fire riprende i temi che hanno caratterizzato tutte le sue stagioni infondendoli di nuova forza senza renderli mai ripetitivi.

Before you know it, they’ll be grown. You kiss that baby every chance you get.

Halt and Catch Fire – 4x03/04 Miscellaneous & Tonya and NancyUno degli errori in cui una serie come Halt and Catch Fire poteva cadere riguardava il personaggio di Donna e la sua trasformazione nel “villain” della serie; al netto di questi primi quattro episodi possiamo affermare che il danno è stato evitato. Se in “Miscellaneous” si potrebbe avere l’impressione che gli autori stiano calcando troppo la mano sulla sete di potere e successo di Donna, che è pur vero esageri nel relazionarsi al nuovo socio dell’azienda e nell’esprimere la sua frustrazione sul suo gruppo, è nel corso della cena che assistiamo ad un’umanizzazione del personaggio che ben si accosta al ritratto che abbiamo sempre avuto di lei. Al di là dell’imbarazzo iniziale e della spiacevole scenata ai danni dei giovani ragazzi, nel semplice racconto della sua prima gravidanza e del rapporto con il suo capo c’è una sincerità tale da non poter non scalfire lo spettatore. È affascinante osservare come gli autori non siano caduti nell’errore di presentare un personaggio femminile ambizioso privandolo di qualsiasi contatto con la sua umanità: nel caso specifico di Donna, è fin dal primo episodio che in lei abbiamo visto confluire – seppur in costante conflitto – le figure di donna, moglie, madre e ingegnere esperto, e la circostanza per cui quattro anni dopo questa conflittualità viene espressa nuovamente in modalità diverse non fa che rendere il personaggio ancor più realistico.
Il mezzo attraverso il quale questo processo di umanizzazione raggiunge il suo fine è il legame fortissimo che Donna ha con la maternità, che viene reso ancor più evidente nel quarto episodio: la decisione di non mostrare inutili scontri genitoriali tra Donna e la figlia in seguito al loro “scontro” sul piano lavorativo si rivela più che saggia perché contribuisce a presentare il personaggio come altro rispetto alla figura più austera che viene richiesta in ufficio. Anche nel caso di Donna il lavoro certosino svolto nel corso delle stagioni ripaga in quest’ultima annata, che ci presenta un personaggio imperfetto, come lo sono tutti gli altri, ma al contempo più consapevole di sé e del ruolo che vuole avere nella società, capace di migliorare se stesso anche attraverso il contatto con l’esterno.

Well, we have work to do.

Halt and Catch Fire – 4x03/04 Miscellaneous & Tonya and NancyDa timido genio incompreso fino a diventare capo di un’azienda dinamica che nel giro di due episodi ha purtroppo conosciuto il suo fallimento: questo è molto altro è  Gordon, in bilico tra aspirazioni di grandezza mai pienamente realizzate, la voglia di riprovarci e la consapevolezza che ad attenderlo potrebbe esserci una nuova sconfitta. Un Gordon molto diverso, più maturo ma anche più sconfitto, ci accompagna fin dalla première di questa quarta stagione: un personaggio che, credendo di essere arrivato, celebrava il suo medio successo mettendo a tacere quella voglia sfrenata di fare qualcosa in più, di essere anche lui l’artefice della prossima “big thing” che avrebbe sconvolto il mondo della tecnologia. La complessità del personaggio di Gordon sta tutta in questa ambivalenza ormai evidente, questa lotta tra la voglia di fermarsi e gettare la spugna e la necessità di sentirsi ancora una volta vivo e alle prese con una nuova avventura. Se nel confronto con Joe emergono tutte le sue più profonde contraddizioni, è dal rapporto con la figlia Haley che possiamo trarre ottimi spunti sul suo percorso: nell’ottima scena del terzo episodio il confronto tra genitore e figlio esplicita alla perfezione le tematiche che fin dall’inizio hanno caratterizzato la poetica della serie – la novità che si scontra con il passato, la voglia di cambiare il mondo e la paura che nel processo si possa rimanere feriti per le troppe alte aspettative.

Halt and Catch Fire confeziona due episodi che riescono a portare avanti la narrazione senza però snaturare le caratteristiche dei suoi personaggi principali, avviandosi verso un finale di serie che siamo fiduciosi non deluderà le aspettative. Nuovi scontri sono all’orizzonte e gli equilibri precari che si sono creati minacciano di spezzarsi nuovamente, ma la serie sembra perfettamente in grado di gestire le storyline avviate e le conseguenze che ne possano derivare.

Voto 4×03: 8
Voto 4×04: 8

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Informazioni su Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.


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2 commenti su “Halt and Catch Fire – 4×03/04 Miscellaneous & Tonya and Nancy

  • magicblack

    Ultimamente sono sempre nei commenti alle vostre recensioni a ripetere sempre le stesse cose: complimenti, ottima recensione e pienamente d’accordo con te! Forse sono ridondante e ripetitivo, ma tocca dirlo anche questa volta: brava Annalisa! Condivido soprattutto l’analisi su Donna. Anche io temevo per una caratterizzazione eccessiva del personaggio, che avrebbe cozzato con il personaggio descritto dagli autori in questi anni. Ma HACF dimostra, ancora una volta, di non voler sbagliare davvero mai. Buffo se pensiamo che i protagonisti di questa serie sbagliano sempre e sempre nello stesso modo 😀