Halt and Catch Fire – 4×05/06 Nowhere Man & A Connection Is Made


Halt and Catch Fire - 4x05/06 Nowhere Man & A Connection Is Made“Nowhere Man” e “A Connection Is Made” arrivano dopo un episodio in apparenza di rottura, in cui venivano predisposte le condizioni perfette per quello che avrebbe potuto essere l’ennesimo scontro distruttivo tra i protagonisti. Così come i suoi personaggi, però, anche Halt and Catch Fire è cambiata e cresciuta.  

Quella che fino ad una stagione fa sarebbe stata una bomba da far scoppiare senza ripensamenti, lasciando dietro di sé una nuova consapevolezza, certo, ma anche e soprattutto un cumulo di macerie, oggi è trattata come l’occasione migliore per “creare una connessione”. Se in passato le ambizioni, i traumi e, perché no, il genio di Donna, Gordon, Cameron e Joe li ha portati più volte sull’orlo della distruzione di se stessi e delle proprie relazioni, adesso è evidente la volontà da parte degli autori di iniziare o continuare, piuttosto, a costruire.

Dare vita a qualcosa di importante, creare valore, è un’aspirazione che ha sempre unito tutti i personaggi principali, ma quando si arrivava al punto di costruire mancava inevitabilmente la prospettiva giusta per farlo. Questa prospettiva è, oggi lo sappiamo, quella della maturità, che tanto la serie quanto i protagonisti hanno imparato a conquistare non senza ricadute , aprendosi alla comprensione e all’accettazione dell’altro.

Halt and Catch Fire - 4x05/06 Nowhere Man & A Connection Is MadeIl cambio di direzione è evidente: il primo episodio si avvia con una situazione di incomunicabilità e tensione Cameron si isola, Joe non riesce a gestirlo e ricade nei suoi tic, Boz è alle strette –, ma non ci vuole molto perché i personaggi vengano costretti a fare i conti con i propri segreti e debolezze, in maniera finalmente costruttiva. L’infarto è un espediente narrativo forse fin troppo conveniente, ma ha il grande merito di far venire alla luce la verità sull’algoritmo nell’arco di un solo episodio e di innescare così una serie di reazioni ancora in parte immature ma non più gravate dal peso del non detto. È un momento di forte vulnerabilità per tutte le persone coinvolte, in particolare per le protagoniste femminili: Donna elabora la propria rabbia, montata con forza (e a ragione) nel corso dell’episodio, e dopo l’ultimo scatto d’ira nei confronti di Cameron si lascia andare ad una confessione di fragilità con l’ex-marito, rimettendo le proprie azioni in prospettiva; Cam, invece, affronta il suo segreto e soprattutto il proprio malessere raccontando tutto a Joe non senza una certa tendenza all’autosabotaggio –, e gettando quindi le basi per un rapporto più solido e sincero.

È soprattutto il suo compagno, però, a dimostrare di essere cresciuto: invece di reagire con rabbia o freddezza, Joe non cede alla tentazione di drammatizzare e si focalizza sui propri desideri più veri e intimi. La bellissima chiacchierata con Boz in garage, e quella con Gordon dell’episodio precedente, ci mostrano una persona ancora in bilico tra passato e futuro, ma pronta ad affrontare il presente con strumenti nuovi. L’entusiasmo e la carica visionaria del personaggio non sono spariti lo dimostra la frustrazione per la stagnazione di Comet (sebbene alimentata dai problemi con Cameron) e la gioia di portare avanti il progetto come qualcosa di rivoluzionario –, sono stati semplicemente ridimensionati dall’emergere di nuove esigenze e di una maturità emotiva frutto di una crescita personale accuratamente costruita. Questa nuova condizione gli permette di osservare la versione più giovane di se stesso e di smascherarne i trucchetti, recuperando innanzitutto la propria umanità oltre il “personaggio” che si era costruito.

Anche Gordon è in pace con se stesso: fin dall’inizio della stagione, ha dimostrato di aver trovato un buon equilibrio tra le proprie ambizioni e il piacere di prendersi cura del proprio “orticello”. Come sottolineano il discorso con Joe e la bella sequenza finale di “Nowhere Man”, l’uomo ha finalmente imparato ad accettare la propria natura di professionista, di padre, di amico e di malatoe questo gli conferisce una sicurezza che il Gordon della prima stagione non avrebbe mai sognato di poter conquistare. Bruciare i quadernini con i sintomi è un modo per rivendicare il proprio corpo e la propria vita imparando ad accettare entrambi per quello che sono, senza per questo rinunciare a crescere. Un percorso che, ognuno a modo suo e tra un inciampo e l’altro, stanno affrontando tutti i personaggi, stabilendo nel processo finalmente delle vere connessioni.

Halt and Catch Fire - 4x05/06 Nowhere Man & A Connection Is MadeA fare più fatica rimane Donna, il cui arco narrativo impostato su un’idea tanto glamour quanto illusoria di successo l’ha condotta ad uno stato di grande solitudine e insoddisfazione. All’apparenza grossolano pensiamo all’uso dell’alcool, alle scelte in termini di styling, alla facilità con cui sono stati utilizzati determinati cliché della “donna in carriera” –, il lavoro di caratterizzazione fatto con il personaggio sta iniziando adesso a dare i suoi frutti. Nel mostrarne il crollo emotivo, soprattutto nel confronto con Gordon e Cameron (con la quale è tuttora innegabile una profonda intesa, come dimostra la “connessione” per mezzo di Pilgrim), gli autori raccontano una storia fatta di aspettative schiaccianti (specie se si è donna) e, ancora una volta, del bisogno di fare comunità, coltivare rapporti umani e connessioni. Non è un caso che anche Cameron ritrovi se stessa proprio in questa dimensione, dapprima grazie all’incontro con Tom e poi nel realizzare che nonostante tutto è riuscita a lasciare un segno nelle vite dei “suoi” videogiocatori. 

Si tratta, in fondo, della stessa esigenza che spinge le persone su internet, almeno secondo Hailey: entrare in contatto, raccontando se stessi per ciò che si è davvero. Con il senno di chi sa com’è andata nella realtà, queste parole fanno inevitabilmente sorridere, ed è un’ulteriore dimostrazione di quanto lo show sia effettivamente cresciuto. Più su si parlava di prospettiva: Halt and Catch Fire ha imparato a servirsene anche nel discutere di tecnologia, rimettendo i personaggi e le loro fantasie al proprio posto attraverso il confronto implicito con la realtà. Ma anche se sappiamo che Comet non ha un futuro, e che il web è un posto molto più oscuro e complicato di quanto una ragazza “diversa” vorrebbe che fosse, le connessioni che i personaggi creano tra loro grazie a e nonostante quella stessa tecnologia rimangono reali e profonde.

Il cuore della serie, a bene vedere, è sempre stato questo, e la sua ultima stagione gli sta senza dubbio rendendo giustizia.

Voto 4×05: 7
Voto 4×06: 8

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Informazioni su Francesca Anelli

Galeotto fu How I Met Your Mother (e il solito ritardo della distribuzione italiana): scoperto il mondo del fansubbing, il passo da fruitrice a traduttrice, e infine a malata seriale è stato fin troppo breve. Adesso guardo una quantità spropositata di serie tv, e nei momenti liberi studio comunicazione all'università. Ancora porto il lutto per la fine di Breaking Bad, ma nel mio cuore c'è sempre spazio per una serie nuova, specie se british. Non a caso sono una fan sfegatata del Dottore e considero i tempi di attesa tra una stagione di Sherlock e l'altra un grave crimine contro l'umanità. Ah, mettiamo subito le cose in chiaro: se non vi piace Community non abbiamo più niente da dirci.

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