Mr. Robot – 3×03/04 eps3.2_legacy.so & eps3.3_metadata.par2


Mr. Robot – 3x03/04 eps3.2_legacy.so & eps3.3_metadata.par2Dopo due episodi molto focalizzati su Elliot e Mr. Robot, sulla bipolarità del protagonista e sulla ricerca di un modo per renderlo evidente allo spettatore, Sam Esmail decide di “dirottare” la trama e allargare il punto di vista, dando così sia maggiore consistenza alla storia (e, diciamolo pure, alla seconda stagione), sia inglobando sempre di più le articolate peripezie del piano di Whiterose con le azioni dei vari protagonisti.

A voler muovere una critica ad Esmail, forse un po’ stantia ma su cui bisogna comunque riflettere, c’è la questione del tempismo, ovvero la decisione da parte del creatore di posporre di molto le spiegazioni a quanto visto nella scorsa annata, nella quale si era deciso di farci vedere tutto dalla parte di Elliot/Mr. Robot senza dare possibilità concreta di decriptare fino in fondo quanto uno interagisse con l’altro, o almeno agevolare la nostra comprensione del piano che i due (?) stavano portando avanti.

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Per capire quindi dove sia stato Tyrell Wellick per la maggior parte del tempo e come fosse riuscito a sparire completamente dalla faccia della terra, dobbiamo arrivare al terzo episodio della terza stagione. Così come nella mente di Whiterose, allo stesso modo in quella di Sam Esmail c’è sicuramente un disegno ben preciso di come debba evolversi la narrazione della serie Mr. Robot; il problema sta nel fatto che lo crediamo necessariamente sulla fiducia. Dall’altra parte è innegabile avere la sensazione che questo sia una sorta di momento riparatore più che una vera e propria mossa di sceneggiatura ben pensata, una specie di “dovere morale” perché ci si è spinti troppo oltre nella confusione di mosse e personaggi e si debba necessariamente porre rimedio in qualche modo. Probabilmente è solo una visione cinica e che tiene ancora ben presenti le difficoltà di capire più di qualcosa nella seconda stagione, perché, isolando la critica e volendoci concentrare sulla puntata, è allo stesso modo innegabile che  “eps3.2_legacy.so” sia un ottimo episodio. E lo è al di là della funzione meramente esplicativa, in quanto rivela che, se si vuole, Mr. Robot può fare a meno di Mr. Robot e di avere sempre al centro della scena il vero protagonista della serie, ovvero il bipolarismo del suo personaggio principale.

Mr. Robot – 3x03/04 eps3.2_legacy.so & eps3.3_metadata.par2In un certo senso, mettendo da parte il complesso gioco mentale e psicologico di Elliot, ci viene mostrato il viaggio di un uomo in un vortice di solitudine e disperazione, un viaggio dai tratti fortemente umani. L’intera serie è un percorso verso le profondità dell’animo umano, nelle sue pieghe più profonde, e su come queste siano per forza di cose influenzate – se non addirittura comandate – dal mondo esterno, di cui si è sia parte integrante che vittima. E in fondo la bipolarità protagonista è un modo per mostrare letteralmente tali effetti. La differenza però è che il viaggio che facciamo con Elliot/Mr. Robot è stra-ordinario, cioè compiuto guardando un soggetto che non fa parte della normalità, non inteso solo come affetto da una patologia, ma più per le eccezionali capacità e la sua situazione intrinseca – la “unique” condition di Elliot, appunto. Tutti gli altri personaggi sono quindi, rispetto a lui, degli standard e le loro storie appaiono paradossalmente “normali” – per quanto sia comunque un concetto relativo, soprattutto in questo contesto. Ma a ben vedere, Tyrell è un uomo ambizioso e la sua storia ha questo sentimento come motore principale, oltre al fatto che l’uomo abbia avuto al proprio fianco una donna ancora più ambiziosa, che ha spinto e lavorato su questa sete di arrivismo, fino a rimetterci la vita. E tra le cose più interessanti rivelate nell’episodio, c’è la famosa frase che apriva la premiére della scorsa stagione: quel “Bonsoir, Elliot”, che sembrava portatore di informazioni a noi sconosciute e a cui solo Tyrell poteva avere accesso. In realtà, scopriamo come i vari personaggi fossero degli attanti tenuti a debita distanza grazie alla frammentazione delle informazioni – dove il caso più eclatante è ovviamente quello di Darlene e Cisco, vicini fisicamente ma appunto lontani in quanto pedine di un gioco molto più ampio. Altra pedina fondamentale è Irving, che è a tutti gli effetti il vero e proprio braccio armato di Whiterose, perché se quest’ultimo è il cervello nella torre d’avorio che sposta gli equilibri del mondo , l’altro ne è l’intelligente esecutore.

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Mr. Robot – 3x03/04 eps3.2_legacy.so & eps3.3_metadata.par2Tra i tanti argomenti affrontati da Sam Esmail e che rende la sua creatura sia qualcosa di originale che di molto affascinante, c’è sicuramente la capacità di legare la realtà contemporanea e il mondo interno della narrazione, facendo apparire il mondo in cui ci muoviamo allo stesso tempo distopico e assolutamente realistico. Diversamente da come ha sempre affrontato l’argomento la serie ormai rappresentativa di questo campo per antonomasia, cioè Black Mirror di Charlie Brooker, Mr. Robot è libero da qualsiasi intento didattico o quantomeno da un certo approccio lungimirante, e non si trasforma quindi in una metafora o allegoria del mondo attuale, ma sembra quasi volerlo “usare” a favore della propria storia. In pratica c’è l’operazione contraria a quella di Brooker: non la finzione che parla della realtà, ma la realtà (così assurda e delirante, pare dire Esmail) che presta il fianco e dona tutto il suo materiale alla finzione. Trump come “prodotto” di Whiterose e del suo avere in pungo i maggiori giornalisti del mondo è in questo senso geniale; e questo interludio del terzo episodio si riflette fortemente nel successivo, che torna ad avere al centro dell’azione Elliot/Mr. Robot e soprattutto i giochi di potere che esistono tra i vari personaggi.

Nel provare a guardare dall’alto la situazione generale della storia, vediamo due fazioni. Da un lato ci sono coloro che sono consapevoli delle dinamiche, ovvero Angela, Irving e Mr. Robot; dall’altro lato Darlene, Elliot e Tyrell, benché in questo caso ciascuno di loro sia su un piano molto diverso dall’altro, e soprattutto con visuali e coinvolgimenti diversi. Significativo è infatti che l’episodio si concentri in larga parte su Darlene, che sta vivendo questa strana e dimidiata situazione tra essere informatrice dell’FBI, arrabbiata con la parte di Mr. Robot del fratello e la volontà invece di aiutare Elliot, provando a scoprire in cosa è coinvolto quando si trasforma in “Mr. Hyde”. E infatti, è nel seguire il fratello che scopre il grande tradimento di Angela e Mr. Robot: lei che si era sentita in colpa fino a quel momento di quanto fatto con e per lui, quell’omicidio che le pesa sulla coscienza assieme al crollo economico mondiale di cui si sente responsabile, termina con quella che appare come una resa. L’episodio si apre con Darlene che dal suo portafogli salva solo una polaroid e, specularmente, si chiude con l’abbandono della stessa in casa di Elliot, un gesto di estremo saluto al ricordo che li ha fatti muovere in prima istanza, ovvero l’amore per la loro famiglia.

Mr. Robot – 3x03/04 eps3.2_legacy.so & eps3.3_metadata.par2Rispetto al precedente, questo “eps3.3_metadata.par2” è un episodio meno incisivo, se tolta la parte di Darlene. Il gioco di incastri dei documenti della E-Corp che continuano ad attraversare il paese, la freddezza di Angela che ormai controlla Price e di conseguenza l’azienda per cui lavora, sono ancora pezzi che devono prendere corpo. L’altro importante momento è il cortocircuito che si crea tra Mr. Robot ed Elliot, la cui gestione attiene soprattutto ad Angela e che giustamente manda su tutte le furie Tyrell: proprio lui che aveva aspettato tanto di trovarsi nella stessa stanza con Elliot, è ora consapevole di come lui non sia affidabile, di come non sia quel “dio” creatore e distruttore che aveva riconosciuto in lui. E da qui la geniale mossa di Irving, nel passare il testimone della gloria della missione a Tyrell, ri-alimentando quel delirio di onnipotenza di cui era Shannon ad occuparsi precedentemente.

Mr. Robot per il momento continua a non deludere, riuscendo ad essere più lineare e chiaro nella narrazione, sebbene ci sia ancora qualcosa da sistemare, come se mancasse ancora quel quid accattivante ed incisivo che avevamo visto pienamente nella prima stagione. Una cosa è certa però: ora possiamo dire di stare in fiduciosa attesa.

Voto 3×03: 8
Voto 3×04: 7½

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).

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