American Crime Story: The Assassination Of Gianni Versace – 2×05 Don’t Ask, Don’t Tell 2


American Crime Story: The Assassination Of Gianni Versace – 2x05 Don’t Ask, Don’t TellNel pieno cuore della stagione, American Crime Story continua ad esplorare la psiche tormentata dell’assassino Andrew Cunanan e delle sue vittime, dimostrando di non voler in alcun modo limitare la sua prospettiva su uno dei periodi più difficili e complessi per gli Stati Uniti d’America. Questo intento è avvalorato dal sempre maggiore focus sulla tematica della correlazione tra omosessualità e società, che in questo quinto episodio trova il suo apice.

Tom Rob Smith, sceneggiatore di tutti gli episodi di questa seconda stagione, continua ad offrire una narrazione a ritroso perlopiù coinvolgente e originale anche se a tratti disorientante: il personaggio interpretato da Darren Criss è il filo rosso che collega tutti gli altri e, attraverso i suoi efferati omicidi, abbiamo la possibilità di conoscere una ad una le sue vittime, partendo dalla più recente in termini cronologici – Versace – fino alla sua prima uccisione, quella dell’ex marinaio Jeff Trail, protagonista indiscusso di “Don’t Ask, Don’t Tell”. Coinvolgente perché ad ogni salto temporale lo spettatore è portato ad apprezzare la multiforme interpretazione degli attori, che devono modellare il loro personaggio e adattarlo al momento narrativo in cui si trova: per esempio l’Andrew Cunanan di questo episodio è ancora innocente, non ha ancora dato inizio alla spirale di violenza che lo porterà da Minneapolis fino a Miami; si può dire che è un uomo ancora alla ricerca di un’ancora di salvezza, come dimostrano gli scambi di dialoghi con David sugli eventuali progetti di vita insieme. La narrazione può essere, però, anche disorientante perché assolutamente non lineare e poco adatta ad un racconto di questo tipo: Smith è bravo a catalizzare l’attenzione su un argomento alla volta, al fine di non disperdere l’attenzione e dare maggior risalto alla trama verticale – se così la possiamo chiamare in una serie che tenta di raccontare eventi reali – degli episodi, ma permane una maggiore difficoltà di fruizione rispetto alla prima stagione.

– “Regulation 600-20. Homosexual conduct defined as the act or statement by a serviceman demonstrating a propensity or intent to engage in homosexual acts.”
– “Do you know all regulations from memory, Lieutenant Trail?”
– “Most, sir.”

American Crime Story: The Assassination Of Gianni Versace – 2x05 Don’t Ask, Don’t TellNel 1994 Charles Moskos, importante sociologo americano, costruisce un modello interpretativo di quello che era il rapporto tra le forze armate e la società di appartenenza, declinandolo attraverso numerose variabili e analizzando i cambiamenti avvenuti nell’istituzione militare nel corso del tempo. È proprio lui a coniare la frase “don’t ask, don’t tell” che, oltre a prestare il titolo all’episodio, è anche la politica adottata dall’esercito americano nei confronti dell’omosessualità nel periodo a cavallo tra i due secoli: l’istituzione non può indagare sugli orientamenti sessuali dei propri dipendenti ma, se questi ultimi sono omosessuali e lo dichiarano pubblicamente, essa ha la facoltà di congedarli. La vita e la carriera di Jeff Trail, prima di perire sotto i colpi del martello di Andrew, ruota proprio intorno a questa politica che si pone come obiettivo quello di “ripulire” l’immagine delle forze armate americane da elementi considerati devianti e contrari alla dignità e al rispetto – come il titolo della guida che veniva consegnata loro, con la spiegazione degli atteggiamenti da tenere quando si indossava l’uniforme. L’obiettivo era quello di presentarsi come un modello rappresentativo della società americana nei confronti dell’opinione pubblica, una società ancora estremamente puritana e omofoba, che non poteva accettare che il suo soldato – ricordiamo che il militare americano, sociologicamente parlando, era il simbolo dell’eroismo tout court – potesse non essere eterosessuale.

Jeff viene messo in crisi dalla scelta che gli si pone di fronte: farsi avanti per difendere i suoi diritti, e quelli degli omosessuali in generale, rinunciando così ad ogni possibilità di fare carriera o di rimanere nella marina, oppure di nascondere e affossare il suo essere gay, mantenendo un profilo basso e una condizione di indifferenza verso l’umanità negata nei confronti di persone con orientamento sessuale diverso da quello socialmente accettato. Il personaggio ottimamente interpretato da Finn Wittrock sceglie la prima opzione, confermando le doti positive che gli autori hanno voluto evidenziare in lui: il coraggio di farsi avanti per quello che ritiene giusto nonostante le conseguenze e l’eroismo nei confronti delle persecuzioni e delle violenze gratuite riservate a persone innocenti. American Crime Story, però, non si lascia andare a facili banalità nel descrivere questo fenomeno e, nel tentativo ampiamente riuscito di mettere in campo un discorso sociale molto più ampio, sceglie di porre in relazione le esperienze di coming out di Jeff, che concede un’intervista al programma 48 hours, e di Gianni, che presenta Antonio come suo compagno al The Advocate.

– “And you, you get to be in the shadows, with your voice distorted like a criminal.”
– “Yeah.”

American Crime Story: The Assassination Of Gianni Versace – 2x05 Don’t Ask, Don’t TellEntrambi scampati alla morte quasi per miracolo – Jeff è sul punto di suicidarsi, Versace sopravvive all’AIDS –, i due protagonisti dell’episodio scelgono di fare un passo avanti verso quella società opprimente e intollerante che non ha mai permesso loro di essere davvero se stessi. La differenza, sottolineata da Smith nella scrittura dell’episodio, è nella modalità con cui questo avviene: il soldato, per preservare il proprio status, è costretto ad essere intervistato con il volto oscurato e la voce distorta come un criminale pentito, come puntualizza ironicamente Cunanan, e lo fa per denunciare un’ingiustizia; lo stilista, invece, sceglie di rivelare il suo essere omosessuale nell’ottica di dimostrare coraggio anche per il marchio che egli rappresenta (“Is the brand of Versace braver than the man?”). Gli autori vogliono evidenziare i paradossi insiti in queste rappresentazioni: se un uomo deve rimpiangere la scelta di aver aiutato un commilitone che viene picchiato a sangue al fine di non lasciar trapelare nulla sul suo modo di essere e rischiare di perdere il lavoro, evidentemente c’è qualcosa che non funziona; allo stesso modo la più facile accettazione nei confronti di una figura di spicco come Versace dimostra come sia più tollerabile l’omosessualità “da copertina” piuttosto che quella dell’uomo comune, facilmente additato come freak ed emarginato.

No one wants your love!

Al di fuori della digressione sul passato di Jeff, c’è sempre Andrew; qui, come si diceva, si trova all’inizio della sua “carriera” da serial killer, dato che il suo primo omicidio viene mostrato solo in chiusura di episodio, collegandosi direttamente a “House By The Lake”. Nonostante la mancanza di dati storici affidabili, la serie sta puntando sul costruire un personaggio verosimilmente instabile, che non si ferma davanti a nulla per ottenere qualcosa, a costo di sporcarsi le mani direttamente. Questo suo pragmatismo ossessivo crea un cortocircuito con gli ideali che sostiene, generando la violenza – anche psicologica – e la volontà di avere tutto sotto controllo. Il mondo gira intorno a lui: se egli sostiene che sta lavorando alla costruzione del set di Titanic e possiede un appartamento a San Francisco, questo non può essere falso, perché nel suo mondo costruito è realmente così.

American Crime Story sta confermando, episodio dopo episodio, le sue capacità descrittive e analitiche non solo del crimine al centro della stagione ma anche, e soprattutto, del periodo storico in cui è ambientato. Grazie alla tematica del riconoscimento dell’omosessualità, ormai al centro di questa stagione, lo show mette in comunicazione passato e presente, facendo riflettere lo spettatore su fenomeni sociali ancora critici nel mondo contemporaneo.

Voto: 8

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Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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2 commenti su “American Crime Story: The Assassination Of Gianni Versace – 2×05 Don’t Ask, Don’t Tell

  • arazi

    Il rumoroso percorso di accettazione e negazione della sua omosessualità e delle sue possibilità condurranno un insospettabile folle a uccidere chi ha tutto quello che lui non ha mai avuto. “Sono sprecato per questo mondo, eppure questo stesso mondo ha fatto di te una stella, signor Versace.