Dietland – 1×01/02 Pilot & Tender Belly


Dietland - 1x01/02 Pilot & Tender BellyDietland ha tutte le carte in regola per essere una serie rilevante nel panorama seriale. Caratterizzata da una sorprendente pluralità di temi importanti, una destabilizzante combinazione di generi narrativi e una particolare sensibilità per i problemi che infiammano i dibattiti contemporanei, la nuova serie prodotta da AMC, creata da Marti Noxon e basata sul romanzo omonimo di Sarai Walker, possiede tutti i crismi qualitativi necessari per raggiungere un successo di pubblico e critica immediato.

La storia è incentrata sulle disavventure di Alice “Plum” Kettle, redattrice di una rivista di moda tra le più in voga (ma in realtà ghost-writer della ben più nota Kitty Montgomery, interpretata da Julianna Margulies al suo primo ruolo dopo The Good Wife), nel momento della decisione di quest’ultima di sottoporsi a una ferrea dieta e in seguito a un’operazione dimagrante. Si troverà in un pericoloso fuoco incrociato, rappresentato da invasive organizzazioni femministe che cercheranno di farle cambiare idea, complotti sotterranei architettati per rivoluzionare le leggi dell’establishment, lettere scritte in cerca di aiuto, omicidi e crimini violenti perpetrati in nome di ideali precisi. Il tema invece è quello – discusso, articolato, attuale – del corpo femminile e della percezione della società nei confronti di una femminilità fuori dagli schemi predefiniti.

I primi due episodi non ci mettono molto a dimostrare di possedere un perfetto bilanciamento tra questi due aspetti della narrazione seriale. L’alta qualità della produzione offre infatti, fin dai primi minuti, un racconto esplosivo nella struttura narrativa, solido in quella tematica e poi deciso a raccontare le contraddizioni laceranti di uno degli ambienti più canonici dell’universo femminile, quello della moda, e la realtà altrettanto spinosa di uno dei problemi sociali più delicati: quello dell’obesità e in particolare del fat-shaming, della body positività e delle diete. Il tutto sempre scegliendo una strada comunicativa apparentemente semplice, caratterizzata (anche grazie all’idea di intimità data dalla narrazione in prima persona) da una schiettezza e una sincerità necessarie per imbrigliare in una forma chiara tematiche e riflessioni  che non fanno prigionieri: la critica, tesa verso i sistemi del mondo della moda e verso le più sottili forme di sottomissione e misoginia, è sentita ma anche controllata e consapevole del grande intrico di temi da affrontare.

Dietland - 1x01/02 Pilot & Tender BellyLa complessità degli argomenti con cui i due primi episodi si confrontano si unisce  alla difficoltà di raccontare un problema della contemporaneità che non solo è in continua evoluzione nel presente, ma è anche legato a tematiche universali, ancestrali. Il più evidente pregio dell’inizio della serie è proprio la capacità di organizzare un materiale vasto e centrifugo (come la dispersiva e stratificata tematica del femminismo) in una narrazione audiovisiva centripeta, che fa convergere tutto al centro dello schermo, verso la sua protagonista e verso le azioni dei suoi personaggi, riuscendo in un’opera di sintesi che nasconde un lavoro di scrittura eccezionale alla base. Si tratta di un’eccezionalità a sua volta dovuta a una visione molto precisa delle questioni trattate e a una consapevolezza degli eventi contemporanei e appartenenti alla cronistoria della concezione della bellezza femminile negli anni; questa cognizione riecheggia anche nel linguaggio utilizzato per raccontare la storia, quello della satira, e nelle modalità in cui questo linguaggio viene strutturato sulla base della necessità tematica.

La contaminazione, di cui è partecipe la serie, di un genere dalla forte e codificata identità come quello della satira con continui innesti provenienti dal thriller, dalla dark comedy e dal dramma psicologico deriva infatti dalla necessità di utilizzare un linguaggio audiovisivo colto, citazionistico e aperto alle sfumature di genere per raccontare una realtà con sempre più gradazioni di significato, sempre più stratificazioni di senso. Non mancano infatti, da parte della serie, inside joke con l’originale natura letteraria del prodotto e riferimenti relativi ad altre serie come Sex and the City e The Handmaid’s Tale, ma è il meno: se il tono satirico è il migliore per raffigurare gli eccessi del mondo della moda, sono gli improvvisi cambi di tono a dissestare la “tranquillità” della visione, e a rimanere impressa è la violenza espressa da accostamenti analogici, riusciti ed espliciti fin dalla sigla iniziale, dovuti al già citato incrocio di generi differenti e alla strategia di una scrittura capace di nascondere nelle pieghe comiche tracce di inquietudine profonda e nei momenti più drammatici aspetti umoristici fulminanti.

Dietland - 1x01/02 Pilot & Tender BellyQuesta tecnica si intuisce in alcuni momenti del primo episodio ma è più visibile nel secondo, “Tender Belly”, in cui l’apparato narrativo si concentra soprattutto sulla psicologia della protagonista: il suo modo di comportarsi, sempre gioviale ma sporcato da un malessere esistenziale evidente, riflette una visione satirica tesa tra riso e pianto. Nel secondo episodio assume importanza evidente anche l’ultima peculiarità della serie, ovvero l’animazione: appaiono spesso sullo schermo sagome in bianco e nero, con un’estetica mutuata da un incrocio tra le forme morbide dei quadri di Fernando Botero e le atmosfere tristi di Tim Burton, che invadono la realtà nella forma di proiezioni mentali attraverso cui Alice vede il mondo (o se stessa) nei momenti di sconforto. È una soluzione molto delicata e originale che, intercettando una tendenza cinematografica degli ultimi tempi (si pensi al film “Foxtrot“), sfrutta l’animazione per aprire un canale figurativo distaccato da quello realistico, in grado di proporre un’idea visiva e concreta dei sentimenti della protagonista.

Sul terreno del racconto psicologico, delle raffigurazioni inedite, degli incroci di genere e dell’attualità gioca Dietland, serie che per ora ha peccato solo di alcuni occasionali momenti di confusione, probabilmente causati dal grande ammontare di materiale narrativo. La serie, con questi due episodi di buon livello qualitativo, sembra avere affrontato le tematiche relative alla femminilità con mestiere e consapevolezza, attraverso scelte formali interessanti e grazie a una indagine psicologica attenta alle miniature caratteriali della sua protagonista.

Se sarà in grado di continuare a mantenere questo occhio originale e riflessivo sui propri argomenti, la creatura di Marti Noxon potrà costituire un prodotto in grado di produrre un dibattito positivo intorno al tema della violenza (psicologica o fisica) sulle donne, delle limitazioni che ancora esistono nella società occidentale e dei movimenti sociali come il #Metoo. La speranza e le aspettative dopo questo buon esordio puntano in quella direzione, speriamo che si mantenga la rotta: di show come questo c’è sempre più bisogno.

Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 8

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Informazioni su Leonardo Strano

Convinto che credere che le serie tv siano i nuovi romanzi feuilleton sia una scusa abbastanza valida per guardarne a destra e a manca, pochi momenti fa della sua vita ha deciso di provare a scriverci sopra. Nelle pause legge, guarda film; poi forse, a volte, se ha voglia, studia anche.

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