Legion – Stagione 2 18


Legion - Stagione 2La prima stagione di Legion è stata una delle novità più importanti del 2017. Noah Hawley è riuscito a dare una svolta psichedelica al genere supereroistico con un prodotto che è stato in grado di sovvertire le aspettative a ogni episodio e di regalare alcuni dei momenti di maggiore inventiva registica e stilistica visti sul piccolo schermo. Purtroppo, nella sua seconda annata, la serie di FX ha intrapreso un cammino altalenante e spesso molto deludente.

E dire che la premiere sembrava non aver subito il peso delle grandi aspettative, riuscendo a mettere in tavola le carte necessarie per proseguire in una direzione interessante. La caccia al corpo di Farouk (il MacGuffin stagionale) insieme a Syd dal futuro, erano degli ottimi spunti per dare vita a un racconto dinamico in grado di portare la giusta dose di conflitto. Purtroppo, queste premesse non hanno dato i frutti sperati, subendo un dilatamento estremo nel corso della stagione che ne ha eccessivamente rallentato il ritmo.

Tanto stile e poca sostanza

L’esigenza per Legion era quella di reinventarsi, un passaggio necessario per una serie così particolare ed eccentrica rispetto alle altre, al fine di confermare che quello che si è visto nella prima stagione non era stato solo un caso fortuito. Hawley ha deciso di spingere sull’aspetto indubbiamente più apprezzato della serie: la potenza visiva. Da questo punto di vista, la seconda stagione non lascia delusi: il livello creativo è infatti altissimo. Il problema è che, alla fine di ognuna di queste notevoli sequenze, non rimane nulla se non una serie di bellissime immagini che non sembrano avere un vero valore narrativo. Diventa anche difficile confrontarsi a livello critico con una serie che unisce una innegabile perfezione estetica e un cast di grandissimi attori a una narrazione mediocre e poco incisiva, che non riesce a farsi ricordare per quello che racconta. Quando si ripenserà a questa seconda stagione, non verranno in mente i momenti tra i personaggi o le emozioni raramente suscitate, ma solo l’ennesima soluzione visiva sperimentale, che però non può bastare a determinare la qualità dello show.

Legion - Stagione 2Alla serie va sicuramente riconosciuto il non voler mai conformarsi a degli standard narrativi, ma spesso questa si rivela un’arma a doppio taglio. Osare e provare qualcosa di nuovo a tutti i costi non è sinonimo di prodotto riuscito. L’irrefrenabile desiderio di superarsi e cercare sempre di stimolare solo ed esclusivamente l’occhio fa infatti affiorare un problema di base nella costruzione e nello sviluppo dei personaggi, spesso abbozzati e mai in grado di spiccare nel continuo bombardamento estetico.
Dove la serie riesce meglio è quando fa un passo indietro, soprattutto nelle puntate stand-alone. “Chapter 14”, ad esempio, in cui vediamo una serie di possibili futuri con David, rimane non a caso il picco della stagione. Qui infatti la serie non si perde nell’onanismo estetico di cui spesso è vittima e cerca di raccontare l’inevitabilità del punto di arrivo nella storia di una persona, anche se nell’economia del racconto mostrare degli scenari alternativi non aggiunge nulla al personaggio nel presente, e quindi il lavoro fatto sul suo sviluppo rimane praticamente inesistente.

Il destino del fallimento lo subisce in gran parte anche ogni tentativo di arginare questa mancanza di incisività emotiva, oscurata dalla necessità di mettere in scena una nuova folle idea. La morte di Amy sembra servire soltanto a far avanzare la trama e a dare un motivo in più per odiare Farouk, cadendo però nel cliché della disposable woman e sbarazzandosi così di un personaggio, quello della sorella, che, almeno in questa stagione, non sembrava essere al centro dei pensieri di David. Lo stesso discorso vale per la relazione tra lui e Syd, che dovrebbe essere il cuore emotivo della serie e che invece non ha nessun reale effetto sullo spettatore se non durante il finale, che però, come vedremo, risulta alquanto problematico.

“No one knows what is like, to be the bad man…” (The Who)

Legion - Stagione 2Il finale di stagione parte con lo scontro tra Farouk e David, uno degli apici visivi della serie, che si consuma tra animazione e “Behind Blue Eyes” degli Who, ma anche in questo caso rimane poco oltre all’ottima esecuzione. Qui c’è il primo grande passo verso la trasformazione in antagonista di David, preannunciata durante tutta la stagione in maniera non troppo velata; tuttavia, nonostante questi “indizi” sparsi prima, il suo cambiamento risulta in qualche modo sbrigativo e non una naturale evoluzione di ciò che c’è stato prima, soprattutto se si considera che il passo decisivo nella sua caduta verso gli inferi è lo stupro ai danni di Syd – un punto di non ritorno partito nel momento in cui David le cancella la memoria e che qualifica il loro rapporto sessuale come consenso falsato. La speranza è che non si trasformi in un espediente per un “semplice” percorso di redenzione, anche perché si è di fronte a una tematica delicata, a maggior ragione quando se ne dovranno trattare le conseguenze: il perdono non è una strada obbligatoria, e di sicuro non un percorso facile.
La serie vive di possibilità mai realmente sfruttate, e allo stesso modo si chiude questa stagione. Nonostante ciò le porte aperte con il finale vanno verso un nuovo capitolo molto interessante, in cui probabilmente assisteremo allo scontro tra Syd e David, un passaggio che potrebbe aggiungere complessità a una relazione poco esplorata e dove la loro incapacità di unirsi fisicamente nella prima stagione troverebbe un’ulteriore evoluzione anche a livello mentale-emotivo. Un eroe diventato antagonista è terreno fertile per raccontare qualcosa di interessante e complesso, e sappiamo che Hawley è in grado di farlo, come ha dimostrato nella prima annata di Fargo.

Legion - Stagione 2Questa stagione ha in definitiva deluso le aspettative, mettendo ancora di più in secondo piano la narrazione e lo sviluppo dei personaggi e puntando tutto sul potenziale visivo, fallendo così nell’insieme. È un metodo di racconto insostenibile, a maggior ragione se consideriamo la durata della stagione, articolata su undici puntate, tre in più rispetto all’anno scorso. Legion è una serie che cerca di essere audace e estremamente intelligente, ma il problema è che non nasconde mai questa intenzione, rendendola un elemento molto intrusivo. Diventa difficile lasciarsi andare quando, oltre ai vari problemi citati sopra, ci viene costantemente ricordato quanto quello che si sta guardando sia sperimentale e innovativo. La serie è in qualche modo diventata l’incarnazione di David, incapace di rendersi conto della spirale autodistruttiva intrapresa: “You either die a hero or you live long enough to see yourself become the villain”.

Legion si inserisce in un’annata in cui le seconde stagioni delle serie di maggiore successo degli ultimi anni (Westworld e The Handmaid’s Tale – quest’ultima fino alla settima puntata) stanno vivendo un percorso simile, in cui fanno fatica a ripetere gli ottimi livelli ottenuti in precedenza. Ovviamente non è tutto perduto, come si è visto con Mr. Robot, un altro prodotto che ha attraversato la stessa crisi durante l’anno sophomore ma che ha trovato il modo di riprendersi alla grande nel capitolo successivo. Hawley rimane uno degli autori più importanti del panorama televisivo odierno, e, nonostante sia il fautore dei passi falsi di questa stagione di Legion, rimane forse anche l’unica persona in grado di risollevarne le sorti.

Voto: 5

Condividi l'articolo
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

18 commenti su “Legion – Stagione 2

  • Genio in bottiglia

    Non sono d’accordo. Nonostante sia innegabile un rallentamento a tratti sfociato nel virtuosismo fine a sé stesso, questa serie resta, non soltanto visivamente, una perla. Probabile vi fosse materiale per cinque-sei puntate e ne abbiano fatte quasi il doppio. Per me Legion nella prima stagione era da 9, magari in questa é da 7, 7 e mezzo, proprio perché dilatato e con minore mordente. Aspettando con ansia la terza serie nella quale David/Legion potrà andare in giro a combinare casini insieme a Lenny/Amy (Aubrey Plaza still rocks) senza quella palla al piede di Syd. 🙂

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, Genio in bottiglia. Innanzitutto grazie per aver letto l’articolo. 🙂 Per me il calo del ritmo è stato molto pesante, e dove nella prima stagione si sorvolava su alcuni aspetti meno riusciti (comunque pochi e anche comprensibili per una matricola), in questa sono risultati molto più pesanti. Per me è difficile seguire una serie appassionatamente quando faccio fatica a instaurare un legame con i personaggi. Il lavoro fatto per approfondirli mi è sembrato in linea con la perfezione estetica, nel senso che ho avuto la percezione di essere di fronte a qualcosa di molto costruito e fine a se stesso, e che quindi mi ha inevitabilmente portato a non essere coinvolto con quello che accadeva sullo schermo. Spero che nella terza stagione venga fatto molto di più in questo senso, anche perché il potenziale c’è.

       
  • Alessio

    Completamente in disaccordo. Questa stagione ci ha regalato momenti televisivi di un livello pazzesco, in certi casi episodi interi (Chapter 12 su tutti). Attendevo l’episodio settimanale con la stessa impazienza con cui aspettavo quelli di Twin Peaks terza stagione. Questi passi falsi di cui parli, io non li ho visti nemmeno di striscio.

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, Alessio. Sicuramente ci sono stati dei momenti di altissimo livello, e sotto molti aspetti Legion è unica nel panorama televisivo. Richiede indubbiamente un diverso tipo di approccio, come del resto lo è stato anche per Twin Peaks, perché sono due serie che si distaccano dalle altre per costruzione e obiettivi. Però non ho assolutamente vissuto con entusiasmo la programmazione di quest’anno, e se nelle prime puntate ero più paziente perché era solo l’inizio e c’era ancora tempo per riprendersi, andando avanti col tempo e vedendo che le cose non cambiavano, la lentezza e l’autocompiacimento estetico hanno iniziato a pesare molto. Dipende poi da quello che si cerca in una serie, quali sono gli aspetti che per noi sono più importanti. Dal punto di vista visivo è innegabile che Legion sia impeccabile, ma per me non è sufficiente per farmi immergere completamente nel racconto.

       
  • Giuseppe Faraci

    Io e la mia ragazza continuiamo davvero a non capirci nulla. A fine di ogni episodio abbiamo un punto interrogativo in faccia e capiamo di aver sprecato altri 50 minuti.

     
  • paolo

    the handmaid’s tales 2 cooosaaaa????
    Ivan ma che vai blaterando?

    se c’è una serie che riconferma in tutto per tutto la qualità e forse supera la prima stagione per scrittura e qualità degli episodi è prorpio the h t 2.

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, Paolo. Sono d’accordo con quello che dici su The Handmaid’s Tale ma dalla settima puntata in poi.

       
  • terst

    Ivan, grazie per l’articolo! Mi trovi ampiamente d’accordo, e trovo in particolare azzeccatissima la tua definizione di “onanismo estetico”. A differenza della prima stagione, in cui le “figate” erano comunque ben integrate nella narrazione, qua spesso e volentieri erano fini a sé stesse, come l’interrogatorio di Lenny nella stanza a testa in giù, o il combattimento finale stile Naruto che boh, a me non è che abbia esaltato particolarmente, anzi… L’ho trovato davvero fuori luogo.
    Peccato, la prima stagione a mio parere è stata eccezionale, mentre quest’altra non è riuscita a farmi immedesimare con nessuno dei personaggi, e anche quelli che nella prima stagione brillavano per carisma qua sono risultati particolarmente sotto tono. Lenny, nonostante la sempre ottima interpretazione di Aubrey Plaza, Ptonomy, Oliver e Melany sono riusciti tutti a mio parere a “perdere” profondità e complessità rispetto alla prima stagione. Solo Amahl Fahrouk è riuscito a presentarsi come un antagonista interessante, ma fino a un certo punto.
    Speriamo bene per la terza stagione…

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, terst. Sono d’accordo con te. L’incapacità di dare profondità ai personaggi ha indubbiamente impedito alla stagione di esprimersi al meglio.

       
  • Alessandro

    Non sono d’accordo con la recensione e ancora meno col voto, che mi avrebbe trovato meno sconvolto se fosse stato il doppio 🙂 L’unico difetto che si può trovare a questa stagione è una lunghezza eccessiva per una trama che avrebbe coperto bene forse 8 episodi, e dunque in certi momenti è calata un po’ l’attenzione, ma that’s it. Capitolo 9, capitolo 12, capitolo 14 fanno mangiare la polvere (o, come si dice da me, “mangiano gli gnocchi in testa”) a qualsiasi serie tv di quest’anno, su tutte Westworld e The Handmaid’s Tale.

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, Alessandro. Gli episodi che citi sono indubbiamente i momenti più alti della stagione, ma nel momento in cui si analizza quest’annata secondo me non bastano per salvarla. Sicuramente uno dei motivi principali è l’eccessiva lunghezza, un problema incontrato sia da Westworld che da The Handmaid’s Tale, serie che comunque reputo superiori a Legion.

       
  • Michele

    Secondo me non solo ha invece mantenuto coerenza narrativa, ma ogni episodio ha espresso novità di immagini e racconto che lo rendevano in qualche modo “unico”. Quindi anche un piano orizzontale oltre che verticale per me molto interessante. Cosa che non sarebbe nulla se non lo avessi trovato anche piacevole e divertente, nell’accezione più ampia. Per farla breve, mi è piaciuto molto e trovo il voto “5” davvero basso. La puntata sulle “possibilità di vita” di David l’ho trovata una delle più belle ed interessanti nel mio ormai lustro di tele-visione e, davvero, mi spiace che tu non ti sia divertito quanto me. Tutto lì. Non è solo sperimentazione: è anche, e tanta, sostanza. Sarà la simpatia (dipendenza?) che provo sia per David Stevens sia per Aubrey Plaza che mi rende così prono alle invenzioni di Hawley… Io non mi diverto invece con Handmaid’sTale. Come ho trovato insopportabile la deriva insulsa e pulp di Westworld. Quella sì fine a se stessa e totalmente incoerente dal punto di vista narrativo. ma si sa. Il panorma televisivo è talmente ampio da accontentare (e scontentare) tutti. Quel che conta è che avrò una terza stagione di Legion. GRAZIE. E buona visione. E’ molto piacevole, che sia d’accordo o no, leggere i tuoi commenti.

     
  • Michele

    PS: David si rende perfettamente conto di quel che è. Probabilmente cercherà di non distruggere il mondo proprio per questo. Ma è un’ipotesi per giocare. Insopportabile la perbenista Syd, invece, che dopo aver chiamato il suo amore (?) alla battaglia, lo abbandona dopo essere stata ampiamente manipolata da Farouk. Molto più incoerente il comportamento dell’eroina, che del nuovo cattivo. E penso che Hawley, con la parabola dei saggi sul finale dell’episodio (prima del “processo”) intendesse proprio questo.

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, Michele. Nelle puntate più distaccate dalla trama principale ho sicuramente visto espresso il potenziale di questa serie. Infatti “Chapter 14” per me rimane il punto più alto della stagione. Come tu hai trovato insopportabile Syd, per me è valso lo stesso per David, e il non riuscire ad avvicinarmi a lui è uno dei motivi principali se questa stagione mi ha deluso. È comunque sempre interessante leggere il parere degli altri, soprattutto se fa nascere un confronto come questo tra opinioni diversi.

       
  • SixFeet

    Assolutamente d’accordo con la recensione. Premetto che sono una persona che ha adorato alla follia la prima stagione, aspettando con trepidante impazienza ogni settimana un nuovo episodio. Nella vecchia stagione l’estetica non era mai a detrimento dello sviluppo narrativo, anzi, lo esaltava, creando un mix esplosivo assolutamente unico e geniale nel suo genere. Qui, a parte qualche acuto in qualche episodio, abbiamo avuto quasi tutta una stagione incentrata sulla ricerca del corpo di Farouk e tanta tanta estetica visiva, certamente di grandissimo impatto, ma comunque sempre fine a se stessa. Per come ho amato la prima stagione non nego che al termine di ogni puntata di questa stagione non potevo fare meno di provare un forte delusione e rabbia.

     
    • Ivan Pavlović L'autore dell'articolo

      Ciao, SixFeet. È sicuramente frustrante vedere una serie a cui si è affezionati trasformarsi così. Penso però che, con meno aspettative sulle spalle, nella terza stagione riusciranno a riavvicinarsi alla qualità della prima stagione e a quel mix estetico e narrativo di cui parli.

       
  • Writer

    Questa seconda stagione di Legion mi è parsa imperfetta, ma comunque eccezionale. Certo, vi sono state alcune lentezze e digressioni che hanno un po’ diluito l’efficacia narrativa (e che mi sembra abbiano un po’ richiamato l’ultimo Linch), ma da un punto di vista visivo e della messa in scena, raggiunge vertici insuperabili. Non sto parlando solo della confezione, ma di un’estetica personalissima che dà luogo a nuove forme narrative, a “invenzioni” che sorprendono per la loro audacia. La creazione di un universo psicotico in cui i legami tra dentro e fuori, tra “oggettivo” e “soggettivo”, tra “verità” e delirio sono porosi, sfumano uno nell’altro, determinano insiemi di una bellezza aberrante mi pare la cifra di questa opera che si fatica a comparare con lavori precedenti perché apre una strada nuova. Legion è, a suo modo, un’opera fondativa

     
  • Paolo

    Per me seconda stagione bella, ma non all’altezza della prima. Però… non credo di aver mai visto una serie tv la cui seconda stagione fosse all’altezza della prima (ovviamente il discorso vale solo quando le prime stagioni sono di alto livello…). Penso che ciò dipenda soprattutto dal venire meno dell’effetto novità e dalle aspettative eccessive. Per questo motivo, nonostante qualche difetto do a questa seconda stagione un bel sette e mezzo