Sense8 – 2×12 Amor Vincit Omnia


Sense8 – 2x12 Amor Vincit OmniaDopo la cancellazione e la rocambolesca decisione di chiudere tutto con un film finale, Sense8 si presenta con un ultimo episodio volto a concludere le avventure del cluster, nella difficile situazione di dover risolvere una trama che si era via via sempre più complicata e allo stesso tempo con la necessità di non dimenticare tutti quegli elementi che l’hanno resa, a modo proprio, un piccolo fenomeno.

Non è facile concludere una serie in un episodio finale, per quanto dalla durata monstre, soprattutto se i progetti iniziali prevedevano un arco di sviluppo assai più ampio (si parlava di cinque stagioni!). Le difficoltà che gli autori si sono ritrovati davanti erano molteplici, soprattutto tenendo in conto che con la seconda stagione la trama principale si era profondamente complicata, e aveva aperto ad una mitologia così ampia che era diventato difficile seguirne gli sviluppi: piani temporali diversi, altri cluster, correnti interne alla BPO, flashback e trame personali dei singoli membri del cast principale, tutto questo doveva essere tenuto in considerazione ed armonizzato, al fine di creare un unico percorso coerente con quanto narrato fino a quel momento. Sense8, in generale, non è nota per essere la serie meglio strutturata al mondo: già dalla primissima stagione era evidente che non avrebbe nascosto i propri intenti principali, cioè parlare di relazioni umane, anche se questo avrebbe voluto dire momenti di goffa scrittura e semplificazioni narrative anche plateali. Pur di raggiungere quel fine, la scrittura autoriale avrebbe creato pretesti così palesi da far storcere il naso a chiunque si fosse avvicinato a questa serie, cercando coerenza ed eleganza di scrittura. Eppure, tutto questo contava solo relativamente, perché la serie in sé era un’esperienza unica nel novero delle serie televisive americane proprio per la sua capacità di ignorare le norme più elementari del genere a favore di una immersione quasi senza pari.

Sense8 – 2x12 Amor Vincit OmniaLo abbiamo detto spesso e andrà ripetuto con ancora maggior forza per questo episodio: Sense8 è una serie che va presa di stomaco, che dichiaratamente e sfacciatamente usa tutte le forzature di cui ha bisogno per raggiungere il proprio fine. Approcciare la serie con troppa “testa” significa scontrarsi con momenti grossolani, esagerazioni narrative, passaggi che non possono che essere definiti ridicoli.

Questo finale di serie, questo film “regalato” ai fan (ma strategicamente studiato), ha il compito di creare un ultimo grande arco narrativo e riportare il tutto ad una conclusione che, conoscendo la serie e la morale che vi si staglia dietro, non poteva che essere positivo. Il problema principale, tuttavia, è che la scrittura autoriale si chiude completamente dietro questo obiettivo e distrugge nel frattempo tutto quello che non le interessa, abbattendo lungo il percorso, però, anche quegli elementi positivi che avevano caratterizzato le prime due stagioni. Senza ulteriori giri di parole, questo film finale di Sense8 è una delusione. Non solo perché ciò che non funzionava negli anni passati funziona ancora meno adesso, con una trama sempre più inutilmente complicata e con l’aggiunta di una mitologia che, non essendoci il tempo per esser sviluppata, tira in ballo cose enormi che non può gestire; ma soprattutto perché anche gli elementi di forza – ossia i rapporti tra i personaggi e le scene d’azione – sono, nel migliore dei casi, appena passabili, se non talora persino imbarazzanti. Forse l’assenza di Michael Straczynski alla scrittura si è fatta sentire.

Sense8 – 2x12 Amor Vincit OmniaProcediamo con ordine. Alzi la mano chi è riuscito a seguire fino in fondo la trama di questa serie. Se, infatti, nella prima stagione la narrazione, prediligendo la costruzione dei personaggi, non si era spinta molto oltre un riconoscibile villain e una generica organizzazione nemica, già con la seconda annata il tutto si era assai complicato con l’arrivo di storie alternative, personaggi aggiuntivi e una mitologia che aveva l’ovvia intenzione di allargarsi a dismisura. In questo film finale gli autori prendono tutte le scelte sbagliate: non solo depotenziano Whispers, ma creano un nuovo avversario – il Presidente – che oltre ad avere una backstory ridicola non può ed infatti non riesce ad incarnare un nemico credibile, anche perché tutto sommato gli viene dedicato pochissimo tempo. Se, invece, trasformare “la Regina di Napoli” nel villain secondario di maggior rilievo è senza dubbio un’ottima scelta (e complimenti ancora a Valeria Bilello per aver portato il giusto tocco di italianità al suo personaggio), altre scelte sono del tutto assurde e prive di senso. L’esagerazione maggiore riguarda la Lacuna, che incarna tutte le aspirazioni castrate agli autori, che nonostante la cancellazione hanno voluto nondimeno inserire qualcosa che a loro doveva davvero piacere (con evidenti vibrazioni alla Matrix). Quel filone narrativo – che pure ruba minuti preziosi – è chiaramente poco sviluppato; di conseguenza, si fatica a trovarne un senso e va ad aggiungersi alle molte altre incoerenze di cui non si è avuta l’accortezza di privarsi o, quantomeno, di trattare con ben altra cura – mi riferisco a personaggi secondari di cui se ne sarebbe fatto a meno, forzature enormi nella sparatoria napoletana, i cacciatori di “collaborazionisti” tra i Sensate, la corrente rinnovatrice in seno alla BPO. Il risultato è una confusione generale a cui ci si deve arrendere, sperando che siano i soliti punti forti di Sense8 a risollevare la baracca.

Sense8 – 2x12 Amor Vincit OmniaPeccato, però, che anche queste speranze vengano rapidamente disattese. Non solo la trama si è inviluppata in un modo così intricato da renderne difficile il godimento, ma sono soprattutto i punti forti della serie ad essersi indeboliti: nessuno seguiva Sense8 per godere della finezza della trama, ma certo è che tra i punti di maggior riuscita vi erano le scene d’azione in puro stile Matrix, la più celebre creazione delle sorelle Wachowski (Lana è la regista dell’episodio). Se alcune scene di questo genere delle prime due stagioni sono ancora nella memoria dello spettatore, qui non c’è nessuno scontro che rimanga davvero impresso. Un utilizzo davvero estenuante del ralenti rende la scena in discoteca estremamente frustrante per la confusione del montaggio, ma quel che è peggio è che anche nelle scene più canoniche, come avrebbe dovuto essere quella di Napoli, non c’è mai un guizzo creativo che riesca ad appassionare lo spettatore e nemmeno i consueti cambi di personaggio durante le scene d’azione riescono ad essere coinvolgenti com’erano in passato. A questo vi si aggiunge un eccesso di sospensione dell’incredulità da esprimersi nelle centinaia di colpi di pistola sparati contro i nostri eroi, mai a segno, contro una loro abilità da cecchini scafati.

Quel che è peggio è che anche i personaggi principali sono trattati generalmente male. Imperdonabile è il trattamento riservato a Lito e ai suoi compagni, praticamente assenti dall’episodio-film. La sua storyline, che aveva trovato la scorsa annata una discreta conclusione, non giustifica a sufficienza l’assenza pressoché totale del suo personaggio che è sempre e solo di sfondo. Non va meglio a molti altri del cluster, a cui vengono riservati spazi narrativi molto piccoli. A farla da padrona è Nomi, la quale è indubbiamente la protagonista principale di questo episodio: a lei la storyline più ampia, a lei lo sviluppo narrativo più evidente. Se Sense8 brillava proprio per un certo equilibrio tra i vari personaggi, qui l’ago pende troppo palesemente verso un lato e la sensazione è che Nomi abbia fagocitato fin troppo spazio. Ecco, dunque, che troppe cose restano in sospeso e la forza di alcune scene che avrebbero dovuto porre l’accento sul senso di comunione del cluster ne esce, ahinoi, indebolita. Persino la “soluzione” poliamorosa al triangolo tra Kala, Wolfgang e Rajan, se è certo un unicum televisivo degno d’attenzione, è ovviamente troppo affrettato e non gestito con la necessaria attenzione.

Sense8 – 2x12 Amor Vincit Omnia

Sense8 ha però avuto il pregio principale di dare a tutti, ma soprattutto alla comunità LGBT, un racconto che potesse abbracciare ogni aspetto della sessualità umana, ponendo al centro non più ciò che ci differenzia, ma soprattutto ciò che ci unisce. Come la scena conclusiva esprime in modo chiarissimo, richiamando quell’orgia che era divenuta memorabile nel primo episodio della seconda stagione, l’idea di fondo della serie è che l’umanità è tutta connessa e legata, è tutta tesa al raggiungimento di un piacere che è molto più potente ed ampio di quello fisico. “Amor Vincit Omnia” è il miglior titolo che la serie potesse scegliere per questo film finale perché rappresenta proprio quello che Sense8 vuole esprimere: l’Amore vince su tutto, anche sulla coerenza e la ragione. Nonostante il fallimento rappresentato da questo singolo film-episodio, quando in futuro si parlerà di questa serie non lo si farà per indicare una pietra miliare della narrativa telefilmica, in un panorama generale che ha saputo offrire certo molto di meglio; ma se ne parlerà come di quella serie che mette in pace col mondo, che è capace di toccare corde uniche nell’anima dello spettatore pronto a farsi coinvolgere. Sense8 richiede a chi lo guarda una partecipazione quasi da membro di un culto religioso e come tale molti, moltissimi errori gli vengono perdonati. Sebbene dunque questo finale sia claudicante e sbagliato, nondimeno Sense8 rimarrà nella memoria e nel cuore di coloro con i quali ha formato una connessione; e forse era questo il vero intento della serie.

Voto Episodio: 4 ½
Voto Serie: 6 ½

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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