Lodge 49 – 1×01 As Above, So Below


Lodge 49 – 1x01 As Above, So BelowÈ un prodotto strano, questo Lodge 49, un ibrido di vari generi e differenti tematiche unite tra loro in un mix dalle ottime potenzialità. Questo pilot, però, è ben lontano dallo sciogliere del tutto i dubbi che sorgono spontanei e la serie ha chiaramente bisogno di maggior tempo per maturare e raggiungere il proprio equilibrio.

Trasmessa da AMC (ma distribuita fuori degli Stati Uniti da Amazon Prime Video), Lodge 49 è una nuova dramedy in dieci episodi creata da Jim Gavin e guidata da Peter Ocko quale showrunner. Racconta le vicende di Dud (Wyatt Russell), un ex surfista di Long Beach, California, che dopo la morte del padre si è ridotto ad una vita di lavoretti e debiti, incapace di vivere nel presente e di metabolizzare il nuovo percorso che la sua vita dovrà intraprendere. Accanto a lui la sorella gemella Liz (Sonya Cassidy), una cameriera, alle prese con i grossi debiti ereditati, e tutta una costellazione di personaggi che gli girano intorno. La sua vita cambierà quando scoprirà l’ordine della Lince, e farà di tutto per farne parte.

Lodge 49 – 1x01 As Above, So BelowIn apertura si parlava di una serie sotto certi punti di vista atipica: Lodge 49 è in effetti il racconto di una serie di personaggi tutti in netta difficoltà e dalle scarse ambizioni, sconfitti dalla vita e da una economia che sembra tenerli fuori da ogni possibile avanzamento sociale. Si tratta di persone di differente estrazione sociale, tutti accomunati però da un momento di crisi personale più o meno consapevole. A guidarli è proprio il protagonista Dud, il quale vive con lo sguardo rivolto all’indietro, incapace di lasciar andare il passato nel suo rifiuto di accettare la morte del padre e senza alcun reale stimolo nella sua esistenza. L’incontro con la loggia è per lui tra il fortuito e il divino: la sua stessa convinzione di aver raggiunto il luogo che finalmente gli permetterà di riprendere in mano la propria vita è la molla per gran parte degli sviluppi futuri. Questa loggia, in realtà, sembra non essere altro che un luogo in cui vecchi amici possono incontrarsi e chiacchierare, poco più di un centro anziani con una struttura simil-massonica a fare da sfondo, rituali e consuetudini che tornano indietro di parecchi anni. Il sostrato filosofico che sembra sottendere ai principi su cui la Lince si fondava in passato rimane sempre presente in questo pilot, non a caso intitolato “As Above, So Below”, una frase attribuita alla Tavola di Smeraldo del leggendario Ermete Trismegisto, filosofo e alchimista (“quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius”). Eppure, la serie sembra essere diretta, anche su influenza della linea comica che è sempre presente, ad un tipo di filosofia più quotidiana, un discorso che non pare volersi complicare troppo e toccare corde astratte, ma bensì rimanere ben ancorata alla vita e alle difficoltà di ogni giorno di questi personaggi. Proprio questa dualità di prospettiva narrativa, tra l’alto e il profano, va a costituire uno degli aspetti più inediti di questo racconto.

Lodge 49 – 1x01 As Above, So BelowSono proprio i personaggi, infatti, il punto forte della narrazione di questi oltre cinquanta minuti di episodio: perché se la trama si dipana con molta calma, lasciando solo intravedere un discorso più ampio, non può dirsi lo stesso dei personaggi, i quali mettono subito sul tavolo alcune loro caratteristiche principali. Se è vero che Dud è il protagonista e come tale riceve ampio spazio, anche grazie alle fattezze perfette di Wyatt Russell, figlio di Kurt Russell e Goldie Hawn, i vari comprimari sembrano tutti volere e poter dire qualcosa di molto interessante e produttivo per il tipo di narrazione in cui sono coinvolti. Brilla in particolare Sonya Cassidy, che con la sua Liz si impone rapidamente come personaggio più interessante del pilot, ma anche Brent Jennings nei panni di Ernie riesce a risultare efficace. I fan di Twin Peaks, poi, non potranno che sorridere nel vedere Kenneth Welsh (allora interprete di Windom Earle) nei panni della guida della loggia. Questi personaggi, che certo avranno uno spazio maggiore in futuro, non solo permettono alla serie di dare una lettura particolare delle loro vicende, ma si inseriscono con intelligenza all’interno di un discorso molto più ampio sulla crisi economica che ha riguardato e ancor oggi in parte riguarda la società americana (ma potremmo estendere il discorso all’intero Occidente), in questa crisi del Sogno Americano che sta lasciando indietro i più deboli.

È ancora presto per farsi un’idea più precisa di dove voglia andare a parare la serie di Jim Gavin: la sua struttura solo in apparenza leggera, l’atipicità di alcune scelte narrative – in primis questo ideale “filosofico” di base e la forza dei propri personaggi – e la trasmissione perlopiù estiva sembrano poter permettere a Lodge 49 di colpire l’interesse degli spettatori, a patto però che il senso di mediocrità che si percepisce in alcuni passaggi resti solo una sensazione studiata e non una condanna narrativa. Chi è alla ricerca, dunque, di una serie sui generis ma non per questo difficile da seguire, troverà un pilot che funziona e che non ha alcuna fretta nel giocarsi tutte le sue carte con intelligenza. La promessa che sembra voler sancire questo episodio è quello di costruire una serie che sappia risultare nuova in un mare di produzioni televisive, che non voglia mirare troppo in alto ma nemmeno fermarsi ad un livello troppo basso. Insomma, Lodge 49 è al momento una serie tutta ancora da scoprirsi.

Voto: 7

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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