Camping – 1×01 Pilot 1


Camping – 1x01 PilotRemake di una recente serie tv inglese, Camping sancisce il ritorno su HBO di Lena Dunham e Jenny Konner, autrici dell’indimenticato (e mai abbastanza compianto) Girls. Per questo e per un cast importante e nutrito, la serie era sicuramente attesa dal pubblico, soprattutto perché la Dunham, dopo averci abituato alla sua onnipresenza in scena, torna solo in veste di autrice. E dopo trenta minuti di pilot, il giudizio è decisamente controverso.

Di certo non è facile capire cosa stiamo davvero guardando e cosa ci si possa aspettare nei prossimi sette episodi, anche perché basta tornare indietro di qualche anno, e precisamente al primo episodio della prima stagione di Girls, per ritrovare la stessa sensazione di disorientamento, tanto era il coefficiente di novità che portava la scrittura della Dunham. La grande differenza era però la certezza di essere davanti a qualcosa di inedito, di interessante e che, almeno in prima battuta, costringeva lo spettatore ad andare avanti, cosa che invece non si può affermare (almeno per adesso) di Camping.

Jennifer Garner interpreta Kathryn McSorley-Jodell, protagonista assoluta che invade letteralmente lo schermo, sia per interpretazione che per il carattere dato al suo personaggio, ovvero una donna sulla quarantina maniaca del controllo sia sulla sua vita che sulla vita delle persone che le sono intorno. L’azione parte dall’idea di Kathryn di festeggiare con quattro giorni di campeggio fuori città il quarantacinquesimo compleanno di suo marito Walt Jodell, che ha volto e fattezze di David Tennant,  il quale appare almeno inizialmente molto dedito alla moglie e più o meno conscio dei tic della consorte. Con loro c’è anche il figlio Orvis (Duncan Joiner), che per il momento non ha particolare impatti sulla scena. Sin dai primi minuti, inaugurati da una scena iniziale sicuramente iconica, è molto chiaro che le dinamiche della serie gireranno sulla sua protagonista, violenta accentratrice delle attenzioni degli altri – compresi quelli che vengono dai social.

Camping – 1x01 PilotAssieme alla famiglia McSorley-Jodell ci sono tanti altri personaggi, interpretati da attori molto noti nel mondo seriale soprattutto, pescati da altri prodotti di notevole successo e che abbiamo quindi già avuto modo di apprezzare. Il primo è sicuramente Chris Sullivan, uno dei protagonisti più interessanti di This Is Us, che qui invece interpreta Joe, l’alcolizzato e drogato cognato di Kathryn che prova a rimettersi in riga con l’aiuto della moglie Carleen (Ione Skye), totalmente diversa dalla sorella, molto più naif e quindi succube della personalità dell’altra – fin troppo, verrebbe da dire. L’altra coppia che partecipa al ritiro naturalistico è invece composta da Brett Gelman (Fleabag, Stranger Things), che qui diventa George, amico di vecchia data di Walt, accompagnato dalla moglie Nina-Joy (Janicza Bravo). I due hanno già collaborato strettamente nel recente passato: la Bravo ha diretto diversi episodi per molte serie tv, da Love ad Atlanta, e l’anno scorso ha presentato “Lemon” al Sundance Film Festival, film scritto proprio insieme a Gelman che ne è anche il protagonista. Ultima, ma non meno importante, è la coppia che anche sullo schermo si unisce solo in serata a tuti gli altri: Miguel (Arturo Del Puerto) e Jandice, che ha non solo il corpo e la faccia di Juliette Lewis, ma anche la personalità.

E forse è anche questo a tradire l’episodio: il personaggio della Garner è davvero irritante e fin troppo sopra le righe, caricato da un’interpretazione che a tratti sembra persino forzata, ma allo stesso tempo fin troppo logico e standardizzato nel modo di stigmatizzarla, tanto che l’arrivo dell’elemento di disturbo personificato dalla Lewis è così necessario che se ne perde la forza. Inoltre, la Lewis è famosa per la sua irrequietezza sia personale che come artista, capace di una versatilità davvero unica, e quindi cucirle addosso un personaggio fricchettone e da fuori di testa risulta fin troppo banale. La coppia Dunham/Konner ci ha abituati a personaggi irritanti e volontariamente meschini, che però sono sempre consapevoli di essere tali; le due hanno spesso giocato con il contrasto, la provocazione, la sfida verso lo spettatore, mentre ora tutto appare calibrato, studiato, fin troppo dettagliato, tanto da diventare appunto banale. I personaggi di Girls erano irritanti per “costituzione”, non servivano leve esterne per dare ragione delle loro fisime.
Camping – 1x01 PilotQui al contrario è palese come su Kathryn ci sia un lavoro di giustificazione alle sue manie, o almeno una contestualizzazione ragionevole, e il fatto che questo venga da un evento passato ed esterno (per quanto importante) disperde la forza che aveva ad esempio la sfacciataggine di una Jessa in Girls. Per quanto i due prodotti siano molto lontani tra loro e le età dei suoi protagonisti molto diverse, si riconosce comunque la penna e lo stile della Dunham, dai dialoghi alla costruzione della scena, ma appunto senza la stessa forza distruttiva e disturbante. Forse questo è dato da un processo di maturazione dell’autrice e dalla voglia di raccontare qualcosa che non sia  appunto “costitutivo” dei suoi personaggi,  ma che prenda anche dalla realtà circostante; o, molto più semplicemente, è sbagliato cercare in Camping quello che abbiamo visto in Girls, per quanto almeno per il momento non sia possibile leggere l’uno senza la lente del suo predecessore – anche perché rimane allo stesso modo l’unica chiave di lettura utilizzabile.

E, tolti i due personaggi femminili, rimane molto poco degli altri in questi primi trenta minuti (ed è anche una questione di tempo, ovviamente). Tennant fa il suo: è divertente, nella parte, anche se non è facile capire quanto ci sia a suo agio all’interno; Sullivan ha poco spazio di manovra e gli vengono lasciati troppi pochi momenti; tra Gelman e la Bravo quella che ne esce meglio è quest’ultima, grazie anche al fatto che il suo rapporto con Kathryn viene subito fuori, regalando uno dei momenti migliori dell’episodio.

Ci si aspettava molto dal ritorno di Lena Dunham su HBO e forse quelle stesse aspettative non hanno aiutato nella visione di questo pilot; in fondo in fondo qualcosa dice che la stagione va vista integralmente per farsi davvero un’idea, fosse anche solo per capire in che direzione sta andando la ormai trentenne autrice.

Voto: 6½

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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Un commento su “Camping – 1×01 Pilot

  • Andrea Bu

    Al momento gli do un 4 ma sulla fiducia, troppa caricata la garner, irritante pure quando cammina, storia senza boh, non so se riuscirò ad arrivare alla classica terza puntata per decidere se continuare a seguirla.