The Romanoffs – 1×03 House of Special Purpose


The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeDopo due puntate che hanno sollevato più di una domanda sul tanto atteso progetto di Matthew Weiner The Romanoffs, arriva il terzo appuntamento con “House of Special Purpose”, senza dubbio l’episodio migliore finora. In quella che pare essere un’esposizione dei generi attraverso il filo conduttore dei discendenti, veri o presunti, di casa Romanov, questa puntata rappresenta l’horror, il sovrannaturale e al contempo una realissima analisi del mondo dello spettacolo contemporaneo, degli usi e abusi sui set, nonché della percezione del ruolo della donna nei giochi di potere dello star system. 

Si tratta di una chiave di lettura duplice, che sin da subito apre ad uno dei grandi temi della puntata, quello del doppio appunto; e non stupisce, visto chi troviamo nella writers’ room insieme a Weiner – Mary Sweeney, collaboratrice storica di David Lynch.
L’episodio si apre sin da subito ponendo lo spettatore davanti ad una vicenda meta-narrativa, in cui l’attrice Olivia Rogers (una perfetta Christina Hendricks) viene scelta per sostituire la protagonista di una miniserie sui Romanov, girata da un’attrice alla sua prima prova da regista, Jacqueline Gerard (Isabelle Huppert in un’interpretazione da antologia), discendente lei stessa della più famosa famiglia russa al mondo. Il pubblico, dunque, si trova davanti alla puntata di una miniserie legata alla dinastia Romanov in cui viene girata una puntata di una miniserie sui Romanov. Come se non bastasse il doppio livello di lettura – che si amplifica quando si scopre che l’episodio girato sarà il numero 6, esattamente il doppio rispetto al numero di “House of Special Purpose” –, scopriamo che in realtà quello di Olivia non è un approdo alla serie, ma un ritorno: era stata infatti lei ad essere scelta come interprete di Aleksandra, ma a causa della morte della madre aveva dovuto rinunciare, ed ora si ritrova comunque sul set a sostituire quella che era stata la sua stessa sostituta, Rebecca Morris.

The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeQueste sono le basi della vicenda e già da qui non si possono non notare alcuni temi fondamentali dell’horror e anche del cinema lynchiano – la morte come forza scatenante di eventi, la condanna ad un determinato destino senza via d’uscita, il doppio di sé – che attraversano una storia ancor più stratificata, come si diceva all’inizio, la cui spiegazione è tuttavia ambigua, risolutiva ma al contempo non priva di ombre. La visione, straniante e surreale, dello spettatore si sovrappone alla percezione della protagonista, che si ritrova ingabbiata in una vicenda cui non riesce a dare spiegazioni: e forse non a caso la sua esperienza è costellata di incontri con persone che, quando non la evitano, le augurano “sweet dreams”, ripetuti come un mantra lungo tutti i 90 minuti della puntata.

“Some of them want to use you, some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you, some of them want to be abused.”
Sweet Dreams (are made of this) – Eurythmics

Arrivati a fine episodio, quello che doveva essere il piano originario – e che ha funzionato benissimo, fino alle sue più tragiche conseguenze – sembra perfettamente chiaro: tutta l’esperienza cui Olivia è stata sottoposta è stata architettata fin nel più piccolo dettaglio per tirarle fuori la performance migliore in assoluto, quella che nemmeno lei sapeva di poter dare. Sin dall’inizio, infatti, ciò a cui assistiamo è il progressivo isolamento di Olivia e il suo indotto straniamento, che inizia la notte stessa del suo arrivo – quando viene condotta sul set e non in hotel, per assistere ad una scena il cui realismo scatena da subito in lei una reazione di forte turbamento – e che viene portato avanti giorno dopo giorno, tra persone della troupe che la evitano e attori che invece la coinvolgono fin troppo, come Samuel che interpreta spesso Rasputin anche al di fuori delle scene.
Non è raro sentire certi interpreti dichiarare di essere rimasti coinvolti dalla vita e dalla storia del loro personaggio anche fuori dal set, al punto di vivere nello stesso modo anche per mesi pur di cercare di afferrare l’anima del personaggio; e se già questo livello di discussione – cosa si è disposti a fare per questo obiettivo? Ci sono dei limiti? – poteva portare ad una serie di interessanti riflessioni, Weiner e Sweeney fanno il salto di qualità, portando la storia nel territorio del surreale e dell’inverosimile (il Metodo applicato su una persona inconsapevole) per poter analizzare in maniera più profonda le conseguenze di questa scelta artistica sulle persone coinvolte. I risultati dell’indagine, pare scontato dirlo, non sono dei più positivi.

The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeAd un’analisi più approfondita, tuttavia, la storia non risulta poi così chiara: se ad un livello superficiale la spiegazione sembra infatti portare allo svelamento del piano e al chiarimento di ogni dubbio emerso durante la visione, è impossibile non notare alcuni dettagli che stonano con questa ricostruzione. Tra questi, il più importante riguarda Jacqueline nella sequenza che la vede chiusa in camera sua, mentre viene interrotta da un calo di elettricità e da una forte folata di vento, che aumenta persino con le finestre chiuse; questo, unito alla scena della mattina successiva in cui la donna sembra parlare con i suoi avi, non viene mostrato a nessun altro se non al pubblico, cosa che porta ad escludere le scene dal piano messo in piedi per Olivia. Non solo: il comportamento stesso di Samuel, che sembra in tutto e per tutto facente parte del grande inganno, risulta ambiguo alla luce della sua uscita di scena, quando viene portato via di notte mentre, ubriaco, improvvisa un assurdo discorso di ringraziamento all’Academy per avergli conferito un premio. Curiosamente, la frase “You’re going to win an award” viene rivolta da Jacqueline ad una ormai morta Olivia, facendo emergere il sospetto che in qualche modo anche Samuel abbia subito un trattamento simile, o sia stato, più probabilmente, spinto dalla regista a calarsi nel personaggio di Rasputin fino a perdere il contatto con la realtà.

I would like to explain it away because I don’t know what’s worse, if it’s real, or if I’m imagining it.

The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeÈ chiaro insomma l’intento, riuscitissimo, della coppia Weiner-Sweeney di mantenere vivo l’aspetto paranormale al di là di ogni spiegazione finale: lo vediamo appunto nelle conversazioni di Jacqueline con gli avi – nonostante lei poi dichiari di non essere una discendente Romanov, e in fondo “chi lo è davvero?”, per citare Katrina – e anche nella scena della possessione da parte dell’Imperatrice Maria, che certo può far parte del piano “contro” Olivia, ma che lascia più di un dubbio sulla sua natura (“I don’t speak Russian”). Ma soprattutto, lo vediamo nelle scene notturne nella camera di Olivia, la stessa in cui alloggiava Rebecca (chiaro riferimento all’omonimo film di Hitchcock del 1940: tutte e due le donne sono presenze assenti che esercitano un forte potere sulla protagonista femminile; su entrambe aleggia il dubbio relativo alla dipartita, in un caso la morte, in questo l’allontanamento dalla serie). È in queste scene che avvengono i fatti più inspiegabili, di cui l’emblema è la scomparsa della bambina nell’armadio, vero picco orrorifico della puntata, supportato da una regia attenta ad identificarsi interamente col punto di vista di Olivia. È inoltre impossibile non notare come nelle sequenze notturne girate in hotel la fotografia viri potentemente verso colori inusuali (verde, blu, rosso), ricordando in modo evidente gli ambienti della scuola di danza di Suspiria – citazione sottolineata dal poster del film nell’ufficio di Bob.

Le spiegazioni dunque ci sono e non ci sono, così come i discendenti Romanov, che esistono e non esistono, sono tutti e nessuno; tentare di far quadrare la storia sotto ogni aspetto è impossibile, cercare la verità – una via d’uscita dall’inganno – è come provare ad uscire dal bosco in cui Olivia si trova incastrata. Ed infatti, in maniera perfettamente lynchiana, dopo tanto vagare attraverso quella che sembra la realizzazione di un incubo con tanto di inseguimento da parte dei bolscevichi, la donna finisce per ritrovarsi al punto di partenza, davanti ad una statua che richiama simbolicamente quella della Loggia Nera di Twin Peaks (altro luogo dominato dal loop senza possibilità di fuga) ed il suo significato più profondo: Olivia non uscirà più da quel posto.

You fuck everyone to avoid putting your whole self into the role.
But surprise! You can’t fuck me.

The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeCome si diceva all’inizio, la lettura surreale della vicenda si fa strumento per toccare temi attualissimi, che coprono una vasta gamma di questioni legate al mondo dello spettacolo come le molestie sul set, cui assistiamo nei casi di due aggressioni, quella di Jacqueline a Brian e quella di Samuel a Olivia. Se consideriamo la prima un evento programmato – soprattutto perché seguito dalla scena più non-sense di tutta la puntata, quella in cui Brian canta “Suspicious Minds”, e che si rivelerà chiaramente parte del piano per convincere Olivia della follia della regista –, non possiamo comunque eliminarla dalla riflessione che porta avanti insieme alla seconda, che è invece un vero e proprio attacco alla protagonista (forse programmato, forse figlio dell’eccessiva identificazione di Samuel con Rasputin, in ogni caso un’aggressione fisica vera e propria). Parliamo insomma di luoghi di lavoro tossici, in cui una figura di potere può creare un clima difficilissimo in termini emotivi, e il discorso diventa ancor più rilevante se riferito agli attori – considerando che il loro ruolo prevede l’essere aperti a qualunque genere di emozione, cosa che diminuisce le loro difese e li rende meno pronti a reagire davanti alle angherie di un collega o di altri.

È impossibile non pensare alle accuse ricevute da Weiner, che non riguardano solo quelle di Kater Gordon, ma che si riferiscono anche a quelle di Marti Noxon (Dietland, Sharp Objects) la quale, nel prendere le parti della collega, ha parlato di Weiner definendolo “an emotional terrorist” e aggiungendo a riguardo: “This personality type can not help but create an atmosphere where everyone is constantly off guard and unsure where they stand.
The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeCi sono molti livelli con cui si può leggere la decisione di Weiner di parlare di questo tema: se da una parte infatti le sue successive dichiarazioni, pur distaccandosi dalle accuse di Gordon, vedono un’ammissione del suo comportamento anomalo sul set (“I was just angry a lot of the time”), d’altra parte la scelta di addossare questi comportamenti su una regista donna sembra voler dare un (discutibilissimo) colpo al cerchio e uno alla botte, estendendo il discorso a tutto il parterre di artisti e dunque schivando l’accusa di essere il classico maschio etero bianco ebbro di potere.
Qualunque sia la motivazione, le conseguenze mostrate sono catastrofiche: la convinzione di poter usare delle persone per i propri fini artistici (siano essi ispirati dall’aldilà o più prosaicamente terreni) porta alla morte dell’attrice protagonista, che di certo gira la sequenza della vita ma a scapito della propria.

A peggiorare un quadro già terribile, si aggiunge il tema della misoginia dello star system, perpetrata non solo dagli uomini (“You have three things to do as an actress, and it’s not that hard… learn lines, hit your marks, and diet”, come dice Bob), ma anche dalle donne. Ne è emblema Jacqueline stessa, una donna consapevole delle difficoltà maggiori che lo spettacolo riserva al genere femminile e che sa benissimo che su questo argomento troverà una sponda in Olivia (“Why do we even do it?”). Eppure, non esita neanche per un istante ad usare la sua debolezza contro di lei, sfruttando quel suo pensiero di “non avere, forse, qualcosa da dire” per usarla come un contenitore inconsapevole di quanto accade, come una macchina dispensatrice di reazioni che funzionerà meglio quanto più la si isolerà e la si torturerà psicologicamente – e poco importa se per farlo bisognerà darle della poco di buono o usare perfino la morte della madre come grimaldello emotivo.

The Romanoffs - 1x03 House of Special PurposeÈ insomma abbastanza evidente come la scelta di indagare il genere horror e l’utilizzo stesso del soprannaturale diventino uno strumento per parlare di questioni tutt’altro che immaginarie, che riguardano lo spettacolo e in particolare i tempi in cui viviamo; il coinvolgimento personale di Weiner sicuramente non è chiaro nelle intenzioni, ma è fuori di dubbio che il risultato a cui giunge insieme a Sweeney sia di grandissima rilevanza attuale. Il progetto generale della miniserie continua a non apparire davvero, e, a parte qualche piccolissimo collegamento (il libro che legge Olivia in camera è di Daniel Reese, il personaggio interpretato da John Slattery in “The Royal We”), non si riesce a capire quale sia la ragione dietro a questo concept – sempre che di concept si possa parlare.
“House of Special Purpose” rimane tuttavia un episodio scritto e girato con profonda maestria, che si avvale di interpretazioni eccellenti (Isabelle Huppert su tutti, ma Christina Hendricks e Jack Huston sono davanti ad una delle loro migliori prove) e di un significato volutamente ambiguo, in grado di generare nello spettatore una riflessione che non si limita alla prima visione della puntata, ma che aumenta anche successivamente, nonché in eventuali (e consigliate) ulteriori visioni.

Voto: 8½

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Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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