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	<title>Seriangolo - L&#039;angolo delle serie-tv di qualità &#187; Fey</title>
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	<description>Recensioni, news e consigli sulle migliori serie tv</description>
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		<title>True Blood &#8211; 5&#215;03 Whatever I Am, You Made Me</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2012 19:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Una sensazione di deja-vù accompagna la visione di questa nuova stagione di True Blood. Sensazione che non ha tanto a che vedere con il ritorno di personaggi già visti (Russell) o temi già accennati (l’Autorità), ma con una difficoltà degli episodi di decollare oltre le nuvole dell&#8217;ordinarietà  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/06/29/true-blood-5x03-whatever-i-am-you-made-me/prima-10/" rel="attachment wp-att-20230"><img class="alignleft size-medium wp-image-20230" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/06/Prima-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Una sensazione di deja-vù accompagna la visione di questa nuova stagione di True Blood. Sensazione che non ha tanto a che vedere con il ritorno di personaggi già visti (Russell) o temi già accennati (l’Autorità), ma con una difficoltà degli episodi di decollare oltre le nuvole dell&#8217;ordinarietà seriale, come è accaduto per la deludente stagione quattro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-20227"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo secondo episodio quasi “di passaggio” continua a carpire la nostra attenzione su più fronti, in <strong>sottotrame frammentate</strong>, senza però avvolgere lo spettatore in quello spettacolo disturbante, metaforico e assolutamente sopra le righe che erano state le prime due/tre stagioni. La scrittura sembra aver preso la strada della “normalizzazione” (per quanto si possa parlare di “normale” riguardo True Blood), perdendo un po’ di freschezza sgangherata e sorpresa sconvolgente. Non c’è nulla di davvero <strong>perturbante</strong> in questa stagione, finora. I subplot di <strong>Andy</strong> (lo zimbello della polizia locale, umiliato sui social network) e <strong>Jason</strong> (il riconoscimento dell’insoddisfazione sessuale come crescita personale e riscoperta dell’intimità) sarebbero possibili in decine di altri racconti seriali. Non dico che siano poco interessanti (qualsiasi cosa batte il triangolo Jason/Jessica/Hoyt della stagione passata), ma si immergono con particolare timidezza nel mondo <em>fuori dal mondo</em> di True Blood. Apprezzo la capacità di raccontare storie più modeste nella follia di questo universo alternativo, a patto che, a differenza dell’anno scorso, si percorra una direzione più intrigante e più coinvolgente a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/06/29/true-blood-5x03-whatever-i-am-you-made-me/vlcsnap-2012-06-29-21h56m46s137/" rel="attachment wp-att-20248"><img class="alignleft size-medium wp-image-20248" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/06/vlcsnap-2012-06-29-21h56m46s137-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Jason ritrova una sua vecchia insegnante, rivelandoci il cliché della prematura perdita della verginità con un partner più esperto, che porta inevitabilmente all’ampia sessualizzazione priva di passione vera. Insomma il neo-poliziotto è <strong>nel bel mezzo di un’evoluzione</strong>; ha finalmente capito che desidera qualcosa di più che un ciclico svuotamento di gonadi per Vivere. Ciò lo porta a rifiutare, per la seconda volta in questa stagione, delle <em>avances</em>, chiudendosi nella malinconia di chi si rende conto di condurre una vita superficiale. Ad incontrarlo in questo suo momento di <strong>realizzazione</strong> è Jessica, che in pochi minuti rientra nel ruolo di confidente, nonostante fosse corsa da lui in preda alla furia erotica, dopo aver inseguito una nuova <strong>Fata</strong> per i boschi, inebriata dal suo odore.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa nuova Fata c’è ben poco da dire, su quella vecchia poco in più. Nel disperato tentativo di accudire<strong> Tara</strong>, salvata tramite vampirismo dalle grinfie della signora Morte, Sookie si reca al Fangtasia per implorare Pam di occuparsi della sua progenie. Il disinteresse di Pam, occupata a rintracciare Eric via rapidi sms (ciao, Franklin, ci manchi!), è un’ottima occasione per mostrare quanto Sookie, ormai, sia in pieno controllo dei suoi poteri, tanto da essere capace di partecipare ad un’accenno di catfight con la sua “luce”- a differenza di Lafayette che non riesce ancora ad eludere o quantomeno indirizzare il suo<strong> lato oscuro</strong>, che compare da sé nei momenti di maggior tensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, dunque, Sookie è ancora relegata a ruolo di babysitter, <strong>Pam</strong> viene caratterizzata sempre più; impariamo a conoscerla aldilà delle sue battute pungenti e del suo ruolo d’assistenza marginale. Si può già dire che Pam è una delle protagoniste di questa stagione e segue il tema, davvero allettante, della ri-creazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/06/29/true-blood-5x03-whatever-i-am-you-made-me/pam/" rel="attachment wp-att-20232"><img class="alignright size-medium wp-image-20232" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/06/Pam-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>D’altro canto i flashback di Pam ci ricordano ancora una volta quanto il <strong>legame tra maker e prole</strong> non sia da prendere alla leggera. In questa sequenza frammentata assistiamo alla genesi del rapporto tra Eric e Pam, <em>maitresse</em> d’altobordo. Nella scorsa puntata c’è stato il loro primo incontro, che colpì Pam come una qualsiasi protagonista femminile di un <em>super-hero movie</em> (solo più macabro); qui, invece, i due consumano la loro attrazione, mentre Pam assiste ancora una volta alla brutalità di cui i vampiri sono capaci (ed ecco che torna <strong>Lorena</strong>, ad hoc). Questa sua consapevolezza e la successiva richiesta di essere vampirizzata lasciano erompere sullo schermo tutta la disperazione della situazione in cui si trova. Prostituta invecchiata, teme l’ostracismo sociale e una seconda metà di vita da passare in disgrazia, mentre l’<em>allure</em> dell’immortalità e la forza sovrannaturale le riservano nuove speranze.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/06/29/true-blood-5x03-whatever-i-am-you-made-me/tara/" rel="attachment wp-att-20231"><img class="alignleft size-medium wp-image-20231" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/06/Tara-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Questa <strong>fascinazione</strong> per il vampirismo, ripescato finalmente in questa stagione, continua nel seguire Tara per i boschi, quando scopre per la prima volta la <strong>Notte</strong> con gli occhi di vampiro. Il romanticismo in stile Ann Rice (<em>“Intervista col vampiro”</em>) viene interrotto caoticamente dalla sua furia famelica, tanto che è costretta a chiedere aiuto a Sam. Come per Jason, anche per lei prevedo un’evoluzione non da poco. Abituata ad odiare se stessa e dunque il mondo circostante, Tara deve fare i conti con una nuova realtà e una nuova forma. L’idea del vampirismo la manda in bestia, ma come tutte le nuove esperienze è gravida di <strong>possibilità</strong>, perciò non escluderei, in futuro, un’acquietamento nella neo-umanità. Per ora l’idea che riesca ad accettare se stessa una volta per tutte è per nulla imminente, tanto che l’episodio si chiude su un suo tentativo di suicidio in un lettino abbronzante e l’immediato sentore di Pam, che gigiona con la classica chiosa <em>sassy</em> <strong>“You stupid bitch”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare da punto fermo per la realtà terrena, priva di magia, rimane Arlene, che, nonostante il suo passato, resta ancora la tipica buzzura di provincia terrorizzata da qualsiasi cosa abbia l’aspetto di “diverso”. Persino Hoyt ha abbandonato il ruolo di ingenuotto indietro coi tempi, presentandosi al Fangtasia carico di eyeliner e disperazione. Il problema per lo spettatore non si pone, dato che, dopo quattro stagioni e passa, non ha più bisogno di un personaggio ordinario in cui <strong>identificarsi</strong>, ma è piuttosto avvezzo alla soprannaturalità e alla diversificazione dell’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/06/29/true-blood-5x03-whatever-i-am-you-made-me/istake/" rel="attachment wp-att-20233"><img class="alignright size-medium wp-image-20233" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/06/istake-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Sul versante <strong>Authority,</strong> che rimane la colonna portante della stagione, progrediscono i preparativi per la ricerca di Russell, con tanto di <strong>iStake</strong>  (le pettorine satellitari antifuga) che cingono i pettoruti Eric e Bill in una continua strizzata d’occhio (omoerotica) ai fan e alla modernità applicata all&#8217;universo parallelo. I due giacciono nel letto di <strong>Salomé</strong>, individualmente. Questo personaggio, interpretato dalla dignitosa italiana (deo gratias) Valentina Cervi, dà nuova occasione agli autori di confrontarsi con la <strong>mitologia</strong>, dopo l’americanizzazione approssimativa della <em>Menade</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/06/29/true-blood-5x03-whatever-i-am-you-made-me/salome/" rel="attachment wp-att-20234"><img class="alignleft size-medium wp-image-20234" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/06/salome-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Ella, per ora, appare come il braccio destro del leader assoluto del <em>mainstreaming</em>, che va a letto con i due presunti traditori quasi a voler percepire, carnalmente, il loro grado di lealtà. <strong>La fiducia, insomma, è nell’erotismo</strong>. Il letto non mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine l’esilarante Steve Newlin va a sostituire Nan Flanagan come volto ufficiale dei vampiri integralisti, mentre si approfondisce con cautela il tema dello <strong>specismo</strong>, che vede la divisione di questi dai Sanguinisti, come Nora, che alleverebbero gli esseri umani come bestiame.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si capisce da ciò che ho scritto di carne al fuoco interessante ce n’è, i presupposti per delle riscoperte e delle evoluzioni, pure, anche se la stagione non è ancora scoppiata in tutta la sua follia devastante. Noi però ci siamo ancora, coi nostri LOL e le nostre bevande fatate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- In tutto ciò c&#8217;è anche il tempo per la progressione della relazione Sookie/Alcide, per la quale si pone l&#8217;ostacolo dell&#8217;omicidio di Debbie, annacquato nella confessione.</p>
<p style="text-align: justify;">- Plauso anche al bellissimo <strong>Blues</strong> finale, che riprende il trend della serie di collegare titolo e canzone di chiusura.</p>
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		<title>Glee &#8211; 3&#215;20/21 &#8211; Props &amp; Nationals</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 21:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo quasi giunti al capolinea e Glee ci presenta una puntata doppia in cui l’euforia comica ci prepara alla competizione nazionale tanto attesa (?). Il primo episodio, infatti, si allinea agli storici pre-finali, in cui si costruisce l’attesa per la performance davanti al pubblico, come i  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/22/glee-3x2021-props-nationals/unione/" rel="attachment wp-att-19313"><img class="alignleft size-medium wp-image-19313" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/unione-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Siamo quasi giunti al capolinea e Glee ci presenta una puntata doppia in cui l’euforia comica ci prepara alla competizione nazionale tanto attesa (?). Il primo episodio, infatti, si allinea agli storici pre-finali, in cui si costruisce l’attesa per la performance davanti al pubblico, come i non-dimenticati “Mattress” e “Funk” della prima stagione. Il secondo soddisfa le ataviche attese dei personaggi. Tutte.<span id="more-19311"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Props” è un simpatico riverbero della tipica ossessione dei gleeks per la scena, la standing ovation e i dannati assoli. A richiedere attenzioni, stavolta, è<strong> Tina Coen Chang</strong>, ignorata pressappoco per tutta la durata della serie, eccetto per le numerose esplosioni lagnose.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/22/glee-3x2021-props-nationals/tina-rachel/" rel="attachment wp-att-19314"><img class="alignright size-medium wp-image-19314" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/tina-rachel-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Il tema è il “prop” ovvero l’<strong>oggetto di scena</strong>. Tina erompe in sala prove commentando le tipiche scelte riguardo la distribuzione dei testi per l’esibizione; lei, come molti altri, non è altro che un prop, un oggetto di scena umano. Dopo diverse minacce di vederla protagonista e prima voce nella prossima stagione (“Avrai la tua occasione l’anno prossimo”), arriva alla conclusione che ognuno nel gruppo ha una sua dignità, ognuno è speciale e indispensabile (a detta, però, della <em>powercouple</em> della serie, che ne governa il percorso). Una lezioncina che, prima o poi, hanno imparato tutti. Ciò che la accompagna verso il chiarimento è una botta in testa durante le sue faccende relative ai costumi per la competizione. In una sequenza onirica Tina si immagina al posto di Rachel e, solo così, arriva alla conclusione che essere Rachel, la star, è difficilissimo e, per ora, le sta bene fare l’ape operaia. Un’occasione sfruttata ottimamente sul lato comico, dato che tutti, in questo mondo alternativo immaginato, si sono scambiati i posti. Il topos del “<strong>body swap</strong>” ci rallegra, quindi, con inaspettati scambi di personalità (per cui vince Quinn che fa la grezzissima Sugar e Artie che gioca con la coda di capelli come Santana); inoltre è un buon modo per distogliere l’attenzione dalla performance di Tina, che tenta di riprendere Celine Dion. Anche Sue ritorna un po’ ai suoi fasti esilaranti, avendo messo da parte completamente il suo ruolo di villain in favore di quello di <strong>aiutante bisbetica</strong>. Whoopi Goldberg è fondamentale anche solo per i grugniti di rassegnazione di fronte all’insistenza di Rachel, riguardo la sua audizione per la NYADA; la star avrà una seconda chance durante le nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/22/glee-3x2021-props-nationals/abbraccio/" rel="attachment wp-att-19315"><img class="alignleft size-medium wp-image-19315" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/abbraccio-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>La sottotrama più delicata riguarda i personaggi più cazzuti della serie, Beiste e Puck, che rivelano ancora una volta il loro lato vulnerabile, nell’abuso fisico e psicologico della donna maltrattata dal marito e l’ex figo diventato<em> loser</em>. La soluzione è la speranza, mentre la loro sofferenza viene sublimata in maniera fin troppo letterale con una canzone orrenda intitolata <strong>“Mean”</strong>. Ciò che conta è che gli spiriti ammaccati si riuniscano in una macedonia di riabilitazione di quella stessa forza che veniva usata come scudo, in passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il moralismo dell’episodio e l’eterno ritorno della solita solfa vengono risollevati dal divertimento. <strong>Grazie Ian Brennan</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Nationals</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In un’episodio assolutamente <strong>auto-celebrativo</strong> e scandalosamente <strong>ottimista</strong>, le New Directions superano un paio di ostacoli inutili: Mercedes si intossica con un superburrito, ma tornerà senza particolari risvolti narrativi in tempo per la competizione, e il gruppo inizia a discutere in maniera forsennata durante le prove. Il punto, in questo caso, è che tutti stanno dando il massimo e stanno litigando esclusivamente riguardo la performance (e non per baci rubati sul palco come nell’imbarazzante finale della seconda stagione). Tutti sono cresciuti, a tal punto che non hanno più bisogno di Schuester; infatti <strong>Finn</strong> ne approfitta in un paio di occasioni per evirarlo metaforicamente e metterlo da parte per autoproclamarsi ancora una volta leader indiscusso degli ex-sfigati, accollandosi i “discorsetti” di circostanza.</p>
<p style="text-align: justify;">La sequenza delle esibizioni manca di pathos ma è tutto sommato godibile, con una scaletta variegata e un <strong>Wade/Unique</strong> assolutamente favoloso/a.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/22/glee-3x2021-props-nationals/unique-2/" rel="attachment wp-att-19316"><img class="alignright size-medium wp-image-19316" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/unique-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Le rispettive vittorie (ND vincono le nazionali, Unique vince il premio individuale e Whoopi accetta Rachel alla NYADA) sono prevedibili, certo, ma anche giustificabili. Le ND vincono per l’energia ma soprattutto per  il fatto che sono piacevoli (likeable) e uniti, con svariate voci che si ritagliano uno spazio qui e là &#8211; la morale per eccellenza del gruppo scolastico. Rachel fa il botto, la sua audizione vincente è stata ritardata per creare aspettativa ed emozione, ma non credo ci siano riusciti appieno. Unique, che rappresenta il classico asso nella manica dei Vocal Adrenaline, vince in quanto tale: unico. Tra l’altro da parte sua abbiamo la promessa di un <strong>trasferimento alla McKinley</strong>, dato che gli Americani di Glee cambiano scuola solo in base alle classi complementari di canto. Ne siamo comunque felici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le celebrità che fanno da giudici, Lindsay Lohan, Perez Hilton e Rex Lee presentano il classico siparietto divertente per la decisione del vincitore, anche se meno incisivo rispetto ai primi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/22/glee-3x2021-props-nationals/vittoria/" rel="attachment wp-att-19319"><img class="alignleft size-medium wp-image-19319" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/vittoria-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Dalla vittoria alla fine è tutta una sequela di confettosità crescente, a partire dalla redenzione finale dell&#8217;ex antagonista Jesse St James. L’autocelebrazione eccessiva e stucchevole subisce la meccanicità del lavoro di sceneggiatura, dove la pigrizia e la freddezza la fanno da padrone. Perciò gli ex-losers celebrano il ritorno senza spiccicare parola, ma con due classici jingle alternati e una canzone (recente) tenuta in sottofondo, in voice over. Il cerchio si chiude, dunque, con la <strong>rivincita dei perdenti</strong>, che hanno imparato a conoscersi, ad apprezzare la propria individualità e quella degli altri e che, alla fine, sono diventati winner. La pappetta è pronta. Non c’è nessuna parabola di crescita sociale, semplicemente i “losers” valgono qualcosa nella scuola, adesso, perché hanno vinto la stupida competizione. Per un senso di maggiore completezza una studentessa qualsiasi chiede l’autografo a Rachel (cosa che vale più di dieci standing ovation da sala) ed Emma, in extremis, decide di concedersi al suo “winner”. Non entrerò nel merito dell’ossessione americana per il “winning” perché renderebbe il tutto ancora più triste, come se gli “oscar della disperazione” a fine episodio non fossero abbastanza. Schue è <strong>l’insegnante dell’anno</strong> e in un’ulteriore discesa stucchevole le ND gli dedicano un’ultra-celebrativa <strong>“We are the champions”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque tra glorificazione del WIN e macchinazioni narrative senza sprint, i gleeks arrivano alla vittoria, lasciandosi dietro soltanto una scia di cover mediocri di ottime canzoni e cover decenti di canzoni mediocri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 6 ½ </strong></p>
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		<title>Glee &#8211; 3&#215;18 Choke</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Glee si avvicina sempre più alla fine del suo percorso con una puntata che, inserita nell’andazzo generale della terza stagione, si rivela piuttosto dignitosa. Concentrarsi sui sogni dei protagonisti e le aspirazioni per il futuro è un po’ il leit motiv di questa stagione ed è proprio qui che  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/07/glee-3x18-choke/rachel/" rel="attachment wp-att-18564"><img class="size-medium wp-image-18564 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/rachel-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Glee si avvicina sempre più alla fine del suo percorso con una puntata che, inserita nell’andazzo generale della terza stagione, si rivela piuttosto dignitosa. Concentrarsi sui sogni dei protagonisti e le aspirazioni per il futuro è un po’ il <strong>leit motiv</strong> di questa stagione ed è proprio qui che l’episodio riesce meglio, alternandosi poi ai soliti subplot affrettati.<span id="more-18553"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Suddetto subplot riguarda la coach <strong>Beiste</strong> che, dopo essere scomparsa per un po’, ritorna con la coda tra le gambe ed un bell’occhio nero. La tenerezza del personaggio in contrasto alla sua pesante fisicità viene riconfermata nella scoperta dei suoi abusi casalinghi. Ignorata dagli uomini per anni, Beiste sembrava aver trovato l’uomo della sua vita. Purtroppo però il mondo favolistico ha breve durata in Glee e l’uomo in questione si rivela un bruto manesco. Ho introdotto la questione come narrazione <strong>affrettata</strong> perché, come al solito, spuntata dal nulla e giustificata da una mezza conversazione, ma, forse, non risolta nel giro di mezzo episodio. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/07/glee-3x18-choke/beiste/" rel="attachment wp-att-18561"><img class="alignright size-medium wp-image-18561" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/beiste-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Beiste si mostra ancora una volta vulnerabile nell’habitat scolastico chiedendo, indirettamente e direttamente, l’aiuto di colleghi e alunni. Se i secondi sembrano capaci di comunicare grevi pensieri solo attraverso la musica, i primi la spingono ad allontanarsi dall’atmosfera di abuso che l’ha vista vittima. Come in molte occasioni di questo genere, però, la vittima preferirà mentire all’esterno e sottomettersi all’interno della situazione violenta, piuttosto che rimanere sola. Questo perché la <strong>solitudine</strong> è per lei più terrificante che un colpo di mano subito ritirato. Le soluzioni registiche che ci mostrano i momenti più caldi della sottotrama sono quelle più rassicuranti, che lasciano evocare la violenza tramite sguardi e momenti di raccordo accompagnati da musica, piuttosto che sfociare nella onniscienza cruenta. Glee ha fatto di peggio, ma la nascita e lo sviluppo repentino degli eventi non permette di <strong>empatizzare</strong> appieno con la protagonista della vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare da supporto e contorno in questo percorso narrativo, troviamo Sue e <strong>Black Sue</strong>, la coach di nuoto. Eccetto qualche battuta ed un ruolo di adiuvanti, le due non hanno un peso indispensabile nell’economia dell’episodio, ma approfitto della loro presenza per spezzare una lancia a favore di entrambe. Abbiamo visto Sue snaturata e semplificata nel corso degli ultimi mesi, ma è proprio l’introduzione dell’altra coach a restituirle nuova dignità e significato. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/07/glee-3x18-choke/sues/" rel="attachment wp-att-18562"><img class="alignleft size-medium wp-image-18562" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/sues-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Se Sue una volta era la bulla per eccellenza, ora si è trasformata nella buontempona acida e scontrosa di turno, la quale dà filo da torcere ma alla fine risulta un pezzo di pane: è un punto d’arrivo deludente, forse, per uno dei villain più esilaranti di due anni fa, ma anche un <strong>topos classico</strong> della narrazione seriale. A rafforzare questa nuova caratterizzazione di Sue ci pensa proprio la coach di nuoto, bulla del bullo e nuova sfacciata dirompente che non la manda a dire a nessuno. Le due, ora come ora, si incontrano e si scontrano in un turbinio di battute, affronti e consigli amichevoli, <strong>si completano</strong> in un certo qual modo e rendono la menomazione del personaggio di Sue molto meno sofferta ai fan irriducibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che invece carpisce la nostra attenzione con fare da prima stagione è il proseguimento della corsa verso di New York (e un futuro di gloria) di Kurt e Rachel. I provini per la NYADA sono un pretesto indiretto per parlare di sensibilità artistica ed emotiva. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/07/glee-3x18-choke/kurt/" rel="attachment wp-att-18563"><img class="alignright size-medium wp-image-18563" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/kurt-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Da una parte, infatti, abbiamo Kurt che decide di mettere nel cassetto l’ovvia, boriosa e prevedibile performance di <strong>“The music of the night”</strong> dal Fantasma dell’opera di Andrew Lloyd Webber in favore di un “rischio”. L’aspirante performer le preferirà, in extremis, la controversa <strong>“The boy from Oz”</strong>, la quale sembra urlare “Kurt” ad ogni nota. Questa scelta dice molto sull’individualità artistica di Kurt, che fa un’ottima impressione proprio grazie all’esuberanza della sua <strong>personalità</strong>, avvicinandosi ad un’ammissione alla scuola tramite messa in discussione dell’ovvietà e la ripetitività dello stesso teatro musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altra candidata, purtroppo, non avrà lo stesso coraggio e dovrà vedersela con i suoi stessi nervi. L’episodio inizia con atmosfera da prima stagione: routine mattutina di Rachel e sogni di gloria in voice over. Rachel tenta di far rinsavire Kurt mentre contempla di presentare “The boy from Oz” di cui ho parlato prima, accusandolo di volersi auto-sabotare con una scelta rischiosa. Il <strong>sabotaggio inconscio</strong> invece accade proprio durante il suo anthem <em>“Don’t rain on my parade”</em>. Non si capisce se siano stati solo i nervi a bloccarla (<em>choke</em>), o un tentativo inconsapevole di ostacolare la sua ascesa, in favore di una storia d’amore che ha già gettato diverse ombre sulla sua stella. Non so voi ma io preferisco Rachel quando fa piangere d’invidia il sole: speriamo che la soluzione ai suoi dubbi sul futuro non sia quella riduttiva e romantica della mogliettina che resta vicino al marito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/07/glee-3x18-choke/prima-9/" rel="attachment wp-att-18560"><img class="alignleft size-medium wp-image-18560" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/prima-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Infine abbiamo Puck che incontra magicamente il padre nel punto più umiliante della sua vita: elemosinare davanti a suo figlio. Questa concessione assurda di sceneggiatura serve a dare la spinta finale al ribelle con la cresta, che decide, nonostante la sua pigrizia colossale, di terminare gli studi pur di non ritrovarsi nella stessa posizione di suo padre tra vent’anni. Il suo sforzo arrancato, però, non ha gli effetti desiderati e il diploma rimane in forse. Una cura maggiore del racconto sarebbe gradita, in modo tale da permettere agli spettatori una sospensione dell’incredulità che rientri in canoni accettabili. Il problema di Glee è la sconclusionata proposta di svolte improbabili senza l’acutezza e il senso umoristico dei primi tempi. L’apparizione del padre di Puck e la svolta ancora più vittimistica della tenera Beiste ne sono la prova. Date però le bassissime aspettative a cui Glee mi ha forzato dalla seconda stagione, mi sento di ritenere l’episodio nel suo complesso carino, anche se affollato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le esibizioni vedono susseguirsi diversi pezzi interessanti: una <strong>“Cell block tango”</strong> da Chicago, presentata come lezioncina morale non assorbita (le ragazze cantano il pezzo come rivalsa femminile, quando in realtà si tratta di una canzone su massacri gratuiti ed eccessivi). La resa è ottima ma la canzone è necessariamente tagliatissima per via della sua durata troppo eccessiva per il format televisivo e i suoi favolosi intermezzi in cui si intrecciano racconto/monologo e danza esplicativa. Non era facile e il risultato è buono, nonostante tutto. In coda vi troviamo <strong>“Shake it out”</strong> del fenomeno Florence+The machine. Cantare una canzone di questo genere non è per nulla semplice e l’escamotage dei produttori di Glee è giocare al ribasso, con una cover giustamente meno enfatica dell’originale e quindi più funzionale alla scena <strong>catartica</strong> (&#8220;scaccia il diavolo dalle tue spalle&#8221;). <strong>“Cry”</strong> cantata da Rachel e “<strong>School’s out”</strong> da Puck fanno un buon lavoro nel rapprendere i sentimenti dei due personaggi, anche se l’esagerazione della prima e la pessima imitazione del trucco e la verve di <strong>Alice Cooper</strong> del secondo ne limitano un po’ l’impatto. <strong>“The rain in Spain”</strong> è uno degli abomini della stagione, ma forse lo ritengo tale solo per un fastidio provocato dalla canzone stessa, che invece nella serie ha un suo collegamento sensato con la storia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I provini della NYADA sono tenuti niente popò di meno che da Whoopi Goldberg. La sua presenza nell’episodio è ovviamente ridotta, ma c’è un desiderio nell’aria di vederla ancora e ancora e ancora. </strong></p>
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		<title>Mad Men &#8211; 5&#215;07 At the Codfish Ball</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 17:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[A metà della sua corsa stagionale Mad Men non sbaglia un colpo. In questo settimo episodio la struttura, sebbene più regolare che nella scorsa, si divide nuovamente in tre subplot principali, in cui i figli devono affrontare il disappunto genitoriale. 
Iniziamo da Sally che, portandosi il telefono  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/06/mad-men-5x07-at-the-codfish-ball/vlcsnap-2012-05-06-18h01m05s63/" rel="attachment wp-att-18472"><img class="alignleft size-medium wp-image-18472" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/vlcsnap-2012-05-06-18h01m05s63-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>A metà della sua corsa stagionale Mad Men non sbaglia un colpo. In questo settimo episodio la struttura, sebbene più regolare che nella scorsa, si divide nuovamente in tre subplot principali, in cui i figli devono affrontare il disappunto genitoriale. <span id="more-18471"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo da Sally che, portandosi il telefono in camera per riallacciare i rapporti con il suo amichetto di vecchia data, provoca una frattura alla caviglia della nonna, che inciampa sul filo e stramazza a terra. Sally mostra da subito di non essere più una bambina e si occupa dell’emergenza con fare d’adulta. Questa sua presunta maturità, ovviamente, verrà poi arginata nelle scene successive, quando Don le intimerà di vestirsi “da bambina” prima di seguirlo alla sua premiazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Suddetta premiazione riguarda la famosa lettera che Don pubblicò tempo addietro contro l’uso delle sigarette, quando l’agenzia fu licenziata dalla Lucky Strike. Il merito riconosciuto dall’<em>American Cancer Society</em> è praticamente nullo, la lettera stessa un mero dispetto all’ex cliente. <strong>“Nessuno vorrà lavorare con te, dopo aver morso la mano che ti ha nutrito”</strong>: Don e colleghi dovranno rimboccarsi le maniche per ovviare alle ripercussioni dell’infame lettera.</p>
<p style="text-align: justify;">Presenti al “Codfish ball” sono anche i genitori di Megan, che sin dall’inizio della <em>family reunion</em> si mostrano scontrosi e ostili verso il nuovo modo di vivere borghese della figlia, che sembra aver abbandonato il suo sogno di fare l’attrice accettando tutto ciò che l’uomo di casa le offre. Questo disappunto marxista non trova fondamento nell’eccezionalità del rapporto tra i due canadesi, Emile e Marie, dato che il loro stesso legame non brilla per funzionalità. La loro distanza, infatti, può essere solo di contrasto alla <strong>complicità</strong> che Don e Megan mostrano in questo episodio. In un doppio attacco al femminile, infatti, viene riaffermata la collaborazione tra la SCDP e il cliente Heinz: la moglie del cliente spiffera a Megan di un imminente licenziamento e lei, prontamente, spinge Don ad offrirgli l’ultima trovata pubblicitaria, di cui ella stessa è l’artefice.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Some things never change”</strong> è lo slogan della nuova pubblicità dei fagioli, che trascendono il tempo come le <strong>meccaniche familiari</strong>. L’idea non è innovativa come quelle di Peggy, ma garantisce a Megan una nuova <strong>dignità professionale</strong>. Don si mostra fiero di lei come non mai, la celebra e si assicura che tutti sappiano che quella è una sua idea. La coppia sembra ritornata su un buon percorso, mentre Megan si inserisce sempre meglio nelle dinamiche lavorative, ricevendo anche i complimenti di Peggy, che la esorta a godere di questi brevi e rari momenti di soddisfazione, dato che lei ha dovuto sudare molto di più per farsi valere all’interno del business maschilista.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/06/mad-men-5x07-at-the-codfish-ball/pegg/" rel="attachment wp-att-18477"><img class="alignright size-medium wp-image-18477" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/pegg-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>“Alcune cose non cambiano mai” eccetto quelle che lo fanno, come le necessità e i percorsi di vita delle donne. Per quanto riguarda Peggy, la delusione della madre sta nella decisione di convivenza con Abe. Lei è preoccupata che la figlia venga usata, mentre ancora una volta Peggy raggiunge una meta anti-convenzionale prima delle altre donne, prendendosi ciò che le spetta anziché rispettare le convenzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Roger d’altro canto si mostra ancora illuminato dalla sua esperienza con l’LSD, anche se i suoi comportamenti evidenziano il contrario. Chiede aiuto all’ex moglie, fa business alla vecchia maniera e, soprattutto, riceve una fellatio dalla madre di Megan. La sua ritrovata autostima, però, ferirà quella che è stata la sua tenera controparte per il grosso della serata: Sally. La ragazzina infatti si imbatte nella suddetta scena sessuale, garantendo un ulteriore freno alla sua <strong>ansia di crescere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/05/06/mad-men-5x07-at-the-codfish-ball/fin/" rel="attachment wp-att-18486"><img class="alignleft size-medium wp-image-18486" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/05/fin-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Da qui la bellissima <strong>inquadratura finale</strong>, in cui, in contrasto all’allegria d’inizio serata, si legge su tutte le facce dei presenti l’imbarazzo, l’insoddisfazione e la frustrazione: per un matrimonio fallito, una figlia imborghesita, dei genitori assillanti, un premio immeritato e la scoperta di una città “dirty”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se alcune cose cambiano, l’interazione tra genitori e figli non è assolutamente una di queste.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 9</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mad Men &#8211; 5&#215;03 &#8220;Tea Leaves&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 15:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una doppia premiere corale Mad Men si avvia su percorsi più malinconici, focalizzando l’attenzione sul ritorno on screen di Betty Francis, moglie, madre e covo di frustrazioni, e il leit-motiv, caratterizzante per la serie, del rinnovamento, con la regia dello stesso Jon Hamm.

Già dalla  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/04/06/mad-men-5x03-tea-leaves/prima-8/" rel="attachment wp-att-17157"><img class="alignleft size-medium wp-image-17157" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/04/prima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Dopo una <a href="http://www.seriangolo.it/2012/03/31/mad-men-5x0102-a-little-kiss/" target="_blank">doppia premiere</a> corale Mad Men si avvia su percorsi più malinconici, focalizzando l’attenzione sul ritorno <em>on screen</em> di <strong>Betty Francis</strong>, moglie, madre e covo di frustrazioni, e il <em>leit-motiv</em>, caratterizzante per la serie, del <strong>rinnovamento</strong>, con la regia dello stesso <strong>Jon Hamm</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-17154"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Già dalla stagione precedente la serie ha virato <strong>stilisticamente</strong> verso colori più accesi, entrando nel pieno degli anni ’60 tramite costumi sgargianti e fotografia brillante. Questi cambiamenti sono stati lo specchio tecnico atto a riflettere il progresso di un’era e l’incalzare del nuovo. L’ansia della novità, infatti, è da sempre al centro del discorso di Mad Men e, in questo episodio, il <strong>dualismo vecchio/nuovo</strong> si fa ancora più palese.</p>
<p style="text-align: justify;">Vecchio è <strong>Roger Sterling</strong>, che dopo aver esortato la sua segretaria (condivisa con Pete) ad avvicinarsi per dargli più tono, si ritrova fuori luogo e fuori dal tempo. Superato e obsoleto, non ha alcuna intenzione di lasciare spazio alla generazione successiva: Pete in primis, che prende le distanze dal socio umiliandolo in merito al ritorno del cliente Mohawk. A completare questo quadro di triste sorpasso, le battute di Roger sulla ricerca di un nuovo copywriter “<em>with a penis</em>” e sulla nuova segretaria di colore, appellata <em>“It’s always darkest before the dawn</em>”, apprezzabile su più livelli di disperata ironia: la consonanza (Dawn=Don), l’ingenuo razzismo e il gioco di parole su vetusti modi di dire. “<strong>Quand’è che tornerà tutto alla normalità?</strong>” si chiede ancora, confermandosi il personaggio meno al passo coi tempi e più propenso a gettarsi da una finestra, data la sua inguaribile ostilità verso il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che invece accetta la sfida del nuovo è<strong> Peggy</strong>. Il personaggio parte già dalla personificazione del rinnovamento, essendo stata la prima donna della serie ad evolversi dal ruolo di segretaria, e ora si trova in una posizione gerarchica tale da permetterle di decidere sulle assunzioni. La sua sfida consiste nell’accettare la potenziale usurpazione da parte di Michael Ginsberg, giovane e brillante pubblicitario con arroganza da vendere. Puntare sulla mediocrità dei candidati, come le viene suggerito per evitare di essere surclassata, non è nel suo carattere, perciò Peggy abbraccia l’idea di un possibile rivale, con il quale, invece, esplode di già una chimica quasi tenera. Se i colleghi veterani si professano “<strong>stanchi</strong>”, Peggy è sempre scattante e al passo coi tempi, guidata, senza timori, dalla fiducia in se stessa: la stessa forza interiore che ha permesso la sua ascesa nell’agenzia. Peggy affronta il progredire della civiltà a testa alta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/2012/04/06/mad-men-5x03-tea-leaves/ginsberg/" rel="attachment wp-att-17160"><img class="alignright size-medium wp-image-17160" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/04/ginsberg-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Michael Ginsberg </strong>si pone invece come assoluta novità, e con le sue radici ebree aggiunge ulteriore impressione di <strong>modernità</strong> alla SCDP, definitivamente aperta alle minoranze in questa stagione più che mai incentrata sul progresso e l’esplosione dei movimenti d’indipendenza (1966). Ma il contrasto e la tensione tra tempi diversi riguarda anche lui, che seguiamo in un’umile casa, dove il padre ortodosso lo accoglie con una preghiera in <em>hebrew</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte Betty, la cui intimità è vera protagonista, soffre di un’ansia totalmente differente; ella non lotta con l’accettazione del nuovo, ma del cavalcare del tempo stesso, ancora in balia del suo egocentrismo. Il subplot, che la fa da padrone, riguarda il suo stato di salute quanto la sua debolezza e la mancanza di un appiglio forte. Dopo lo shock iniziale nel vederla ingrassata, la storyline ingrana subito sui binari dell’<strong>inadeguatezza maschilista</strong>, prima di approdare al pericolo del tumore: è la suocera a farle notare che la donna è concepita esclusivamente per compiacere l’uomo, perciò le consiglia di rimettersi in carreggiata e dimagrire, magari assumendo pillole (l’abuso di barbiturici è un’altra delle semi-gioie autolesioniste dell’epoca). Il consiglio superficiale, limitato ai canoni di bellezza, la porta a scoprire un nodulo sulla tiroide, timore che porta incubi di morte, tanto per alleggerire le sua <strong>epitetica frustrazione</strong>. Si aggrappa ancora a Don, risvegliando la gelosia del marito Henry, e confermando il desiderio di un appiglio solido a cui potersi abbandonare, ora che si sente ancora più disperata e sola. Perché Betty non è una roccia, come la veggente di passaggio crede di leggere nelle sue foglie di tè, ma è <strong>arresa</strong> al passare del tempo. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/04/06/mad-men-5x03-tea-leaves/ultima-2/" rel="attachment wp-att-17161"><img class="size-medium wp-image-17161 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/04/ultima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Neanche le notizie positive del medico le restituiscono gioia di vivere: tornerà immediatamente ad ingozzarsi di gelato, mentre la figlia se ne allontana, forse per paura di seguire i (pesanti) passi della madre. Il lavoro sul personaggio è intuitivo e riflettuto come ci si aspetterebbe da Matthew Weiner, che riesce ad incorporare nell’intreccio la gravidanza dell’attrice January Jones. Inoltre, il contrasto tra vecchio e nuovo ricade sulla differenziazione tra Betty e Megan, quando la seconda non ha alcuna difficoltà con le <strong>zip</strong> dei vestiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora contrasti evidenti nella sottotrama che vede Don e Harry tentare di accaparrarsi nientemeno che i <strong>Rolling stones</strong> per la pubblicità dei fagioli Heinz. Il cliente vorrebbe che riadattassero la loro hit <strong>“Time is on my side”</strong>, una scelta non casuale che calca ancora più la mano sul tema di <em>chi si sente vecchio</em>. Se Harry conferma la sua inettitudine confondendo i Trade Winds (diventati poi Styx) per i Rolling Stones, quello che sorprende di più in questo senso è Don. Circondato da groupie, l’ex playboy si mostra più “genitore preoccupato” che eccitato o motivato dalla situazione, assistendo con distacco perplesso all’ascesa di una generazione che <strong>vuole godersi il divertimento non vissuto da quella precedente</strong>. Per Don non si tratta solo di un annebbiamento temporaneo dovuto allo stato di salute dell’ex moglie, ma un&#8217;evoluzione (o involuzione?), uno stato delle cose ormai consolidato, che incuriosisce persino i suoi colleghi. Per questo stesso motivo bistratta la giovane moglie Megan, che secondo lui non può capire cosa significhi la morte, dato che andrebbe in giro con le sue amiche come nulla fosse. Il peso del tempo, per questo anti-eroe, è vissuto con <strong>tragica consapevolezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la chiarezza esplicativa delle conseguenze del tempo che passa e dei contrasti tra età e adattamenti, l’episodio è perfettamente a suo agio nell’alto tenore della serie.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>icona</strong> che Draper e Sterling rappresentavano all’inizio va pian piano sbiadendosi, mentre vengono a galla nuove tensioni, necessità, idoli, costumi e comportamenti. L’<strong>adattamento</strong> è ciò che attutisce l’inesorabile fluire del tempo e a comprenderlo sembrano essere in pochi, mentre ancora meno sono quelli che riescono effettivamente ad adeguarsi, creando un deciso gap generazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8</strong></p>
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		<title>Glee &#8211; 3&#215;13/14 Heart &amp; On my way</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 17:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie al mese di pausa che Glee s&#8217;è nuovamente permesso, la recensione degli ultimi due episodi invernali arriva in ritardo, carica di delusione estenuata.
A San Valentino le comedy mostrano sempre più miele del dovuto. Glee si è macchiata di vari passi falsi nelle ultime due stagioni e questo  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/03/07/glee-3x13-14-heart-on-my-way/prima-7/" rel="attachment wp-att-15883"><img class="alignleft size-medium wp-image-15883" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/03/prima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Grazie al mese di pausa che Glee s&#8217;è nuovamente permesso, la recensione degli ultimi due episodi invernali arriva in ritardo, carica di delusione estenuata.</p>
<p style="text-align: justify;">A San Valentino le comedy mostrano sempre più miele del dovuto. Glee si è macchiata di vari passi falsi nelle ultime due stagioni e questo episodio ne raccoglie un po’ tutte le sfumature.<span id="more-15879"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la questione arraffata del matrimonio di Rachel e Finn rende più interessanti persino Tina e Mike. L’overdose di cuoricini, materiali e metaforici, di questo episodio è qualcosa di insostenibile e nemmeno i saltuari momenti divertenti riescono ad offuscarne l’abuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le esibizioni sono ancora una volta puramente commerciali, la meccanicità della scelta delle cover è ormai un gioco scoperto, in cui solo ogni tanto alle novità radiofoniche si sostituisce un pezzo d’annata che porti peso alla scena in questione. Non è il caso di questo episodio, dove <strong>“I will always love you”</strong> è stata utilizzata come pubblicità grazie alla coincidenza della dipartita di Whitney Houston. Nessun omaggio alla cantante, come annunciato, ma una botta di fortuna per i cinici addetti al marketing della Fox, che avrebbero mostrato più rispetto tacendo (sarebbe stato impossibile per i tempi di produzione preparare un omaggio in soli due giorni).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/03/07/glee-3x13-14-heart-on-my-way/san/" rel="attachment wp-att-15884"><img class="alignright size-medium wp-image-15884" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/03/san-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Gli abomini non sono finiti: il triangolo improvvisato tra Sugar, Artie e Irlanda porta ben poco al flusso narrativo della serie o alla compattezza dell’episodio, mentre quella su Brittany e Santana &#8211; che non possono baciarsi nei corridoi &#8211; sembra una morale facile facile, ottenuta peraltro grazie alla benedizione del nuovo arrivato bigotto (Samuel del <a title="Glee Project" href="http://www.seriangolo.it/2011/08/23/the-glee-project-i-vincitori-che-vedremo-nella-terza-stagione/" target="_blank">Glee Project</a>). Dunque entra nuovamente in gioco il <strong>cattolicesimo</strong>, testardo e isolato, che si affaccia per la prima volta al mondo reale. Per ora l’accenno è mediocre e poco fantasioso come tutto il resto, a differenza del tenero Dave che torna da Kurt vestito da gorilla, ancora in lotta con l’accettazione della sua omosessualità.</p>
<p style="text-align: justify;">La novità più interessante riguarda la scoperta, finalmente, dei <strong>padri di Rachel</strong>. La lunga attesa non è stata per nulla soddisfatta, dato che uno dei padri in questione è <strong>Jeff Goldblum</strong>, che quando si tratta di comedy diventa iper-istrionico e fastidioso con una gestualità forzata e indirettamente ridicola. Le allusioni dei due (durante la canzoncina al piano dicono addirittura “<em>If you’re a bottom I’m a top</em>”) e i piani per rovinare il matrimonio risultano semplicemente volgari e poco riflettuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le <strong>Regionals</strong> le aspettative spettatoriali si fanno giustamente più alte, ma ciò che ci viene restituito sullo schermo è un tripudio di storyline e pacchianerie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/03/07/glee-3x13-14-heart-on-my-way/compe/" rel="attachment wp-att-15885"><img class="alignleft size-medium wp-image-15885" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/03/compe-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>La sfida regionale arriva come una sequenza qualsiasi, nonostante la competizione sia ormai l’unico barlume di luce nella tempesta ormonale che caratterizza la serie da due anni. Canzoni mediocri e vittoria facilona non esaltano come in competizioni passate: basti pensare al finale della prima stagione e la freddezza di questa competizione ci arriva in tutta la sua <strong>fiacchezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il matrimonio di Rachel e Finn e la normalizzazione del personaggio di Sue e Sebastian sono tra le cose peggiori mai avvenute nel corso della stagione. Non c’è tensione, gli antagonisti durano quanto il ritornello di una canzonetta, mentre l’ilarità viene soffocata dalla mancanza di idee generalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">La sottotrama più coinvolgente è ancora quella del <strong>bullismo</strong> e dell’accettazione di sé: la sequenza iniziale colpisce in tutta la sua ingiustizia quando Dave tenta il suicidio dopo il suo outing involontario. L’ignoranza dei coetanei fa ancora una vittima (quasi) e il contrasto fra la frivolezza della canzone di <strong>“Cough syrup”</strong>, montata in alternanza, e il  tentativo di impiccagione, è forse la scena più riuscita dell&#8217;episodio.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo a <strong>Quinn</strong>: il ritorno della passeggiata in divisa da Cheerios, la completa redenzione dei suoi comportamenti meschini, la riappacificazione con tutti, la morte scampata di Dave e la nascente carriera cinematografica dell’attrice <strong>Dianna Agron</strong> fanno pensare ad un’effettiva <strong>morte</strong> del personaggio. Questo estremo tentativo di smuovere le acque e le emozioni crea un impatto certamente forte, ma ha anche il sapore di disperazione. Staremo a vedere se la morale del <em>“non usare il cellulare quando guidi”</em> avrà risvolti interessanti o sarà annegata nell&#8217;ennesimo mare stucchevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Glee è ormai l&#8217;ombra di se stessa, che gira sulle stesse cose da secoli e conta più milioni su itunes che risvolti emotivi o musical interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 6</strong></p>
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		<title>Smash &#8211; 1&#215;01 Pilot</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<category><![CDATA[Smash]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è discreto movimento in casa NBC: dopo i fallimenti di fin troppe serie, soprattutto negli ultimi mesi, è partito un marketing selvaggio per pubblicizzare questa nuova serie musical “adulta”, che nelle sue superficiali premesse si pone come l’anti-Glee.
Il paragone, ovviamente, non sussiste né in  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/02/10/smash-1x01-pilot/smash-prima/" rel="attachment wp-att-14738"><img class="alignleft size-medium wp-image-14738" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/02/smash-prima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>C’è discreto movimento in casa NBC: dopo i fallimenti di fin troppe serie, soprattutto negli ultimi mesi, è partito un marketing selvaggio per pubblicizzare questa nuova serie musical “adulta”, che nelle sue superficiali premesse si pone come l’anti-Glee.<br />
Il paragone, ovviamente, non sussiste né in positivo né in negativo.<span id="more-14734"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’unica caratteristica che concerne entrambe le serie è il tentativo di riportare un genere d’alta emotività e alto costo come il musical in televisione. Se il primo fa della serialità una scusa per abbandonarsi a schizofrenie drammaturgiche, il secondo sembra ricercare una via più <strong>classica</strong>, accostandosi più ai Drama che ad un progetto totalmente <em>groundbreaking </em>come la sua controparte adolescenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tono di Smash, infatti, è quello di una serie drammatica a tutti gli effetti, con le coppie in crisi, i dialoghi quotidiani e un ritmo medio, a cui si aggiunge uno dei topoi più abusati del cinema musical: l’amore e il sacrificio per il <strong>palcoscenico</strong>. Le luci di Broadway, dunque, invadono la scena drammatica risucchiando i personaggi nella catarsi musicale, o più semplicemente, nella celebrazione della canzone.</p>
<p style="text-align: justify;">La serie si prospetta come il <em>Making of</em> di un musical sulla vita di <strong>Marilyn Monroe</strong>, dove le canzoni, perlopiù originali, vengono eseguite realisticamente, talvolta trascendendo la realtà per riportare la musica nel privato dei personaggi o sul loro palcoscenico ideale. La caratteristica semi-onirica delle esibizioni, dunque, è un fattore più che positivo per quello che sarebbe potuto essere un mero susseguirsi di audizioni e prove in presenza. Le canzoni originali sono scritte da <strong>Marc Shaiman</strong> e <strong>Scott Wittman</strong>, già compositori dell’allegro <a title="Hairspray" href="http://www.youtube.com/watch?v=FjjWJEeVpBw" target="_blank">Hairspray</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La caratterizzazione dei personaggi, stando al solo pilot, risulta l’elemento più banalotto, in quanto ci pone di fronte ad un cast tecnico teatrale (scrittori, regista, produttori) piuttosto stereotipato e due <strong>wannabe stars</strong>, ottime cantanti, una bionda, l’altra bruna, che combatteranno per interpretare a teatro una delle regine indiscusse dell’immaginario pop e cinematografico. Se la scelta di Marilyn può risultare accattivante, proprio in quanto persona e personaggio abusato a cui si può dare nuova voce, la messa in scena della lotta per il Primo Ruolo è un po’ meno credibile, esclusivamente per la palese aderenza di<strong> Ivy</strong> al ruolo di Marilyn (per presenza scenica, sensualità e voce) e la mancanza di charme e carisma dell’altra, <strong>Karen</strong>. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/02/10/smash-1x01-pilot/vlcsnap-2012-02-10-17h44m57s145/" rel="attachment wp-att-14739"><img class="alignright size-medium wp-image-14739" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/02/vlcsnap-2012-02-10-17h44m57s145-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>A questo proposito gli autori (della serie) costruiscono il personaggio in maniera prevedibile, accostabile ai musical di danza di fine anni ’90, dove la ragazzetta di periferia fa la cameriera aspettando che i suoi sogni di gloria si avverino e si avvicina alle luci di Broadway superando un provino grazie alla sua unicità. Il problema è che <em>questa unicità non esiste</em>: <strong>Katharine McPhee</strong> (Karen) è stata una delle concorrenti più scialbe di <strong>American Idol</strong> (suppongo) e non riesce minimamente a contrastare il talento della sua avversaria Ivy (<strong>Megan Hilty</strong>), perciò la sua esibizione di <strong>Beautiful</strong> di Christina Aguilera non solo non è innovativa o sorprendente, ma è anche melensa, moscia e semplicemente stucchevole. L’idea di stravolgere le aspettative degli autori (del musical teatrale) in sede d’audizione avrebbe funzionato maggiormente con un’attrice e una cantante dal talento più esorbitante; la mancanza di sensualità e verve in Karen, però, potrebbe essere uno degli argomenti trattati nei prossimi episodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre i primi abbozzi di caratterizzazione, non si può dire molto dei personaggi di questa serie (presentati separatamente e con piccoli passi), eccetto Anjelica Huston che prometterebbe scintille, se inacidita un tantino, e<strong> Debra Messing</strong> che torna (finalmente?) <em>Fag Hag</em> come in <strong>Will &amp; Grace</strong>, in completa sincronia con il suo socio e amico omosessuale, Tom.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli accenni al <em>family drama</em> potrebbero considerarsi utili ad introdurre i personaggi, ma non sembrano una caratteristica fondante della serie; i numeri musicali invece promettono di crescere già da subito. <strong>“Let me be your star”</strong> si pone come anthem d’introduzione, che, cantato a due voci dalle concorrenti al ruolo princiale, rapprende sia le ansie di gloria delle protagoniste che la tenera (e semplificata) delicatezza della stessa Marilyn. Un po’ più volgare, ma quantomeno esaltante, la prima performance di gruppo <strong>“National Pastime”</strong>, che allude alle avventure erotiche di Marilyn in era Joe Di Maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dunque la premessa musicale è questa si può sorvolare su alcune concessioni più prevedibili (i genitori che non sostengono le cantanti con sogni di gloria, il regista viscido o la coppia che scoppierà perché troppo presa dal lavoro) e concepirle come premesse semplici per una crescita emotiva, indispensabile per il musical; infatti ci vuole una scintilla in più di quelle disponibili in questo pilot per fidelizzare i <em>musical children</em>. Staremo a vedere quanto lo splendore del musical farà luce sulle banalità della drama series.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7 ½ </strong></p>
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		<title>Glee &#8211; 3&#215;10 &#8220;Yes/No&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono sempre dei punti saldi in un format seriale su cui si ritorna più volte, nonostante le sbandate e il fanserving. In questo episodio Glee si riapre un po’ alla vita da loser e alla lotta con la propria autostima. Peccato, però, che i momenti più delicati e riusciti siano annegati in quintali  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/24/glee-3x10-yesno/grease/" rel="attachment wp-att-13706"><img class="alignleft size-medium wp-image-13706" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/grease-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Ci sono sempre dei punti saldi in un format seriale su cui si ritorna più volte, nonostante le sbandate e il fanserving. In questo episodio Glee si riapre un po’ alla vita da <em>loser</em> e alla lotta con la propria autostima. Peccato, però, che i momenti più delicati e riusciti siano annegati in quintali di miele.<span id="more-13704"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’intro citazionista ci accoglie già con ricordi romantici, affidando a Sam e Mercedes il remake letterale di <em>“Summer nights”</em>, la scena iniziale di<strong> Grease</strong> in cui i due protagonisti raccontano le emozioni effimere vissute insieme in estate. A differenza delle controparti cinematografiche, Sam e Mercedes mostrano subito interesse nel voler riprendere il rapporto, nonostante lei faccia di tutto per reprimere le vampate e le gote rosse. Solita solfa, ma con fare allegro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il rassettamento delle amicizie e il diabete natalizio, da subito ci sembra che Glee torni con la freschezza e la gioia delle sue puntate più leggere, solo per calare inesorabilmente negli aspetti romantici più forzati e, a questo punto, dovuti. C’è poco da fare ormai: i coinvolgimenti di coppia sono al centro dell’attenzione degli autori e la musica è usata soprattutto come veicolo dei loro sentimenti. Ma stavolta i membri del club, anziché passare un intero episodio a cantarsi canzoni in faccia a vicenda, uniscono le forze per scegliere una sola canzone da cantare in faccia ad Emma, per rendere la proposta di matrimonio di Will più frizzante.  Finalmente arriva il momento in cui la tormentata storia dei due giunge ad un punto saldo: l’amore vince sui problemi finanziari, i genitori, le ex mogli e soprattutto i disturbi ossessivo-compulsivi. L’avevamo già capito, perciò il nostro interesse dovrebbe essere nel goderci le serenate, più che gli afflati romantici (detti invece che vissuti).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/24/glee-3x10-yesno/emma/" rel="attachment wp-att-13707"><img class="alignright size-medium wp-image-13707" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/emma-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Emma in versione stalking diverte con la sua improvvisa ossessione per il vestito bianco, mentre attraversa la sua mente in una simpatica cover di <strong>&#8220;Wedding bell blues&#8221;</strong>, la quale sfocia in una proposta di matrimonio involontaria. E’ qui che Will si convince a fare il “grande passo” (mi odio per averlo scritto) e spinge il club a suggerirgli la giusta canzone per coronare il momento. L’occasione è ghiotta per schiaffarci un paio di <strong>ballad melense</strong> e l’ennesimo <strong>mash-up eretico</strong> (ormai è abitudine  di Glee mischiare le icone con la freschezza radiofonica per mantenere vivo l&#8217;appeal generazionale), mentre la performance vincitrice da sottoporre alle attenzioni della futura sposa è <em>“We found love”</em> di Rihanna, proposta da Sam (inutile lasciarsi andare all’incredulità di questa scelta: i gusti dei gleeks sono ormai piuttosto uniformati per esigenze di copione e marketing). La proposta si consuma in pompa magna nel ripesco del nuoto sincronizzato dal musical classico più primitivo che ci possa essere. Sebbene la coreografia leziosa ricordi i film acquatici di <a href="http://web.me.com/writa1/tvsoundoff/DVD_Reviews/Entries/2009/10/29_Entry_1_files/shapeimage_1.png" target="_blank">Esther Williams</a>, la dance frastornante che le fa da supporto falsa il tutto nell’ennesimo tentativo malriuscito di suggerire emozioni tramite autotune e altri osceni robot. Sono gli starnazzi e la scena esagerata ad intrattenere e deviare l&#8217;attenzione, mentre la musica è pensata (in questo ed altri casi) solo ed esclusivamente per le vendite itunes, perché non trasmette assolutamente nulla. Tutto ciò importa poco nell’universo narrativo della serie, tanto di questo amore sappiamo tutto, ci manca solo il “fatidico sì” (l’odio aumenta) dopo una sequenza colorata e allegra, dove l’acqua, i cappelli a cilindro e le voci robotiche coprono <strong>la mancanza di idee e di profondità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso cambia per la storyline più interessante dell’episodio: quella su<strong> Becky</strong>. Doppiata in voice over da nientepopodimeno che <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000545/" target="_blank">Helen Mirren</a></strong>, la giovane cheerleader ci invita nel suo mondo: una strada impervia in un’ambiente sfavorevole, dove la sua sicurezza le permette di immaginarsi Regina, nonostante tutto. <em>“I’m the hottest bitch at McKinley High School”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/24/glee-3x10-yesno/becky/" rel="attachment wp-att-13708"><img class="alignleft size-medium wp-image-13708" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/Becky-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>La sua cotta per Artie e il conseguente rifiuto (gestito in parallelo con il rifiuto meno elegante di Artie da parte di Sugar), non toccano vertici stucchevoli come in tutte le altre sottotrame dell’episodio, ma si mantengono sempre tra il divertente e il toccante. Questi piccoli segmenti della puntata sono ciò che Glee voleva e riusciva ad essere: rafforzamento dei più deboli, riscoperta della propria forza nonostante avversità invalicabili, innalzamento della propria <strong>voce</strong> al di sopra degli ostacoli che la vita ci impone. Tutto il resto che riguarda i protagonisti è, ormai, un tira e molla da teen drama pigro, dove il musical non ha più nulla da offrire se non in qualche sporadico ritorno al mondo del Sogno, dove l’esibizione è interiore e non fredda, commerciale e realistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando agli aspetti più zuccherosi dell’episodio, mio malgrado, devo prendere in considerazione la relazione delle due stelle del club. Nell’ennesimo impeto di confusione adolescenziale, Finn tenta di attaccarsi all’unica cosa sicura della sua vita: Rachel. Così invece di trovare uno scopo o un’ambizione decide di stabilirsi sull’unico punto fermo rimasto, la fidanzata, dopo aver scoperto la verità sul padre tossicodipendente. Ormai <strong>privo di eroi e di sogni</strong>, il <em>leader degli sfigati</em> si lancia in una frettolosa proposta di matrimonio, che ha sapore di malinconia più che di gesto romantico. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/24/glee-3x10-yesno/finn/" rel="attachment wp-att-13709"><img class="alignright size-medium wp-image-13709" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/Finn-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Rachel ha mostrato più volte di venire definita come personaggio solamente dal suo essere innamorata, perdendo col tempo le caratteristiche che la rendevano più divertente e svampita. Che sia finalmente arrivato il momento in cui rinsavirà, tornerà ad essere diva e spegnerà il dvd dei flashback del fidanzato che le si proiettano in mente in continuazione? Ci ho sperato già troppe volte, ma sarà la prossima puntata a svelarci la risposta: yes or no? Per ora l’unica cosa certa è il <strong>coma diabetico</strong> in cui gli spettatori si sono ritrovati. Ad alcuni la dose avrà fatto piacere, altri avranno storto il naso e si saranno fiondati a procacciarsi litrate di insulina, ma la cosa più triste è la definitiva e (quasi) irreversibile caduta del personaggio di <strong>Sue</strong>, ormai relegato ad ombra di se stesso (non tanto per il supporto a Becky, quanto per l’inutilità generalizzata e la partecipazione alla <em>Proposal</em> di Will).</p>
<p style="text-align: justify;">Glee apre il 2012 con fiori d’arancio, dichiarazioni melodrammatiche e tanta fuffa commerciale per un episodio potenzialmente interessante, rovinato dalla mediocrità delle <strong>pedanti ridondanze narrative</strong> e dalla selezione musicale altalenante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7, grazie alla Signora Mirren</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ESIBIZIONI: 7</strong></p>
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		<title>American Horror Story &#8211; 1&#215;12 Afterbirth</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[American Horror Story]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione finale di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[finale]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei modi migliori per festeggiare le celebrazioni correnti, pagane e non, è quello di godersi le degenerazioni finali della Casa infestata seriale per eccellenza. Tra spettri con questioni irrisolte, psychos, alberi di natale e inquilini usa e getta, arriva al termine la prima stagione di una  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/02/american-horror-story-1x12-afterbirth/fine-3/" rel="attachment wp-att-12842"><img class="alignleft size-medium wp-image-12842" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/fine-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Uno dei modi migliori per festeggiare le celebrazioni correnti, pagane e non, è quello di godersi le degenerazioni finali della Casa infestata seriale per eccellenza. Tra spettri con questioni irrisolte, psychos, alberi di natale e inquilini usa e getta, arriva al termine la prima stagione di una delle rivelazioni del 2011.<span id="more-12834"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’episodio finale rispetta a singhiozzi il tenore della serie, crollando solo ogni tanto in sequenze più lente, atte a spiegare cose o allungare inutilmente la tensione, fino ad annacquarla. Tanto che le aspettative per un finale col botto sono in parte deluse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il flashback iniziale carpisce il movente scatenante della serie stessa: una famiglia in declino decide di cambiare habitat come per risolvere magicamente le tensioni interne. Inutile ribadire che l’<strong>American Dream, </strong>fatto di status symbol e famigliole da pubblicità, avrà tutt’altra progressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni dei segmenti più interessanti, infatti, riguardano proprio la riunione di codesta famiglia nel segno della soprannaturalità. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/02/american-horror-story-1x12-afterbirth/suicidio/" rel="attachment wp-att-12837"><img class="alignright size-medium wp-image-12837" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/suicidio-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Divisi nella vita, i tre Harmon si ritrovano coesi solo in forma di spettro. Il loro amore di famiglia si scatena fin troppo tardi: nella confusione ectoplasmica delle puntate precedenti ciò è risultato impossibile, ma la noia di Nora nel trattare il neonato (evidentemente rimasta bloccata nel suo ultimo pensiero prima del decesso), lo scampato suicidio di Ben e il conseguente omicidio provvidenziale da parte della docile Hayden risultano fattori definitivi per la reunion conclusiva della famiglia protagonista, consumata a tarallucci e vino di fronte ad un albero di Natale. La loro ritrovata complicità, però, non rimane fine a se stessa, ma si risveglia in azione benefica nei confronti dei nuovi inquilini.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro nucleo familiare, che sembra uscito da una soap opera sudamericana, rischia di ripetere in tutto e per tutto i passi degli Harmon. Così la fazione dei “fantasmi benevoli” della casa passa all’attacco, riuscendo con successo ad allontanare (e soprattutto salvare) i nuovi malcapitati. La sequenza dell’infestazione è una delle più ironiche di tutta la stagione, esagerata e con i <em>leit motiv personali</em> (Tate geloso, coppia Harmon in continuo litigio, Moira come esca, Rubber Man) portati all’eccesso. Così questa nuova parabola orrorifica familiare viene sintetizzata nel giro di poche scene, che analizzano in soggettiva l&#8217;<strong>altro lato</strong> di un&#8217;infestazione, grazie alla messa in secondo piano dei vivi e alla rivalsa delle anime perdute che conservano sentimenti più umani, mentre gli altri, divorati da rabbia e mancanze di vario genere, rimangono in disparte.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche caduta di stile è presente nell’episodio, soprattutto nella scena di chiarimento finale tra <strong>Tate e Ben</strong>, che va ad aggiungersi a quel sacco della spazzatura stagionale fatto di scene noiose o intrise di spiegoni. Tate è un mostro, si sa già, e questo confronto finale non aggiunge granché se non una volontà da parte del ragazzo di raggirare nuovamente chi gli sta intorno, pur di non restare da solo per l’eternità (e l’ennesima prova che <strong>Dylan McDermott</strong> dovrebbe recitare solo in parodie e sit-com). E’ una sorta di chiosa per segnare il distacco definitivo tra alcuni fantasmi della casa &#8211; arricchitasi così tanto da creare gruppi di persone distinti &#8211; e creare un senso indefinito di ricerca eterna della serenità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci rimane la rinata Constance, che recupera il suo nipote luciferino abbozzando una storia credibile da dare in pasto alla polizia: Violet è scappata con lui. I minuti più coinvolgenti, e interpretati con vezzo istrionico irraggiungibile dagli altri attori della serie, vedono Constance ritornare a farsi bella dopo mesi di isolamento. <a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/02/american-horror-story-1x12-afterbirth/prima-6/" rel="attachment wp-att-12836"><img class="alignleft size-medium wp-image-12836" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2012/01/Prima-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Diventata nuova madre, Constance rende costruttive tutte le sue esperienze malate per l’educazione di un giovane mostro. A differenza di Vivien, lei è la Rosemary perfetta per trattare con il giovane <strong>Tate Jr</strong>, punto d’arrivo di tutti quegli archetipi horror che vedono bambini perversi giocare col sangue (tanto per fare un esempio: <strong>Michael</strong> Myers di <strong>Halloween</strong>- <em>John Carpenter, </em>da cui prende pure il nome). La questione dell’<strong>Anticristo</strong> alla fine risulta, per fortuna, un po’ buttata lì per far chiasso e mantenere connessioni col <em>Genere</em>. La conclusione reale è palpabile: vede un bambino problematico in crescita, più che un mostriciattolo con gli zoccoli che millanta piani apocalittici. Meglio così.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Monster House</strong> ci lascia dunque con una conclusione piuttosto in positivo: nonostante le morti avvenute e quelle in procinto di, le famiglie sono riunite, i cattivi propositi sedati e la serie può considerarsi risolta, con pochi buchi e insoddisfazioni diradate &#8211; lasciando pure un senso di disturbo nel sapere che l’ibrido umano/fantasma sociopatico se ne andrà in giro a fare chissà cosa, come <strong>il genere richiede</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno prossimo American Horror Story tornerà con una nuova location, un nuovo cast (anche se alcuni attori di questa stagione torneranno ad interpretare nuovi personaggi) e soprattutto un <strong>nuovo archetipo</strong> da <strong>Antologia dell’orrore</strong>: non so voi ma io, data la carrellata finale, tifo per una stagione sullo <strong>Slasher</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto episodio: 7 ½ </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto stagione: 8 ½ </strong></p>
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		<title>Misfits &#8211; 3&#215;07 Episode Seven</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 19:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[E4]]></category>
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		<category><![CDATA[seth]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver ottenuto il rinnovo per la quarta stagione torna Misfits con un episodio che, nonostante sia un pre-finale, continua la tradizione del mostrare i nostri inetti fronteggiare ogni volta una sfida diversa, concludendola nelle tempistiche del singolo episodio.
Il format semi-procedurale, con  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/17/misfits-3x07-episode-seven/prima-5/" rel="attachment wp-att-12108"><img class="alignleft size-medium wp-image-12108" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/prima2-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Dopo aver ottenuto il rinnovo per la quarta stagione torna Misfits con un episodio che, nonostante sia un pre-finale, continua la tradizione del mostrare i nostri inetti fronteggiare ogni volta una sfida diversa, concludendola nelle tempistiche del singolo episodio.<span id="more-12107"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il format semi-procedurale, con episodi pressappoco autoconclusivi, permette ai protagonisti di sperimentare diverse assurdità connesse ai poteri donati dalla tempesta di tre anni fa. Questa settimana il filo di continuità è dato dal bel tenebroso Seth, di cui vengono svelate le intenzioni che lo hanno portato a diventare uno spacciatore di poteri professionista. La sua malinconia è dovuta alla perdita dell’amore della sua vita, che riuscirà a riportare in vita grazie al furto di un potere sensazionale e un accordo con Curtis, il quale rinuncia al suo ermafroditismo occasionale per sbarazzarsi di una gravidanza indesiderata (LOL?).</p>
<p style="text-align: justify;">Riportare in vita i morti, in Misfits, equivale ad una pandemia virale cinematografica che ricorda i disastri di George A. Romero. Senza trattenere il mistero si porta subito a conoscenza del valore del potere, che pian piano rende i resuscitati degli <strong>zombie</strong>, dei veri e propri morti viventi in cerca di sangue (no, non <em>braiiiins</em>). Gli infetti morsicati, invece, passano allo stato di non-morti famelici in un batter d’occhio, permettendo caos sanguinolento e divertente nelle scene con la gattara e le cheerleader. La progressione lenta, dunque, esplode in lotte caotiche alternate a siparietti divertenti, con svariati frammenti colmi di tensione dovuta e palpitazioni irregolari.</p>
<p style="text-align: justify;">La colonna portante della <strong>comicità</strong> della serie ormai è spesso concentrata tutta sul personaggio di <strong>Rudy</strong>, affetto da traumi legati alle cheerleader e al role-playing dei suoi genitori. Non manca, su questo fronte, l’ennesimo assassinio (stavolta indispensabile, seppur casuale) della nuova <strong>probation worker</strong>, arrivata nel momento sbagliato ad accatastarsi sulla montagna <strong>inside-joke</strong> degli assistenti massacrati dai <em>misfits</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/17/misfits-3x07-episode-seven/seconda/" rel="attachment wp-att-12109"><img class="alignright size-medium wp-image-12109" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/seconda-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Ovviamente non c’è metafora nella storia del contagio, ma una sorta di conclusione pazzoide delle turbe sentimentali di Seth, autore del regalo più <strong>romantico</strong> di tutti: quando il tuo ragazzo massacra la sua ex davanti ai tuoi occhi allora è vero amore! Al di là della chiusura di questi conti (di cuore) in sospeso, l’episodio serve ad aggiungere un altro tassello alla glorificazione dei “disadattati” a veri e propri supereroi, ormai avvezzi alla “<strong>real superhero shit</strong>”. La naturalezza con cui questi personaggi menefreghisti diventano degli eroi con spirito di iniziativa risulta molto più convincente che in alcune avventure passate, come lo scontro con il <a title="villain fumettista" href="http://www.seriangolo.it/2011/11/19/misfits-3x03-episode-three/" target="_blank">villain fumettista</a>, dove l’epicità pomposa ricordava più racconti classici del sottogenere. Qui, invece, si mantiene una certa atmosfera scanzonata e quasi ridicola per il piacere del pubblico veterano, con i misfits decisi e feroci, ma allo stesso tempo goffi e scazzati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7 ½ </strong></p>
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		<title>Community &#8211; 3&#215;10 Regional Holiday Music</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 20:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[childish gambino]]></category>
		<category><![CDATA[comedy]]></category>
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		<description><![CDATA[Community è una comedy orgogliosamente metalinguistica e spesse volte diventa un vero e proprio divertissement citazionista e cinefilo che scuote la quarta parete esplodendo in isteria post-moderna. Questo episodio, oltre ad essere uno dei migliori episodi a tema natalizio della stagione televisiva  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/16/community-3x10-regional-holiday-music/vlcsnap-2011-12-16-19h57m26s55/" rel="attachment wp-att-12042"><img class="alignleft size-medium wp-image-12042" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/vlcsnap-2011-12-16-19h57m26s55-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Community è una comedy orgogliosamente metalinguistica e spesse volte diventa un vero e proprio divertissement citazionista e cinefilo che scuote la quarta parete esplodendo in isteria post-moderna. Questo episodio, oltre ad essere uno dei migliori episodi a tema natalizio della stagione televisiva corrente, si tinge di musical, horror, sci-fi e malinconia da festa comandata.<span id="more-12041"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un velo più <strong>dark</strong> ha ricoperto la terza stagione fino a questo punto, generata soprattutto dalla frustrazione degli autori di non riuscire a far breccia in audience più estesa. Per cui tutti i riferimenti all’essere <em>Mainstream</em> fatti nella premiere di stagione ritornano in <em>“Regional Holiday Music”</em> prendendo come riferimento delle sue frecciatine uno show di massa, che fa molti più ascolti (e soldi): Glee. <em>“Non amare il Glee club non ci rende dei bulli, e insinuarlo è bullismo al contrario!”</em></p>
<p style="text-align: justify;">A partire da un frammento del finto clip show andato in onda l’anno scorso con il titolo di <em>“Paradigms of human memory”</em>, la serie si immerge nello spirito natalizio fatto di luci e ipocrisia, costringendo ancora una volta lo study group a sostituire il glee club. Questa volta, però, il reclutamento delle voci nel club, gestito da un prof luciferino (Taram Killam del <em>Saturday Night Live</em>) avviene con fare da horror. <a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/16/community-3x10-regional-holiday-music/vlcsnap-2011-12-16-19h58m26s135/" rel="attachment wp-att-12043"><img class="alignright size-medium wp-image-12043" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/vlcsnap-2011-12-16-19h58m26s135-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Come un virus, come un’<strong>invasione di ultracorpi</strong>, i membri del gruppo cadono uno ad uno sotto l’infezione musicale di falso spirito gioioso. La commistione <strong>semi-parodica</strong> dei generi è, ancora una volta, riuscitissima, nonostante in qualche occasioni si insista un po’ troppo direttamente a criticare Glee, emblema del divertimento di massa, perlopiù semplice e vuoto, a detta loro. I riferimenti più espliciti riguardano i jingle a capella, la musica che sembra arrivare dal nulla, l’ossessione per i <em>Regionals</em>, i sorrisi plastificati e la presenza di un pianista rosso, il quale ha la stessa valenza che in Glee: fa parte dell’arredamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli più perspicaci e motivati, invece, che non si limitano a saccheggiare la serie Fox né a criticarla gratuitamente, sono nel primo testo musicale eseguito da Abed e il professore del club. Per fare un esempio: <strong>“Capirò tutte le scene perché cantano ciò che intendono, invece di fare una faccia”</strong> e <em>“Tutto sembra più figo quando la camera si muove freneticamente”</em>. Persino noi abbiamo avanzato <strong><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/09/glee-3x0708-i-kissed-a-girl-hold-on-to-sixteen/">analoghe </a><a style="text-align: justify;">critiche</a></strong> al musical adolescenziale. Se Glee, dunque, manca di fantasia e sceglie la strada più facile e stucchevole, Community continua a rischiare e a proporre folli variazioni di genere, pur mantenendo una certa continuity narrativa ed emotiva per i personaggi. Purtroppo il pubblico di massa manca ancora, nonostante la serie sia generalmente acclamata dalla critica e dalla popolazione del web, la quale, purtroppo, non può sintonizzarsi su NBC per vederla in diretta, tanto che il canale ha deciso di mandare Community in <em>hiatus</em> fino alla primavera.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma Community aggiunge un pizzico di malinconia al tipico episodio tematico musicale; malinconia diegetica per i personaggi, vittime delle loro tensioni interne e delle loro ossessioni, ma soprattutto metalinguistica se si considera l’approccio di Dan Harmon e gli altri scrittori al testo, il quale non appesantisce comunque il valore comico dell’episodio ma lo impregna di sostanza metatestuale, chiudendo nuovamente lo special natalizio dinnanzi ad un televisore. Il divertimento generale dell’episodio e il sentore di <em>frustrazione stilistica</em> della prima parte di stagione (dove il genio degli autori viene costantemente buttato giù dalla carenza di ascolti) renderanno la pausa ancora più insostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8 ½ </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima performance di Troy e Abed fa la sua comparsata il rapper <strong><a title="Childish Gambino" href="http://www.youtube.com/watch?v=9wKr8OJui6k&amp;feature=fvst" target="_blank">Childish Gambino</a></strong>, ovvero Donald Glover/Troy, famoso per la sua ironia e la sua metrica assurda.</p>
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		<title>Glee &#8211; 3&#215;07/08 I kissed a Girl &amp; Hold on to Sixteen</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 12:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad un passo dallo special natalizio, ecco uno sguardo generale agli ultimi due episodi di Glee, in cui i nodi vengono al pettine, ma non in gola. Il nodo in gola manca perché non c’è emotività che non venga spiattellata a parole o in musica direttissima. L’unico problema di questa stagione,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/09/glee-3x0708-i-kissed-a-girl-hold-on-to-sixteen/prima-4/" rel="attachment wp-att-11699"><img class="alignleft size-medium wp-image-11699" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/prima1-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Ad un passo dallo special natalizio, ecco uno sguardo generale agli ultimi due episodi di Glee, in cui i nodi vengono al pettine, ma non in gola. Il nodo in gola manca perché non c’è emotività che non venga spiattellata a parole o in musica direttissima. L’unico problema di questa stagione, probabilmente, è il seguire troppo una via schematica, verbosa, quasi fredda.<span id="more-11695"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le sue imperfezioni macroscopiche, la seconda stagione era più folle, mentre adesso si sfocia più spesso nel drama prevedibile anziché nella fantasia da musical. A questo proposito Santana viene spinta dall’<strong>outing</strong> di propaganda politica a parlare con la sua famiglia: come previsto il supporto continuerà solo nel club, mentre sua nonna la caccia di casa, in una scena credibilissima ma troppo comoda nella sceneggiatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coming out, comunque, ispira il tema della settimana: <strong>Lady Music Week</strong>, con Finn che tenta in tutti i modi di tornare un personaggio-guida positivo. Su questa falsariga si rafforzano i rapporti di sorellanza dei personaggi, facendo leva sulla solidarietà femminile, mentre l’episodio si dirama in ben altre tre storyline.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una parte abbiamo il triangolo di cui Beth è ancora una pedina, con Shelby sempre più sola e bisognosa d’affetto e una Quinn completamente fuori di senno, ormai accecata dal suo egoismo e dalla sua possessività. Dal canto suo il tenero Puck, seppur poco sottile, mostra maturità e perspicacia, diventando sempre di più un papabile papà e uomo di casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altra parte dell’episodio abbiamo una sottotrama inspiegabile, in cui le insicurezze di Beiste e la fine della lotta politica di Sue sfociano in rivalità amorosa. Tanto per. Infine le elezioni vedono la vittoria di Brittany e Burt, che scatenano l’umiltà di Kurt e la retrocessione di Rachel, in lizza per la NYADA.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/09/glee-3x0708-i-kissed-a-girl-hold-on-to-sixteen/jolene/" rel="attachment wp-att-11700"><img class="alignright size-medium wp-image-11700" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/jolene-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Ciò che questo episodio ha reso evidente ai miei occhi è come tutto sia troppo uguale a se stesso negli ultimi tempi, soprattutto a livello espressivo-musicale. Delle performance realistiche non c’è granché da dire: i personaggi provano sempre nello stesso locale limitante e lo fanno nella sfera della realtà materiale, il problema sorge quando si tratta di una performance immaginata, come nel caso del primo assolo di Coach Beiste: <strong>Jolene</strong>. In questa esibizione si mantiene la tipica costruzione <strong>semi-onirica</strong>, in cui basta una luce teatrale a strappare chi canta dalla realtà, relegandolo a fare da sfondo malinconico ad altre scene a cui ha ipoteticamente assistito. Nulla di sbagliato, per carità, tutto ciò che chiedo, a questo punto, è un po’ di <strong>fantasia</strong>, soprattutto a livello registico. Glee, invece, gioca ormai sul sicuro inquadrando i pezzi più carichi (come <em>“I kissed a girl”</em>) in maniera frenetica o costringendo i suoi protagonisti a cantarsi di continuo le emozioni in faccia, senza sfumature, senza emozione. Tutto sta diventando troppo <strong>secco e meccanico</strong>. Dov’è l’emotività? Di sicuro non nelle piatte cover come <em>“Girls just wanna have fun”</em>, riconoscibile a stento tra gli sbadigli. Abusato anche lo stile del pezzo finale, che raccoglie tutti i personaggi in situazioni delicate: Santana, Kurt e Shelby in controcanto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 6 ½</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ESIBIZIONI: 6</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Sectionals</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver messo da parte Rachel nella competizione, grazie al cliffhanger della sua sospensione nell’episodio precedente, le si dà maggiore impatto a livello umano, rendendola totalmente lucida e gravida di consigli, quindi non solo una star.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ infatti grazie a lei che Quinn rinsavisce e decide di non oltrepassare la soglia della stronzaggine attiva, bloccando i suoi propositi di svelare la relazione tra Puck e Shelby e decidendo di aggrapparsi alla sua giovinezza, anziché tornare a sperperare altri momenti importanti, i quali non torneranno mai più. La morale di “<strong>Hold on to sixteen</strong>” è palese, ma è la perfetta chiusura alla parabola di una biondina malefica che ha perso tutto ma ha ancora il tempo di rifarsi in maniera civile. Oltre a Quinn che fa la cosa giusta e proietta il suo egoismo su se stessa anziché sul riprendersi la bambina, anche Finn cerca di riparare a dei torti nei confronti di Blaine, mentre tutte le altre sottotrame vengono sbrogliate in vista della pausa invernale. Prima su tutte la parentesi delle <strong>Troubletones</strong>, che arriva ad una chiusura forzata dalla perdita alle Provinciali e, soprattutto, da un’amicizia ancora viva, raccolta nell’esibizione di riunione “<em>We are young</em>”. A seguire arriva persino il supporto di Chang senior, che vede di cosa è capace il figlio Mike e decide di onorare il suo dono. Tutta questa celerità nel chiudere le storyline a metà stagione suggerisce una scrittura più <strong>furba</strong> che appassionante, che risolve i conflitti a tavolino attraverso dialoghi, esibizioni didascaliche e twist prevedibili.</p>
<p style="text-align: justify;">I momenti comici sono ben distinti dal dramma, limitando le uscite grottesche a quasi zero. Da citare lo scontro tra Kurt e Sebastian, che puzza di Craigslist anche oltreoceano, e il saluto di Santana a Sam, che credo proprio sia il caso di trascrivere:</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/09/glee-3x0708-i-kissed-a-girl-hold-on-to-sixteen/santana/" rel="attachment wp-att-11701"><img class="alignleft size-medium wp-image-11701" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/santana-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>“Welcome back, Lisa Rinna. I missed you so much since your family packed their bags, loaded them in your mouth, and skipped town. Can’t tell you how many times I’ve wanted to enjoy a crisp pickle, but couldn’t find anyone to suck the lid off the jar. I assume you’ve been working as a baby polisher, where young mothers place their infants heads in your mouth to get back that newborn shine. So glad you’re back. I haven’t seen a smile that big since the Claymation Abominable Snowman got his teeth pulled by that little gay elf dentist. Love, Santana.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Persino l’ilarità e il dramma del nuovo lavoro da spogliarellista di Sam vengono risolti in un nonnulla, solo per farlo tornare e piantare ancora il seme del dubbio romantico in Mercedes. Tutto davvero troppo liscio e “da manuale”. Rachel e Finn hanno il loro piccolo siparietto prima delle Sectionals, mentre la vittoria è scontatissima ma non giustificata. Insomma sembra che gli autori si stiano prendendo troppo sul serio, andando al risparmio di idee e rischiando di far perdere <strong>smalto</strong> alla serie.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello musicale siamo messi meglio in questo episodio: <strong>Buenos Aires</strong>, dal musical “<em>Evita</em>”, segna un livello così alto per la competizione che, insieme a quello altrettanto alto del mashup delle Troubletones, fa sì che la scaletta dedicata alla <strong>Jackson family</strong> dei ND arrivi con meno impatto e convinzione. Intanto <strong>Harmony</strong>, che promette un massacro per il prossimo anno, viene sfruttata al meglio, anche se poco. Speriamo davvero che torni: è un personaggio così svampito e talentuoso da meritarselo. Sempre sul fronte musicale abbiamo l’evitabile &#8220;<em>Red Solo Cup&#8221;</em>, con un parlato <em>country </em>di Sam a dir poco imbarazzante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7 ½</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ESIBIZIONI: 8</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le canzoni di Natale sono già disponibili (figuriamoci).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante l’esibizione dei Nude Erections alle Sectionals, si intravede un <a title="cameraman" href="http://img259.imageshack.us/img259/2853/cameraman.png" target="_blank">cameraman</a>. Andiamo al risparmio in tutti i sensi.</strong></p>
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		<title>The Walking Dead &#8211; 2&#215;07 Pretty much dead already</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 12:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Walking Dead]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo ancora in atmosfera campagnola, ma con questo mid-season finale la serie si carica di appropriata disperazione in vista della pausa. E’ comodo svegliarsi giusto in tempo per creare attesa per i nuovi episodi di Febbraio, ma questo episodio presenta ancora di più quei temi cari ai fan delle  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/03/the-walking-dead-2x07-pretty-much-dead-already/prima-3/" rel="attachment wp-att-11501"><img class="alignleft size-medium wp-image-11501" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/prima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Siamo ancora in atmosfera campagnola, ma con questo <strong>mid-season finale</strong> la serie si carica di appropriata disperazione in vista della pausa. E’ comodo svegliarsi giusto in tempo per creare attesa per i nuovi episodi di Febbraio, ma questo episodio presenta ancora di più quei temi cari ai fan delle pandemie.<span id="more-11500"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In quest’epoca post-apocalittica le priorità e la percezione delle vite umane trovano un <strong>bivio</strong> che divide i sopravvissuti in utopisti in fase di <strong>negazione</strong> e <strong>spietati</strong> con i piedi per terra. Negli ultimi episodi le parole sono state troppe, mentre l’azione e la tensione non sono pervenute quasi per nulla. La caratteristica interessante, però, di questo territorio di campagna avulso dal caos delle strade e delle città è stato lo scontro tra le umanità agli antipodi. Da una parte abbiamo Hershel e la sua famiglia, che conservano il ricordo di una vita dignitosa e il desiderio di vederla tornare, mentre tengono da parte i corpi risorti dei loro famigliari e conoscenti in una condizione di negazione totale nei confronti della gravità della situazione; dall’altra abbiamo i nostri protagonisti, ancora combattuti, certo, ma che tengono gli occhi più aperti sulla desolazione del loro tempo, massacrando senza pietà qualsiasi non-morto che erri nella loro direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione complicata dei Walkers nel fienile, oltre a questi esempi di sensibilità, fa scaturire le tipiche rivalità tra <strong>maschi dominanti</strong>, assolutamente necessari in epoca di sopravvivenza e di riorganizzazione della civiltà residua. Rick è stato da subito il leader prescelto, lo sceriffo buonista che cerca sempre di rimanere nel giusto, ma negli ultimi tempi è stato Shane a mostrarsi il più <strong>adatto</strong> a quel mondo, per via dei suoi paraocchi emotivi, della capacità di adombrare al massimo la sua umanità quando si tratta di difesa personale e di concedere agli altri sopravvissuti una chance in più di resistenza (o perlomeno quelli che gli pare: Otis non fa testo). Dale, l’invecchiato pezzo di pane, è stato il primo ad accorgersene, grazie alla loro disputa sulle armi, ma questo episodio estende a tutti i personaggi la forza bruta di un personaggio che da insopportabile sbruffone potrebbe diventare il leader truculento di cui gli altri <strong>necessitano</strong>. E’ indispensabile, in un’era in cui i morti tornano a minacciare i vivi, che i pietismi vengano fatti da parte in favore di quell’accenno di sicurezza che un uomo del genere potrebbe assicurare (oltre al risparmio sulle galline e simili risorse). La violenza con cui Shane apre il fienile porta tutti alla realizzazione di questa gravità con ferocia riconquistata e imprescindibile (e che fa tirare un sospiro di sollievo a chi si è leggermente annoiato in altri momenti, soprattutto in <em><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/27/the-walking-dead-%E2%80%93-2x06-secrets/">“Secrets”</a></em>). La campagna aveva dato a tutti il tempo di pensare, arginare le ferite fisiche ed emotive, parlare (troppo) e addirittura scopare, ma il massacro degli ultimi erranti/conoscenti fa fluire di nuovo quell’<strong>adrenalina necessaria a sopravvivere, </strong>nel momento in cui tutti si pongono davanti al fienile con armi da fuoco alla mano e convinzione inesorabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/12/03/the-walking-dead-2x07-pretty-much-dead-already/ultima/" rel="attachment wp-att-11502"><img class="alignright size-medium wp-image-11502" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/12/ultima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Lo stesso Rick viene ispirato dall’atteggiamento smargiasso e impietoso di Shane, ponendo fine una volta per tutte alla ricerca di Sophia, che, forse un po’ prevedibilmente, vien fuori dallo stesso fienile, raggruppando in pochi minuti tutta l’ansia che è venuta a mancare nelle sue lunghissime ricerche. La lunga costruzione di questo momento epico, mostrato ovviamente a <strong>ralenti</strong>, per pompare ancora di più l&#8217;implacabilità della situazione, è stata relativamente opportuna, in quanto l’emozione sarebbe potuta esplodere prima che molti fan perdessero la pazienza. Bastavano meno episodi sulla ricerca e sullo scontro di opinioni; già questa puntata basta a sé nella sua naturale progressione dalle chiacchiere e i patetici segni con la testa (riguardate la gente che annuisce o dice di no all’inizio) verso la rivalsa dello spirito di sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ripresa in extremis per una prima parte di stagione fatta di alti e bassi, ottimi exploit disumani e discese nel drammone soappeggiante. Lasciando perdere le chiacchiere, ci ritroviamo ad un <em>impasse</em> per i personaggi, che anziché far finta di sottostare alle volontà di Hershel, padrone di casa, potrebbero passare all&#8217;ammutinamento e all&#8217;occupazione spregevole. In ogni caso c&#8217;è più curiosità per il futuro in vista degli esaltanti minuti finali, che potrebbero segnare una svolta rispetto alle precedenti sequenze arrancanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8</strong></p>
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		<title>American Horror Story- 1&#215;08- &#8220;Rubber Man&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 22:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[American Horror Story]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono molti buchi temporali nelle memorie degli spiriti della casa: ricordano alcune cose, ne dimenticano altre a loro piacere o semplicemente sono ancora colti nella negazione da anime irrequiete. American Horror Story insiste ancora una volta sulle spiegazioni, a volte eccessive.
L’uomo in  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/27/american-horror-story-1x08-rubber-man/vlcsnap-2011-11-27-23h03m55s220/" rel="attachment wp-att-11279"><img class="alignleft size-medium wp-image-11279" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vlcsnap-2011-11-27-23h03m55s220-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Ci sono molti buchi temporali nelle memorie degli spiriti della casa: ricordano alcune cose, ne dimenticano altre a loro piacere o semplicemente sono ancora colti nella negazione da anime irrequiete. American Horror Story insiste ancora una volta sulle spiegazioni, a volte eccessive.<span id="more-11278"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo in latex non è altro che uno dei fantasmi della casa che cerca di aiutarne un altro (Tate vuole dare un bambino a Nora per placare la sua malinconia): è indubbio che il rapporto tra gli inquilini sovrannaturali della casa sia intrigante, ma lo svelamento del “Rubber Man” mi ha lasciato un po’ freddo, quasi deluso, in quanto avrei personalmente preferito che rappresentasse l’essenza stessa della casa, la materializzazione del male, per lo stesso motivo che il gestore del negozio S&amp;M spiega: la <strong>disumanizzazione</strong> del corpo tramite il costume; invece gli autori puntano sul mistero <em>“dietro la maschera”</em>, svelato nel più classico dei modi davanti ad uno specchio e che non aggiunge granché al tenore inquietante della casa, se non un pizzico di perversione in più al personaggio di Tate, già diventato idolo delle ragazzine.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri incontri-scontri tra gli spiriti sono ben più interessanti, soprattutto quando coinvolgono una Hayden in stato di (ilare) grazia. In questi frammenti si indaga sui sentimenti che ancora sopravvivono in loro all’interno della gabbia che è la Casa: rancore, rabbia, nostalgia, desiderio di vita. Abbiamo addirittura un raccordo di montaggio sui pianti di Chad e Nora, colti nelle rispettive mancanze affettive, tanto per calcare ancora la mano sugli aspetti ridondanti e ciclici della serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/27/american-horror-story-1x08-rubber-man/vlcsnap-2011-11-27-23h14m04s169/" rel="attachment wp-att-11280"><img class="alignright size-medium wp-image-11280" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vlcsnap-2011-11-27-23h14m04s169-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Intanto la prima della famiglia di vivi a perdere la testa è Vivien, oggetto di offese ossessionanti da parte di Hayden e di tradimento da parte della figlia in fase ormonale spinta, che dopo questo episodio forse renderà concordi i fan della serie: <strong>deve morire</strong>. La sua fascinazione per il fantasma maniaco tocca qui la vetta più alta di follia, confermando l’ipotesi che la casa e i suoi spiritati inquilini ne assorbono quelli ancora vegeti. Tutti e tre gli Harmon sono infatti manipolati dal volere di quelle entità, in un modo o nell’altro. Violet è disposta a sacrificare la madre, Vivien perde apparentemente contatto con la realtà (pur essendo la più lucida) e Ben scava ancora nel suo inconscio turbato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sequenze più accattivanti sono quelle di confusione di Vivien, degli ultimi giorni della coppia omosessuale e, appunto, di interazione tra gli spiriti, di solito mere molle della paura ma in questo caso personaggi veri e propri, degni di dialogo e caratterizzazione, oltre che di passato. La mancanza di Constance nell’episodio si soffre più del <em>rewatch</em> degli abusi precedenti, come la morte dei <em>previous homos</em> (completa di sodomia e messa in scena dell’omicidio/suicidio) o il concepimento del Latex baby, che fa un effetto ancora più ansiogeno data l’attesa del chiarimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Non amando i recap punto per punto ho null&#8217;altro da segnalare in un episodio in cui alla tensione e al non-detto si sostituiscono dialoghi e flashback esplicativi, su come agiscono i fantasmi, su quello che vogliono, su quello che hanno causato e vissuto e su come Moira si sia stancata di tutte queste manfrine e voglia solo passare <strong>oltre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7 ½ </strong></p>
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		<title>Misfits &#8211; 3&#215;03 Episode Three</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 13:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misfits]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Misfits continua ad intrattenere con divertenti siparietti conditi da pressappochismo di periferia, ma c’è una certa dose di maturità nell’aria, la quale più che portare il format ad una struttura più stratificata e compatta, ricorda semplicemente altri prodotti, seriali e cinematografici.
Questa  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/19/misfits-3x03-episode-three/vlcsnap-2011-11-18-22h36m28s37/" rel="attachment wp-att-10840"><img class="alignleft size-medium wp-image-10840" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vlcsnap-2011-11-18-22h36m28s37-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Misfits continua ad intrattenere con divertenti siparietti conditi da pressappochismo di periferia, ma c’è una certa dose di maturità nell’aria, la quale più che portare il format ad una struttura più stratificata e compatta, ricorda semplicemente altri prodotti, seriali e cinematografici.<span id="more-10838"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa sorta di maturità (o carenza di idee?) sancisce una evidente crisi per quanto riguarda lo spirito lassista e quantomeno cazzone dei protagonisti e l’approdo, nell’Inghilterra della serie, di <strong>tensioni epiche</strong> tipiche dei possessori di poteri d’oltreoceano. Innanzitutto i nuovi poteri dei Misfits non sono una casualità, un accidente di cui non sanno che farsene, un peso che ostacola il loro “dolce far niente”: sono stati scelti da loro stessi e l’uso che se ne fa, come in questo episodio in particolare, è piuttosto <strong>consapevole</strong> e indirizzato ad un fine (Kelly blocca un allarme, Alisha ritrova Simon): adesso sono i protagonisti ad agire anziché lasciarsi provocare e trascinarsi verso la sopravvivenza con animo disfattista, decorato dal sempreverde turpiloquio. L’utilizzo dei poteri in Misfits è sempre stato casuale, grottesco o dettato da necessità di vita o morte, ma ora è chiaro più che mai che le tipiche tensioni valorose da poema epico sono arrivate anche a Londra. Ciò che temevo.</p>
<p style="text-align: justify;">I miei primi dubbi sorsero con lo svelamento del mascherato Future Simon nella scorsa stagione, ma qui il discorso è molto più palese e diretto. I Misfits vogliono fare qualcosa per gli altri, vogliono restituire qualcosa alla comunità (<strong>tradendo</strong> le premesse stesse della serie e portando ad un’<strong>evoluzione</strong> non da poco delle intenzioni dei personaggi).</p>
<p style="text-align: justify;">Il set up è semplice: l’illusione fumettistica è introdotta da un disegnatore, i cui schizzi possono avverarsi (<strong>“Heroes”</strong>, anyone?), ossessionato dalla figura eroica di un compiaciuto Simon, che sembra aver comprato delle plafoniere da soffitto adatte a sottolineare la pomposità delle sue intenzioni. L’apparente e saltuaria presa in giro di questo Super-eroismo posticcio ad opera degli altri Misfits viene sostituito per tutto l’episodio da un tono parecchio più <strong>drammatico</strong> e, ovviamente, “epico”.<a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/19/misfits-3x03-episode-three/vlcsnap-2011-11-18-23h22m48s205/" rel="attachment wp-att-10841"><img class="alignright size-medium wp-image-10841" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vlcsnap-2011-11-18-23h22m48s205-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a> Non mancano intermezzi fumettistici a glorificare la <strong>fantasia super-eroica</strong>, i quali risultano interessanti solo quando non sono ridondanti (il badboy disegna e la realtà si avvera) ma sostituiscono sullo schermo la realtà che vanno a creare (come quando la lotta di Simon e i suoi misfits, ad esempio, non è mostrata nella sua veste di carne ma solo attraverso le bozze in bianco e nero). L’ironia drammatica regge per poco giungendo subito alla conclusione che vedrà il badboy del giorno, per nulla divertente, immolarsi per una “causa più grande”, ovvero la creazione definitiva del Supereroe con la S maiuscola- Simon.</p>
<p style="text-align: justify;">La mancanza, finora, di questa epicità da fumetto era ciò che mi aveva fatto innamorare di Misfits alla prima stagione, ma sembrano finiti quei tempi di bighellonaggio in attesa che qualche sfigato causi pericolo con poteri usati malamente e in maniera assurda ed egoista. Ora si pensa al “<em>greater good</em>”, a salvare le squinzie e ai paradossi temporali, dei quali loro stessi sono incerti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’episodio di per sé è godibile, nonostante questi macro-cambiamenti, ma non si può far finta che sia tutto com’era: <strong>speciale</strong>. Con queste congetture temporali e con quest’ansia d’eroismo Misfits va ad allinearsi più ai prodotti americani, perdendo un po’ quegli sprazzi di brillante unicità che ci avevano colpiti due anni addietro, pur mantenendo un&#8217;aura di ridicolo piuttosto piacevole. Speriamo non abusino di queste intenzioni e non si lascino sopraffare dagli archetipi eroici da nerd.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7, con annesso giuramento virtuale che la defezione di Nathan ha poco a che vedere con il calo della serie.</strong></p>
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		<title>Hell On Wheels &#8211; 1&#215;01/02 Pilot &amp; Immoral Mathematics</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 20:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<category><![CDATA[Drama]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo prodotto AMC, canale che genera grande attesa sul piano della qualità, riprende gli stilemi del western classico per raccontare una storia di vendetta che si consuma alla fine della Guerra di Secessione. Ecco un breve articolo, quasi privo di spoiler, per presentare il nuovo Drama.
1865.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/16/hell-on-wheels-1x011x02/vlcsnap-2011-11-15-19h15m59s28/" rel="attachment wp-att-10730"><img class="alignleft size-medium wp-image-10730" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vlcsnap-2011-11-15-19h15m59s28-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>L&#8217;ultimo prodotto AMC, canale che genera grande attesa sul piano della qualità, riprende gli stilemi del western classico per raccontare una storia di vendetta che si consuma alla fine della Guerra di Secessione. Ecco un breve articolo, quasi privo di spoiler, per presentare il nuovo Drama.<span id="more-10726"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1865</strong>. In questo periodo di assestamento per il territorio americano, la deficienza di leggi favorisce la prolificazione di gunslingers, briganti e lotte per assicurarsi il dominio sul territorio: ovvero il fatidico West, porto di anime speranzose grazie alla costruzione della Ferrovia transcontinentale (L’inferno su ruote, per l’appunto). I personaggi che ci vengono presentati in questi primi due episodi sono un po’ quelli che ci si aspetterebbe di vedere in un clima del genere: il solitario che deve vendicare la morte della moglie, i neri ancora bistrattati, la donna forte, i preti in cerca di proselitismo, le puttane, i convertiti, i burocrati che abusano del potere e gli indiani che lottano per la loro sopravvivenza e la loro Casa, nella quale avevano accettato di buon grado i pellegrini. L’unione del popolo esiste solo a parole: “We’re all americans, now- even you rebels”, per il resto si tratta di una fossa di leoni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/16/hell-on-wheels-1x011x02/vlcsnap-2011-11-16-17h56m29s155/" rel="attachment wp-att-10728"><img class="size-medium wp-image-10728 alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vlcsnap-2011-11-16-17h56m29s155-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>La <strong>ferocia</strong> di questi tempi incerti è ben inquadrata dalle scene di lotta o dell’arduo lavoro, sul cui sfondo esplodono in continuazione bombe del colore di pece, che aprono nuovi siti per le costruzioni. La speranza per un “futuro roseo della più grande Nazione del secolo” vive nei campi come pura <strong>propaganda</strong>; il “qui ed ora” è molto più truce e non permette divagazioni oniriche su “ciò che potrebbe essere”: ognuno pensa a sé, a salvarsi la pelle e tentare di raccogliere un po’ di fortuna, prima di approdare a quella vita prosperosa che rappresenta più una promessa lontana che un immediato futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mister Durant</strong>, &#8220;bad guy&#8221; a capo dei lavori sulla ferrovia, è immerso proprio in questa branchia politica, propagandistica ed economica della serie, su cui c’è ancora poco da dire. Allunga i binari, perché pagato per miglio, e ragiona secondo i dettami del Business, non quelli della “Nuova frontiera” in senso sociale. Egli è un uomo dalle vedute strette: soldi e potere non lasciano spazio a nient’altro se non l’abuso e la spietatezza che caratterizza un po’ tutti gli uomini di questa era.</p>
<p style="text-align: justify;">I neri, ad esempio, seppur liberati dalla schiavitù devono ancora tener testa ad una situazione sfavorevole (che, come sappiamo, durerà ancora parecchio), se non addirittura terribile. L’emancipazione, a detta di Elam, il protagonista di colore, è piuttosto lontana, perciò non gli rimane che lavorare sodo e tentare, in qualche modo come l’omicidio per ripicca, di rispondere con forza agli abusi dei bianchi. Significativa, a questo proposito, anche la scena in cui due membri della forza lavoro rifiutano l’idea di essere motivati da un “muso bianco” (il protagonista Cullen), preferendogli intonazioni e cantilene tipiche dei Campi di schiavitù, che poi rappresentano le radici di gran parte della musica Black, soprattutto il Blues, con la sua sofferente intensità; mentre alla fine tutto sfocia in abuso ulteriore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cullen</strong>, d’altro canto, ex soldato confederato, è leggermente più distaccato da queste storie di dominazione del territorio, controllo delle persone ed emancipazione: l’unico pensiero che lo smuove è la sua vendetta, tutto il resto (il lavoro, per ora) serve solo ad aiutarlo a trovare i colpevoli del suo rancore e consumarla. Così salva in qualche modo Elam, assassino del capo razzista Johnson, creando nel personaggio una base di sensibilità ancora più forte. Sotto la scorza da tenebroso pistolero del sud c’è dunque un <strong>uomo d’onore</strong>. Piuttosto ovvio.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti non c’è molto di originale o particolarmente intrigante in “Hell on Wheels”. Regia e narrazione sono privi di guizzi particolareggiati, mentre è la fotografia a colpire maggiormente per il suo colore freddo e patinato, di contrasto ai personaggi sporchi e passionali (su carta), tipico di un racconto visuale post-apocalittico in cui la mancanza di speranze tangibili priva l’ambiente di calore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un inizio poco coinvolgente, tutto sommato, e meno attraente di quanto ci si aspettasse, soprattutto nell&#8217;immancabile paragone con le atmosfere cinematografiche di riferimento, decisamente irraggiungibili. Sarà anche per questo che “Hell on Wheels” parte a rilento, giocando ad abbassare il tono western, su cui pesano già grossi nomi (Ford, Leone, Tarantino e, in campo televisivo, Deadwood e addirittura Breaking Bad).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7</strong></p>
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		<title>American Horror Story- 1&#215;06- &#8220;Piggy Piggy&#8221;</title>
		<link>http://www.seriangolo.it/2011/11/12/american-horror-story-1x06-piggy-piggy/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 16:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[American Horror Story]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[american horror story]]></category>
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		<description><![CDATA[American Horror Story ci ha messo ben poco a diventare una serie di culto, grazie ai suoi exploit disturbanti e ai suoi caratteristi ipnotici. Dopo Halloween part II, fin troppo spiegata e lenta, si ritorna ad un racconto più incalzante e accattivante, dove le tre sottotrame fanno a gara a tenerci  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/12/american-horror-story-1x06-piggy-piggy/brain/" rel="attachment wp-att-10382"><img class="alignleft size-medium wp-image-10382" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/brain-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>American Horror Story ci ha messo ben poco a diventare una serie di culto, grazie ai suoi exploit disturbanti e ai suoi caratteristi ipnotici. Dopo <a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/05/american-horror-story-1x05-halloween-pt-2/">Halloween part II</a>, fin troppo spiegata e lenta, si ritorna ad un racconto più incalzante e accattivante, dove le tre sottotrame fanno a gara a tenerci incollati allo schermo.<span id="more-10380"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Columbine Sense</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grande punto focale dell’episodio è Tate, il non-morto/killer psicopatico/love interest del cui passato avevamo intravisto uno spiraglio nell’episodio precedente, quando gli spiriti delle sue vittime lo inseguivano ossessivamente per scoprire le ragioni del loro assassinio e potersi finalmente abbandonare al trapasso. Ispirati a &#8220;Il Sesto Senso&#8221; e alle stragi della scuola Columbine, in America, gli sceneggiatori dipingono il personaggio come un fantasma che non ha la minima idea di cosa sia adesso né del massacro di cui fu autore nel 1994. Si uniscono così, in un solo riuscito flashback, le tendenze omicide di un giovane incompreso, il chiarimento sulla fine/nuovo inizio di un personaggio chiave, il riferimento malinconico a dei fatti realmente accaduti e il supposto plagio adolescenziale dato dalla classica violenza cinematografica edulcorata (suggerita dall’ormai iconico fischiettio di “Kill Bill”). <a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/12/american-horror-story-1x06-piggy-piggy/tate-swat-2/" rel="attachment wp-att-10390"><img class="alignright size-medium wp-image-10390" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/tate-swat1-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Questa definitiva scoperta del passato turbolento di Tate, terminato in una esecuzione in stile SWAT, poi, non è fine a se stessa perché adesso starà a Violet, girlfriend in carne ed ossa, doverlo aiutare a venir fuori dal suo limbo di negazione e a trovare la pace eterna (come le sue vittime). E qui entra nuovamente in gioco Constance, lovely Constance, che rende tutte le scene in cui si trova più intense e indelebili, con la sua eleganza, i suoi excursus nel melodramma e la sua gestualità d’altri tempi. Constance ha, giustissimamente, una medium di fiducia, dato il suo utero maledetto e il suo <em>dayjob</em> in una casa dell’orrore; le due, avvezze a dialogare con gli spiriti, cercano di coinvolgere Violet, involontaria medium, a fare da tramite per la liberazione di Tate, aprendo le porte della sua percezione ectoplasmica irreversibilmente (vede, infatti, tutti gli spiriti del seminterrato in una botta sola). Sarà interessante vedere come Violet deciderà di agire riguardo il suo amore, ora che ne conosce la consistenza matierale (e psicologica!) e dovrà separarsene. Aumenterà la dose di autolesionismo? Intanto Adelaide ci saluta dall’aldilà chiarendo questioni emotive irrisolte con la madre, in una scena piuttosto commovente. Ci mancherai, <em>pretty girl</em>, anche se è in arrivo un altro “sweet child”, per cui la casa sembra avere una predilezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rosemary’s diet</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La citazione più cristallina dell’episodio riguarda la signora di casa, Vivien, aiutata dalla vicina e dalla governante a sedare la fame del suo infante luciferino. Così come la Rosemary di Polanski, Vivien viene convinta ad iniziare una dieta ad hoc che ha molto di inquietante, soprattutto nell’espressione leggera e soddisfatta che ha, nel momento in cui ingurgita etti di interiora crude come se fossero uno sfizioso croissant. Adorabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/12/american-horror-story-1x06-piggy-piggy/vivien-2/" rel="attachment wp-att-10391"><img class="alignleft size-medium wp-image-10391" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/vivien1-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>L’intera sequenza di indigestione citazionista, però, viene superata ancor di più in ilarità disturbata dalla spaventatissima infermiera, svenuta ad Halloween di fronte all’ecografia del feto Harmon (o feto latex, per essere puntigliosi), che racconta alla madre cosa ha visto, quasi sfidandola a farle del male in chiesa, di fronte al suo Dio. Ella parla degli zoccoli dell’anticristo che Vivien cova (tant’è che poi le urlerà dietro versi della Bibbia, mentre l’altra corre via inviperita), ma a mio avviso questo feto non ha obbligatoriamente sembianze sataniche; forse ha visto il “male” filtrato attraverso la sua concezione di forza oscura. Non so, quindi, se Vivien partorirà davvero un cucciolo di Satiro o di Pan, come nei suoi incubi o nelle supposizioni sull’inferno dell’amica di Violet, ma credo che quella signora, fervida cattolica, abbia visto l’incarnazione del male/sovrannaturale secondo l’immaginario stesso delle sue superstizioni religiose. Quindi non mi perdo d’animo e spero ancora in un feto antropomorfo ricoperto di aderente latex, o PVC che è più leggero per i neonati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Urban Legends</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo subplot riguarda il fedifrago che tenta di accumulare guadagni e si avvicina sempre di più a perdere il senno.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ quantomeno ironico entrare in terapia per dimenticare le Leggende Urbane da uno che l’Urban Legend (che poi leggenda non è) la vive effettivamente. Eric Stonerstreet, guest star famosa per &#8220;Modern Family&#8221;, cammina sull’orlo della follia, eludendo la vita pratica attraverso la superstizione verso storie del terrore che ne paralizzano l’esistenza; così il Dr. Ben Harmon, dall’alto del suo scetticismo, lo sprona a sfidare le sue paure in maniera fredda e immediata, così da permettergli di dedicarsi a problemi più comuni e maggiormente pressanti (le donne, il lavoro e quant’altro).<a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/12/american-horror-story-1x06-piggy-piggy/piggy/" rel="attachment wp-att-10385"><img class="alignright size-medium wp-image-10385" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/11/piggy-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a> Un primo ricorso alla tipica filastrocca da recitare davanti ad uno specchio, in una sorta di terapia a strappo, avviene proprio in casa Harmon (il luogo certamente meno indicato per cercare una rientranza delle psicosi, dato che il sovrannaturale vi campeggia abitualmente) e termina con l’apparizione di una delle infermiere uccise lì nel 1968. Grazie all&#8217;atmosfera malsana della Casa, il paziente diventa ancora più convinto della sua ingiustificata suggestione, riprovando il compitino a casa sua, in modo da farla finita con le storie di fantasmi: è proprio qui, però, che l’ironia spietata lo colpisce a morte con un’assurda coincidenza (ma “doveva essere una rapina”!). Il subplot mantiene l’interesse sempre vivido (e divertito), aprendo anche a nuove possibilità. Questo infatti è il secondo paziente a non uscire vivo dalla terapia Harmon, per cui si prevedono ripercussioni non da poco: per la carriera dello psichiatra (che ha bisogno del lavoro); per la credulità del dottore (che non ha capito granché di cosa lo circonda); per la coscienza dell’uomo (che conta già il peso di diverse anime).</p>
<p style="text-align: justify;">“Piggy, piggy” è uno di quegli episodi che fanno chiarezza su questioni incerte e apre a nuovi scenari, pur riuscendo ad evitare gli spiegoni e mantenendo altissimo il livello di inquietudine e coinvolgimento. Dei tre subplot, personalmente, non ne preferisco nessuno, anche perché il divertimento abbonda un po’ dappertutto, perciò congratulazioni agli autori nel mantenere sempre un irrequieto e malato equilibrio tra mistero, citazione e ironia senza cadere in (o innalzarsi ad) un certo tipo di trash.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8 ½ </strong></p>
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		<title>American Horror Story 1&#215;03- &#8220;Murder House&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 17:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[American Horror Story]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Messa un po’ da parte la fervida schizofrenia introduttiva del pilot, che ci ha catapultati in un luogo di incomprensibili orrori, American Horror Story, già dal suo secondo episodio, ricercava una maggiore linearità nell’esecuzione e nello script. Scelta che non appiattisce la serie, ma le dà  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/22/american-horror-story-1x03-murder-house/monsterhouse/" rel="attachment wp-att-8691"><img class="alignleft size-medium wp-image-8691" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/monsterhouse-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Messa un po’ da parte la fervida schizofrenia introduttiva del pilot, che ci ha catapultati in un luogo di incomprensibili orrori, American Horror Story, già dal suo secondo episodio, ricercava una maggiore linearità nell’esecuzione e nello script. Scelta che non appiattisce la serie, ma le dà consequenzialità seriale meno illogica, pur mantenendo tutto il suo intrigue e le sue psicosi.<span id="more-8688"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’episodio si apre con un flashback, il quale, come da consuetudine ormai, ci apre al passato dei personaggi che gravitano attorno alla Casa, addirittura con una brevissima “soggettiva del male” ispirata da “Evil Dead” (Sam Raimi, 1981). “<em>Don’t make me kill you again</em>” disse l’arcigna diva anni ’50 alla governante provocante/repellente, e in questa visione del 1983 ci viene mostrato quand’è che Constance ha ucciso Moira la prima volta. <a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/22/american-horror-story-1x03-murder-house/attachment/1983/" rel="attachment wp-att-8692"><img class="alignright size-medium wp-image-8692" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/1983-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Un doppio omicidio passionale, in una storia di tradimento simile a quella dei protagonisti della serie, solo più sordida: l’errore di Moira, l’amante a domicilio, le si riversa contro in un tentativo di stupro, un colpo in testa a sangue freddo e nell’eterno asservimento alla Casa delle Case d’orrore (non mi sorprenderà se Hayden, l’amante di Boston, dovesse tornare in forma d’ectoplasma). Perché sono le passioni, i rancori, le ossessioni e le paure di questi personaggi ad ancorarli all’incubo, in un continuo rigirarsi su sé stesso del terrore, insito nelle fondamenta stesse della villa archetipica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una progressione di amenità e mutilazioni, iniziata sin dalla sua edificazione negli anni ’20 dove il suo costruttore, un chirurgo tossicodipendente con una punta di God Complex (o complesso di Frankenstein, visto che siamo in una polverosa soffitta di citazioni) si diletta ad annegare esseri nella formaldeide e a tentare di donare il soffio della vita a chimere disturbanti (forse per cancellare definitivamente la negligenza del detto “<em>Quando i porci avranno le ali</em>”).<a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/22/american-horror-story-1x03-murder-house/chimera/" rel="attachment wp-att-8693"><img class="alignleft size-medium wp-image-8693" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/chimera-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a> Ma questo isolamento nello scantinato da scienziato tracotante è solo l’inizio di quello che sarà il covo di eterni ritorni inquietanti: la moglie impietosa obbliga il miserabile marito a praticare aborti improvvisati per mantenersi. Sono dunque le anime dei <strong>mai nati</strong> a costituire il sostrato sovrannaturale dell’edificio, bloccati per sempre nell’inquietudine della vita negata, non diversamente dagli adulti. Ecco infatti che al giorno d’oggi arriva la signora dei ruggenti anni ’20, con la testa spaccata (&#8220;Il sesto senso&#8221;, 1999, non manca) a rivisitare il suo nido di terrore, giudicandone i cambiamenti e rammentandone le peculiarità, come gli affreschi e i lampadari con cui ha deciso di impreziosirla all’inizio del secolo scorso, ma soprattutto aleggiando attorno alla pancia di Vivien, in una nostalgia che cerca quasi ripiego alle decine di gravidanze interrotte in quel luogo e al suo stesso bambino, vittima di chissà quale fine.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia principale chiave di lettura alla serie ricalca ancora le costruzioni a specchio dell’Hotel di “Shining” (Stanley Kubrick, 1980), dove i fantasmi del passato vi rimangono bloccati e partecipano alla degenerazione mentale dei suoi nuovi abitanti. Constance tenta di mantenere una certa aura dignitosa nel fare il suo sporco lavoro (pur volendo fortemente abbandonare quel luogo <em>marcio, colmo di rancori e morte</em>) come una elegante ma crudele signorona maligna da film classici <strong>mélo/noir</strong>; Tate mantiene alta la fascinazione dell’adolescente di casa; Larry, consigliere non richiesto, risolve i problemi di Ben per evitare che si allontani (in prigione, o a Boston); mentre la cementificazione sulla tomba in giardino costringerà Moira a restarci per sempre (piange sul suo scheletro, nel fosco desiderio di riposare in pace, ma grida la sua ansia di essere almeno rispettata, per una volta). Questi personaggi di contorno dunque, che non abitano ma infestano la casa, muovono e manipolano i protagonisti verso un finale di sangue inevitabile, senza libero arbitrio né leggerezza di cuore, anche loro <strong>vittime</strong> dei loro peccati e della suggestione del male, prima che carnefici.</p>
<p style="text-align: justify;">Così la famiglia centrale tenta di barcamenarsi nel susseguirsi di situazioni inspiegabili o semplicemente riprovevoli, mentre il trasloco è posticipato con un’overdose di giustificazioni: soldi, stress, acquirenti inesistenti, figlia che fa i capricci. Solo la giovane emo disturbata, infatti, si approccia alla casa con sentimenti di fascinazione più che vittimismo: “<em>Continuo a vederla come il posto dove siamo sopravvissuti</em>”, mentre i genitori sono completamente impossibilitati a condurre una vita normale. Come una casalinga disperata, Vivien viene sorpresa da un Tour dell’orrore che si ferma davanti a casa sua descrivendola esattamente per quello che è (“Murder House”), così decide di parteciparvi per tentare di capire a che epoca, esattamente, risalgano i massacri (l’agente immobiliare è legalmente obbligata a dichiarare solo quelli degli ultimi tre anni).<a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/22/american-horror-story-1x03-murder-house/tour-sangue/" rel="attachment wp-att-8694"><img class="alignright size-medium wp-image-8694" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/tour-sangue-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a> Dopo una breve visione dell’omicidio ripugnante di Sal Mineo (uno dei protagonisti di &#8220;Gioventù bruciata&#8221;, 1955, icona di una generazione), Vivien apprende degli arbori della casa, ma ella è così coinvolta che le visioni si materializzano in sangue perso dall’utero. Sanguinamento che si fermerà immediatamente appena entrata in casa. E’ palese che questa Casa non vuole che i suoi abitanti la lascino da vivi, ma ancora di più che il loro momento non è ancora arrivato: <strong>questo parto s’ha da fare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine abbiamo le vicende ancora più disturbanti del marito. L’uomo: quell’essere avvezzo a conquistare e fare di tutto un oggetto, una possessione. Persino un investigatore, avulso dalle vicende della casa, riesce a vedere Moira con occhi di desiderio, perché gli uomini negli altri “<em>vedono ciò che vogliono vedere</em>” mentre le donne ne scrutano l’anima. Reo dunque della sua stessa carnalità, Ben, sempre più confuso dalla nebbiosa realtà (“<em>Quella tua piccola avventura a Boston ti ha reso paranoico</em>”) e avvelenato in stile ‘20s, si annulla in un ciclo di blackout, alla fine dei quali si sveglia sempre sullo stesso punto: la tomba improvvisata dove le sfasciafamiglie trovano il loro eterno tormento, mentre gli uomini ci costruiscono sopra gazebo, simbolo di nuovi (ancora!) possibili inizi, ma soprattutto di <strong>copertura</strong> delle colpe.<a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/22/american-horror-story-1x03-murder-house/manisangue/" rel="attachment wp-att-8695"><img class="alignleft size-medium wp-image-8695" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/manisangue-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a> Perché la più grande colpa è quella di coprire gli errori invece di risolverli o di cercare redenzione (un po’ come spostare la polvere sotto il tappeto, invece di sbarazzarsene: continuerà a tormentarti). Ma la coscienza di Ben è parecchio lontana dalla purificazione: va a macchiarsi sempre di più, causa indiretta del suicidio di una paziente (la <em>semper inquietans</em> Lettie Mae di &#8220;True Blood&#8221;) che macchia le sue mani e la sua coscienza di altro sangue. “<em>Non è un crimine essere stronzi</em>”, ma ci pensa la casa ad occuparsi di far giustizia sui misfatti disumani.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;American Horror Story&#8221; è una serie che continua a crescere, lasciando più spiragli di comprensione e appassionando sempre più con il suo Uroboros (eterno rinnovamento) del terrore e i suoi divertiti giochi di citazioni (i confronti tra Moira e Constance mi ricordano addirittura Tennessee Williams o Bette Devis). L’unica vera pecca è la recitazione di Dylan McDermott (Ben), quasi ridicola a tratti (“<em>You’re a murderer, You’re a murdereeeer</em>”) e totalmente divorata dalle performance degli altri, con la sconvolgente Frances Conroy (Moira) e la volutamente eccessiva Jessica Lange (Constance) in prima fila.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 9</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Decisamente tra le migliori novità della stagione.</strong></p>
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		<title>Dexter- 6&#215;02 &#8220;Once upon a time&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 23:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dexter]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[In questa puntata un po’ di passaggio si comincia a costruire il parallelo tra il nostro Protagonista e i due Big Bad di stagione, gettando le fondamenta per il loro confronto e per i cambiamenti alla Miami Metro, sviando in svariati frammenti sulla comedy.
Questa si prospetta come una stagione  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/13/dexter-6x02-once-upon-a-time/vlcsnap-2011-10-12-18h03m47s31/" rel="attachment wp-att-8056"><img class="alignleft size-medium wp-image-8056" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/vlcsnap-2011-10-12-18h03m47s31-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>In questa puntata un po’ di passaggio si comincia a costruire il parallelo tra il nostro Protagonista e i due Big Bad di stagione, gettando le fondamenta per il loro confronto e per i cambiamenti alla Miami Metro, sviando in svariati frammenti sulla comedy.<span id="more-8051"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa si prospetta come una stagione sulla Fede, certo, ma anche e soprattutto sull’influenza dei padri sui figli. Il tempo delle favole capovolte, delle storie di mostri reali sconfitti dall’eroico Dark Passenger, è finito. Harrison è abbastanza grande per ricordarsi di <strong>daddy’s box</strong>, tanto da segnare la fine del nuovo rituale preferito di Dexter e l’inizio di un nuovo rapporto padre/figlio, semplificato dalla maschera civile che tutti conoscono. L’enorme macigno morale rappresentato dal padre di Dexter lo porta a filtrare la sua personalità oscura attraverso l’immagine che tutti hanno di lui, così che la storia del suo bambino possa avere un lieto fine.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>I’m not sure how this next chapter goes</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Dexter non crede in nulla, forse, perciò gli conviene impartire l&#8217;educazione attraverso un’immagine di padre idealizzata, crescendo Harrison, nato nel sangue, a favolette, come un bambino normale. L’idillio fiabesco del padre-killer che si confessa, tronfio, con il neonato inconsapevole è giunto dunque alla sua conclusione e l’incertezza sul futuro di questa famiglia colpisce Dexter tanto quanto noi.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>suggestione paterna</strong> è il primo anello che unisce i mostri della stagione. Da una parte abbiamo Dexter, mostro affinato all’etica da giustiziere da suo padre, dall’altra abbiamo una coppia di fanatici religiosi, dove il figlio, sicuramente segnato da qualche evento traumatizzante, tenta di compiacere il padre (surrogato?) attraverso l’attuazione di un piano divino di cui siamo ancora all’oscuro. I tasselli riguardo le loro intenzioni stentano ad arrivare: prima va introdotta la loro relazione, basata sul compiacimento paterno e sul terrore religioso (ben inquadrata dall’autolesionismo educativo della figura paterna, che imbonisce il succube Travis col caro vecchio senso di colpa e un&#8217;immagine di sofferenza materiale).</p>
<p style="text-align: justify;">Il leit motiv dell’approvazione paterna non si limita nemmeno ai killer, ma ingloba anche Deb nella sua nebbiosa frustrazione. Diventata <em>internet sensation</em> grazie al suo diligente lavoro sul campo, viene promossa a Tenente, un po’ per merito, un po’ per dispetto verso Laguerta. Un’occasione in più per rinvigorire suo padre d’orgoglio postumo, ma soprattutto suo fratello: l’unico affetto che le rimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Delle avventure amorose dei protagonisti abbiamo visto abbastanza nella scorsa stagione, tanto da non sopportare più la vista di Maria e Angel nella stessa inquadratura, ma la fine del percorso amoroso di Lt <em>Fucking</em> Morgan e Quinn apre nuovi scenari di rancore, che potrebbero portare Deb a cercare ancora più riparo dall’occupatissimo fratello.</p>
<p style="text-align: justify;">Grandi cambiamenti dunque arrivano a segnare il dipartimento di polizia, le vite private di Dexter e Deb e, a quanto pare, il pianeta dell’apocalisse. Tutto questo <strong>Change</strong> arricchisce le diatribe mentali di Dexter di nuove opzioni, nuovi orizzonti in cui il suo Dark Passenger non solo è domato ma addirittura sopito. Sarà possibile, per lui, così apparentemente vuoto, ritrovare la retta via?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/13/dexter-6x02-once-upon-a-time/vlcsnap-2011-10-12-18h07m32s251/" rel="attachment wp-att-8057"><img class="alignright size-medium wp-image-8057" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/vlcsnap-2011-10-12-18h07m32s251-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Father Sam, ex-galeotto votato al signore e alla riabilitazione dei suoi compagni di cella, sembra insinuare in Dexter il dubbio sulla riuscita del cambiamento, con una parabola che vede il lupo trasformarsi in cacciatore (o pastore illuminato). L’empio cinismo di Dexter viene dunque messo alla prova da una vera storia di redenzione, che per un padre serial-killer potrebbe fungere da epifania o quantomeno da apertura a nuove possibilità. Intanto il Passenger trova sfogo alla sete di giustizia (la sua versione di giustizia divina) su un altro lupo, calvo messicano già visto in <a href="http://www.imdb.com/name/nm1616991/">Breaking Bad</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma tra cambiamenti di status quo (di relazione, professione e mentalità) la stagione deve ancora decollare davvero, sia nella suspence che nell’azione cruenta, ma non mancherà molto allo scontrarsi dei due dark passengers: quello di Dexter e quello di Travis. <strong>Abbiate Fede</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>American Horror Story: 1&#215;01 &#8220;Pilot&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 19:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[American Horror Story]]></category>
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		<category><![CDATA[pilot]]></category>

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		<description><![CDATA[Già creatori di &#8220;Nip/Tuck&#8221; e &#8220;Glee&#8221;, Ryan Murphy e Brad Falchuck provano ad adattare la loro schizofrenia drammaturgica alle paure dell’America media, confezionando un prodotto peculiare che probabilmente scatenerà odii o amori improvvisi. La mancata compattezza della series premiere è dunque un  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/09/american-horror-story-1x01-pilot/vlcsnap-2011-10-09-20h57m21s88/" rel="attachment wp-att-7940"><img class="alignleft size-medium wp-image-7940" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/vlcsnap-2011-10-09-20h57m21s88-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Già creatori di &#8220;Nip/Tuck&#8221; e &#8220;Glee&#8221;, Ryan Murphy e Brad Falchuck provano ad adattare la loro schizofrenia drammaturgica alle paure dell’America media, confezionando un prodotto peculiare che probabilmente scatenerà odii o amori improvvisi. La mancata compattezza della series premiere è dunque un preludio ad una potenziale cult series, di quelle che o si amano o si odiano.<span id="more-7937"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La premessa (melo)drammatica è piuttosto semplice: una moglie vittima di aborto spontaneo, un marito infedele ed una figlia emo-tivamente instabile si trasferiscono, per un nuovo inizio ma carichi dei loro rancori, in una villa a Los Angeles, luogo di celebri massacri e casa di tutte le case dell’orrore. L&#8217;uomo di casa riprende il suo lavoro di psichiatra con un teen-killer psicolabile (che entra in scena rammentandoci Kill Bill), la figlia è presa da un traumatico trasferimento in una nuova scuola, mentre la moglie ripulisce la casa stantia e si occupa di convenevoli con gli strani personaggi che le aleggiano intorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si ha voglia di sobbalzare sulla sedia probabilmente questo pilot deluderà. Il modo più corretto per approcciarsi a questo racconto è piuttosto l’apertura ad uno sconvolgimento disturbante. Più thriller psicologico che horror vero e proprio, <em>American Horror Story</em> si ciba di archetipi dell’orrore in un coacervo di sequenze inquietanti che inquadrano le paure dei protagonisti, anziché stimolare la nostra. Non si tratta quindi di una serie che fa paura, quanto di una serie <strong>sulla</strong> paura; sull’orrore drammatico della famiglia americana, che la casa archetipica avverte e amplia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il manierismo stilistico è a dir poco coraggioso. Il montaggio ellittico, la regia psicotica e le sequenze perverse danno una sensazione disturbante comprensiva delle ansie dei protagonisti. L’apparente confusione, a mio avviso, ci restituisce proprio le turbe psichiche e i grandi drammi dell’ensemble, giocando sui tagli spiazzanti, sullo stupore destabilizzante e, ovviamente, sulle citazioni. Più debole l’approccio drammatico, con dei dialoghi non sempre riuscitissimi e delle reazioni (volutamente) esagerate o inappropriate che, pure, partecipano ad aumentare il nostro <em>mindfuck</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aspetto più intrigante nel novero dei personaggi riguarda la presenza di comprimari che avvertono i protagonisti dell’anima oscura della casa, ma di cui allo stesso tempo fanno irrimediabilmente parte (in primis l’invasiva e camp Jessica Lange con figlia impertinente a seguito e Frances Conroy, l’inquietante governante dalla figura incerta e gli occhi di David Bowie). Come in “Shining” (e lasciate correre questo titolo, perché il mio non è un vero paragone) l’edificio vive di time-lines differenti, in una costruzione a specchio dove passato e presente, realtà e allucinazione sussistono in contemporanea, in un continuo ciclo orrorifico di materializzazione delle psicosi. Una mitologia citazionista per una storia sulle paure, de e verso l&#8217;America media.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la paura di Connie Britton (la moglie) è ritrovare familiarità con il suo corpo, arriverà un fantasma succinto in latex a compiacerla. Quando la paura maggiore del poco espressivo Dylan McDermott è tradire ancora la moglie e perdere la sua famiglia, di seguito strisceranno sulla sua ingordigia le avances della governante, che al tempo stesso è giovane e vecchia, viva e morta, realtà e proiezione. La consequenzialità tra ansie covate e vissute, però, è pressappoco inesistente: tutto il perturbante è restituito nello stile sincopato e nelle consuete scene ad effetto, che spiazzano più che spaventare o provvedere ad una progressione graduale del terrore.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è quindi una tentativo di strutturazione della sceneggiatura per passi, in questo insolito pilot, ma si viene immediatamente catapultati nel caos dei disturbi sociali del mondo odierno con fare pop e barocco. Soltanto l’incipit (ambientato nel 1978) è il segmento più smaccatamente classico dell’intero episodio, con i due ragazzini impertinenti che, pur avvisati da una bambina con la sindrome di down ossessionata dalla casa gravida di incubi, entrano a sfidare la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché a questo la casa anela: la morte. Uno dei suoi precedenti proprietari (l&#8217;incomparabile Denis o’Hare), infatti, preannuncia al marito fedifrago proprio il suo eterno intento, che è quello di trafugare le instabilità dei suoi abitanti, farsene forza e spingerli alla follia e al massacro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia di terrori umani, dunque, trasfigurati in possessioni e spiriti irrequieti che portano i protagonisti in ogni remoto angolo del loro inconscio, piuttosto che ad un nuovo inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8 ½</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché normal people (and things) scare me.</strong></p>
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		<title>Glee: 3&#215;03- &#8220;Asian F&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Le intenzioni serissime degli autori sono già affiorate nei primi episodi della terza stagione, ma con questo &#8220;Asian F&#8221; Glee mostra che le emozioni, quest’anno, non saranno centellinate, al contrario delle marchette mainstream che sembrano addirittura essere scomparse. Un ritorno alle orgini, come  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/07/glee-3x03-asian-f/prima-2/" rel="attachment wp-att-7820"><img class="alignleft size-medium wp-image-7820" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/prima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Le intenzioni serissime degli autori sono già affiorate nei primi episodi della terza stagione, ma con questo &#8220;Asian F&#8221; Glee mostra che le emozioni, quest’anno, non saranno centellinate, al contrario delle marchette mainstream che sembrano addirittura essere scomparse. Un ritorno alle orgini, come ampiamente annunciato durante l’estate, prevede una certa intensità sul piano drammatico. I personaggi non vengono più accoppiati e scoppiati in una maratona di beneficenza per il pubblico più giovane: si passa ad approfondirli con uno sguardo sentito, ma ancora non melenso.<span id="more-7817"></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dramedy</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/07/glee-3x03-asian-f/chang/" rel="attachment wp-att-7821"><img class="alignright size-medium wp-image-7821" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/chang-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Su Mike Chang viene posizionato il più ampio cono di luce, per la prima volta. Dei sogni di questi teenager ne sappiamo abbastanza, ma in questo episodio si scruta un po’ com’è la vita per “Other Asian”, studente modello, giocatore di football in lizza per le migliori università dello Stato che ingrassa le attese del suo severo padre a scapito del suo sogno, ballare. A far scaturire la pressione insostenibile dei suoi genitori è un voto in chimica al di sotto delle aspettative: A- : la geniale F asiatica, stereotipo su cui ridere e su cui riflettere. La pressione si fa meno importante man mano che Mike acquista il coraggio non solo di ballare al di fuori della sua stanza, ma di inseguire le sue passioni più che un futuro già scritto da altri. Tenero, addirittura, il silenzioso passo a due con la madre amorevole, che torna sui suoi errori e si apre alla volontà del figlio, visto giustamente come persona e non come pedina delle proprie aspirazioni irrisolte.</p>
<p style="text-align: justify">In contemporanea aumentano le rivalità tra dive e aspiranti rappresentanti dello studentato. Brittany, l’unicorno di tutte le donne, arriva in testa ai sondaggi grazie soprattutto ad un’esibizione fracassona che coinvolge tutte le ragazze del post-femminismo: “Girls” di Beyoncé, la quale stranamente appare per la prima volta in tre episodi. La marchetta, diciamocelo chiaramente, non c’è: il testo semplice e diretto e l’esibizione da “Hairography” che distoglie l’attenzione dall’oscenità acustica, sono la leva perfetta a scatenare l’orgoglio e l&#8217;entusiasmo delle studentesse e a provocare, conseguentemente, una valanga di voti a cui la confusa Rachel non potrà tener testa.</p>
<p style="text-align: justify">Rachel, appunto, è in uno stato di incertezza, ancor più del fidanzato procrastinatore, dopo il colpo all’autostima ricevuto dai provinanti della NYADA. Perciò tenta in tutti i modi di tornare al top, attaccando metaforicamente le sue<em> signature stars</em> un po’ ovunque per fare curriculum e per sentirsi ancora la migliore. Il suo egoismo fa oscillare le amicizie cresciute poco alla volta, mentre il suo arrivismo porta ad una separazione importante: Mercedes passa al club di Shelby, dopo una ripresa più seria del loro eterno diva-off.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/07/glee-3x03-asian-f/dreamgirls/" rel="attachment wp-att-7822"><img class="alignleft size-medium wp-image-7822" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/dreamgirls-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>E’ facile credere che qui la diva sia solo Mercedes, dato che è quella che fugge “sbattendo la porta”, ma ella è stata trascurata per così tanto tempo che persino il <em>Bootie Camp</em> le appare come una vessazione. L’ultima goccia per il suo rancore riguarda il ruolo di Maria: dopo una pulitissima “Spotlight” eseguita con delicatezza da Mercedes, la bistrattata <strong>Effie</strong> di Dreamgirls, le due dive vengono richiamate all’appello e si esibiscono in un’ulteriore prova di chiarezza vocale ed emozione smorzata: “Out here on my own”, dove le voci si confondono in un brivido d’attesa. “<em>Dimmi che sei stata migliore di me</em>”. Persino Rachel sa di aver vinto la parte a tavolino e che, stavolta, non ha brillato come al suo sublime solito.</p>
<p style="text-align: justify">Perciò il club si dissesta nuovamente, tra rivalità canore, certo, ma anche politiche, in quanto l’elezione a rappresentante d’istituto potrebbe sconvolgere curriculum e separare Bffs. L’esagerazione in tutto ciò è data dalla classica confusione adolescenziale sul futuro; ma presto o tardi tutti si renderanno conto, dopo il maturo Kurt, che ciò che si ricorderanno davvero del liceo sono i legami interpersonali più che il numero di voci e attività scritte su un pezzo di carta.</p>
<p style="text-align: justify">Infine abbiamo Emma con le sue ossessioni compulsive e i suoi genitori insensibili. L’attenzione all’ocd della Rossa è meno caricaturale e più triste, ma il vero protagonista di questo subplot, secondo me, è proprio Will, che invece di attaccare l’ocd della sua donna o di farsene beffa, discende nel buio dell’incertezza di Emma, in ginocchio a pregare con lei, per riaffiorarne insieme e accompagnarla verso la guarigione: per sistemarla (<em>fix her</em>).</p>
<p style="text-align: justify">Il divertimento c’è, ma esplode in risata in pochi momenti: il migliore, probabilmente, riguarda il suprematismo dei genitori di Emma riguardo la capigliatura rossa. Si tratta di un siparietto quasi geniale, nel parallelo tra questi due Ginger ostili agli altri colori (figli di un razzismo di chioma) e una qualunque coppia repubblicana da country club, in cerca di un genero da sit-com dello stesso partito (Red= repubblicano). I parenti della stagione tre sembrano apportare più riflessioni rispetto alle precedenti comparsate incomplete o prettamente comiche (ad es. la madre di Sue).</p>
<p style="text-align: justify">L’episodio, scarno di battute ma intenso nei rapporti umani, approfondisce i personaggi un po’ abbandonati nel caos della seconda stagione e la regia di Alfonso-Gomez Rejon (aiuto di Gonzales-Inarritu in “Babel”) punta su scelte visive dettate dal sentimento. Decisamente uno dei migliori episodi di sempre, da questo punto di vista tecnico-emotivo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Musical</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il punto di forza ancora più evidente e congeniale all’intento della serie è proprio lo spirito spiccatamente musical dell’episodio, gestito in un&#8217;ottima maniera dal regista. Spesso abbiamo assistito a performance totalmente avulse dalla trama, messe lì per creare un tormentone oppure per omaggiare l’interprete più in voga in quel periodo. In <em>Asian F </em>la realtà viene addirittura <strong>trasfigurata</strong> in musica(L), come solo i momenti migliori di Glee hanno saputo fare.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/07/glee-3x03-asian-f/fine-2/" rel="attachment wp-att-7823"><img class="alignright size-medium wp-image-7823" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/fine-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Alla minaccia di allontanamento dal club le luci si spengono su Mercedes e la realtà viene sublimata sul palco nell’esecuzione, riadattata nel testo, di “<em>It’s all over</em>”, così com’era in <strong>Dreamgirls</strong>. Questo sentimento musical, finalmente redivivo, è ancora più forte e commovente nel montage finale, dove i personaggi si muovono assorti sulle note di “<em>Fix you</em>” dei Coldplay.</p>
<p style="text-align: justify">Quindi il teen drama si ispessisce e il carattere della serie si impregna ancora di più degli stilemi del musical vero e proprio: se questa è la direzione che gli autori intendono prendere dopo i ripetuti svarioni della season 2, noi di Seriangolo siamo completamente <em>on board</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>VOTO: 8 e mezzo</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>ESIBIZIONI: 9</strong></p>
<p style="text-align: justify">- In “Cool”, tratta da West Side Story, Harry Shum mostra di saper cantare. Non nego la piacevolissima sorpresa e al contempo l’incertezza sulla cosa. Non sono ancora sicuro se si tratti di un doppiatore (come fu per i protagonisti di West side story), di autotune o di un talento nascosto finora. Probabilmente si tratta dell’ultima opzione, perciò: chapeau.</p>
<p style="text-align: justify">- Anche i personaggi di contorno dell’episodio non mancano di sottigliezze. Nell’incontro tra Blaine e Kurt recante fiori, si fa un piccolo accenno al loro dramma sociale: quello di trattenere i gesti d’affetto spontanei in luoghi pubblici. Così, ancora obbligati a nascondersi da una società troppo poco accogliente verso il loro amore, riducono il riavvicinamento ad una pacca sulla spalla.</p>
<p style="text-align: justify">- I Coldplay avevano precedentemente negato i diritti delle canzoni, prima dell’intervento rappacificatore di Gwyneth Paltrow, apparsa nella serie<del> troppe</del> tre volte.</p>
<p style="text-align: justify">- Entusiasmo assolutamente personale: Santana interpreterà Anita in West side story, spero che chi conosce il musical sia contento come me.</p>
<p style="text-align: justify">- L&#8217;episodio è scritto da Ian Brennan. L&#8217;ho detto ma lo ripeto: dei tre autori è sicuramente il più ispirato.</p>
<p style="text-align: justify">- Il prossimo episodio, purtroppo, andrà in onda il Primo Novembre.</p>
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		<title>Breaking Bad- 4&#215;12 &#8220;End Times&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 19:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking Bad]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Amc]]></category>

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		<description><![CDATA[Lasciati nella più tragica delle disperazioni, ritorniamo su Breaking Bad con l’acqua alla gola e il desiderio di veder esplodere quella tensione così meticolosamente costruita, nel corso della quarta stagione, da togliere il respiro. In medias res, la fuga è iniziata.
La famiglia si prepara a  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/05/breaking-bad-4x12-end-times/separazione/" rel="attachment wp-att-7731"><img class="alignleft size-medium wp-image-7731" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/separazione-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Lasciati nella più tragica delle disperazioni, ritorniamo su Breaking Bad con l’acqua alla gola e il desiderio di veder esplodere quella tensione così meticolosamente costruita, nel corso della quarta stagione, da togliere il respiro. In medias res, la fuga è iniziata.<span id="more-7727"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia si prepara a sparire sotto custodia protettiva, nella nebbiosa confusione di chi sa che il pericolo è in arrivo ma non ne conosce davvero l’origine, mentre finalmente Walt, il lento ed inesorabile<strong> cancro di conseguenze</strong>, si distacca dal nucleo in pericolo per trovare soluzioni definitive: <em>“I alone should suffer the consequences of those choices, no one else” … “no more prolonging the inevitabile”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La regia di <strong>Vince Gilligan</strong> indugia sull’attesa, sui contrasti di colore e sulle separazioni, concedendo pochi respiri profondi, soprattutto nella tiratissima seconda parte, mentre lo straordinario lavoro sulla colonna sonora di <strong>Dave Porter</strong>, dove le suggestioni acustiche confluiscono in musica delirante, rapprende tutto il disagio, la tensione e l’angoscia degli avvenimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’attesa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Skyler</strong>, nel nucleo familiare in fase di stallo, è l’unica a conoscere gran parte della verità, l’unica a conoscenza del fatto che suo marito potrebbe non tornare mai più e l’unica che in questo non ha più nulla da offrire; il tempo dei travestimenti e dei piani di copertura da <em>mob-wife</em> sono finiti: una sigaretta nel rossore del tramonto sembra l’unica boccata d’aria possibile, in attesa di sanguinose risoluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jesse</strong>, nonostante il blitz della DEA in lavanderia, rimane fermo sulle sue convinzioni: non collaborerà con Pollos se qualcosa di definitivo dovesse succedere a Walt. La promessa di Gus, dunque, è quella di una risposta <em>adeguata</em> che, molto probabilmente, deve ancora sedimentarsi nella sua mente criminale. Così il ragazzo torna a casa, steso nella sua immobilità decisionale e d’azione, a manipolare un accendino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/05/breaking-bad-4x12-end-times/oleandro/" rel="attachment wp-att-7730"><img class="alignleft size-medium wp-image-7730" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/oleandro-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Walt</strong> gioca alla roulette russa con sé stesso, chiedendo al caso di ispirare le sue azioni conclusive. La pistola continua ad indicare egli stesso, già condannato dalla sorte, finché una terza prova la dirige verso il vuoto, al posto dell “altro” assente, l’avversario dai giorni contati. Ma lo spostamento di camera sull’asse direttiva della pistola non apre semplicemente al vuoto. In quella visuale dettata dal caso, Walt scorge la sua soluzione, oppure solo un’idea: una pianta di <strong>oleandro bianco</strong>, velenosissima, lo porta alla riflessione su quella che potrebbe essere l’ennesima decisione drastica a cui gli eventi lo costringono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>End Times</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo davvero alla Fine: per troppo tempo le due grandi menti, Fring e Heisenberg, hanno giocato sulla procrastinazione, ora il gran finale è alle porte e i due fronti si preparano all’attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fattore scatenante della partita a scacchi decisiva arriva con una telefonata a Jesse: Brock, il fratello del già dipartito Tomàs (per ordine di Gus), sta improvvisamente male. La mancanza di diagnosi porta immediatamente Jesse vicino alla verità: il bambino è stato avvelenato e la sparizione della sigaretta che nasconde la ricina acceca il suo giudizio, tanto che si lancia ad aggredire Walt, nascosto nel buio senza apparente via di scampo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/05/breaking-bad-4x12-end-times/pistola/" rel="attachment wp-att-7734"><img class="alignright size-medium wp-image-7734" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/pistola-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Il confronto tra i due è congeniale alla loro rinnovata alleanza contro il Grande Avversario, ma c’è qualcosa che  l’uomo, con l’impronta di pistola sulla fronte e la morte negli occhi, nasconde.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse Gus non ha nulla a che vedere con la salute di Brock, forse l’amoralità di Heisenberg si disperde sempre più nell’abisso della disperazione, tanto da arrivare ad architettare un piano di invisa ferocia. Che Walt abbia smesso di titillarsi nell’incerto dualismo tra bene e male non è una novità: il suo ego, la sua opera, i suoi proponimenti salvifici per la famiglia non conoscono limiti, non sostengono più nemmeno un lontano barlume di etica. Il vero punto di rottura avvertito negli scorsi episodi non è quindi nelle dinamiche del business di droga, ma nella totale soppressione della sua umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è nulla che Heisenberg non farebbe per sé stesso, compreso l’avvelenamento di un bambino per riconquistare la fiducia del partner. Egli fa leva sull’emotività di Jesse e sull’assassinio, nel penultimo episodio della scorsa stagione, del giovane spacciatore Tomàs per gettare ombre di inaffidabilità su Gus e minare la neonata lealtà del giovane verso quest&#8217;uomo privo di scrupoli. Il duo, nell’angoscia del tempo che sfiora, è rinsaldato e la minaccia di Gus può essere finalmente vanificata.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo il finale potrà chiarire le ragioni della degenerazione fisica di Brock: può esser stato Walt (come ipotizzato da Jesse in preda all’ira), può esser stato Gus (sempre “dieci passi avanti”) o potrebbe esser stato il nero susseguirsi degli eventi a partire, ancora una volta, dall’alone distruttivo che Walt rappresenta (come fu per l’incidente aereo della seconda stagione). Il moccioso, dunque, voleva solo provare una sigaretta o si è trovato ad incarnare la pedina finale in uno scontro spietato giunto agli sgoccioli. L’insinuazione in noi di questo dubbio conferma la tragicità della situazione e, ancor di più, la maestria degli autori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/05/breaking-bad-4x12-end-times/binoc/" rel="attachment wp-att-7735"><img class="alignleft size-medium wp-image-7735" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/binoc-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Ciò che importa, qui e ora, è la fine della battaglia che (non) si consuma in un <strong>anti-climax</strong> da stordimento dei sensi. Gus è attirato in ospedale da Jesse che, distrutto, non è in condizioni di lavorare. La distrazione serve ad insediare una bomba fatta in casa per sbarazzarsi di Fring una volta per tutte. Walt si acquatta sul tetto di fronte al parcheggio, pronto a segnare “la fine dei tempi”, ma Gus è troppo guardingo, diffidente ed esperto per non accorgersi che l’avvelenamento e la corsa in ospedale non possono essere casuali.</p>
<p style="text-align: justify;">In un finale da cardiopalma ci ritroviamo ancora una volta sul filo del rasoio, dove le uniche possibilità di sconvolgimento stanno nella morte: la morte di uno dei personaggi è l’unico motore che potrà sciogliere il teso triangolo, mentre le vittime collaterali sono abbandonate ad un senso di colpa ormai svuotato.</p>
<p style="text-align: justify;">La costruzione ineffabile dell’episodio è il degno preambolo all’imminente finale di stagione, dove gli schieramenti porranno un freno ai giochi di potere e di fiducia, mentre già si annusa la fine dei tempi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 10</strong></p>
<p>Al cast stellare, alla scrittura impeccabile, alla regia magistrale e ai personaggi sfaccettati, carichi di tragica intensità.</p>
<p>[rps]</p>
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		<title>Arrested Development: Finalmente buone notizie! (Update 20/11)</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 14:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrested Development]]></category>
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		<description><![CDATA[
Mitchell Hurwitz, il creatore della serie cult Arrested Development, cancellata qualche anno fa dalla Fox per carenza di ascolti, ha finalmente annunciato ufficialmente che cosa ne sarà del suo piccolo capolavoro di comicità. 
Tra rumour, smentite, prolungamenti e impegni inconciliabili degli  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/03/arrested-development-finalmente-buone-notizie/arrested-development-300x220111002150302/" rel="attachment wp-att-7526"><img class="alignleft size-full wp-image-7526" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/arrested-development-300x220111002150302.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mitchell Hurwitz, il creatore della serie cult <strong>Arrested Development</strong>, cancellata qualche anno fa dalla Fox per carenza di ascolti, ha finalmente annunciato ufficialmente che cosa ne sarà del suo piccolo capolavoro di comicità. <span id="more-7521"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra rumour, smentite, prolungamenti e impegni inconciliabili degli attori, finalmente siamo arrivati ad un progetto sicuro. Durante il panel del festival del <em>New Yorke</em>r, tenutosi ieri, Hurwitz ha annunciato che è nelle sue intenzioni portare la serie sugli schermi cinematografici, ma non prima di farla riapprodare in TV per una quarta mini-stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Doppia buona notizia, dunque: la famiglia Bluth tornerà per nove o dieci episodi, dove ogni episodio focalizzerà l&#8217;attenzione su un personaggio diverso, su un network ancora da stabilire (<em>Netflix</em> e <em>Showtime</em> sono già interessate). Questa nuova stagione, poi, confluirà in quello che è l&#8217;anticipatissimo film di Arrested development e che tutti i suoi fan attendono ansiosamente da anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le riprese cominceranno molto probabilmente la prossima estate, mentre i primi risultati saranno visibili ad inizio 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una lunga attesa, dunque, ma almeno le voci di corridoio che girano inutilmente da tempo vengono messe a tacere da un progetto effettivamente in lavorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <a title="Twitter" href="http://twitter.com/#%21/arnettwill" target="_blank">Twitter</a>:</p>
<p style="text-align: justify;">Will Arnett (attualmente impegnato con <a title="Up all night" href="http://www.seriangolo.it/2011/09/16/nuove-comedy-nbc-up-all-night-e-free-agents-us/" target="_blank">Up all night</a>): <em>I&#8217;m peeing with <a href="http://twitter.com/#%21/batemanjason" rel="nofollow"><s>@</s>batemanjason</a> at the moment..and we can confirm that we are going to make new AD eps and a movie</em></p>
<p style="text-align: justify;">Jason Bateman: <em>It&#8217;s true. We will do 10 episodes and the movie. Probably shoot them all together next summer for a release in early &#8217;13. VERY excited!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mitchell Hurwitz: <em>Yup</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Diamo quindi il via all&#8217;hype più sfrenato per il ritorno della famiglia più viziata e disastrosa di sempre!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8230;Her?</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">UPDATE 20/11</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Il network Netflix ha acquistato i diritti e trasmetterà nuovi episodi di Arrested Devolpment. Dovrebbe trattarsi di una miniserie + film.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Pan Am 1&#215;01- Pilot</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 20:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pan Am]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[ABC]]></category>
		<category><![CDATA[pilot]]></category>

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		<description><![CDATA[1963: le hostess rappresentano una nuova frontiera per il genere femminile. Indipendenza, libertà ed emancipazione volano sulle ali del (nuovo) sogno americano. Siamo ben lontani dalle tensioni di gender di Mad Men, ma il pilot ben confezionato di questa nuova serie ABC promette già lunga vita e un  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/01/pan-am-1x01-pilot/vlcsnap-2011-10-01-16h55m20s156/" rel="attachment wp-att-7311"><img class="alignleft size-medium wp-image-7311" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/vlcsnap-2011-10-01-16h55m20s156-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>1963: le hostess rappresentano una nuova frontiera per il genere femminile. Indipendenza, libertà ed emancipazione volano sulle ali del (nuovo) sogno americano. Siamo ben lontani dalle tensioni di gender di <em>Mad Men</em>, ma il pilot ben confezionato di questa nuova serie<strong> ABC</strong> promette già lunga vita e un discreto seguito di fan, tra signore e non.<span id="more-7309"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo dal lato tecnico: l’episodio è puramente introduttivo e ci porta a conoscere quattro protagoniste piuttosto diverse tra loro tramite flashback, per favorire una caratterizzazione facile e immediata. La fotografia patinatissima si associa perfettamente al tono leggero e all’ambientazione fascinosa, dove tutto è nuovo e colmo di speranze, mostrando un gusto quasi lezioso mentre l’accattivante colonna sonora anni ’60 saltella allegramente tra sequenze ben serrate, alternata in maniera quasi straniante a musiche originali un po’ troppo pompose.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/10/01/pan-am-1x01-pilot/vlcsnap-2011-10-01-16h57m49s113-2/" rel="attachment wp-att-7332"><img class="alignright size-medium wp-image-7332" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/10/vlcsnap-2011-10-01-16h57m49s1131-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>L’epicità della musica, però, non è troppo gratuita, dato che si cerca di centrare nel segno insistendo sull’immaginario futuristico (per l’epoca) sull’idea di innovazione e, soprattutto, sull’iconicità, come mostra il simbolo della linea aerea che dà il nome alla serie: l’<strong>icona</strong> di un mondo di perlustrazione e nuove possibilità, dove le hostess sono simbolo del futuro per le giovani del boom economico. A questo proposito è assolutamente <strong>emblematica</strong> la scena finale, dove le quattro protagoniste passeggiano per le vie dell’aeroporto in perfetta sincronia, ammirate con stupore da una bambina ispirata.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa nuova “razza” di donne, spinte dall’impulso di prendere il volo, non si approccia alla tematica con drammaticità esasperante, ma lo fa con delicatezza e con un’overdose di sorrisi di benvenuto (sarà deformazione professionale!). Forse è troppo presto parlare di retorica, ma per gli standard familiari ABC mi è sembrata quasi trattenuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non manca il contraltare maschile, il biondone e il simpaticone, ma questa è una serie decisamente più al femminile. La differenziazione tra le protagoniste vede confluire in una sola serie quattro spiriti umani e seriali diversi, tra intraprendenza, caparbietà e voglia di liberarsi dalle catene dell’oppressione casalinga.</p>
<p style="text-align: justify;">Colette è coinvolta in dramma sentimentali, mentre Maggie (una splendente e per nulla oppressiva Christina Ricci) è una ragazza socialmente impegnata, che tenta di tenere a bada i suoi spiriti combattivi. Laura fugge dal suo matrimonio verso opzioni di vita più esaltanti, che possano aiutarla a crescere e a scoprire se stessa e il mondo come in un racconto di formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine abbiamo Kate, coinvolta in una <strong>spy story</strong>. La divisa, quindi, oltre a rappresentare la novità di uno status quo totalmente femminile e rafforzante, permette a questa giovane hostess di partecipare al lavoro di spionaggio per gli Stati Uniti: quella stessa divisa che segna l’inizio dell’emancipazione femminile si presta anche alla copertura per i servizi segreti durante la guerra fredda. E’ prematuro definire intrigante o stantia la venatura spy, per ora sappiamo che c’è, quindi la degenerazione in soap opera dei prodotti ABC potrebbe non affacciarsi troppo presto in questa serie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prospettive per <strong>Pan Am</strong> sono quindi quelle di un <strong>Period drama</strong> frizzante e corale, sicuramente gradevole e leggero, con un tocco spionistico per il quale è troppo presto azzardare apprezzamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa presentazione del pilot è piuttosto obiettiva, da parte mia: ho cercato di trattenermi il più possibile in soggettività perché il pilot mi è sembrato compatto e con un bel ritmo, nonostante non sia il mio genere e senta già un vago sentore di retorica e leggerezza sempliciotta tipica dell&#8217;ABC.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Glee 3&#215;01- &#8220;The Purple piano project&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 14:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[comedy]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra fanserving, glee project, rumours, equivoci, contratti, tour e film le mie aspettative per la terza stagione di Glee si erano abbassate al minimo storico e forse proprio per questo ho apprezzato la season premiere, segnata da un ritorno alle radici quasi letterale. L’incipit ricalca quello  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/22/glee-3x01-the-purple-piano-project/prima/" rel="attachment wp-att-6791"><img class="alignleft size-medium wp-image-6791" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/prima-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Tra fanserving, glee project, rumours, equivoci, contratti, tour e film le mie aspettative per la terza stagione di Glee si erano abbassate al minimo storico e forse proprio per questo ho apprezzato la season premiere, segnata da un ritorno alle radici quasi letterale. <span style="color: #ffffff;">L’incipit ricalca quello della seconda stagione, sull’onda di un <em>re-do</em> che suona  </span><span id="more-6788"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’incipit ricalca quello della seconda stagione, sull’onda di un <em>re-do</em> che suona quasi come un’ammissione: “<em>ci riproviamo</em>”. Ci riprovano con le battute, con dei personaggi distinguibili (l’anno scorso volevano tutti la stessa cosa: <em>Don’t stop fornicating</em>!) e con delle cover di qualità, non venute fuori dall’ultimo album dell’ultima popstar già dimenticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Così Sue torna sul piede di guerra trasformando la sua perduta ostilità verso il glee club in un macro-progetto per la conquista dei seggi elettorali, Quinn estetizza il suo essere stronza e infelice con un look punk e un gruppo di nuove amiche per niente affabili: “The Skanks”, Santana torna a lavorare per il diavolo, mentre l’amicizia di Kurt e Rachel (<em>The fag and the hag</em>) si stringe ancora di più nel segno del talento e dell’arroganza. In tutto questo ci vedo una promessa per una stagione più degnamente architettata, dove i personaggi non vengono accoppiati in una spirale di ruffianeria e cattive idee, ma seguono scie diversificate. Sue ha finalmente una ragione di esistere, oltre a quella di divertirci: speriamo che mantengano i suoi propositi senza scadere in schizofrenici cambi di scenario e approccio. <a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/22/glee-3x01-the-purple-piano-project/quinn/" rel="attachment wp-att-6792"><img class="alignright size-medium wp-image-6792" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/quinn-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Quinn e Santana tornano le storiche doppiogiochiste che erano, pur covando rancore per l’abbandono del club che, ovviamente, andrà presto a morire sul palco tra abbracci e amici ritrovati. Quinn in particolare mi sembra più interessante in questa semi-nuova versione che come Barbie in duetto con Ken (Sam). I suoi tentativi di rimanere reginetta indiscussa della scuola, perfetta e cattolicissima, sembrano messi da parte per far spazio alla sua frustrazione adolescenziale. Una scelta più sensata di quanto possa sembrare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero episodio presenta qui e là altri accenni alla situazione corrente, dopo la pausa estiva: Sam si è trasferito e Mercedes sta con una comparsa iper-sovrappeso; Will e Emma vivono insieme, sempre più vicini a consumare il loro rapporto; Blaine decide di trasferirsi alla McKinley. La rinomata <strong>velocità</strong> della serie si prostra al servizio non dei fan, stavolta, ma dei personaggi, fatta eccezione per Blaine, il cui trasferimento è ovviamente forzato e poco giustificabile. Questi frammenti <strong>affrettati</strong> pongono senza remore le basi per quella che si spera sia una stagione di qualità, lontana dai contentini e tributini della seconda stagione. Dico questo perché hanno presentato un set di storyline ben più stabile e credibile rispetto alla seconda stagione (ho già detto che Blaine è un’eccezione?) seppure non totalmente soddisfacenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/22/glee-3x01-the-purple-piano-project/sugar/" rel="attachment wp-att-6793"><img class="alignleft size-medium wp-image-6793" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/sugar-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>La nuova aggiunta più consistente è <strong>Sugar</strong>, figlia di papà dall’Asperger auto-diagnosticato: una frizzante “nessuno” che rispecchia migliaia di illusi sparsi per il mondo e, perché no, promette grasse risate. Il turbinio di situazioni riprende alcuni <strong>topoi</strong> della serie: le audizioni, i conflitti, le decisioni impulsive (Blaine) e la comicità sopra le righe. Ad alcuni può esser sembrata una puntata già vista, ma io sono convinto che sia quasi un passo indietro per riaffermare la sostanza della serie e per prendere le distanze da una sequela di passi falsi fatti l’anno passato (non a caso hanno liquidato alcune questioni in poche battute, come il musical di April o Lauren Zises).</p>
<p style="text-align: justify;">Will, intanto, sembra l’unico ad essere cambiato dopo la batosta alle Nationals. Ispirato dalla rinnovata cattiveria della Coach tira fuori gli attributi ricoprendo Sue di glitter in nome dell’arte, rifiutando per la prima volta un’aspirante membro e promuovendo un’idea carina per il club: spargere pianoforti usati per la scuola, in modo che i nostri gleeks possano suonare in ogni momento per attirare nuovi talenti. E’ tradizione per ogni premiere (e ogni inizio di anno scolastico) cercare nuove voci per le New Directions e il tentativo sfocia ancora una volta nell’umiliazione: una <em>food fight</em> poco degna di questo nome. Ma i difetti di questa premiere vengono quasi offuscati dall’allegria e dallo stile tipico e sempre scostante della serie. Le battute <strong>oneliners</strong> si presentano in quantità consistente e sono la prova definitiva che il gruppo di autori (ingrassato di sei unità) ci sta almeno provando.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/22/glee-3x01-the-purple-piano-project/vlcsnap-2011-09-22-15h18m45s57-2/" rel="attachment wp-att-6802"><img class="alignright size-medium wp-image-6802" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/vlcsnap-2011-09-22-15h18m45s571-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>La premiere non è dunque il massimo che la serie ci abbia offerto, ma è certo che prima di andare oltre debba <strong>rimettersi in carreggiata</strong> e sembra ci sia più vicina di quanto prevedessi. I primi due episodi della seconda stagione erano indiscutibilmente mediocri, mentre qui si riesce a strappare qualche risata in più e a piantare semi per le storyline di stagione, <strong>bruciando</strong> in poche righe quello che hanno ritenuto sorpassato.</p>
<p style="text-align: justify;">Grande subplot infatti sarà quello delle aspirazioni future dei ragazzi, di cui abbiamo avuto solo qualche assaggio riguardante Kurt e Rachel (e Finn, perso nell’incertezza). Perla per il futuro: la decisione sul musical annuale per la quale ero in attesa spasmodica. Rullo di tamburi&#8230;<strong>West side story is in da house</strong>! Spero che il mio entusiasmo non venga smorzato dall&#8217;assegnazione del ruolo di Tony a Finn o qualunque altro, l&#8217;unico che potrebbe restituirci &#8220;Maria&#8221; con dignità è Matthew Morrison. Ma torniamo all&#8217;episodio in questione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/22/glee-3x01-the-purple-piano-project/fine/" rel="attachment wp-att-6796"><img class="alignleft size-medium wp-image-6796" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/fine-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Le esibizioni sono state tutte interessanti e, come sempre, piene di mossette. Il duetto Kurt/Rachel è in perfetto stile teatrale e vaudeville, ma i due vengono addirittura surclassati da un numero delirante fatto dai candidati alla NYADA, scuola per le arti teatrali, in cui compare la prima smandrappata del <a title="Glee project" href="http://www.seriangolo.it/2011/08/23/the-glee-project-i-vincitori-che-vedremo-nella-terza-stagione/" target="_blank">Glee project</a>: Lindsay, qui presentata come Harmony, una versione ancora più chiassosa e spiritata di Rachel (lo ammetto: mi è quasi piaciuta!), accompagnata da una serie di cloni dei nostri due protagonisti. La competizione ferisce questi Broadway-wannabes e porta all’ennesimo discorso di rinvigorimento dell’autostima, corredato da trattenuti piagnistei in macchina (sotto la pioggia come da tradizione). I momenti di incontro e riabilitazione di questo genere sfociano spesso nel melenso, soprattutto se a supervisionare la sceneggiatura dell’episodio è Brad Falchuck.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>We got the beat</em> e <em>It’s not unusual</em> sono performance gioiose e cariche, ma il climax, emotivo per noi e di spinta per i personaggi, è “<strong>You can’t stop the beat</strong>”, numero di chiusura del musical “<em>Hairspray</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una domanda sorge: perché Blaine non riesce a pronunciare “usual” come un essere umano qualunque?</p>
<p style="text-align: justify;">Scherzi a parte, i dubbi maggiori rispetto alla season 3 riguardano proprio lui. Non solo è stato scaraventato alla McKinley con la scusa fin troppo facile di voler raggiungere il suo ragazzo, cosa che in presenza di genitori non è affatto accettabile, ma il suo character e persino il suo look sembrano assimilati alla favolosità di Kurt, nel tentativo di renderlo ancora più &#8220;cool&#8221;. La sua presenza oppressiva nella stagione passata sfocia dunque in una promozione a series regular per la gioia delle ragazzine.</p>
<p style="text-align: justify;">La girandola di contentini serviti ai fan potrà davvero fermare il <strong>beat</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Questa premiere fa sperare in una risposta negativa, ma non troppo convinta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7 e mezzo</strong> (perché con tutti i suoi difetti e le sue soluzioni avventate l’episodio è comunque divertente e di rilancio verso il futuro)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PERFORMANCES: 8 e mezzo</strong> (perché le scelte musicali sono inappellabili e non ho avvertito voci robotiche)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuove comedy NBC: Up all Night e Free Agents (US) &#8211; Pilots</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 21:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[La NBC, storico canale americano, già madre (o padre?) di sitcom riuscitissime quali Friends, Frasier, 30 Rock, Will e grace e Community, ha sfornato due nuove comedy nella giornata di Mercoledì 14 Settembre, che forse vale la pena di seguire. Quel “forse” è responsabilità soggettiva di ognuno di  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/16/nuove-comedy-nbc-up-all-night-e-free-agents-us/free-night/" rel="attachment wp-att-6441"><img class="size-medium wp-image-6441 alignleft" title="up all night free agents pilot" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/free-night-300x100.jpg" alt="" width="300" height="100" /></a>La NBC, storico canale americano, già madre (o padre?) di sitcom riuscitissime quali <em>Friends</em>, <em>Frasier</em>, <em>30 Rock</em>, <em>Will e grace</em> e <em>Community</em>, ha sfornato due nuove comedy nella giornata di Mercoledì 14 Settembre, che forse vale la pena di seguire. Quel “forse” è responsabilità soggettiva di ognuno di noi, ovviamente. L’unico consiglio che posso dare è di non limitare le chance al solo pilot che, soprattutto per le comedy, non è quasi mai abbastanza entusiasmante.<span id="more-6464"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Up all night</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/16/nuove-comedy-nbc-up-all-night-e-free-agents-us/vlcsnap-2011-09-16-22h59m01s151-2/" rel="attachment wp-att-6470"><img class="alignleft size-medium wp-image-6470" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/vlcsnap-2011-09-16-22h59m01s1511-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Dalla penna di Emily Spivey, già scrittrice per <em>Parks and Recreation</em> e <em>Saturday night live</em> (istituzione comica americana che <strong>dovete</strong> conoscere), questa comedy single camera, perciò libera dalle catene di risate pre-registrate, non promette granché di nuovo se non qualche sketch divertente e un cast imperdibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Una coppia di genitori impreparati deve arrabattarsi nel crescere una bambina inaspettata che, a detta dei due, è “<em>so fucking beautiful</em>”. Ad allargare l’ambientazione casalinga, tra pannolini e pianti notturni, c’è lo studio televisivo in cui la neo-mamma lavora. E’ questo l’habitat dell’altra protagonista della serie, un’instabile conduttrice di <strong>talk show</strong>, e delle nostre speranze di vero divertimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di sensazionale, per ora, ma questo pilot, nel suo piccolo, riesce nell’arduo intento di inquadrare la trama, presentare i personaggi e preparare il terreno per il futuro, stimolando la curiosità di sintonizzarsi per gli episodi successivi. Una volta compiuta l’ardua missione ci si potrà concentrare meglio sulle trovate comiche, le quali scarseggiano ma non sono totalmente assenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La sfida di tenere un bambino in vita è già dipinta in maniera abbastanza assurda e divertente in <strong>Raising Hope</strong>. Ciò che invece ispira più fiducia in <em>Up all night</em> è proprio il dietro le quinte dello studio televisivo. Non a caso il personaggio della pseudo-Oprah, <strong>Ava</strong>, è stato ingigantito prima delle riprese per offrire più potenziali scenari comici alla caratterista <strong>Maya Rudolph</strong>, perfettamente a suo agio in un ruolo che ricorda i suoi sketch al <em>Saturday Night Live</em>, tra talk show parodici ed esibizioni musicali strascicate e assolutamente esilaranti. Lo ammetto: ho un debole per i tre comprimari, ma sto cercando di mantenere un punto di vista più freddo per un pilot che attendevo ardentemente ma che non mi ha sorpreso particolarmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Christina Applegate</strong> (<em>Samantha Who?</em>) è ben equilibrata nell’interpretare una donna moderna rapita nella triplice morsa di genitrice esausta, ragazza che ha ancora voglia di svagarsi e donna in carriera sulle cui spalle pende la sorte di un intero (talk)show. <strong>Will Arnett</strong> (<em>Arrested development, 30 rock</em>), al suo ennesimo ruolo da bambino troppo cresciuto, deve far fronte alle responsabilità senza avere alcuno spirito pratico dalla sua parte: ogni mansione da papà casalingo si rivela un incubo, che si tratti di trovare del formaggio ordinario al supermercato o evitare che una vecchietta sconosciuta metta le sue mani grondanti di germi sulla neonata. Le risate scarseggiano ancora, ma la coppia funziona: c’è chimica tra i due attori e il “terzo incomodo” di Ava rappresenta quasi una minaccia alla stabilità del fresco nucleo familiare. Insomma le premesse per il futuro ci sono eccome, basterebbe leggersi le filmografie di attori e creatrice. Sarà la scrittura, dunque, a segnare l’ascesa o il declino di questo trio di simpatici attori e di quella che, secondo me, è ancora una comedy promettente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7 e mezzo</strong> (tenendo bene a mente che si tratta di un pilot)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Free Agents (US)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/16/nuove-comedy-nbc-up-all-night-e-free-agents-us/vlcsnap-2011-09-16-23h03m39s167/" rel="attachment wp-att-6471"><img class="alignleft size-medium wp-image-6471" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/vlcsnap-2011-09-16-23h03m39s167-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Free Agents, scritta dal creatore di <em>Party Down</em>, è l’ennesimo reboot di una serie inglese, di cui personalmente ricordo ben poco. Ciò di cui sono sicuro è che il passaggio del format da <strong>BBC</strong> a NBC ha causato una certa perdita di humour, quello più piccante e dark, necessaria a rendere la sitcom “accettabile” per un pubblico vasto (conteniamo i conati di vomito, per piacere).</p>
<p style="text-align: justify;">Il plot è considerevolmente “contemporaneo”, in quanto focalizza l’attenzione sulla solitudine (un po’ come fanno <em>Curb your enthusiasm, Louie </em>e<em> Wilfred</em> con sfumature ben diverse) e su un ufficio pieno di caratteristi possibilmente irresistibili,<strong> almeno su carta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Due colleghi, entrambi disperatamente <em>lonely</em>, iniziano una relazione sessuale segreta, ma purtroppo la premessa comica si ferma qui, al semplice imbarazzo, proprio perché non siamo su <em>Cable</em> e non si può esplorare la situazione e testarne i limiti restando <strong>politically correct</strong> (anche qui: attenzione ai conati). Persino il Boss dell’agenzia, interpretato ancora una volta da <strong>Anthony Head</strong> (<em>Buffy, Merlin, Little Britain</em>), perde quell’umorismo di vispa perversione che ne aveva fatto personaggio di punta nell’originale britannico (non a caso è l’unica cosa che ricordi).</p>
<p style="text-align: justify;">Finora il mio giudizio potrebbe sembrare estremamente negativo, ma no: non lo è. Nonostante soffra del calo fisiologico di stile e comicità, dato dal trasferimento da Gran Bretagna sfacciata ad America <strong>generica</strong>, la serie ha un folto gruppo di attori vagamente interessanti e uno stile compatto e leggero che potrebbe addirittura segnarne una vita longeva. Come dicevo all’inizio giudicare un pilot per uno spettatore è sempre difficile, così come costruirlo in maniera soddisfacente lo è per un autore, perciò non mi perderò d’animo e darò una seconda possibilità anche a questa sit-com partita in sordina, nonostante se lo meriti un po&#8217; meno rispetto alla precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 6</strong> (sono già generoso di mio, ma con i pilot sono praticamente un pezzo di pane)</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma i due pilot non sono un disastro e funzionano nel loro intento introduttivo, perciò diamo loro il tempo necessario ad ingranare e a trovare il loro spirito comico, per poi lasciarci trascinare dai nostri insindacabili gusti personali.</p>
<p style="text-align: justify;">[rps]</p>
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		<title>True Blood 4&#215;11- &#8220;Soul on fire&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 23:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[True Blood]]></category>
		<category><![CDATA[hbo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Le mie preghiere della settimana scorsa sono state esaudite pienamente. Finalmente si torna all’assurdità, marchio assoluto di True Blood: “Soul on Fire” spiazza con il suo tripudio di risate e azione, meritandosi il titolo di &#8220;miglior episodio della stagione&#8220;.
Iniziamo con il subplot accorpato  [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/2011/09/07/true-blood-4x11-soul-on-fire/sorriso/" rel="attachment wp-att-9750"><img class="alignleft size-full wp-image-9750" title="sorriso" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2011/09/sorriso.png" alt="" width="320" height="181" /></a>Le mie preghiere della settimana scorsa sono state esaudite pienamente. Finalmente si torna all’assurdità, marchio assoluto di True Blood: “Soul on Fire” spiazza con il suo tripudio di risate e azione, meritandosi il titolo di &#8220;<strong>miglior episodio della stagione</strong>&#8220;.<span id="more-5714"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo con il <em>subplot</em> accorpato di Sam e Alcide, così ci togliamo immediatamente il pensiero e possiamo passare a momenti più <strong>succosi</strong> (la scelta dell’aggettivo non è casuale). Nonostante Sam sia un bonaccione adorabile, la sua presenza nella stagione ha generato sbadigli in più di un’occasione, mentre Debbie e Alcide stentavano a catturare di nuovo il nostro interesse come nella stagione precedente. In questo episodio, un po’ per forza di cose, un po’ perché siamo agli sgoccioli, le loro scene sono intrise di furore e azione. Le storie purtroppo le conosciamo già: una nuova famiglia va formandosi, ma prima bisogna “occuparsi” del padre biologico violento e pericoloso / una tossicodipendente, presa nel vortice dei suoi errori, ferisce il suo solido compagno a più riprese. La doppia risoluzione tramite lotta <strong>umana</strong> permette a Sam, spesso sottomesso e condiscendente, una piccola rivincita fisica e materiale. Il coinvolgimento di Alcide in tutto ciò può sembrare arraffato, ma è utile a scatenare un’altra conseguenza, oltre alla capanna felice di Sam/Luna/lupacchiotta: una possibile elezione del maschio(ne) Alpha a capobranco di Shreveport. Staremo a vedere. Almeno ora sappiamo che, come per cacciare un vampiro dalla propria casa, le lupe vanno mollate con grugniti esagerati e proclamazioni solenni: “<em>I abjure you. I see you no longer. I hunt with you no longer. I share flesh with you no longer</em>”. Speriamo che per questi personaggi ci sia in serbo qualcosa di più eclatante di quello che abbiamo <del datetime="2011-09-06T19:07:06+00:00">visto</del> sopportato in questa stagione.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://img851.imageshack.us/img851/2039/andyv.png" alt="andy maurelle" width="320" height="181" /></p>
<p style="text-align: justify;">Con fare da <em>Gollum,</em> Andy, dissociato e disorientato nei boschi, viene approcciato da Maurella, nuovo personaggio che riapre la storyline fatata abbandonata dopo la premiere. La novità più sconvolgente a questo proposito è che finalmente anche &#8220;<em>The Law</em>&#8221; giace con qualcuno, prima di tornare in sé. Le ragioni di questa unione biblica mi sembrano ovvie: a seduzione e giuramento segue infatti il concepimento di un nuovo ibrido umano-fata (come Sookie). Sappiamo benissimo che l’intento delle fate era quello di reclutare anime e ora sono passate all’azione, raccattando seme per allargare la specie (un po’ come le dimenticate pantere mannare di Hotshot, solo con meno fetore). Perché scegliere buzziconi di provincia rimane un mistero, ma Bon Temps ci piace anche per questo suo assiduo mix umano/sovrannaturale di periferia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se queste due sottotrame toccano finalmente apici intriganti, tutto ciò che succede al Moongoddess è <strong>puro divertimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azione è serrata, il coinvolgimento totale e le battute <em>oneliner</em> si sprecano, con una Pam sempre in formissima (nonostante la putrefazione incalzante) e diversi momenti esilaranti, tra cui un inopportuno high five dell’esaltato Roy a Marnie. Ciò che mi ha soddisfatto ancora di più di questo episodio, però, è il ritorno al gusto <strong>grottesco</strong> che ha reso True Blood una delle mie serie preferite. Nella <a title="scorsa recensione" href="http://seriangolo.wordpress.com/2011/08/30/true-blood-4x10-burning-down-the-house/" target="_blank">scorsa recensione</a> mi lamentavo del fatto che avessero abbassato il livello oltraggioso e sanguinolento della stagione al minimo storico, e avessero lasciato l’ilarità a semplici battute classiche, proferite da vari personaggi assolutamente <em>in character</em> (quindi Lafayette che fa osservazioni sfacciate, Sookie che fa la svampita e via dicendo). Ma in “<em>Soul on fire</em>” l’isteria grottesca tocca finalmente vertici più familiari.</p>
<p><img class="alignright" src="http://img580.imageshack.us/img580/7505/divora.png" alt="marnie antonia" width="320" height="181" /></p>
<p style="text-align: justify;">Marnie, ormai promossa a grande cattivo di stagione, divora letteralmente lo spirito di Antonia (ancora infinitamente <strong>umana</strong> e misericordiosa) per acquisire poteri rafforzanti, insistendo sulla sua posizione di<em> freak</em>, abusata ed emarginata, che cerca rivincita; il tutto con la cronaca <em>live</em> del medium Lafayette. L’incantesimo di attrazione verso il sole è già cavallo di battaglia, ma stavolta torna in veste nuova: i vampiri sono attratti verso il muro protettivo, che è in realtà concentrato di sole (acquistabile solo nei migliori <em>super</em>-mercati) quasi magneticamente. A fare da punto esclamativo a questa sequenza a dir poco <strong>esilarante</strong> ci pensa Sookie, <em>fucking Sookie</em>, fulminando il cerchio di streghe e controllando definitivamente la sua luce. Ficcanaso e vittima delle circostanze, Sookie, come l&#8217;ultima Tara, diventa ancora più decisiva nel suo ruolo di investigatrice non richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Piccola assurdità romantica la proposizione di Eric e Bill di immolarsi in favore dell&#8217;amata condivisa. Per fortuna ci pensa Pam a far esplodere i cuoricini che si librano per aria come in un cartone animato lezioso. &#8220;<em>La vera morte per salvare <a title="Bo Peep" href="http://www.cosplayisland.co.uk/files/costumes/4708/41328/toystory_bo_peep_thumb.jpg" target="_blank">Bo Peep</a>? Non credo proprio</em>!&#8221;. In diversi momenti della stagione True Blood ha oltrepassato il confine dell&#8217;amore romantico e tormentato del vampiro approdando su spiagge un po&#8217; troppo zuccherose. Per fortuna questa piccola caduta, comunque in linea con lo spirito particolarmente <em>Harmony</em> di stagione, viene offuscata da avvenimenti ben più avvincenti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il segmento di impatto più sconvolgente è di sicuro quello in cui Eric dilania Roy a cospetto di Marnie. In questa scena sensazionale si unisce nuovamente lo <strong>splatter</strong> alla <strong>comicità</strong>, con un <em>bad taste</em> ineguagliabile.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://img38.imageshack.us/img38/1767/cuorei.png" alt="roy heart" width="320" height="181" />Ci sei mancato, vichingo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sei mancato, True Blood!</p>
<p style="text-align: justify;">Eric, vampiro schiavizzato e reso bambino inerme, grazie a Marnie ha scoperto le capacità affettive del suo <strong>cuore</strong>, ma una volta liberato dall’incantesimo che lo rendeva ombra di sè, <strong>sovverte ironicamente</strong> questo carattere melenso e inappropriato banchettando con fresco succo di cuore, appunto, e sbattendo in faccia all’assalitrice/benefattrice la sua vera <strong>natura selvaggia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sookie è turbata, ma conosce i suoi polli e non si scalda più di tanto. Un altro sovvertimento, colmo stavolta di <em>ironia drammatica,</em> spetta proprio a lei: la fata (quasi) bruciata al rogo da una strega! Ecco cosa succede quando un episodio è scritto diligentemente e non si perde in inutili divagazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Jesus, personaggio riabilitato e di rinnovato interesse, ci delizia con voce roboante e la sua disturbante <em>demon face</em>, scatenando tutto il suo potere oscuro e rendendosi ancora più utile che in passato: è lui infatti a privare Marnie dei suoi poteri liberando Antonia, spirito ormai in &#8220;pace&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a qualche bisbiglio vampiresco sullo sfondo, ulteriori momenti deboli spettano a Jason e Jessica, fin quando alla nuova assunzione di sangue segue un momento di romanticismo insolito.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="http://img28.imageshack.us/img28/7669/occhib.png" alt="jessica jason" width="320" height="181" />Ustionato e cieco, Jason torna a “vedere” grazie al sangue di lei e confessa i suoi sentimenti, come se la vedesse davvero per la prima volta. La riacquisizione della vista è dunque una sorta di <em>metafora</em> del risveglio di sentimenti repressi e mai sopiti. Jason, accecato dall’amicizia del bamboccione Hoyt, ha ricacciato la bestia dei suoi sogni ma ora torna a vederla con <strong>occhi nuovi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra risate incredule e <strong>WTF</strong> epici si arriva dunque alla fine della battaglia e all’apparente conclusione della guerra stagionale, ma il sorriso inquietante di Lafayette lascia presagire nuovi misfatti di Marnie, passata a grado di <em>spirito irrequieto</em> dopo il secco assassinio ad opera di Bill. Ma ricordiamoci che &#8220;<em>Nessuno vive per sempre</em>&#8220;, soprattutto in True Blood.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://img854.imageshack.us/img854/6725/brujo.png" alt="brujo" width="320" height="181" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere vorrei sottolineare come Jesus adesso covi senso di colpa per la morte della sua maestra, nonostante ella fosse ben consapevole delle sue azioni: questo sentimento si riallaccia al sottotesto costante dell’<strong>accettazione di sé</strong>. Jesus ha avuto poche occasioni per mettere alla prova la sua magia nera, l’ha persino combattuta in giovane età ripudiando il nonno, ma negli ultimi tempi il <strong>Brujo</strong> che è in lui ha avuto sempre più spazio facendo risorgere quei sentimenti di autodeprecazione che tentava di cancellare in Lafayette. L’aver salvato un gruppo circoscritto di umani e un’infinità di vampiri basterà a fargli apprezzare il valore della sua natura?</p>
<p style="text-align: justify;">Sookie soccomberà nuovamente agli sguardi languidi e malinconici dei suoi pretendenti?</p>
<p style="text-align: justify;">Eric bastonerà Pam per aver attentato alla vita della “<em>fregna in gonnella</em>”?</p>
<p style="text-align: justify;">Alcide diventerà capobranco?</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto saranno carucci i figli bastardi di Andy e Maurella?</p>
<p style="text-align: justify;">Cacciare Marnie dal corpo di Lala sarà così facile come per Mavis?</p>
<p style="text-align: justify;">Eric verrà assunto per far pubblicità alla coca cola?</p>
<p style="text-align: justify;">True Blood tornerà definitivamente ai suoi fasti?</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; così inestimabile un Cartier vintage?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 9 +</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thank God and Jesus Christ his fucking self (cit.)</strong></p>
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