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	<title>Seriangolo - L&#039;angolo delle serie-tv di qualità &#187; Mario Sassi</title>
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	<description>Recensioni, news e consigli sulle migliori serie tv</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Jun 2013 19:37:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Game of Thrones &#8211; 3&#215;09 The Rains of Castamere</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 12:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[hbo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il nono episodio, da tre stagioni, indica l’appuntamento di Game of Thrones in cui tutta la tensione accumulata durante l’anno si libera in fuochi d’artificio, pronto a sconvolgere ogni certezza fino a quel momento ottenuta. Questo appuntamento non è assolutamente da meno, riuscendo a mantenersi  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify; font-size: 0.8em;" href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00006.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32911" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00006-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il nono episodio, da tre stagioni, indica l’appuntamento di Game of Thrones in cui tutta la tensione accumulata durante l’anno si libera in fuochi d’artificio, pronto a sconvolgere ogni certezza fino a quel momento ottenuta. Questo appuntamento non è assolutamente da meno, riuscendo a mantenersi sugli straordinari livelli delle altre stagioni e dando ulteriore linfa ad un&#8217;annata davvero ottima. <span id="more-32910"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>And who are you, the proud lord said,<br />
that I must bow so low?<br />
Only a cat of a different coat,<br />
that&#8217;s all the truth I know.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da questo momento, nulla sarà più lo stesso: <strong>Game of Thrones, nella sua cruda e violenta indagine dell’essere umano si porta ad un nuovo livello</strong> in cui la bestialità umana, gli interessi politici e quelli economici spazzano via ogni forma di onestà e correttezza. Da questo momento Game of Thrones ha chiuso le porte al passato, pronto a lanciarsi verso un racconto che, senza ombra di dubbio, sarà sempre più tinteggiato di sangue e violenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00001.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32912" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00001-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Solo qualche <a href="http://www.seriangolo.it/2013/05/09/game-of-thrones-3x06-the-climb/">episodio</a> fa si parlava della grande scalata che Robb</strong>, suo malgrado, <strong>era costretto a portare avanti</strong> in quello che era un gioco enormemente più grande di lui: strategie, patti e alleanze non facevano per il primogenito Stark. <strong>Robb è morto perché ha commesso un errore fatale</strong>: ha anteposto se stesso ed i suoi interessi al Gioco del Trono al quale pure partecipa. Eppure, “<em>at the Game of Thrones you win or you die</em>”. Robb non è stato in grado di capirlo, il gioco, e proprio come suo padre ha fatto la peggior fine possibile; entrambi gli Stark sono stati uccisi perché non volevano sottostare alle regole che trovavano riprovevoli: dopo una serie di vittorie che lo avevano ringalluzzito, <strong>Robb era convinto di poter combattere ad armi pari con Tywin</strong> <strong>Lannister</strong> facendo affidamento sull’amore dei propri soldati per Ned ed una serie di strategie militari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Robb era un uomo del Nord</strong>, un popolo semplice, diretto e che ha sempre vissuto prevalentemente al proprio interno ignorando completamente il resto del continente. <strong>L’arrivo di Robert al Nord è la molla che fa implodere l’intero castello di carte</strong>: nel momento in cui il il Potere ti raggiunge, infetta immediatamente ogni cosa e ti divora senza lasciare nemmeno il tempo di rendertene conto. <strong>Da quel momento, per il Nord e gli Stark è stata solamente la rovina:</strong> la famiglia che ha per simbolo il metalupo (non a caso ucciso in questo episodio) è caduta sotto i colpi di chi in quel marcio sa benissimo come muoversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00002.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32913" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00002-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></strong>Tutta la frustrazione per una sconfitta tanto plateale quanto scorretta (ho l’impressione che comunque ci saranno delle conseguenze al tradimento dell’ospitalità da parte di un odiatissimo Frey) si palesa nella<strong> straordinaria recitazione</strong> – è il caso di rimarcarlo – <strong>di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0265610/">Michelle Fairley</a></strong> e in quell’ultimo “Mother” di Robb in cui si manifesta tutto l’adolescente che ancora era. La violenza fisica della rappresentazione del massacro, su tutto le pesanti pugnalate al ventre di <strong>Talisa</strong> con in grembo quell’Eddard Stark nuovamente ucciso, è giustamente enfatizzata ma senza condurre lo spettatore al disgusto – se non quello morale. Una scena di massacro che ha fortissimi echi nella storia e persino nella letteratura (prendiamo <strong>Dante</strong> e Frate Alberigo) e che proprio per questo non assume mai i toni di un’esagerata crudeltà senza senso. <strong>Nel mondo tratteggiato da Martin il bene non vince sempre</strong>, perché è nella realtà che il bene spesso soccombe nonostante i sogni di gloria di chi subisce continuamente torti e soprusi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In a coat of gold or a coat of red,<br />
a lion still has claws,<br />
And mine are long and sharp, my lord,<br />
as long and sharp as yours.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00007.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32914" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00007-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Chi esce, però, davvero sconfitta da questa guerra è proprio Catelyn Tully: sin dal primo fatale errore di porre in arresto Tyrion Lannister, la donna ha collezionato <strong>una serie di strategie sbagliate</strong>. Come da lei sottolineato in più occasioni in questa terza stagione, ella è ormai convinta di essere schiava di una maledizione che l’ha condotta a perdere tutti o quasi i propri figli. <strong>Catelyn è un eroe tragico</strong>, una donna che, pur lottando con i denti per la salvezza della propria prole, soccombe sotto le ferite del caso che non le permette alcun momento di respiro. Nel giro di poco la donna perde prima il marito, quindi i due figli minori mentre le ragazze sono prigioniere dei Lannister. La folle disperazione della donna viene definitivamente portata alle estreme conseguenze dall’uccisione davanti ai suoi occhi di quello che, forse, era il figlio da lei più amato: <strong>con la morte di Robb, Catelyn non può che lasciarsi andare</strong>. Eppure la sua forza è ancora evidente nonostante abbia capito sin dalle prime note di “<strong>The Rains of Castamere</strong>” (simbolo dei Lannister) che la fine era ormai prossima: prima quello schiaffo di violenza al volto di <strong>Bolton</strong> – a rappresentare tutto il disgusto per un tradimento tanto schifoso – e quindi l’uccisione della moglie di Walder Frey, nonostante fosse certa che l’uomo non ne avrebbe comunque sofferto. Quei lunghi secondi in cui si lascia andare ad un destino ormai segnato sono raggelanti e portano lo spettatore a desiderare, per il bene di Catelyn, che venga uccisa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Robb Stark, uno dei pretendenti al Trono (e maledetto da Stannis insieme a Balon Greyjoy e Joffrey) <strong>la scalata si conclude con una rovinosa caduta </strong>che infrange – almeno per un bel po’ – i sogni di vendetta degli Stark e dei Tully, le due famiglie di Westeros finite nel tritacarne.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto questi ultimi 10 minuti siano catalizzatori di gran parte dell’attenzione, gli Stark rimangono comunque centrali in questo episodio in una sorta di ennesima diaspora che difficilmente vedrà la famiglia ricomporsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00004.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32915" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00004-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Le vicende di <strong>Bran Stark</strong> e <strong>Jon Snow</strong> si incrociano per un brevissimo attimo: se il primo mette finalmente in pratica le tante parole di Jojen Reed riuscendo a prendere, da sveglio, il controllo sia dei metalupi che di <strong>Hodor</strong>, il secondo deve gettare la maschera rifiutandosi di uccidere un innocente. Jon Snow è riuscito per un lungo tratto a nascondere la sua fedeltà alla Barriera perché, escludendo lo scontro con Qhorin il Monco, non è mai stato posto davvero alla prova. <strong>Orell</strong> <strong>questo lo sapeva</strong> – anche per l&#8217;interesse nei confronti di una sveglia Ygritte – e riesce finalmente a dimostrare d’aver ragione (sebbene pagherà con la vita questo suo tentativo). <strong>Jon Snow conferma d’essere un Guardiano della Notte</strong> ed è costretto ad abbandonare Ygritte dietro di sé per non condurla, probabilmente, in un luogo ove sarebbe stata trattata come una nemica.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre l’unico bastardo degli Stark torna a rivestire i panni di guardiano del Continente, <strong>i due fratelli minori si separano</strong> con un momento di forte carica emotiva (almeno perché abbiamo la conferma che <strong>Rickon</strong> sia in grado di parlare): l’uno proseguirà oltre la Barriera, alla ricerca di risposte sulla propria natura, l’altro cercherà rifugio presso dei fedeli degli Stark – sempre che le cose non siano cambiate nel frattempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00005.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32916" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00005-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Se Sansa manca all’appello – ma attualmente la sua storyline è fortemente legata ai Lannister – <strong>Arya</strong> si ritrova ad un solo passo dal poter riabbracciare la propria famiglia dopo tanto peregrinare. Come già accaduto con il padre, <strong>la ragazza è costretta a vivere da vicino la distruzione delle persone che più ama</strong> senza avere in nessun modo la possibilità di salvarli dal loro tragico destino. La giovane sarà costretta, ancora una volta, a dover allungare quella lista dell’odio con nuovi e numerosi nomi; dopo tanto sbandare, ci si attende che le sue vicende acquistino maggior concretezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico elemento davvero estraneo alla narrazione degli Stark è l’altra outsider, la <strong>khaleesi</strong> alle prese con la guerra con Yunkai. Nonostante le nostre speranze, la guerra non verrà mostrata se non in pochi combattimenti non particolarmente incisivi (se non per la bravura di <strong>Verme Grigio</strong> con la lancia) ricordandoci che, nonostante tutto, anche Game of Thrones ha degli evidenti limiti di budget che spesso riguardano soprattutto il numero di comparse. Adesso che Daenerys ha in mano anche la città di Yunkai, allungando ancor di più l’ombra del proprio potere, <strong>cos’altro aspetta prima di partire per l’Occidente?</strong> Ha intenzione di eliminare la schiavitù dal mondo prima di riprendersi ciò che le appartiene di diritto?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00008.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32917" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/06/scene-00008-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>In tutto questo veri protagonisti dell’episodio, pur senza mai essere mostrati, sono sicuramente i <strong>Lannister</strong>. Non solo per l’esplicito riferimento di <strong>Roose Bolton</strong> (il più odiato traditore della storia, presumo), ma soprattutto per quelle magiche ed angoscianti note di Castamere che solamente Catelyn riconosce con preoccupazione. <strong>Da quel momento si è sentito l’odore del leone pronto ad azzannare il lupo alla gola</strong>. Tywin non è fisicamente presente in questo episodio ma sembra sentirsi di sottofondo il rumore della sua piuma nelle numerose lettere scritte sinora; si percepisce la sua violenza nei confronti di chi, come quello sciocco Lord di Castamere, osa paragonarsi al Leone di Castel Granito; si sentono le tessere del domino che cadono sotto un suo leggero colpo. Nonostante tutto ciò, però, <strong>non credo che Tywin sia un diretto responsabile di quella strage</strong> – spesso i servi del potere sanno essere persino peggiori del potere stesso per il gusto di compiacerlo – ma certamente non ne sarà completamente ignaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A questo punto i Lannister non hanno più nessun nemico che possa davvero allungare le proprie pretese al Trono:</strong> con gli Stark fuori gioco ed i Baratheon ancora ridotti a leccarsi le ferite, i Lannister non temono più nessuno. Ed è questo, forse, ciò che dovrebbe preoccuparci di più: solitamente Martin ci ha mostrato come nessuno possa davvero permettersi il lusso di sentirsi al sicuro. Se davvero ora esiste una scure del Destino, i leoni dovrebbero iniziare a preoccuparsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>And so he spoke, and so he spoke,<br />
that lord of Castamere,<br />
But now the rains weep o&#8217;er his hall,<br />
with no one there to hear.<br />
Yes now the rains weep o&#8217;er his hall,<br />
and not a soul to hear.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 9+</p>
<p><a href="http://www.seriangolo.it/2013/06/05/fantagame-of-thrones-punteggi-episodio-9/" target="_blank">Qui</a></strong> potete dare un&#8217;occhiata ai punteggi del nostro<strong> Fanta-Game of Thrones</strong></p>
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		<title>Arrow – Stagione 1</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 17:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrow]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni stagione]]></category>
		<category><![CDATA[cw]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle novità di quest’anno che non ha ricevuto, però, grande attenzione, anche a causa del canale su cui è trasmessa (quella CW solitamente guardata con grande sospetto), si rivela essere un prodotto da intrattenimento semplice ma efficace, indebolita soprattutto dalla necessità di dover  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32806" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000011-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Una delle novità di quest’anno che non ha ricevuto, però, grande attenzione, anche a causa del canale su cui è trasmessa (quella CW solitamente guardata con grande sospetto), si rivela essere un prodotto da intrattenimento semplice ma efficace, indebolita soprattutto dalla necessità di dover portare a casa più episodi del necessario.<span id="more-32805"></span></p>
<p>Questa nuova serie TV è, almeno nelle intenzioni, destinata a prendere il testimone da <strong>Smallville</strong>, altra serie supereroistica della <strong>DC Comics</strong> in onda sullo stesso canale. La rete broadcast giovane, la <strong>CW</strong>, ci regala un telefilm che, contrariamente alle aspettative, funziona anche piuttosto bene sotto il profilo della spettacolarità e della trama, sebbene soffra indubbiamente sulla lunghezza e su alcune interpretazioni attoriali.</p>
<p><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000031.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32807" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000031-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>La differenza con Smallville è evidente</strong> (ed in parte evidenziata nella <a href="http://www.seriangolo.it/2012/10/15/arrow-1x01-pilot/">recensione</a> sul primo episodio): senza forzare la mano, gli autori si rivolgono ad un pubblico – quello giovane – che non sia però solamente attratto dalla sfera sentimentale (problema di altre serie colleghe, come <strong>The Vampire Diaries</strong>) ma possa seguire anche una maggiore analisi dei personaggi. Punto forte, infatti, del racconto è dapprima l’idea di essere all’altezza con le aspettative legate ai propri genitori, soprattutto nei confronti dei propri padri, per poi virare verso una demitizzazione della loro stessa figura. Se <strong>Oliver</strong>, infatti, <strong>si ritrova a dover rimettere al loro posto i numerosi illeciti perpetrati dal padre </strong>(con la parziale complicità della madre), <strong>Laurel</strong> deve riuscire a smarcarsi dal tentativo di controllo messo in atto dal proprio, di genitore, che per paura non di rado ne sminuisce il lavoro e la volontà. Il rapporto con la propria famiglia è chiaramente fondamentale anche nell’arco narrativo riguardante <strong>Tommy</strong>, dileggiato da quel padre dal quale comunque farà costantemente ritorno per dimostrargli d’essere all’altezza del proprio nome. <strong>La morte di Tommy è un fulmine a ciel sereno</strong> (si sarebbe scommesso su una rivalità Oliver-Tommy alla stregua di <strong>Spiderman-Osborn</strong>) ma indubbiamente capace di dare il via a tutta una serie di conseguenze sui personaggi che potranno, così, trovarsi di fronte a nuovi spunti narrativi.</p>
<p><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000021.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32808" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000021-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Venendo ai punti deboli, <strong>non si può che ammettere una certa debolezza soprattutto nella struttura centrale della serie</strong>: avendo la necessità di coprire un così ampio spettro di episodi, gli autori son costretti ad allungare il brodo con una serie di puntate non malvagie, ma comunque troppo deboli e stantie. A soffrirne è soprattutto il racconto legato al passato di Oliver Queen sull’isola: sebbene l’evoluzione del personaggio sia continuo e credibile (solo nell’ultimo episodio si intravede il vero cambiamento tra il primo Oliver e quello del presente) troppe volte si è avuta l’impressione di non sapere cosa dire, catturando e liberando personaggi per un po’ di azione gratuita. Nonostante ciò, <strong>Arrow non si impegna nel fornirci un racconto profondo</strong>, non è <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-g-m/game-of-thrones/">Game of Thrones</a> né <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-a-f/breaking-bad/">Breaking Bad</a> con le loro numerose letture e riletture, <strong>ma ha il pregio di saper intrattenere</strong> lo spettatore per una quarantina di minuti, assicurandogli una trama lineare, una profondità caratteriale rara in prodotti di questo tipo ed un po’ di azione (in alcuni casi davvero ben “coreografata”).</p>
<p><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000041.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32809" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-000041-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>A differenza dell’impressione iniziale, <strong>Stephen Amell</strong>, il protagonista che (non) indossa i panni di Oliver Queen, è andato via via migliorando in recitazione: <strong>partito piuttosto maluccio, riesce a rendersi sempre più convincente</strong> – siamo ben lontani da interpretazioni da Emmy, beninteso – e non rappresenta più il punto debole principale della serie; i comprimari sono tutti sulla sufficienza, seppure per fascino e resa domini <strong>John Barrowman</strong>. La regia e l’accompagnamento musicale fanno il loro dovere senza guizzi particolari.</p>
<p>Quando si aprirà la seconda stagione di <strong>Arrow</strong> dopo l’estate ci aspettano un bel po’ di cambiamenti sia sotto il profilo dei personaggi – come dicevo, la morte di Tommy darà uno scossone bello forte sia ad Oliver che a Laurel – che sotto quello della trama, con una buona parte della città distrutta e sicuramente nuovi villain in arrivo. L’isola ha ancora molto da raccontarci, sperando che sia però un po’ più interessante di quanto fatto sinora.</p>
<p><strong>Voto Stagione</strong>:<strong> 6/7</strong></p>
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		<title>Once Upon a Time &#8211; 2&#215;22 And Straight On &#8217;til Morning</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 13:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Once Upon a Time]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione finale di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[ABC]]></category>
		<category><![CDATA[Season Finale]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Once Upon a Time ci saluta con l’ultimo episodio di una deludentissima seconda stagione che, a fronte di una prima annualità che aveva colpito per originalità e personaggi, soccombe sotto gli inspiegabili colpi di un improvviso dilettantismo.
Se avete seguito le nostre recensioni, avrete  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32483" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00005-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Anche Once Upon a Time ci saluta con l’ultimo episodio di una deludentissima seconda stagione che, a fronte di una prima annualità che aveva colpito per originalità e personaggi, soccombe sotto gli inspiegabili colpi di un improvviso dilettantismo.<span id="more-32482"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se avete seguito le nostre <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-n-z/once-upon-a-time/">recensioni</a>, avrete visto che durante l’intera prima stagione <strong>abbiamo parlato piuttosto positivamente della nuova serie ABC</strong> dedicata al mondo delle favole. Le originali riletture si amalgamavano alla perfezione con un’ideale trasposizione di quelle avventure nel mondo reale; e sempre se avete seguito le nostre recensioni vi sarete accorti che <strong>lo stesso non può dirsi di questo secondo anno</strong>. Partita già male con l’improvvida decisione di mandare <strong>Emma</strong> e <strong>Mary Margaret</strong> nella Foresta Incantata ancor prima che si potessero vivere gli effetti della rottura della Maledizione, la serie non è mai riuscita a rialzare la propria qualità se non verso le battute finali: quasi tutti gli episodi sono stati – quando andava bene – sciatti e annoiati, per arrivare a vette di pura idiozia ed errori così clamorosi da farci temere che nel frattempo gli autori fossero stati cambiati. Ciò non è avvenuto, ma il risultato è stato comunque altrettanto deludente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00003.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32484" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00003-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La delusione maggiore di quest’anno riguarda</strong> i due personaggi forti della serie, <strong>Regina e Tremotino</strong>. La prima in particolar modo, come già notato <a href="http://www.seriangolo.it/2013/04/02/once-upon-a-time-2x18-selfless-brave-and-true/">qui</a>, ha sofferto di una schizofrenia, detta anche “<strong>sindrome di Sylar</strong>” dall’esperienza di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heroes">Heroes</a></strong>, in cui <strong>un personaggio tanto amato</strong> per rappresentare la nemesi degli eroi protagonisti <strong>si ritrova a cambiare attitudine morale un giorno sì e l’altro pure</strong>. Lamentatasi in continuazione di essere stata chiamata ingiustamente “<strong>evil</strong>” (mentre sterminava interi villaggi, strappava cuori e torturava la gente), Regina decide prima di riprendersi suo figlio con le cattive, quindi con le buone; poi, una volta tornata sua madre &#8211; la tanto odiata madre &#8211; la Evil Queen nuovamente si pone al suo fianco bevendosi ogni menzogna possibile e tollerabile che Cora riuscisse ad inventare. Ed in questo finale di stagione, solo perché è stata salvata da Biancaneve (nemmeno fosse la prima volta) torna ad essere buona, accettando di buon grado di morire per essere ricordata come Regina e non come “Evil Queen” (come se in una serie TV essere malvagi fosse un&#8217;onta intollerabile). <strong>Ditemi voi se questa non è schizofrenia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32485" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00001-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>La terribile scrittura del personaggio di Regina tocca in buona parte anche quello straordinario di <strong>Tremotino</strong> il quale si piega all’improvvisa vena sadomasochista di <strong>Belle</strong> – pardon, Lacey – salvo poi riportare indietro la memoria dell’amata grazie ad una pozione della Fata Turchina (<strong>di Deus Ex Machina questa serie ne fa un uso spropositato</strong>).<br />
Se tutto ciò non fosse già sufficiente, si comincia a provare un fastidio crescente nei confronti della famiglia <strong>Charming</strong>, con quasi tutti i suoi membri  diventati così inetti da portare a fare il tifo per i villain: ad esempio <strong>Emma</strong>, protagonista della prima stagione, viene per buona parte del tempo messa da parte e tirata in mezzo solo nella sezione finale dell’anno grazie alla sua relazione con <strong>Neal</strong> (e ad un banalissimo triangolo).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00002.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32486" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00002-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si sarebbe sperato almeno che gli ingressi di quest&#8217;anno fossero in grado di dare nuova linfa alla narrazione, ma così non è stato: non solo <strong>Mulan</strong> e <strong>Aurora</strong> ad inizio stagione non sono state in grado di tirare su il morale delle vicende, ma nemmeno le favole aggiuntive – con l’esclusione di quella di Baelfire, più funzionante – sono riuscite a far breccia negli spettatori tanto quanto accaduto lo scorso anno con Ruby (a proposito, ma quest’anno che fine ha fatto?) o il nano. <strong>Il personaggio di Hook</strong>, l’unico vero ingresso di rilievo, <strong>è stato gestito malissimo</strong>, usato da chiunque e mosso tutto il tempo come una pedina, per poi essere spostato verso l&#8217;ennesimo ripensamento e trasformazione in positivo in quest&#8217;ultimo episodio.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda che personalmente ritengo fondamentale riguarda la motivazione che ha condotto gli autori a scrivere il bellissimo episodio dedicato a <strong>Cora</strong> – e alla sua morte – al <a href="http://www.seriangolo.it/2013/03/18/once-upon-a-time-2x16-the-millers-daughter/">sedicesimo</a> appuntamento lasciando l’onere del ruolo di nemesi a quei due inetti di <strong>Greg</strong> e <strong>Tamara</strong>, entrambi dotati del medesimo fascino di una medusa spiaggiata. <strong>Cora era la nemesi forte da condurre fino alla fine della stagione</strong> (e magari trattare l’ennesimo cambiamento di Regina con meno fretta e grossolanità).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00004.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32487" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-00004-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>A fronte di una stagione altamente deludente, <strong>Once Upon a Time ci regala un season finale tutto sommato buono</strong> che riesce a risollevare un po’ la propria qualità, anche se troppo tardi per salvare la stagione intera. La questione dell’innesco, il ritmo sostenuto e soprattutto la creazione di una nuova nemesi di cui persino Tremotino sembra esser preoccupato (ma sarà davvero QUEL <strong>Peter Pan</strong>?) potrebbe dare una buona spinta alla terza stagione. Bisogna immaginare che Storybrooke sarà per un po’ assente nella narrazione, considerando che tutti i personaggi principali, comprese le due grandi nemesi diventate ora buone e tutte imparentate, sono partite alla volta dell’Isola che Non C’è.<br />
La necessità primaria è però quella di recuperare tutti i pregi che la prima stagione aveva mostrato: personaggi e rilettura delle favole classiche, due elementi che avevano permesso a Once Upon a Time di imporsi sul panorama televisivo americano. Se così non sarà, la discesa sarà nuovamente inarrestabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto episodio:</strong> 7<br />
<strong>Voto stagione:</strong> 5</p>
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		<title>Glee &#8211; Stagione 4 Episodi 20-22</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 10:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione finale di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>
		<category><![CDATA[Season Finale]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il ventiduesimo episodio, si chiude questa quarta stagione di Glee. La serie targata FOX continua non solo a non convincere, ma a rappresentare con dovizia di particolari come non debba essere una serie televisiva.
“Don’t stop believin’”, dice la canzone dei Journey diventata simbolo di questa  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h51m00s95.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-32431" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h51m00s95-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Con il ventiduesimo episodio, si chiude questa quarta stagione di Glee. La serie targata FOX continua non solo a non convincere, ma a rappresentare con dovizia di particolari come non debba essere una serie televisiva.<span id="more-32429"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Don’t stop believin’</strong>”, dice la canzone dei Journey diventata simbolo di questa serie TV: ed ora è quanto mai difficile continuare a crederci, a causa di una serie di errori che hanno condotto Glee sulla via del non ritorno. Se già la terza stagione non aveva certamente brillato per coerenza interna e passione, non si può in alcun modo dire che con questo quarto anno le cose siano andate meglio, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ultimi tre episodi della quarta stagione sono<strong> simbolo perfetto di tutti i pregi (pochi) e difetti (troppi) che questa serie si porta con sé</strong>. Farne un elenco dettagliato sarebbe estremamente impietoso e quindi voglio soffermarmi su tre punti: personaggi, prospettiva sociale e musica, ossia i tre elementi cardine che hanno avuto più largo spazio e centralità in Glee.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h51m17s18.png"><img class="alignright size-medium wp-image-32432" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h51m17s18-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Sul fronte personaggi si può dire che lo sfacelo sia parziale ma avanzato</strong>: come già evidenziato fin troppe volte nelle passate <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-g-m/glee/">recensioni</a>, gli autori si staranno mangiando le mani (e forse la FOX con loro) per l’improvvida decisione di separare le storyline tra Lima e New York, regalando la nuova location proprio ai personaggi più amati della serie, quella Rachel, quel Kurt e quella Santana che avrebbero tranquillamente retto sulle proprie spalle uno spin-off di sicuro successo. Dato che così non è stato, <strong>l’attenzione del pubblico si è immediatamente orientata verso le vicende nella Grande Mela lasciando al liceo storico le briciole</strong>. Questo ha costretto ad operazioni correttive di scarsissimo successo che hanno portato alcuni personaggi ad essere totalmente snaturati e fuori parte: non voglio soffermarmi particolarmente su <strong>Sam </strong>e<strong> Brittany</strong> (e l’ultima trovata sulla genialità di quest&#8217;ultima non lascia nemmeno più basiti) pronti ad essere ricoverati, ma colui che ha subito maggiormente il nuovo corso è il personaggio di <strong>Will.</strong> L’unico adulto del gruppo è arrivato a regredire così tanto da non avere più amici della propria età, finendo col vedere nei suoi studenti la propria famiglia ed i propri affetti, come se tutto questo fosse normale e sano (ed <strong>il matrimonio</strong> con Emma nella stanzetta del Glee Club non è romantico, <strong>è triste</strong>). Non ha certamente aiutato il depotenziamento di <strong>Sue Sylvester</strong> che, anche prima di essere eliminata dalla scuola, aveva perso enormemente mordente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h52m21s130.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-32433" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h52m21s130-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Sul fronte dei ragazzi, abbiamo visto di tutto: triangoli amorosi, tradimenti, inganni, amicizie nate e finite in un episodio, amori lampo. Nulla di tutto questo è riuscito a dare profondità a dei personaggi &#8211; soprattutto i nuovi arrivati &#8211; che profondità non ne hanno, con una dose di <strong>schizofrenia</strong> divenuta ormai tipica della serie; schizofrenia che colpisce anche chi sembrava esserne immune come Blaine o Artie. Segno evidente della pochezza di scrittura e della debolezza dei nuovi personaggi (di cui potevamo anche farne a meno) è il continuo apparire/sparire delle vecchie glorie, il cui ruolo di attrattiva per il pubblico è evidente: <strong>Mercedes</strong>, la cui grandiosità vocale non è mai stata particolarmente valorizzata dalle storie che la riguardano, arriva e se ne va senza colpo ferire e con una storyline così debole da far dubitare che esista.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-01h05m34s129.png"><img class="alignright size-medium wp-image-32434" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-01h05m34s129-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Secondo punto di interesse è la volontà di inserire alcuni argomenti che sforano nel sociale</strong> per mostrarne una chiave di lettura bonaria e gesuita, ma che ha sempre avuto il pregio di portare all’attenzione del pubblico più giovane alcuni argomenti di grande delicatezza: negli anni passati abbiamo visto temi come l’omosessualità, il bullismo, la malattia, la gravidanza trattati con estremo tatto e con quel pizzico di ironia che permetteva all’intero carrozzone di non finire nel melenso. Ebbene, questa capacità sembra essere stata completamente smarrita quest’anno: <strong>quando si sono affrontati temi delicati</strong> come la transessualità, la gravidanza mancata o le sparatorie nella scuola <strong>si sono raggiunti dei tali livelli di pateticità che il solo effetto sortito è stato quello di depotenziare completamente il messaggio</strong> in favore della ricerca della lacrima facile (il che lascia il tempo che trova). Per non parlare poi del <strong>sesso</strong>, mai come quest’anno vissuto in maniera pruriginosa o con una lente non troppo positiva: come altrimenti spiegare, oltre all’odio evidente degli autori per tale personaggio, la violenza con cui è stata trattata la necessità di Brody di prostituirsi? Con un evidente giudizio negativo che si era già evinto in parte con Sam ed il suo periodo da stripper, <strong>Brody viene condannato senza appello e senza nemmeno cercare di capire le sue ragioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h51m52s118.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-32435" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h51m52s118-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Essendo la forza di Glee, <strong>l’ultimo punto da mettere in risalto è il comparto musicale</strong> che ha permesso al cast di viaggiare per l’America e l’Europa attraverso concerti, oltre che assicurare alla FOX altri introiti economici con i numerosi CD messi in vendita. Ebbene, <strong>è proprio sul fronte musicale che si registra la crisi vera e propria della serie</strong>: se in passato si passava con estrema tranquillità da Britney Spears alla Streisand, da Madonna ai Queen, il tentativo di monetizzare ogni singolo membro del proprio pubblico giovane è arrivata al punto di<strong> annullare</strong> – o quantomeno ridurre drasticamente – <strong>la ricerca di una musica più di nicchia o comunque non propriamente contemporanea a favore della modernità e del pop a tutti i costi</strong>. Qualsiasi canzone sia finita nella classifica Billboard è stata cantata all’interno della serie e non bastano alcuni episodi straordinari a cambiare tale sensazione rispetto al passato. La qualità delle canzoni e l’invenzione musicale, che avevano permesso a molte canzoni di Glee di avere quasi più successo delle originali (<em>Don’t stop believin’</em> ha quantomeno vissuto una seconda giovinezza), sono state piegate in favore della monetizzazione che ha fatto smarrire una delle qualità più forti e stringenti della serie. Ecco perché nulla hanno a che vedere le canzoni di queste Regionali con quel mash-up dei Journey nella prima stagione: c’è un’era che le separa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h52m12s721.png"><img class="alignright size-medium wp-image-32437" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-17-00h52m12s721-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Tre episodi, questi finali della quarta stagione, che sono perfetti per evidenziare tutte le maggiori difficoltà della serie che, a fronte di un rinnovo per ben due stagioni consecutive, si trova sicuramente in una serissima crisi che coinvolge un po’ tutti i differenti livelli. <strong>Glee ci lascia così con uno pseudo cliffhanger del tutto insoddisfacente</strong>, ossia una ridicola volontà di Blaine di fare la proposta di matrimonio a Kurt e l&#8217;attesa per il risultato del provino di Rachel. In sostanza, nemmeno il finale è in grado di spingerci verso la prossima stagione. Per chi avrà la forza di continuare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto 4&#215;20:</strong>5<br />
<strong>Voto 4&#215;21:</strong>5<br />
<strong>Voto 4&#215;22:</strong>5-<br />
<strong>Voto 4° Stagione:</strong> 4</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La FOX cancella Touch ma pensa al ritorno di 24</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 11:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[24]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Touch]]></category>
		<category><![CDATA[cancellato]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>
		<category><![CDATA[Kiefer Sutherland]]></category>
		<category><![CDATA[miniserie]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre la maggioranza delle serie TV si avvia a concludere le proprie stagioni in questi giorni, le reti sono impegnate a formare i palinsesti per l&#8217;anno prossimo. Ad aggiornarci sulle evoluzioni ci pensa la FOX con la cancellazione &#8211; abbastanza prevedibile &#8211; di &#8220;Touch&#8221;; ma non è tutto.
La FOX dice  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/kiefersutherland.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32048" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/kiefersutherland-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Mentre la maggioranza delle serie TV si avvia a concludere le proprie stagioni in questi giorni, le reti sono impegnate a formare i palinsesti per l&#8217;anno prossimo. Ad aggiornarci sulle evoluzioni ci pensa la FOX con la cancellazione &#8211; abbastanza prevedibile &#8211; di &#8220;Touch&#8221;; ma non è tutto.<span id="more-32046"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La FOX dice addio a Touch</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La serie TV &#8220;<strong>Touch</strong>&#8220;, che vede <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kiefer_Sutherland">Kiefer Sutherland</a> tra i suoi protagonisti, è stata cancellata dalla FOX a causa degli ascolti piuttosto deludenti: se già la sua seconda stagione aveva aperto con un misero 1.0 di rating nella fascia 18-49 anni (la fascia più redditizia), è ulteriormente calata sino a raggiungere lo scorso 3 Maggio un punteggio <strong>0.6</strong> nella serata di venerdì, solitamente vista come il cimitero delle serie TV. Dati alla mano, la FOX ha deciso di non proseguire con l&#8217;avventura ideata da <strong>Tim Kring</strong>, già showrunner di Heroes.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.tvguide.com/News/Fox-Cancels-Touch-1065286.aspx">TvGuide</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>24 potrebbe tornare come miniserie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/24.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32050" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/24-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Kiefer Sutherland</strong> potrebbe, però, non rimanere disoccupato a lungo: pare che la FOX sia interessata a riprendere le avventure di <strong>Jack Bauer</strong> e resuscitare &#8220;<strong>24</strong>&#8221; come miniserie. Nulla di concreto, per ora, ma le voci si rincorrono: Howard Gordon, già showrunner della serie (ed ora produttore esecutivo di Homeland) sembrerebbe interessato a riprendere un nuovo arco narrativo da 12 episodi che andrebbero ad aggiungersi alle già prolifiche otto stagioni finora trasmesse. Insomma, una notizia positiva per chi ha seguito con passione le vicende di uno dei personaggi più iconici delle serie TV americane. È ancora presto per parlarne con certezza, ma qualcosa si sta muovendo in questa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.deadline.com/2013/05/24-eyes-return-as-limited-series-on-fox-kiefer-sutherland-in-talks/">Deadline</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Person of Interest – 2&#215;21 Zero Day</title>
		<link>http://www.seriangolo.it/2013/05/09/person-of-interest-2x21-day-zero/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 18:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Person of Interest]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[CBS]]></category>
		<category><![CDATA[Person of interest]]></category>

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		<description><![CDATA[Il penultimo episodio di Person of Interest è, probabilmente, uno dei migliori che questa serie ci abbia regalato: adrenalinico, “mitologico”, straordinariamente umano. Conferma – anzi, ribadisce – l’ottimo stato di salute della creatura di Nolan.
Se lo scorso anno Person of Interest ebbe un inizio  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32027" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00001-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il penultimo episodio di Person of Interest è, probabilmente, uno dei migliori che questa serie ci abbia regalato: adrenalinico, “mitologico”, straordinariamente umano. Conferma – anzi, ribadisce – l’ottimo stato di salute della creatura di Nolan.<span id="more-32026"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se lo scorso <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-n-z/person-of-interest-serie-n-z/">anno</a> Person of Interest ebbe un inizio piuttosto difficile, con una prima parte di stagione non all’altezza delle aspettative, tutto prese una piega diversa con la seconda parte, potente ed emozionante, con momenti di ottimo thriller che hanno reso la serie una delle migliori novità del panorama televisivo. Con la seconda stagione, invece, non ci si è trovati di fronte agli stessi problemi iniziali, seppure la trama abbia sofferto indubbiamente l’essere spalmata su 22 episodi (la parte centrale, infatti, ha faticato di più a reggersi sulle proprie gambe); eppure, con un lento ed inesorabile countdown, siamo arrivati all&#8217;episodio in cui il sistema, la Macchina, è costretto a resettarsi dopo l&#8217;attacco del virus della Decima Technologies.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00003.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32028" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00003-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sin dalle potenti scene iniziali (il “previously” che va in crash) ci rendiamo conto che<strong> questo non sarà un episodio come tutti gli altri</strong>, ma sarà qualcosa di molto più potente. <strong>L’episodio è al cardiopalma</strong>, non c’è niente che possa fermare l’inesorabile arrivo dello scadere del tempo: come detto da Harold, ci troviamo di fronte al Day Zero che precede quel Day One che cambierà notevolmente le carte in tavola. Non c’è tempo per momenti inutili – al punto che Fusco viene mandato fuori città – e l’unica alternativa alla vicenda principale è ciò che riguarda <strong>Carter</strong>, salva per miracolo dall’HR ma nei guai seri con gli Affari Interni per la scomparsa della pistola dell’uomo da lei ucciso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto c’è solo lui, <strong>Ernest Thornhill,</strong> <strong>ossia la Macchina</strong>. Se ad un primo sguardo a far la parte del leone sembrerebbe la figura di <strong>Finch</strong>, è proprio <strong>la Macchina che diviene quanto mai centrale nel tessuto narrativo dell’episodio</strong>, regalandoci momenti di pura fantascienza gestiti in modo sublime dagli autori. La storia delle macchine che si rendono indipendenti non è certamente una novità (su tutti domina il ricordo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Skynet"><strong>Skynet</strong></a>), ma l’approccio moderato e lento con cui Person of Interest si affaccia su questo tema è del tutto inedito. I discorsi tra una sempre più straordinaria <a href="http://www.imdb.com/name/nm0009918/"><strong>Amy Acker</strong></a> nei panni di Root ed un eccezionale <strong>Michael Emerson</strong> nel ruolo di Harold Finch ricordano in una forma distorta lo scontro tra l’<strong>Architetto</strong> e l’<strong>Oracolo</strong> di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matrix">Matrix</a></strong>: l’una convinta che la Macchina abbia sviluppato dei propri sentimenti, dei propri ricordi e vada quindi lasciata libera di vivere, come una persona costretta in prigione; l’altro deciso a far sì che la Macchina resti, appunto, una macchina, senza possibilità di “indipendenza”, forse persino più pericolosa della Decima Technologies o del governo che vorrebbe controllarne le funzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00004.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32029" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00004-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Probabilmente la verità è</strong>, come indicato da Finch, <strong>proprio nel mezzo</strong>: egli, infatti, aveva già notato quelle anomalie che ad inizio stagione avevano aiutato Reese a rintracciare il proprio “capo” e a portarlo via dalle grinfie di Root stessa. <strong>È evidente che la Macchina</strong> – con questo impersonalissimo nome datogli da Finch – <strong>sia sempre più un oggetto pensante</strong>, al punto da crearsi una propria identità virtuale, quell’Ernest Thornhill che diventa un grande imprenditore con degli esseri umani sotto il proprio comando. <strong>La Macchina è sempre più reale e non è detto che in futuro non si possa virare sempre più verso una Macchina pensante ed agente</strong>, ancor più di quanto non abbia fatto sinora.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché la puntata si incentra ovviamente sull’aspetto mitologico delle vicende, <strong>Reese ha uno spazio più risicato del solito</strong> ma non per questo scevro da alcuni momenti di grandissimo respiro: primo tra tutti quel “<em><strong>Can You Hear Me?</strong></em>” che rimarrà nella storia di questa serie TV e che pone Reese come amministratore della Macchina (ma bisogna capire se è un ruolo condiviso con Root o meno). Non di minore importanza lo slancio d’amicizia nei confronti di Finch, preoccupato per l&#8217;insana alleanza tra quest’ultimo e la donna; ma ancor più problematico sarà capire come reagirà alla rivelazione da parte del boss della Decima Technologies, riguardo alla colpevolezza di Finch e del suo legame con quel portatile che aveva quasi causato la morte di Reese e di Kara. <strong>Tutto diventa sempre più confuso, la trama sempre più intricata e, per questo, estremamente affascinante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00002.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-32030" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/scene-00002-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È in questo vortice di avvenimenti che i flashback sul 2010 assumono un ruolo catartico, con <strong>Nathan</strong> (indicato poi dalla Macchina come numero, bisogna vedere se come vittima o carnefice) a svolgere in segreto il compito che attualmente poggia sulle spalle dello Splendido Duo; flashback che ci permettono, inoltre, di capire quanto avanti fosse andata la relazione tra il genio e <strong>Grace</strong> (quella <a href="http://www.imdb.com/name/nm0696387/">Carrie Preston</a> moglie di Michael Emerson) e di quanto l’uomo soffrisse per le frequenti intromissioni della Macchina nella sua vita personale, al punto da volersi allontanare quanto più possibile dalla vista delle telecamere che tappezzano l’intera città di New York. <strong>Il difficile rapporto tra creatore-creatura viene ulteriormente ribadito, sottolineando la differenza tra quel Finch spensierato ed innamorato di pochi anni prima e quello contemporaneo, certamente meno felice.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I risvolti che potranno seguire questo splendido episodio sono numerosissimi e lasciano lo spettatore in fervente attesa della prossima puntata, conclusiva di una stagione che, nonostante dei momenti di debolezza, è riuscita a mantenere altissimi i propri standard.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 9</strong></p>
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		<title>Game of Thrones &#8211; 3&#215;05 Kissed by Fire</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 10:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h03m25s249.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-31750" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h03m25s249-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo <a href="http://www.seriangolo.it/2013/04/26/game-of-thrones-3x04-and-now-his-watch-is-ended/">l’episodio</a> della scorsa settimana, era immaginabile un rallentamento delle vicende riguardanti i numerosi personaggi di Game of Thrones: la serie, invece, ci dona un episodio così ricco di avvenimenti che, nonostante non abbia la spettacolarità visiva del precedente, riesce certamente a catturare lo spettatore.<span id="more-31749"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una delle maggiori qualità di questa serie è la capacità</strong>, nonostante il racconto si dipani tra metalupi, magia e divinità, <strong>di raccontare l’essere umano</strong> con tutte le sue debolezze e le sue difficoltà. Da personaggi più affini all’epica fantasy – un Barristan Selmy, ad esempio – si passa con estrema semplicità ad altri ben più circolari, le cui evoluzioni caratteriali stupiscono per l’accuratezza e l’attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“Jaime. My name is Jaime”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h00m29s32.png"><img class="alignright size-medium wp-image-31751" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h00m29s32-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Prendiamo il caso di <strong>Jaime Lannister</strong>, <strong>vero protagonista di questa prima parte della stagione</strong>: il grande eroe, il più grande spadaccino che Westeros abbia mai conosciuto viene privato della sua forza – rappresentata ovviamente dalla mano con cui combatte. Quel personaggio che abbiamo amato odiare sin dal tentativo di uccisione di Brandon Stark, <strong>nel corso del tempo è stato prima sconfitto</strong>, catturato dagli Stark, <strong>quindi domato</strong> dalla perdita dell’arto. Quello che resta di lui è ora un uomo distrutto, senza nemmeno più l’abituale sfrontatezza in diverse occasioni utilizzata per dileggiare <strong>Brienne</strong>. La donna, che tra l’altro deve la propria illibatezza alla menzogna che è costata a Jaime la mano destra, <strong>è anche la destinataria della più sincera ed intima confessione dell&#8217;uomo</strong>: il racconto su quello che è davvero accaduto il giorno dell’uccisione di <strong>Aerys Targaryen</strong> è una prospettiva del tutto inedita, anche per la stessa Brienne. Quel rigore che abbiamo amato di Ned Stark si rivela essere adesso proprio<strong> il motivo per cui sul nome di Jaime è stato gettato fango e disprezzo.</strong> Quell’uccisione alle spalle, che lo ha reso il “Kingslayer”, si ribalta costringendoci a riflettere nuovamente sulle nostre certezze su Jaime e ci ricorda di non dare mai nulla per scontato quando si parla della penna di Martin.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“Here in sight of gods and men, I sentence you to die.”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h04m43s241.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-31752" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h04m43s241-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>L’ingombrante ombra di Ned Stark arriva anche a Delta delle Acque</strong>, dove il giovane Re nel Nord, dopo una lunga serie di vittorie, inizia ad incassare le prime sconfitte. L’uccisione dell’alleato <strong>Karstark</strong> – che ricorda molto l’esecuzione di Ned relativa al disertore dei Guardiani della Notte in apertura della serie – è una mossa quasi obbligata per il giovane Re, che sembra sempre dover confermare d’essere all’altezza delle enormi aspettative dovute a quel maestoso padre a cui Robb deve tutto. Il primogenito Stark è stato tirato nel Gioco del Trono di Spade troppo presto, del tutto impreparato, ma baciato da una serie di tattiche militari che gli hanno permesso di mettere in difficoltà persino il grande e granitico Tywin Lannister. Insieme alla gloria, però, arriva anche l’altro risvolto della medaglia: l’unica soluzione per non soccombere è ora convincere i <strong>Frey</strong>, la famiglia delle Torri Gemelle. Il problema sarà farsi perdonare l’essere venuto meno alla promessa fatta, ossia quella di sposare una delle figlie di Walder Frey. Vedremo come Robb se la caverà in diplomazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“You&#8217;ve disgraced the Lannister name for far too long.”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-21h57m40s100.png"><img class="alignright size-medium wp-image-31753" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-21h57m40s100-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Le difficoltà non toccano solo la grande famiglia Stark, ma vedono anche i Baratheon ed i Lannister annaspare per motivazioni differenti. Per quanto riguarda i Leoni, <strong>l’alleanza con i Tyrell si sta rivelando molto meno accomodante del previsto</strong>: la presenza – sempre gigantesca – di <strong>Olenna Redwyne</strong> occupa spazio e costringe i Lannister a strategiche mosse per riordinare le fila e non perdere Potere. È per questo che Tywin, più interessato alla grandezza del proprio Nome che all’affetto per i figli, ordisce un’accurata strategia difensiva che colpisce anche quella Cersei sicura di essere riuscita a sgominare il problema Tyrell attraverso Ditocorto: <strong>i due obblighi matrimoniali</strong> – Loras e Sansa – <strong>verso cui vanno incontro Cersei e Tyrion non hanno nulla a che vedere con la felicità</strong> (entrambi infatti sono totalmente contrari alla decisione paterna) ma a pura strategia politica. La guerra passa anche per la camera da letto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“But he’s my friend!”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h00m49s234.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-31754" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h00m49s234-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Come dicevo, tutte le grandi famiglie sono in palese difficoltà (al contrario delle minori, in ascesa, come i Tyrell o i Bolton): <strong>l’assenza di Melisandre, faro nella notte anche nella sconfitta, costringe un demoralizzato Stannis Baratheon a fare ritorno a “casa”</strong> dalla propria moglie e figlia. Per quanto riguarda la moglie <strong>Selyse</strong>, bastano pochissime inquadrature e poche parole per permetterci rapidamente di comprenderne la personalità, grazie anche all&#8217;abilità di scrittura degli autori: la storia di una donna completamente sottomessa alla propria divinità, quel Dio Rosso rappresentato da Melisandre. Non c’è in lei alcuna difficoltà ad accettare che il marito abbia avuto un rapporto con la Sacerdotessa Rossa – di cui era anche a conoscenza –, ma piuttosto si ritrova preda del senso di colpa per non essere riuscita a dare un erede a Stannis se non quella bambina deformata dalla malattia. <strong>La piccola Shireen è di una dolcezza straordinaria</strong> che stona volutamente con l’imbarazzo che Stannis prova nei sui confronti, incapace di connettersi con lei. Unica via di fuga per quella ragazzina è un’amicizia sincera e incondizionata, che la porta rapidamente a rifiutare il “tradimento” del Cavaliere della Cipolla, il suo unico amico. L’effetto stridente tra padre e figlia è esemplare in una serie in cui i rapporti tra generazioni sono spesso e volentieri piuttosto difficili.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“You know nothing, Jon Snow”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h01m36s182.png"><img class="alignright size-medium wp-image-31756" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h01m36s182-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Mentre i bruti del Nord si avvicinano sempre più pericolosamente alla Barriera, <strong>Jon Snow è costretto all’ennesimo tradimento</strong> al suo giuramento da Guardiano della Notte, quello sicuramente più piacevole da infrangere: se i Guardiani promettono di rimanere illibati, questo non riguarda più Jon Snow, finito, con scarse resistenze, nel calore di Ygritte. Quella tensione sessuale tra i due, che era evidente sin dal primo incontro, trova finalmente sfogo, riuscendo anche a migliorare qualitativamente la recitazione di un <strong>Kit Harrington</strong> apparso fin troppe volte accigliato e monocorde. D’altronde, si sa…</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“Burn in Hell!”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h02m54s183.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-31755" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/05/vlcsnap-2013-05-04-22h02m54s183-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Ultima storyline a cui viene dato ampio spazio – ben poco ne è riservato a Daenerys dopo le maestose vicende della scorsa settimana – è ovviamente quella che apre questo episodio, ossia <strong>Arya</strong> <strong>ed il duello tra Beric Dondarrion ed il Mastino.</strong> Di grande effetto, tra le tante odiate fiamme del Clegane, il combattimento tra i due uomini che vede quest’ultimo vincitore. <strong>È evidente</strong>, nonostante la comprensibile rabbia di Arya, <strong>che il Dio Rosso non abbia affatto finito con lui</strong>: persino il Mastino riesce a conquistare ulteriore fascino nonostante una personalità violenta non facile da apprezzare. <strong>Da notare l’inserto più fantasy delle numerose resurrezioni di Beric Dondarrion</strong> (che forse visivamente avrebbe necessitato dei “segni” più evidenti che semplici ferite) ed una partecipazione attiva del Dio Rosso alle vicende dei personaggi della serie.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>non si può dire che Game of Thrones sia una serie che si lasci guardare senza colpo ferire</strong>. Volendo rimanere su un&#8217;asettica lettura superficiale, questo telefilm colpisce per le ambientazioni e per le intricate vicende che non permettono mai davvero di annoiarsi; una lettura un po’ più meditata ci permette, invece, di inquadrare meglio il racconto del genere umano che si nasconde nella serie e che raramente era stato messo in scena prima con una tale lucidità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 8</strong></p>
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		<title>Glee &#8211; stagione 4 episodi 17-19</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 13:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Incassato un assurdo rinnovo per ben due stagioni – motivato da ragioni economiche ben più che artistiche – Glee non cambia minimamente la rotta, dimostrando ancora una volta di non riuscire più a fare ciò che in passato faceva con estrema semplicità: parlare alle nuove generazioni.
È ormai un bel  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31437" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000015-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Incassato un assurdo rinnovo per ben due stagioni – motivato da ragioni economiche ben più che artistiche – Glee non cambia minimamente la rotta, dimostrando ancora una volta di non riuscire più a fare ciò che in passato faceva con estrema semplicità: parlare alle nuove generazioni.<span id="more-31436"></span></p>
<p style="text-align: justify;">È ormai un bel po’ di tempo che lo dico (e scrivo): <strong>Glee di quest’anno</strong> – e in buona parte anche quello precedente – <strong>non è più quella serie TV</strong> che aveva riscosso un inaspettato successo in termini di ascolti e visibilità mediatica, al punto da essere presente persino in alcuni spot commerciali americani. Quel telefilm che aveva creato intorno a sé una fortissima base di appassionati non c’è più, non c’è più da tempo ormai (e gli ascolti tutto sommato evidenziano questo trend), soprattutto a causa di una serie di errori grossolani ed obiettivi del tutto mancati. <strong>Cosa si è rotto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000034.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31438" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000034-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Trovare il bandolo della matassa è tutt&#8217;altro che semplice, ma vorrei soffermarmi soprattutto su un punto: <strong>Glee aveva la capacità di raccontare il mondo americano ed adolescenziale con grande ironia</strong>, a tratti persino satira, unendo a questo filone quella giusta dose di “teen” necessaria per un telefilm orientato verso la fascia commerciale più giovane (e quindi più redditizia) insieme a momenti di grande racconto sociale. <strong>Ryan Murphy si era fatto portatore di alcuni messaggi davvero molto importanti, sapendoli raccontare con delicatezza ed umorismo </strong>(ricordiamoci che Finn credeva d&#8217;essere padre per un amplesso mancato nella vasca da bagno). Ha trattato, come nessun altro prima, il tema dell’omosessualità e dell’accettazione di sé con una straordinaria classe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi è arrivato il successo</strong>, è arrivato il denaro e tutto è cambiato. Le canzoni si sono orientate verso il commerciale, pensando a come comporre i CD da vendere piuttosto che inserire canzoni coerenti al tessuto narrativo; le storie si sono indebolite, seguendo pedissequamente ciò che i fan volevano, senza avere la necessaria lungimiranza nel comporre la trama (amicizie improbabili come Quinn e Rachel, <strong>coppie di qualsiasi tipologia</strong>). Si è perso il senso di Glee, che ha cominciato a mostrare un&#8217;esagerata sequenza di idiozie da far spavento. Il tutto si è acuito quest’anno con<strong> l’improvvida decisione di mandare via una buona parte del cast principale e soprattutto separare il racconto in due storyline</strong>, la prima infarcita di vuoti personaggi nuovi e la seconda, indubbiamente più attraente, con le vere glorie della serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000024.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31439" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000024-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il risultato? È sotto gli occhi di tutti e questi tre episodi lo dimostrano con cinica chiarezza: <strong>Glee non sa più raccontare i giovani</strong> e i turbamenti che li coinvolgono senza buttare tutto in sterile buonismo da “<em>Settimo Cielo</em>”. È così che un argomento forte come i recenti e tristi casi di sparatorie nelle scuole americane si trasforma in un’accozzaglia di ottime intenzioni portate malamente in scena. Il senso di straniamento è troppo forte e la ricerca della lacrima facile, che pur avrà colpito qualcuno per sensibilità più predisposto, è solamente un espediente senza né capo né coda. Così come era stato trattato il tema della povertà lo scorso anno, anche argomenti importanti come la paura dei ragazzi, la bulimia o la possibilità di essere incinta (una storyline di Rachel abbattuta nel giro di un cliffhanger) vengono lasciati nel limbo dello scritto male.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Incapacità di raccontare che, tra l’altro, coinvolge anche i personaggi della serie</strong>, tutti trattati con estrema superficialità: se già si faticava a distinguere attore-personaggio per le incredibili somiglianze delle loro vicende (<strong>Tina</strong> che si lamenta perché non ha assoli è ciò che ci viene da pensare di <strong>Jenna Ushkowitz</strong>), adesso si snaturano ancora di più i personaggi pur di fare in modo che possano strappare un sorriso o accogliere le richieste dei fan più accaniti. È così che i personaggi di <strong>Sam</strong> e <strong>Brittany</strong>, una volta esilaranti, sono diventati ormai davvero troppo stupidi per sembrare vagamente credibili; due ragazzi che, in un mondo normale, avrebbero sicuramente ricevuto assistenza sociale, vengono assecondati in tutto (<strong>lo sdoppiamento di personalità di Sam fa rabbrividire</strong>) pur di cercare la risata. In altri casi, invece, si preferisce l’usato sicuro, affidandosi a triangoli o situazioni già viste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000045.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31440" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000045-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>A ciò va ad aggiungersi la totale discrepanza tra le due grandi storyline della serie: <strong>Lima</strong>, la vecchia casa dei personaggi di Glee, e <strong>New York</strong>, dove invece si trovano <strong>Rachel, Kurt e Santana</strong>, probabilmente proprio i tre personaggi più amati della vecchia guardia. Questo ha costretto gli autori, con crescente insuccesso, a dare più spago a Lima nella speranza di riuscire a costruire dei nuovi personaggi che, essendo però in molti casi delle copie del cast delle prime stagioni, non possono tracciare un proprio percorso, anche perché alle prese con le stesse difficoltà che abbiamo già vissuto. <strong>Grandemente più centrato è invece New York</strong> che, se fosse lasciato libero di evolversi, solleverebbe e non di poco il guizzo creativo degli autori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È quindi tutto da buttare? Ovviamente no.</strong> Qualcosa ancora funziona, soprattutto se, come detto prima, ci soffermiamo sull’aspetto New York: nuove sfide e nuove situazioni permettono ai personaggi coinvolti di rafforzarsi ulteriormente ed essere in grado di catalizzare su di sé l’intera attenzione. Se infatti i momenti più emozionanti di Glee attualmente sono i “revival” delle prime stagioni, la risposta è piuttosto chiara.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio su questi ultimi tre episodi non può quindi che essere negativo (e lo sarebbe ancora di più se non vi fosse New York in alcuni casi a salvare la baracca). <strong>Glee non è più quello che era: è il caso che ne prendano consapevolezza anche gli autori</strong> se non vogliono vedere assottigliarsi sempre di più il bacino di strenui seguaci della serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4&#215;17 &#8220;Guilty Pleasures&#8221; &#8211; voto: 5<br />
4&#215;18 &#8220;Shooting Stars&#8221; &#8211; voto: 4<br />
4&#215;19 &#8220;Sweet Dreams&#8221; &#8211; voto: 5+</strong></p>
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		<title>Game of Thrones – 3&#215;03 Walk of Punishment</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 17:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo due episodi di assestamento e preparazione, Game of Thrones comincia finalmente a muovere dei passi importanti verso il fulcro della narrazione di quest’anno. I vari personaggi messi in gioco iniziano a fare sul serio e le prime conseguenze sono evidenti.
Chi, come me, ha apprezzato sin dalla  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000044.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31241" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000044-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo due episodi di assestamento e preparazione, Game of Thrones comincia finalmente a muovere dei passi importanti verso il fulcro della narrazione di quest’anno. I vari personaggi messi in gioco iniziano a fare sul serio e le prime conseguenze sono evidenti.<span id="more-31240"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chi, come me, ha apprezzato sin dalla prima stagione questa grande serie, lo ha fatto per la capacità degli autori di sapersi giostrare &#8211; non sempre col massimo risultato, va detto &#8211; tra la grande moltitudine di personaggi che calpestano i continenti descritti da <strong>George Martin</strong>. Ognuno di questi personaggi, con i propri difetti ed i propri punti di forza, rappresenta uno spaccato della vita e dei sentimenti che, in formule differenti, riguarda l’intera umanità; personaggi che, seppur odiati o osteggiati nelle stagioni precedenti per loro atteggiamenti, crescono e si evolvono con estrema credibilità, rendendo difficile identificare in loro gli abituali attanti di “eroe”, “antagonista” e simili.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“You’re nothing without your daddy and your daddy ain’t here.”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000014.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31242" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000014-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo il caso di <strong>Jaime Lannister</strong>, l’incestuoso membro della famiglia più ricca ed influente di Westeros: lo abbiamo conosciuto sin dall’inizio come quello scanzonato e folle uomo che non si pone troppe domande, disposto anche a lanciare giù da una torre un ragazzino pur di mantenere i propri segreti. Tra gli scontri con Ned Stark ed il suo periodo da prigioniero, è l’avvicinarsi alla brutta <strong>Brienne di Tarth</strong> ad ammorbidirlo, a permettergli di mostrare lati di sé che non sono puramente malvagi: i consigli sul da farsi rivolti alla donna ed il successo del suo tentativo di difenderla dallo stupro (inventando la storia degli zaffiri, riferito al mare limpido e non certo ai minerali) vengono ripagati con la perdita della propria virilità. <strong>Quella cruda e meravigliosamente recitata perdita della mano destra rappresenta per quell’uomo</strong>, da tutti identificato come il più grande spadaccino al mondo, <strong>una vera e propria castrazione</strong> e per assurdo proprio nei momenti in cui si prodiga per la difesa di qualcuno. A questo punto, però, le conseguenze non possono che essere estremamente severe e, in un certo senso, davvero ben viste: <strong>il personaggio di Jaime si appresta a cambiare notevolmente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“You little bastard…”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000023.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31243" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000023-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Quanto appena detto per il rampollo Lannister può dirsi anche per il giovane <strong>Greyjoy</strong>, il personaggio che si trova in questo momento nella situazione più incomprensibile: prigioniero di strani uomini, viene liberato da questo ragazzo (definito, per l’appunto, bastardo; bastardo di fatto, come Jon Snow, o semplicemente come offesa?) che, a dir suo, sarebbe d’accordo con Yara, la sorella di Theon. <strong>Se ancora fumoso è lo stato in cui la giovane piovra è stata catapultata, è indubbio che anche il suo personaggio abbia nel corso del tempo subito delle modificazioni importanti</strong>: da strafottente “prigioniero” degli Stark ad impotente figlio di una casata severissima come quella dei Greyjoy, fino al palese fallimento di ogni sua pretesa di successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“I wonder how many times did Bran or Rickon stare across the moors of Winterfell waiting for me to return”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000053.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31244" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000053-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Un altro personaggio che, suo malgrado, si è ritrovato a dover fare i conti con gli sbagli del passato è <strong>Catelyn Stark</strong> la quale, sin da quando ha liberato Jaime Lannister dalla sua prigione, sta vivendo una vera e propria crisi interiore dovuta anche ai numerosi lutti che stanno costellando questi ultimi anni: dalla morte del marito a quella dei due figli minori (ella, infatti, non sa che sono sopravvissuti), alle figlie prigioniere del nemico; <strong>la sua posizione di madre viene costantemente messa in dubbio proprio a causa di ciò che accade ai suoi stessi figli</strong>, ora più che mai lontani ed in difficoltà. L’unico che può aiutare – e che in verità sinora ha boicottato – è <strong>Robb</strong>, impegnato in un gioco più grande di lui.<br />
Davanti a noi vediamo una donna che ha perso ora anche quel padre che non vedeva da anni: risulta azzeccata, quindi, la vicinanza con lo zio <strong>Brynden “Blackfish” Tully</strong>, un uomo rude ma dal forte polso che riesce ad alleviarle, almeno in parte, il peso della sconfitta.<br />
In verità uno straordinario plauso va fatto agli autori per l’asciutta quanto immediata rappresentazione dei due nuovi membri Tully: mentre il debole <strong>Edmure</strong> non riesce nemmeno a colpire la barca con il corpo di suo padre, Blackfish lo fa con una tale semplicità da evidenziare la statura che differenzia i due personaggi, confermata anche dal successivo incontro con il nipote e Re Robb.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“All men must die. But we are not men.”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000062.jpg"><img class="size-medium wp-image-31246 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000062-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Ci ricordiamo la piccola e dolce <strong>Daenerys Targaryen</strong> del primo episodio della prima stagione? Quella fanciulla, vittima sacrificale di un fratello folle e crudele, donato al grande barbaro di un continente a loro avulso? Quel faccino non c’è più: <strong>Daenerys è diventata un perfetto erede del “Drago”, una vera Targaryen</strong> che non permette più a nessuno di comandarla ed indicarle la via. La sua ostinazione e la sua caparbietà potrebbero costarle un drago, ma non c’è più paura nei suoi occhi, solo decisione e desiderio di rivalsa: se fino a qualche episodio fa il mercante di schiavi si permetteva di insultarla palesemente, la situazione si ribalta alla spiazzante “moneta” con cui vorrà pagarlo. Cosa ci aspetta è ancora presto per dirlo – ho seri dubbi che darà via un drago con grande facilità – ma <strong>quel che è certo è che Daenerys non è più una povera sprovveduta in balia del vento</strong>. Che lo dimostri seriamente, stavolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“Which is why I&#8217;m naming you new Master of Coin”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000033.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31245" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000033-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Non va certamente meglio all’altra grandissima famiglia, i <strong>Lannister</strong>, i quali, ad Approdo del Re, <strong>ci regalano una delle scene silenziose più belle dell’intera serie</strong>: la presa di posizione intorno a <strong>Tywin Lannister</strong> evidenzia, senza parlare e senza grandi colpi di scena, ciò che Approdo del Re è diventata; la fretta di <strong>Ditocorto</strong> di sistemarsi accanto a Tywin, i comportamenti più dimessi di <strong>Varys</strong> (finalmente è tornato!) e <strong>Pycelle</strong>, lo spostamento delle sedie di <strong>Cersei</strong> e <strong>Tyrion</strong>. Tutto viene esemplificato perfettamente da movimenti e rumori, nessuna parola. La grandezza di questa scena si accompagna al lato “comico” delle avventure sessuali del giovane <strong>Pod</strong> alle prese con la sua prima volta; tuttavia, <strong>se quel momento può risultare anche divertente, rallenta davvero troppo il ritmo per essere apprezzato appieno</strong>. Probabilmente una versione più breve e soprattutto più pregnante sarebbe stata da preferirsi; è sufficiente, però, a mostrarci come Tyrion sia del tutto convinto che il padre lo abbia incastrato nel peggiore dei modi possibili, obbligandolo ad assumere il ruolo di Maestro del Conio di una corona terribilmente indebitata e destinata a fallire.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, c’è ben poco altro da aggiungere: sia <strong>Arya</strong> che <strong>Melisandre</strong> sono in viaggio, entrambe verso mete non proprio chiarissime. Sarà interessante capire, soprattutto per la Sacerdotessa, quali siano i piani attualmente in gioco. <strong>Jon Snow</strong>, invece, si appresta a muoversi verso la Barriera, questa volta come nemico (ma sarà davvero così?).</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo episodio di Game of Thrones che evidenzia un velocizzarsi delle vicende &#8211; seppur non ancora del tutto convincente. Dopo la necessaria preparazione, però, è arrivato il momento di iniziare a fare sul serio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7 </strong><strong style="font-size: 0.8em;">½ </strong></p>
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		<title>Da Vinci’s Demons – 1&#215;01 The Hanged Man</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 18:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da Vinci's Demons]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Serie 2012/13]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Premiere]]></category>
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		<description><![CDATA[La figura di Leonardo di Ser Piero da Vinci è una delle più affascinanti che la storia della nostra nazione sia riuscita a produrre ed incensare: genio indiscusso, è sempre stato amatissimo dagli americani che ne hanno apprezzato il carattere eclettico e bizzarro.
Non stupisce, quindi, che una tale  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31187" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000013-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>La figura di Leonardo di Ser Piero da Vinci è una delle più affascinanti che la storia della nostra nazione sia riuscita a produrre ed incensare: genio indiscusso, è sempre stato amatissimo dagli americani che ne hanno apprezzato il carattere eclettico e bizzarro.<span id="more-31186"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non stupisce, quindi, che una tale figura sia stata utilizzata oltreoceano molte volte per indicare un genio assoluto fuori dagli ordinari schemi: è il protagonista dichiarato del grande successo di vendite “<strong>Il Codice da Vinci</strong>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dan_Brown"><strong>Dan Brown</strong></a>, visto come un illuminato, un massone, un libero pensatore contro la grettezza e la sete di potere della Chiesa. Una serie TV sulla sua figura, quindi, era solo questione di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale compito viene affidato a <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_S._Goyer">David Samuel Goyer</a></strong>, noto per essere co-sceneggiatore della trilogia cinematografica di <strong>Nolan</strong> su Batman, sceneggiatore della trilogia di <strong>Blade</strong> e, sul fronte televisivo, autore di quella perla rara di bruttezza che era <strong>FlashForward</strong>. Una personalità, quindi, che suscita da un lato interesse e dall’altro timore: il risultato di questo primo episodio di Da Vinci’s Demons è, tutto sommato, positivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000022.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31189" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000022-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da un presupposto preciso: <strong>chi si aspettava un racconto fedele della vita di Leonardo da Vinci dovrà ricredersi</strong> immediatamente; lo stesso autore ha d&#8217;altronde definito questa serie nel genere “<strong>fantasy storico</strong>”, dando una connotazione ben precisa all’intera narrazione che può avvertirsi sin dai primi minuti della serie. Il racconto storico non è nemmeno lontanamente l’obiettivo, ma funge da sostrato più o meno apprezzabile. In realtà l’intero aspetto descrittivo rappresenta un chiaro sguardo “americano” alla lontana realtà storica italiana che ben poco conosce (e che spesso tratteggia in modo non proprio lusinghiero), fatta di intrighi, di sesso e di potere della Chiesa: Da Vinci’s Demons non si sottrae a queste caratterizzazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">È solo mettendo da parte il nostro orgoglio per una figura tanto particolare come quella di Leonardo (ma anche di altri, come <strong>Lorenzo de’ Medici</strong>) che potremo iniziare ad apprezzare un prodotto svelto, irreale ed eccessivo come questo, capace di affascinare tutti coloro che sono sempre stati intrigati da storie di complotti, genii ed esoterismo. In effetti, su molti fronti questo telefilm ricorda da vicino la saga videoludica di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assassin's_Creed"><strong>Assassin’s Creed</strong></a>”, in cui il racconto storico è spesso infarcito di elementi esterni (futuristici in quel caso, esoterici in questo).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000043.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31190" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000043-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Tom Riley</strong> è il semi sconosciuto attore britannico che ha il compito di interpretare il protagonista, per l’appunto Leonardo da Vinci: la sua interpretazione, benché buona, ricorda molto da vicino un perfetto incrocio tra l’<strong>Iron Man</strong> di <strong>Robert Downey Junior</strong> – per il suo gigioneggiare, il suo ritenersi superiore ad ogni altro e la disinvoltura con le donne – e lo <strong>Sherlock Holmes</strong> di <strong>Cumberbatch</strong> – per l’estrema intelligenza ed il “ragionare” ad occhi aperti e ben fuori dagli schemi. Questo mix, pur non risultando originale, funziona ed affascina soprattutto per i numerosi rimandi agli scritti autografi del grande scienziato. Dato che sulle spalle di Riley viene posta quasi tutta la narrazione di questo primo episodio, l’attore riesce a sopportare la responsabilità in modo piuttosto brillante, sia sul fronte “comedy” che su quello, per ora solo accennato, del “drama”. Gli altri attori che formano il cast sono troppo poco utilizzati per vederli particolarmente brillare: si segnala solo <strong>Elliot Cowan</strong> nei panni di un interessante Lorenzo de’ Medici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000032.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-31191" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000032-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per quanto riguarda la trama, per ora non c’è molto di cui dover discutere</strong> (e poter dire, per non spoilerare ovviamente nulla): quello che colpisce è come sin da subito sia chiaro l’intento di mischiare storia con esoterismo, scienza e mitraismo in un cocktail che potrà inizialmente infastidire perché si tratta di un genere ben poco esplorato in televisione – e positivamente ancor meno – ma che  possiede comunque il suo pubblico di riferimento. Come in <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-n-z/spartacus-blood-and-sand/"><strong>Spartacus</strong></a>, serie appena terminata proprio sullo stesso canale, storia significa tanto sesso: forse per venire incontro alle polemiche sulla presunta omosessualità di Leonardo da Vinci – e dubito che la serialità televisiva americana d&#8217;ampio respiro sia pronta per un protagonista di tale orientamento – <strong>Da Vinci’s Demons è infarcito di bisessualità e pansessualità</strong>: più di un personaggio viene infatti mostrato o descritto come interessato ad entrambi i sessi, rendendo l’intero clima della serie più particolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000052.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31192" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000052-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>L’ultimo aspetto di questa recensione riguarda il comparto tecnico con <strong>un buon uso della CGI</strong> soprattutto nella costruzione della città di <strong>Firenze</strong> (la serie è infatti girata nel Galles): la CGI è piuttosto discreta e, se escludiamo dei momenti un po’ troppo fumettosi, anche credibile. Interessante è l’utilizzo della grafica – come nel caso del volo degli uccelli – che richiama direttamente gli schizzi di Leonardo diventati celebri ed in questa serie molto spesso richiamati. Da segnalare, inoltre, un ottimo comparto musicale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Merita quindi una possibilità? La risposta dipende molto da quello che si cerca in una serie TV</strong>: se preferite uno stile asciutto, realistico e storico, allora questa serie non fa per voi; a differenza dell’attuale corso che i telefilm americani stanno prendendo, infatti, Da Vinci’s Demons fa della surrealtà il suo punto di forza assoluto, e difficilmente vedremo un approfondimento dei personaggi al livello di altre serie.<br />
Chi invece non disdegna affatto un filone più vicino al Codice da Vinci, allora rimarrà affascinato da questa premiere che indubbiamente ha il pregio di mettere sul tavolo una serie di spunti parecchio interessanti, nonostante in qualche occasione abbia dei “plot twist” un po’ troppo annunciati. Trattandosi poi di soli otto episodi (ma gli ottimi ascolti del pilot hanno già convinto Starz ad annunciare una seconda stagione), difficilmente rischiamo di trovarci in episodi stand-alone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7</strong></p>
<p style="text-align: justify;">P.S. La cosa più insopportabile è sicuramente la terribile pronuncia italiana. Quando gli americani capiranno che si dice &#8220;Mèdici&#8221; e non &#8220;Medìci&#8221; sarà troppo tardi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Hannibal &#8211; 1&#215;01 Apéritif</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 11:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hannibal]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Serie 2012/13]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[NBC]]></category>
		<category><![CDATA[pilot]]></category>

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		<description><![CDATA[È finalmente iniziata la serie tv targata NBC dedicata al più famoso serial killer cinematografico, Hannibal Lecter. Questo episodio pilota si dimostra molto buono sul lato della messa in scena, ma non altrettanto per quanto riguarda la costruzione di trama e personaggi.
Lo sappiamo bene, il  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000042.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30772" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000042-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>È finalmente iniziata la serie tv targata NBC dedicata al più famoso serial killer cinematografico, Hannibal Lecter. Questo episodio pilota si dimostra molto buono sul lato della messa in scena, ma non altrettanto per quanto riguarda la costruzione di trama e personaggi.<span id="more-30770"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sappiamo bene, il personaggio letterario di <strong>Hannibal Lecter</strong> non è certo nuovo a trasposizioni cinematografiche (se ne contano ben cinque), ma finora le sue vicende non erano ancora state portate sul piccolo schermo, compito affidato allo sceneggiatore <strong>Bryan Fuller</strong> (<em>Heroes, Pushing Daisies</em>). Figlio dello scrittore <strong>Thomas Harris</strong>, che su questo personaggio ha basato le sue fortune, Hannibal Lecter è divenuto celebre con il volto dello straordinario <strong>Anthony Hopkins</strong> ed è entrato a pieno titolo nell’immaginario (e negli incubi) degli spettatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, se si guarda questo &#8220;Aperitivo&#8221; con l’intenzione di fare un paragone tra i personaggi ritratti in questa serie e gli originali presenti in “<strong>Red Dragon</strong>” (compreso il film di cui quest’ultimo è un remake, ossia “<strong>Manhunter</strong>”), allora il giudizio non può che essere del tutto impietoso. Abbandonando, invece, quello che già conosciamo (anche perché la serie sembra prendere chiaramente le distanze dalle trasposizioni cinematografiche), proviamo ad approcciarci al materiale che ci viene fornito con uno spirito diverso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000012.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30773" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000012-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Protagonista di questo pilot</strong> – a dispetto del nome della serie – è <strong>Will Graham</strong>, profiler dell’FBI che soffre di una serie di problemi mentali (come egli stesso ammette, la Sindrome di Asperger) che gli impediscono di avere con gli altri esseri umani una sana interazione; come se non bastasse, <strong>Graham raggiunge un livello tale di immedesimazione con i serial killer che insegue da riuscire a ricostruire perfettamente la loro psiche ed il loro modo di agire</strong>. Se la resa scenica di questa ricostruzione è davvero ottima (anche se ricorda da vicino la serie “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unforgettable_(serie_televisiva)">Unforgettable</a>”), questa forte intuizione del personaggio sembra più una capacità soprannaturale e rischia di alienare non poco lo spettatore. La recitazione di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0199215/">Hugh Dancy</a></strong> è molto buona, anche se a tratti un po’ troppo isterica (ma immagino che il personaggio vada ancora affinato).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000031.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30774" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000031-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Quel che tocca constatare, però, è che <strong>una delle debolezze maggiori della serie riguarda</strong> proprio colui che le dà il nome, ossia il personaggio di <strong>Hannibal Lecter</strong>: il suo arrivo a metà dell’episodio già stupisce per il poco spazio a lui riservato; come se non bastasse, poi, Hannibal è solamente e vagamente accennato, con una recitazione del pur discreto <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0586568/">Mads Mikkelsen</a></strong> che non rende giustizia a tale figura. In questo pilota <strong>Hannibal viene rappresentato da una freddezza e da un distacco eccessivi</strong>, che non permettono la minima empatia – ovviamente distorta, dato il personaggio in questione. Per assurdo, <strong>guardare questa interpretazione senza tenere in mente le informazioni già in nostro possesso su Lecter, mostra tutte le debolezze strutturali</strong> di un personaggio a stento tratteggiato e che non ha, per ora, alcun fascino.<br />
Escludendo le efficaci scene d&#8217;alimentazione (non riusciremo a guardare della carne senza avere un terribile sospetto), <strong>il personaggio di Mikkelsen dev’essere osservato con tutto il nostro bagaglio culturale</strong> alle spalle per poterlo anche solo vagamente comprendere. Questo però non può che nuocere ad un attore che, per quanto si possa impegnare, non potrà raggiungere facilmente le vette di un Hopkins in stato di grazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000021.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30775" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000021-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sui comprimari c’è ben poco da dire: nonostante una presenza anche massiccia di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000401/">Laurence Fishburne</a></strong>, il suo <strong>Jack Crawford</strong> non è distante da un qualsiasi investigatore che può essere trovato nelle innumerevoli serie poliziesche del panorama televisivo; non c’è carica, non c’è particolarità alcuna che possa per ora rendercelo più interessante. Sarà curioso vedere se l’arrivo di attrici piuttosto blasonate come <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0868659/">Gina Torres</a></strong> (che di Fishburne ne è la moglie) e soprattutto <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000096/">Gillian Anderson</a></strong> (la mai troppo compianta <strong>Scully</strong> di X-Files) sarà in grado di dare maggiore linfa alla lista dei comprimari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per quanto riguarda la trama</strong>, invece, non c’è molto di cui discutere se non che <strong>si nota una certa confusione nella sua resa scenica</strong> che costringe lo spettatore a prestare più attenzione del solito per seguire le voluttà della trama ed i suoi incastri non sempre felici. È però ancora presto per emettere un giudizio e l’aspetto positivo è che, trattandosi di una serie di 13 episodi, gli autori possono diluire poco la trama ed invece rafforzarla notevolmente nel corso delle varie puntate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio parziale di questo episodio, quindi, raggiunge a stento la sufficienza, anche se si intravedono interessanti margini di miglioramento. Già i prossimi episodi potranno dirci chiaramente se questa serie merita maggiore attenzione o meno. Per ora il giudizio è sospeso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 6</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Good Wife &#8211; 4&#215;19 The Wheels of Justice</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 16:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Good Wife]]></category>
		<category><![CDATA[CBS]]></category>
		<category><![CDATA[The good wife]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorna l’appuntamento con la Brava Moglie con una puntata più leggera rispetto a quanto siamo stati ultimamente abituati e che presta molta più attenzione al lato umano dei personaggi della serie.
Dopo un episodio bello e delicato come quello della settimana scorsa, gli autori optano per una  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30736" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000011-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Ritorna l’appuntamento con la Brava Moglie con una puntata più leggera rispetto a quanto siamo stati ultimamente abituati e che presta molta più attenzione al lato umano dei personaggi della serie.<span id="more-30734"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un <a href="http://www.seriangolo.it/2013/03/28/the-good-wife-4x18-death-of-a-client/">episodio</a> bello e delicato come quello della settimana scorsa, gli autori optano per una storia più soft approfittando del ritorno di un personaggio che è sempre riuscito a dare brio alla narrazione: <strong>Colin Sweeney</strong>. Il personaggio interpretato da <strong>Dylan Baker</strong> questa volta ci “intrattiene” con un caso ben più semplice rispetto a quanto ci ha abituato in passato – almeno all’inizio -, ma il suo effetto dirompente sarà in grado di ravvivare tutta la puntata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000041.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30737" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000041-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ad aiutarlo in questo compito, una <strong>Morena Baccarin</strong> sfrontata e sopra le righe la quale, pur risultando a tratti eccessiva, non travalica mai il limite dell’irrealtà. <strong>Il suo personaggio è il perfetto contraltare del viscido e psicopatico Sweeney</strong>: i due sono chiaramente fatti l’uno per l’altra, dato che entrambi riescono a far sentire le persone a disagio per la loro eccessiva apertura sessuale. Rimarranno nella storia di questo telefilm le facce di Will e Alicia alle prese con i due, soprattutto in concomitanza con la dichiarazione sulla loro attività sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità, comunque, <strong>il caso della settimana</strong>, pur nell’insolita situazione di dover essere risolto in brevissimo tempo, <strong>non brilla certamente per interesse</strong>, né è chiaramente questa la direzione intrapresa dagli autori: sfruttando questo caso, i personaggi si ritrovano a dover affrontare ben altri problemi di stampo umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000051.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30738" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000051-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>È il caso di <strong>Diane</strong> che, in preparazione della possibilità di diventare giudice della Corte Suprema, <strong>si ritrova a dover fare i conti con il proprio passato ed i suoi scheletri nell’armadio</strong>. Sono due i momenti che la portano a dover riflettere con estrema attenzione su se stessa: <strong>la verità su suo padre e la storia con Kurt</strong>. Se nel primo caso l’impatto che ha su di lei scoprire l’ipocrisia del padre è fortemente destabilizzante, è nell’interazione con Kurt che si conferma la sua figura di grande donna. <strong>La relazione tra i due</strong>, nonostante le differenze ideologico-politiche, <strong>funziona benissimo</strong> e sembra che gli autori non abbiano più intenzione di lasciarla da parte: adesso che Diane si è fatta sfuggire un’insolita richiesta di matrimonio e si è rifiutata di mettere in pausa la loro storia per il bene della campagna, i due hanno l’occasione di fare quel salto di qualità di cui sembrano necessitare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si conferma un ingresso davvero ottimo il personaggio di Robyn</strong>, a cui questa settimana viene lasciato più spazio: la comicità innata che esprime costantemente con le sue espressioni facciali e la capacità di ottenere informazioni (anche se Kalinda riesce a non farsi scoprire) fanno di lei un’ottima aggiunta ad un cast già di per sé ottimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000061.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30739" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-000061-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ed arriviamo alla nostra protagonista, <strong>Alicia</strong>. Come già accaduto con il personaggio di John Noble la scorsa settimana, anche adesso <strong>si conferma la sua capacità</strong>, nel bene e nel male, <strong>di stabilire un rapporto con i propri clienti</strong>. Come accennato dal personaggio della Baccarin, Alicia e Sweeney hanno intrecciato uno strano rapporto che, nei limiti delle interazioni lavorative, funziona anche discretamente bene. A questo bisogna aggiungere anche che la donna, nonostante abbia a parole rinunciato a Will, si ritrova a sognarlo in situazioni non proprio lecite. Come se non bastasse, deve anche affrontare Laura, la quale ha certamente subodorato la chimica sessuale tra Alicia e Will. Bisogna a questo punto capire quanto sia vero il ritorno di un suo ex: se, come sembra, abbia fatto dei passi indietro per lasciare più “spazio” ad Alicia e Will, ci troveremmo di fronte ad un personaggio di livello molto alto, atipico nella narrazione seriale, ma non per questo meno potente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’universo di “<strong>The Good Wife</strong>” si muove sempre più verso il finale di stagione, che dovrà mettere soprattutto un punto fermo alla campagna politica di <strong>Peter</strong>. Questa serie, che ha già ottenuto il <strong>rinnovo per una quinta stagione</strong>, mantiene altissima la qualità anche in episodi come questo, non certo fondamentali nell’armonia della serie, ma sicuramente capaci di intrattenere lo spettatore senza perdere colpi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Game of Thrones – 3&#215;01 Valar Dohaeris</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 15:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[hbo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un&#8217;estenuante pausa di quasi un anno, torna Game of Thrones con la sua terza stagione. Tra le più attese di questo 2013, la premiere della serie targata HBO non delude, anche se avrebbe potuto fare qualcosina in più.  
Se la prima stagione è servita a farci entrare nel vasto mondo di Westeros  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30645" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00001-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo un&#8217;estenuante pausa di quasi un anno, torna <em>Game of Thrones</em> con la sua terza stagione. Tra le più attese di questo 2013, la premiere della serie targata HBO non delude, anche se avrebbe potuto fare qualcosina in più.  <span id="more-30644"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se la <strong>prima stagione</strong> è servita a farci entrare nel vasto mondo di Westeros ed Essos e la <strong>seconda</strong> ci ha permesso di comprendere le evoluzioni del Gioco del Trono di Spade, questo <strong>terzo anno</strong> ha il più complesso compito di dover allargare notevolmente la narrazione, per seguire quella originaria dei testi di <strong>George Martin</strong> e provare a compattarla in dieci episodi da una cinquantina di minuti ciascuno. Un lavoro tutt’altro che semplice per <strong>Benioff</strong> e <strong>Weiss</strong>, che hanno tra le mani una delle saghe più ampie ed elaborate con cui uno sceneggiatore – televisivo – si sia mai trovato a dover fare i conti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00002.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30646" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00002-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è ben illustrato in questa <strong>ottima premiere, che però soffre la grande divisione di personaggi in luoghi e vicende differenti</strong>. È per questo che, memori dei problemi di gestione visti lo scorso anno, gli autori hanno deciso di non inserire tutti i personaggi in questo inizio di stagione, ripromettendosi di riprenderli nei prossimi episodi (è il caso dei veterani <strong>Bran</strong> e <strong>Arya Stark</strong>, ma anche di un certo numero di personaggi nuovi).</p>
<p style="text-align: justify;">Sin dalla prima scena, veniamo messi di fronte ad una narrazione che riprende rapidamente il filo di quanto accaduto nell’ultimo episodio della seconda stagione: <strong>Samwell Tarly</strong>, scampato miracolosamente agli Estranei, si riunisce con il resto dei Guardiani della Notte, mentre <strong>Jon Snow</strong> viene condotto da <strong>Mance Rayder</strong>, il Re oltre la Barriera. Entra così in scena un potente <strong>Ciarán Hinds</strong>, che ha anche il pregio di rendere finalmente convincente la recitazione di <strong>Kit Harington</strong>, finora troppo monolitica e fredda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00003.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30647" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00003-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Uno dei personaggi più amati di <em>Game of Thrones</em> è certamente Tyrion Lannister</strong>, il Folletto. Lo avevamo lasciato malconcio e privato del potere che era riuscito anche a gestire con una buona sicurezza e capacità; il ritorno del padre <strong>Tywin</strong> lo ha, infatti, nuovamente portato a fare qualche passo indietro. <strong>Tyrion sa benissimo di potersi fidare di ben poche persone</strong>: non solo la sorella probabilmente ha cercato di farlo uccidere durante la Battaglia delle Acque Nere, ma la sua precaria vita è sempre più appesa ad un filo. <strong>Il momento più interessante che lo riguarda è certamente il confronto con quel padre</strong> che avevamo visto più ammorbidito lo scorso anno nel rapporto con Arya, ma che ora torna ad essere quell’uomo dispotico e potente che tutti conoscono. Nel suo confermare, ancora una volta, l’assoluta contrarietà a dare a Tyrion l’eredità che gli spetta, ossia Castel Granito, <strong>Tywin conferma tutto il suo disprezzo nei confronti del figlio, colpevole di aver “ucciso” la madre</strong> nel venire al mondo. Se, durante il breve periodo in cui era stato Cavaliere del Re, Tyrion era riuscito a ritagliarsi dei momenti felici, torna dunque adesso nell’indifferenza della sua quotidianità. Unica nota negativa è il confronto con <strong>Cersei</strong>, che funziona solo per la grande chimica e professionalità dei due attori, ma che non reca nessuna novità di rilievo ai due personaggi e rischia solo di rallentare ulteriormente il ritmo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00004.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30648" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00004-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Approdo del Re, però, è anche <strong>Margaery Tyrell</strong>, la nuova promessa sposa di un sempre più patetico <strong>Joffrey</strong>, più impegnato a darsi delle arie che a saper davvero gestire il potere nelle sue mani. La Tyrell, che non ha mai nascosto le sue pretese al Trono, cerca rapidamente di rimarcare <strong>le differenze tra lei e la ben più algida Cersei</strong>: approfittando della ricchezza delle sue terre d’origine,  la ragazza cerca infatti di conquistare la fedeltà e l’amore del popolo. La differenza tra le due donne è evidente e, siamo certi, capace di arricchire notevolmente la narrazione futura.<br />
Chi, invece, è del tutto immersa nei giochi di potere senza volerne davvero far parte è <strong>Sansa Stark</strong>, la quale si trova a fantasticare su terre lontane – e libere – con la fida compagnia di <strong>Shae</strong>. La ragazza, che pone interamente le sue speranze in <strong>Ditocorto</strong> (ma <strong>Ros</strong> ci ricorda di stare molto attenti a quell’uomo) vorrebbe solamente andar via da quella città che inizialmente rappresentava la speranza di un futuro migliore e che ora si è trasformata in un incubo di morte e torture.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00006.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30649" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00006-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Chi credevamo fosse morto, <strong>Davos Seaworth</strong>, ci porta invece a Roccia del Drago: <strong>Stannis Baratheon</strong>, dopo la plateale sconfitta subita per mano dei Lannister, <strong>è costretto a leccarsi le ferite in compagnia di una sempre più manipolatrice</strong> (ed affascinante) <strong>Melisandre</strong>. La Sacerdotessa Rossa, mai come adesso, dimostra di avere totalmente in pugno quello che è a tutti gli effetti il reale erede al Trono di Spade, spingendo Stannis a far arrestare Davos, nonostante questo si dimostri ciecamente fedele nei confronti del suo Re. Una fedeltà che, speriamo, non gli costi davvero caro come si può temere.</p>
<p style="text-align: justify;">Rapido, ma indispensabile, è anche l’arrivo di <strong>Robb Stark</strong> nel castello di <strong>Harrenhal</strong>, ora conquistato dal suo esercito. Il tempo a sua disposizione è poco ed esclusivamente funzionale a mostrare che la posizione della madre <strong>Catelyn</strong> è sempre più precaria, anche a causa dei primi malumori tra i generali dell’esercito del Nord.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00005.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30650" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/04/scene-00005-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La parte dell’episodio che funziona sicuramente meglio è quella riguardante Daenerys Targaryen</strong>, che dopo la sua esperienza a Qarth, si sposta nella città di <strong>Astapor</strong>, presso la Baia degli Schiavisti. La ragazza, sicuramente molto più sicura di sé ora che i suoi draghi continuano a crescere a vista d’occhio (e quanto son fatti bene!), ha però bisogno di un esercito ben più vasto del suo modesto khalasar: ha bisogno degli Immacolati, eunuchi cresciuti per combattere mediante un allenamento fatto di dolore e crudeltà. <strong>L’approccio ancora disincantato e corretto della donna contrasta fortemente con quello dello schiavista</strong> presso il quale si rivolge, e si palesa nelle continue offese ai suoi danni passati sotto silenzio a causa delle diversità di lingua. Pur senza brillare certamente di assoluta novità, <strong>il confronto funziona</strong> e ci permette di confermare un’indole tutto sommato onesta di Daenerys, che ora dovrà vedersela con uomini e donne ben differenti da quelli di Westeros a cui lei appartiene. <strong>Eppure il momento più coinvolgente è proprio sul finale</strong>, con l’arrivo di Ser <strong>Barristan Selmy</strong> della Guardia Reale, giunto a prestare fedeltà alla donna: dall’espressione di Mormont, il timore è che Barristan sappia dell’accordo tra lui e la Corte di Approdo del Re circa il tentativo di assassinio dell’ultima della casata Targaryen, mettendo così in serio pericolo la posizione di Jorah.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molti dunque, sono gli avvenimenti di quest’episodio, che soffre, però, di una certa staticità</strong> dovuta alla preparazione di quella che sarà questa nuova stagione. Probabilmente anche il prossimo episodio sarà incentrato sull’avvio di nuove trame per spiccare poi il volo, si spera, quanto prima. L’episodio, comunque, non annoia ed ha il pregio di riportarci nuovamente nel fantastico mondo di <em>Game of Thrones</em>. E scusate se è poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NOTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nJgKy_0VDb4">sigla</a> possiamo notare la città di Astapor e soprattutto Grande Inverno in fiamme.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordiamo che a breve partirà il <a href="https://www.facebook.com/FantaGameOfThrones">FANTAGIOCO SULLA SERIE</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Game of Thrones &#8211; Aspettando la terza stagione</title>
		<link>http://www.seriangolo.it/2013/03/26/game-of-thrones-aspettando-la-terza-stagione/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 10:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Game of Thrones]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni stagione]]></category>
		<category><![CDATA[hbo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 31 Marzo avrà inizio, sulla HBO, la terza stagione di Game of Thrones, serie che ha riscosso grande successo gli scorsi due anni. Per prepararci al meglio ai dieci episodi che ci attendono, ecco un sommario di tutto quello che è accaduto nella seconda stagione.
Due notazioni sono  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/game-of-thrones-season-3-teaser.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29842" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/game-of-thrones-season-3-teaser-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>Il prossimo 31 Marzo avrà inizio, sulla HBO, la terza stagione di Game of Thrones, serie che ha riscosso grande successo gli scorsi due anni. Per prepararci al meglio ai dieci episodi che ci attendono, ecco un sommario di tutto quello che è accaduto nella seconda stagione.<span id="more-29840"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Due notazioni sono fondamentali, prima di iniziare: <strong>non ci saranno assolutamente spoiler sulla terza stagione</strong> né riferimenti ai libri che, in alcuni casi, differiscono dallo svolgimento delle azioni nella serie TV.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda stagione ha inizio durante la celebrazione del compleanno di un sempre meno sano di mente <strong>Joffrey Baratheon</strong>, figlio dei gemelli <strong>Jaime</strong>, detto lo Sterminatore di Re, e <strong>Cersei</strong>, vedova del Re <strong>Robert</strong>. La festa è caratterizzata dall’arrivo ad Approdo del Re, la capitale, di <strong>Tyrion</strong> Lannister, il Folletto, mandato da suo padre a sostituirlo nel ruolo di Primo Cavaliere. Facendo il suo trionfale ingresso nel Concilio Ristretto, Tyrion ha immediatamente uno scontro con la sorella Cersei sulle gesta di Joffrey che hanno condotto alla ribellione del nord contro la Corona. Dopo la decapitazione di <strong>Ned Stark</strong>, capo dell’omonima famiglia che regge il Nord del continente di Westeros, i Lannister hanno tenuto in ostaggio <strong>Sansa</strong>, promessa sposa dell’erede al Trono, ma si son fatti sfuggire <strong>Arya</strong>, la più piccola di casa Stark. Stando così le cose, Tyrion s’avvede ben presto delle difficoltà in cui la propria famiglia si trova, tanto più che Jaime è stato catturato da <strong>Robb Stark</strong>, primogenito di Ned ed ora “nominato” Re nel Nord. Con l’inaspettata collaborazione di <strong>Lord Varys</strong>, temutissimo Maestro delle Spie, Tyrion riesce a nascondere l’amata prostituta <strong>Shae</strong> e a rimettere in ordine la politica di Approdo del Re, mandando Janos <strong>Slynt</strong>, Capo delle Guardie Cittadine, alla Barriera e facendo arrestare il Gran Maestro <strong>Pycelle</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/stannis-melisandre1.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29844" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/stannis-melisandre1-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo facciamo la conoscenza di un altro pretendente al Trono, <strong>Stannis Baratheon</strong>, fratello di Re Robert. Egli, avvisato da Ned Stark poco prima di morire, contesta la paternità di Joffrey sostenendo di essere di conseguenza lui l’erede al Trono. Stannis è un uomo algido, severo e giusto, molto diverso dal fratello maggiore. Due sono le personalità a lui più vicine: <strong>Davos Seaworth</strong>, detto il cavaliere della cipolla, e <strong>Melisandre</strong>, sacerdotessa del Dio R’hllor. Per quanto riguarda il primo, si tratta di un ex contrabbandiere che aveva salvato, durante la guerra di tredici anni prima, Stannis e l’intera città di Capo Tempesta da un lungo assedio. Dopo questo nobile gesto, Stannis perdonò il suo passato, ma gli tagliò comunque parte delle dita di una mano. <strong>Melisandre</strong>, invece, è una sacerdotessa del poco noto Dio R’hllor, detto il <strong>Signore della Luce</strong>. Melisandre è convinta che Stannis sia l’incarnazione di <strong>Azor Ahai</strong>, leggendario eroe che sconfiggerà l’Inverno ed i suoi figli (gli Estranei) mediante la fiammeggiante spada “<strong>Portatrice di Luce</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro Stannis Baratheon si schiera suo fratello <strong>Renly</strong>, il più piccolo dei Baratheon, il quale pretende il Trono di Spade in quanto più amato dal popolo. Dalla sua Renly ha l’appoggio della grande casata dei <strong>Tyrell</strong>, che domina sul territorio dell’Altopiano: Renly ha infatti sposato <strong>Margaery</strong>, sorella di <strong>Loras</strong> il Cavaliere di Fiori e segretamente amante dell’uomo. Loras viene sconfitto in duello da <strong>Lady</strong> <strong>Brienne</strong> di Tarth, una gigantesca e forte donna il cui desiderio – presto esaudito – è quello di difendere Renly nell’imminente guerra. Inutile sarà anche la mediazione di <strong>Catelyn Stark</strong>, vedova di Ned.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte prima della battaglia, Melisandre, che solo poco tempo prima aveva giaciuto con Stannis, partorisce “il figlio della luce”, una creatura di pura ombra e con le fattezze di Stannis che uccide Renly davanti agli occhi di Catelyn e Brienne. Impotenti, le due donne son costrette a fuggire per evitare d’essere incriminate. Nel frattempo <strong>Ditocorto</strong>, Maestro del Conio, che si trovava presso il campo di Renly, ha modo di parlare con i fratelli Tyrell dando vita ad una inaspettata alleanza tra loro ed i Lannister.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/Jon-and-Ygritte-jon-snow-and-ygritte-31041383-500-281.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29845" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/Jon-and-Ygritte-jon-snow-and-ygritte-31041383-500-281-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>All’estremo Nord, <strong>oltre la Barriera</strong>, i Guardiani della Notte raggiungono l’abitazione di <strong>Craster</strong>, un uomo violento ed incestuoso a cui viene riservato grande astio da parte di <strong>Jon Snow</strong>, il figlio bastardo di Ned Stark. <strong>Sam</strong> si innamora di una delle figlie di Craster, <strong>Gilly</strong>, promettendole di salvarla da quella vita di miseria e gelo.<br />
Proseguendo ulteriormente verso Nord, Jon si aggrega ad un gruppo di esploratori guidati da <strong>Qhorin</strong> <strong>il Monco</strong>, con il compito di intercettare alcuni bruti che si aggirano da quelle parti. Dopo un rapido combattimento, Jon Snow non riesce ad uccidere la bella e disinibita <strong>Ygritte</strong> e si fa condurre da lei in una trappola. Catturato dai bruti, scoprirà che anche il Monco è stato preso da questi uomini, pronti ad essere condotti davanti a <strong>Mance Rayder</strong>, il Re-oltre-la-Barriera ed ex Guardiano della Notte. Su indicazione di Qhorin, Jon Snow ingaggia un combattimento con quest’ultimo e lo uccide, per provare così di essere a sua volta un traditore.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre la guerra tra Lannister e Stark prosegue, Robb decide di inviare l’amico <strong>Theon</strong> dai propri parenti, i <strong>Greyjoy</strong> <strong>delle Isole di Ferro</strong>, nella speranza di ottenere il loro aiuto. I Greyjoy, come tutti i loro sudditi, sono uomini molto diversi dagli altri sul Continente: la loro filosofia è legata al Dio Abissale e possono possedere solo ciò che hanno guadagnato rubando ed uccidendo. Theon subisce da subito le angherie del severo padre <strong>Balon</strong> e della sorella <strong>Yara</strong>, entrambi ben poco convinti della forza di Theon. Il ragazzo è quindi schiacciato tra le aspettative della famiglia e l’amicizia con gli Stark: l’unico esito possibile è quello di tradire l’alleanza con Robb ed attaccare con gli uomini della sua nave la città di Grande Inverno, scarsamente difesa. Per assicurarsi la collaborazione della popolazione, è costretto inoltre a bruciare due bambini spacciandoli per i piccoli <strong>Bran</strong> e <strong>Rickon</strong> <strong>Stark</strong> che invece erano fuggiti grazie ad <strong>Osha</strong>, la bruta, e <strong>Hodor</strong>. Scoperto il tradimento, Robb invia uno dei sui vassalli, la famiglia <strong>Bolton</strong>, a riprendersi Grande Inverno. Nonostante le preghiere di Yara, Theon è deciso a non abbandonare la grande città del Nord per non perdere la faccia. A nulla serviranno le parole di <strong>Maestro Luwin</strong>: Theon verrà stordito e la città di Grande Inverno subirà un violentissimo incendio. Bran e Rickon riceveranno l’ultimo saluto da un morente Luwin ed verranno affidati alle cure di Osha, il cui compito sarà quello di condurli al Nord dal fratellastro Jon.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00001.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29846" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00001-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La situazione nel Continente si complica sempre di più: <strong>Arya Stark</strong>, che era fuggita grazie al Guardiano della Notte <strong>Yoren</strong>, viene catturata insieme a <strong>Gendry</strong>, uno dei tanti figli illegittimi di Re Robert. Joffrey, infatti, decide di far uccidere tutti i figli bastardi del suo presunto padre, tenendo all’oscuro persino sua madre Cersei che inizia a perdere il controllo sul figlio. A ciò si aggiunge anche la decisione di Tyrion di mandare a Dorne, nel Sud, la nipote <strong>Myrcella </strong>aumentando ancora di più l’odio di sua sorella nei propri confronti. Lungo le strade di Approdo del Re si scatena una protesta contro Joffrey e Sansa viene salvata dal <strong>Mastino</strong> da un tentativo di stupro.</p>
<p style="text-align: justify;">Arya viene successivamente condotta nel castello di <strong>Harrenhal</strong>, diventando la coppiera personale di <strong>Tywin Lannister</strong>, capostipite della famiglia reggente. In più la ragazza stringe rapporto con lo strano uomo <strong>Jaqen H’ghar</strong> che le promette di uccidere tre persone. Pur non riuscendo a far assassinare Tywin, la piccola Stark ed i suoi amici vengono fatti uscire dal castello da Jaqen, il quale regala alla ragazza una strana moneta e la formula “<strong>Valar Morghulis</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Robb Stark, che sta riscuotendo un certo successo militare, si ritrova a dover affrontare una enorme grana: sua madre Catelyn ha infatti liberato <strong>Jaime Lannister</strong> – su consiglio di Ditocorto – e lo ha affidato a Brienne affinché la donna lo scortasse fino ad Approdo del Re. Spera così di avere la giusta influenza sul Folletto e di ottenere la liberazione di Sansa e di Arya, che la donna crede si trovi nella Capitale. A tutto ciò si aggiunge l’infatuazione di Robb per <strong>Talisa</strong>, una donna dell’Est: i due decideranno persino di sposarsi nonostante Catelyn si opponga strenuamente, dato che Robb è infatti promesso ad una delle figlie di <strong>Lord Frey</strong>, un uomo noto per essere poco tollerante e molto vendicativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/wildfire3-650x358.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29847" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/wildfire3-650x358-300x165.png" alt="" width="300" height="165" /></a>Morto Renly, i Lannister sono ora costretti a volgersi verso l’altro nemico: Stannis Baratheon, infatti, prende sotto il proprio comando tutti i vassalli che appoggiavano suo fratello, rifornendosi così di un esercito sufficiente per attaccare Approdo del Re. Tyrion, ricattando il cugino <strong>Lancel</strong> che va a letto con Cersei, viene a sapere che la sorella ed il Re hanno chiesto agli Alchimisti di produrre ingenti quantitativi di <strong>altofuoco</strong>, un composto esplosivo che brucia ogni cosa si trovi sul suo cammino. Aiutato dal suo fedele <strong>Bronn</strong> e dalle spie di Lord Varys, Tyrion organizza una sofisticata strategia militare: all’arrivo delle navi di Stannis nel porto della città, un’enorme esplosione di AltoFuoco distrugge decine di barche, gettando in mare anche Davos e suo figlio. Stannis, però, sembra sempre più deciso a non fermarsi e, guidando personalmente le truppe, comincia l’assedio della capitale.<br />
Joffrey si rivela per il ragazzino che è e scappa impaurito da sua madre (ubriaca), lasciando a Tyrion l’inusitato compito di dare forza e speranza all’esercito Lannister. Pur riuscendo a vincere inizialmente, ben presto l’esercito di Tyrion rischia la disfatta: l’arrivo provvidenziale di Tywin Lannister e dell’esercito Tyrell, però, costringerà Stannis a fuggire. Tyrion viene gravemente ferito da una spia di Cersei e solo l’intervento dello scudiero <strong>Podrick</strong> impedirà la sua morte. Con il ritorno di Tywin, però, il Folletto perde il titolo di Primo Cavaliere, mentre Joffrey accetta di sposare Margaery Tyrell e lasciare così Sansa al suo destino.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/Daenerys-dracarys-GOT-210.jprg_.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29848" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/Daenerys-dracarys-GOT-210.jprg_-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre Westeros è sconvolto dalle guerre, all’estremo Est <strong>Daenerys Targaryen</strong> è riuscita a far nascere i suoi Draghi, ma non ha un luogo dove andare. Dopo giorni e giorni nel deserto, raggiunge finalmente la lussureggiante città di <strong>Qarth</strong>, amministrata dai Tredici. Questi sembrano chiaramente più interessati ai Draghi che ad un’eventuale conquista del continente; sarà solo grazie alla mediazione di <strong>Xaro Xhoan Daxos</strong>, uno dei Tredici, che la donna e la sua gente potranno trovare ristoro nella città. La sua non è solo cortesia: il suo progetto è quello di sposare la Madre dei Draghi, permettendole di riprendersi Westeros con la forza. <strong>Jorah Mormont</strong>, figlio del Lord Comandante dei Guardiani della Notte e consigliere di Daenerys, è fortemente contrario al matrimonio (anche perché innamorato della ragazza); verrà anche avvicinato da una misteriosa donna mascherata che rivelerà all’uomo la pericolosità di quella città per la giovane Targaryen. Il pericolo è rappresentato soprattutto da <strong>Pyat Pree</strong>, uno Stregone: l’uomo, d’accordo con Daxos, rapirà i draghi e li porterà alla Casa degli Eterni; poi ucciderà gli altri membri dei Tredici (tranne Daxos), prendendo il potere sulla città di Qarth. Disperata, Daenerys non potrà che accettare l’invito e recarsi presso la Casa degli Eterni, dove sarà vittima degli incantesimi degli Stregoni: vedrà la sala del Trono di Spade in cenere, la Barriera e soprattutto <strong>Khal Drogo</strong> e suo figlio. Niente riuscirà però a distrarla e raggiungerà i suoi draghi grazie ai quali ucciderà lo stregone e farà imprigionare Xaro Xhoan Daxos all’interno di una sala senza uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima scena della seconda stagione è al Nord, oltre la Barriera: <strong>Sam è testimone dell’arrivo degli Estranei</strong> in viaggio verso la Barriera. E con questa terrificante immagine, la seconda stagione si chiude, lasciandoci in attesa per la terza che si profila essere altrettanto avvincente e potente.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio con il riassunto delle prime due stagioni fatto direttamente dalla HBO.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='580' height='357' src='http://www.youtube.com/embed/bzxOv-KF9do?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
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		<title>The Good Wife &#8211; 4&#215;17 Invitation to an Inquest</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 16:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Good Wife]]></category>
		<category><![CDATA[CBS]]></category>
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		<description><![CDATA[Ritorna “The Good Wife”, questa volta con un episodio inferiore alla media per temi trattati, ma che comunque chiude alcune sottotrame più o meno riuscite. Con felici ritorni ed un caso poco appassionante, Alicia Florrick cerca di consolidare la sua posizione di socio dello studio.
Dopo il gran  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30136" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000012-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Ritorna “The Good Wife”, questa volta con un episodio inferiore alla media per temi trattati, ma che comunque chiude alcune sottotrame più o meno riuscite. Con felici ritorni ed un caso poco appassionante, Alicia Florrick cerca di consolidare la sua posizione di socio dello studio.<span id="more-30135"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il gran bell’episodio dedicato a <a href="http://www.seriangolo.it/2013/03/15/the-good-wife-4x16-runnin-with-the-devil/">Lemond Bishop</a> della settimana scorsa, la Brava Moglie si ritrova ad affrontare un caso molto insolito: piuttosto che combattere, come suo solito, nelle aule di tribunale, Alicia dovrà affrontare il coroner ed un emissario di un’assicurazione per determinare le modalità della morte di un giudice. La forma insolita in cui Alicia – e Will – dovranno lavorare è uno stimolo piuttosto interessante seppur non spinto da una trama altrettanto solida.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia del giudice infedele non riesce ad appassionare</strong> nonostante la presenza di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jessalyn_Gilsig">Jessalyn Gilsig</a> </strong>(<em>Glee, Heroes</em>), guest star dell’episodio: non ci sono particolari guizzi creativi sotto questo profilo, nulla di nuovo che sia in grado di mostrarci – come capitato in altre occasioni – sfumature dei nostri personaggi alle prese con il caso trattato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000022.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30137" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000022-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fortunatamente, però, di contorno c’è ben altro</strong>, di grande rilievo. In particolare mi riferisco all’ennesimo incontro-scontro tra <strong>Cary Agos e suo padre</strong>, diventato ora un lobbista per un’azienda farmaceutica. Oltre all’accordo in quanto tale, a cui viene dato solo relativa attenzione (dovuta più al bagaglio economico che reca con sé), la contrapposizione tra Cary e suo padre continua a funzionare. Il loro rapporto riprende il tema dominante del senso di inferiorità a cui Cary viene sottoposto: <strong>l’evidente delusione di Jeffrey Agos nei confronti della non-promozione del figlio è l’ennesima controprova dell’incapacità dell’uomo di accettare il percorso indipendente di Cary</strong>. In questo episodio si rende quanto mai palese il suo modo &#8220;violento&#8221; e insensibile di interagire con Cary, il quale, però, riesce a cambiare le carte in tavola e a prendersi una bella rivincita. Finché le cose rimarranno così, <strong>un rapporto tra i due sarà impossibile</strong> perché impossibile è che il padre riesca ad accettare il percorso del figlio senza far trasparire una costante vena di delusione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00003.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30138" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00003-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>È un episodio importante anche per la campagna politica: <strong>Peter vince le primarie</strong> diventando ufficialmente lo sfidante democratico che dovrà vedersela con <strong>Kresteva</strong> (e noi non vediamo l’ora di rivedere <strong>Matthew Perry</strong>). <strong>Eli</strong> <strong>Gold</strong> riesce anche a portare avanti un’abile strategia per liberarsi di <strong>Jordan</strong>: costringe il collega, infatti, a fare la morale a <strong>Zach;</strong> e sappiamo benissimo come reagisce Alicia quando la sua famiglia viene tirata in ballo dalla campagna politica. Eli, pur facendosi chiaramente scoprire dalla Florrick, riesce comunque a liberarsi del suo concorrente che, siamo certi, farà ritorno in futuro – forse persino nella squadra di Kresteva. <strong>Ciò di cui</strong> <strong>si sente il bisogno</strong>, però, <strong>è di liberare Eli dalle grinfie della campagna politica</strong> che ormai porta avanti da troppe stagioni: per il bene del personaggio c’è la necessità di un cambio di rotta per non impoverire una delle figure più affascinanti della serie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000042.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30139" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000042-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ultima scoperta è <strong>Robyn</strong>, la nuova investigatrice che collabora con <strong>Kalinda</strong>. Contrariamente a quanto ci saremmo aspettati, <strong>le due insieme sembrano funzionare</strong> e la veterana mostra in più di qualche occasione di saper svolgere il suo ruolo di “insegnante”, condividendo il proprio lavoro con un’altra persona. Per ora le due insieme funzionano e può essere il giusto motore che permetterà alla storyline di Kalinda di riprendersi dopo il disastro di inizio stagione con il marito.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato, quindi, solo per la scarsa empatia che il caso della settimana suscita nello spettatore; per il resto l’episodio è davvero ben scritto – cosa non nuova per The Good Wife – e mantiene alta la sua qualità. Avanti così.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7</strong></p>
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		<title>Once Upon a Time – 2&#215;17 Welcome to Storybrooke</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 19:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Once Upon a Time]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[ABC]]></category>

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Dopo l’entusiasmante episodio della scorsa settimana, Once Upon a Time ci permette di dare uno sguardo inedito a quanto finora raccontato, mostrandoci i momenti immediatamente successivi all’arrivo dei personaggi nel nostro mondo.
Quest’episodio ci lascia tirare un bel sospiro di sollievo: la  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify; font-size: 0.8em;" href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30065" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000011-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’entusiasmante episodio della scorsa settimana, Once Upon a Time ci permette di dare uno sguardo inedito a quanto finora raccontato, mostrandoci i momenti immediatamente successivi all’arrivo dei personaggi nel nostro mondo.<span id="more-30064"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quest’episodio ci lascia tirare un bel sospiro di sollievo: la scrittura precisa ed interessante della serie non si è esaurita in un unicum rappresentato dallo scorso episodio, ma prosegue – anche se in forme ovviamente più rilassate – anche in questo appuntamento. Come è capitato molto spesso, le puntate migliori sono quelle che riguardano <strong>Tremotino</strong> e <strong>Regina</strong>; e se il primo ha avuto largo spazio nelle <a href="http://www.seriangolo.it/2013/03/18/once-upon-a-time-2x16-the-millers-daughter/">vicende</a> di Cora, questa volta vediamo una vittoriosa Regina arrivare a Storybrooke. Eppure, le cose non sono come ci saremmo aspettati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La realtà creata da Regina</strong> scagliando la maledizione <strong>sarebbe dovuta essere</strong> <strong>la sua rivincita</strong>, il suo “<em>happy ending</em>”; invece si rivela essere solamente una realtà posticcia, sempre uguale a se stessa, in cui nessuno osa sfidarla non perché non vuole, ma perché non può. Una realtà dissociante che Regina rapidamente inizia a disprezzare proprio perché non può seriamente godere degli effetti della sua vittoria: lo stesso <strong>Tremotino</strong>, che pure ha creato la maledizione, sembrerebbe non sapere nulla, avvalorando quindi la tesi secondo cui egli abbia “ricordato” il suo passato solo all’arrivo di Emma in città.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000021.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30066" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000021-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella cornice di un mondo sempre uguale, i due “<strong>estranei</strong>”, che arrivano a Storybrooke per pura casualità, diventano per Regina estremamente attraenti proprio perché non rispondono a quelle logiche di dipendenza che hanno colpito tutti gli ex membri delle favole.<strong> L’iniziale diffidenza e via via il desiderio di normalità riporta a galla quell’istinto di possesso di Regina che avevamo già visto</strong> con <a href="http://www.seriangolo.it/2012/01/19/once-upon-a-time-1x09-true-north/">Hänsel e Gretel</a> e con Henry innumerevoli volte. D&#8217;altronde la stessa <a href="http://www.seriangolo.it/2011/11/03/once-upon-a-time-%e2%80%93-1x02-the-thing-you-love-most/">Malefica</a>, certo non nota per la sua bontà, aveva avvisato Regina di non lanciare la maledizione, pena un vuoto interiore incapace di colmare. E come spiegare se non in questo modo l’ossessiva necessità di avere Owen a tutti i costi, o l’essere disposta a maledire Henry pur di averlo accanto a sé?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il problema principale di Regina è che non impara mai dai propri errori</strong>: torna costantemente sui suoi passi. Quello che ha cercato di fare con Owen – pur lasciandolo andare, alla fine – è ciò che prova a rifare con Henry; e ci aveva già provato quando aveva maledetto la sua abitazione per impedire al ragazzo di fuggire, specchio di ciò che aveva ordito per lei Cora molti anni prima. Regina non riesce a farsi carico degli insegnamenti della vita, <strong>ripetendo costantemente i soliti errori e mantenendo una tendenza</strong> che la vede, fondamentalmente, <strong>cattiva</strong>, usando gli schemi classici della favola. Quanto è durato il suo tentativo di tornare buona? Giusto il tempo di farsi manipolare dalla madre ed arrendersi al suo destino.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000051.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30067" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000051-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>A questo punto è doveroso un parallelismo: <strong>pur avendo avuto un comportamento disgustoso</strong> nell’ingannare Regina, Biancaneve <strong>soffre le pene dell’inferno per ciò che ha fatto</strong>. Quella punta di malvagità che si vede nel suo cuore strappato la sta, materialmente, uccidendo; non so quanto andranno avanti su questa strada (probabilmente sarà l’amore a farla rinsavire), ma a differenza di Regina Biancaneve può guardarsi indietro con una certa soddisfazione. Cosa che certo non può dirsi anche per l’altra che, pur provando amore, non sa muoversi rettamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altro aspetto interessante è quello riguardante</strong> la maledizione stessa e la condizione di <strong>Storybrooke</strong>: quando Owen conduce la polizia all’ingresso della città, Storybrooke sembra on esistere. Ora, dando per scontato che la polizia non si sia fermata per caso pochi metri prima di vedere la città ma che quello sia solo un guizzo estetico, sorgono nuovamente dubbi su Storybrooke: è raggiungibile dall’esterno? È protetta in qualche modo? Perché ad esempio ci si domanda da dove possa provenire il cibo o i pezzi di ricambio per le auto e quant’altro. Sarebbe surreale pensare che non ci siano connessioni di sorta con l’esterno: come mai allora inizialmente Owen non può condurre la polizia in città? Regina ha usato la magia per renderla temporaneamente invisibile?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000041.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-30068" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000041-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, <strong>il mio plauso va agli autori che riescono a fare del personaggio dell’“estraneo” non solamente un elemento di disturbo</strong>, ma tutto sommato una personalità perfettamente inserita nella trama e la cui pericolosità diventa adesso effettiva e reale.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, <strong>questo episodio di Once Upon a Time funziona molto bene</strong> e riesce a tenere alto il livello d’interesse nonostante segua un episodio esplosivo. Se si continua così fino alla fine della stagione (ed i primi dubbi iniziano a sorgere, perché ormai non manca tantissimo al finale e dobbiamo ancora capire bene dove vogliano andare a parare gli autori) l’annata è parzialmente salva nonostante, purtroppo, il drastico calo di audience.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7 ½  </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Glee &#8211; 4&#215;15/16 Girls (and Boys) on Film &amp; Feud</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 18:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Glee continua la sua marcia verso la fine di questa stagione attraverso episodi piuttosto traballanti, tra esibizioni musicali più che sufficienti ed un&#8217;evoluzione dei personaggi ridicola. I difetti strutturali della serie non solo non vengono arginati, ma in alcuni casi sono persino acuiti.
Il  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00002.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29816" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00002-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Glee continua la sua marcia verso la fine di questa stagione attraverso episodi piuttosto traballanti, tra esibizioni musicali più che sufficienti ed un&#8217;evoluzione dei personaggi ridicola. I difetti strutturali della serie non solo non vengono arginati, ma in alcuni casi sono persino acuiti.<span id="more-29814"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il nodo della questione è proprio l’incapacità (o la non volontà) autoriale di sistemare tutti gli elementi deboli di quest’annata: <strong>Lima continua a non suscitare grande interesse</strong> – né un vasto approfondimento – <strong>e New York continua ad essere il motore della serie</strong>, ora arricchita anche dall’arrivo di Santana. Il risultato rimane lo stesso: tanto buone le intenzioni, tanto pessime le esecuzioni. Quel che si percepisce nettamente è <strong>la perdita della capacità di raccontare gli adolescenti</strong>: optando per un tenore più strettamente romantico, i personaggi sono tutti, chi in un modo e chi in un altro, chiusi all’interno di dinamiche di coppia, ignorando totalmente ogni spunto di crescita personale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4&#215;15 Girls (and Boys) on Film</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00004.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29817" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00004-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per celebrare la canzone numero 500, Glee si affida alle grandi musiche dei film, reinterpretandole ed in qualche caso persino valorizzandole. Se sul fronte musicale c’è ben poco da lamentarsi – mai come in questo appuntamento abbiamo un buon mix di canzoni – per quanto riguarda la trama siamo ancora ad un livello non sufficiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Se già il triangolo <strong>Marley-Ryder-Jake</strong> non era particolarmente appassionante negli scorsi episodi, in questo le cose certamente non migliorano, trovando esiti piuttosto scontati. D’altronde Glee nasce con il celebre triangolo <strong>Rachel-Finn-Quinn</strong> ed una sua riproposizione lascia davvero il tempo che trova. Dovrebbe suscitare più interesse quanto accade alla coppia <strong>Will-Emma</strong>, ma la loro situazione è così poco mutata in quattro anni che la volontà di ricominciare sembra una presa in giro bella e buona. La decisione di Emma è sicuramente stata d’effetto – come può sempre esserlo il lasciare qualcuno all’altare – ma la loro volontà di conoscersi di nuovo a piccoli passi fa soltanto cadere le braccia e ci riporta numerosi passi indietro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29818" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00005-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Era solo questione di tempo prima che <strong>Finn</strong> rivelasse a Will di aver baciato Emma. Se già quell’azione non aveva avuto alcun senso, la rivelazione del ragazzo serve solamente a liberarsi dal peso sulla coscienza, ma non ci permette certo di giudicarlo positivamente. Più che altro <strong>Finn continua a muoversi tra azioni sensate ed efficaci e momenti di idiozia o di impulsività estrema</strong>; se lo si era infatti apprezzato nel modo di porsi, convinto, con Rachel, adesso è regredito nuovamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Migliore la situazione a New York, con <strong>Santana che la fa certamente da padrona</strong>. Il suo astio nei confronti di <strong>Brody</strong> è funzionale ad instillare il dubbio in Rachel sulla persona con la quale convive. Certo, i suoi metodi sono assurdi – e divertenti – ma la sua presenza mette un po’ di pepe alle vicissitudini newyorkesi.  Di grande impatto la scena che divide con Rachel sulla possibilità che la ragazza sia incinta: è in momenti come questi che esce fuori il meglio di questo personaggio che, nonostante sia sempre sopra le righe, sa perfettamente tornare nei binari quando ce n’è bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto l’episodio scivola via senza particolari sussulti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4&#215;16 Feud</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000061.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29820" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000061-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dal deteriorarsi del rapporto tra Finn e Will, con quest’ultimo che si comporta come un adolescente di quelli stupidi, il tema dell’episodio riguarda le faide. Non importa, quindi, in che modo farle partire: <strong>Santana</strong> è la grande nemesi di <strong>Brody</strong> e <strong>Ryder</strong> scopre solo ora di non accettare <strong>Wade</strong> come donna nonostante ormai stiano nella stessa “classe” da mesi ed abbiano anche partecipato alle regionali con Unique; ma si sa, Glee certo non brilla per coerenza interna. Più divertente, ma certo non particolarmente brillante, è <strong>l&#8217;opposizione tra Sue e Blaine</strong>, che ci restituisce una Sue come non si vedeva da tempo.<br />
<strong>L’episodio è tutto sommato decente</strong>, <strong>ma non appassiona</strong> né per le vicende narrate né per eventuali guizzi creativi degni di nota.</p>
<p style="text-align: justify;">Santana è sempre più convinta che Brody nasconda qualcosa e, per accettarsene, accetta anche il ritrovarsi contro sia Kurt che Rachel. <strong>La naturale “cattiveria” di Santana viene qui piegata a favore di un obiettivo positivo</strong>, come non sempre questo personaggio ci aveva abituato; con questo suo ritrovato spirito d’amicizia, la ragazza va avanti come un treno fino all’epilogo in cui riesce a scoprire il grande segreto di Brody &#8211; il quale, per pagarsi la scuola, si prostituisce. A questo punto, e considerando anche che le prende da Finn, <strong>Brody è stato a tutti gli effetti smontato</strong>. Così come avviene per Kurt e Blaine, gli scrittori non si impegnano nemmeno un po’ nel farci credere che Finn e Rachel non torneranno insieme: le due coppie si riformeranno, è evidente, ed è solo questione di tempo, tanto più se ci aggiungiamo che la possibilità che Rachel fosse incinta è stata eliminata in brevissimo tempo e quella che poteva essere una situazione prorompente è stata rapidamente neutralizzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00007.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29821" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00007-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Questo è un peccato perché, di nuovo, <strong>si preferisce chiudere i personaggi nelle dinamiche di  coppia</strong>, senza dare loro modo di muoversi al di fuori di tali situazioni. <strong>Kurt e Rachel continuano ad essere definiti dalla persona con cui stanno</strong>, con i loro amori storici, e non c’è il coraggio necessario per farli camminare sulle proprie gambe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lima è come al solito noiosa</strong>, forse anche più del solito. Lo scontro da Finn e Will raggiunge dei momenti di puro delirio con il loro “litigio” in musica: i due se la cantano di santa ragione, ma il perdono non è ancora stato concesso. Forse Will vuole cantare qualche altra canzone che lo faccia sembrare un ragazzino invecchiato precocemente. Il resto è semplice ed inutile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Glee quindi continua, senza sosta, nella propria mediocrità</strong>. A fronte di momenti tutto sommati interessanti, tutto il resto è noia e non sense; ma tanto ormai ci siamo abituati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 5+</strong></p>
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		<title>The Following – 1&#215;07 Let Me Go</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 18:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Following]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle frasi tipiche degli insegnanti per designare degli studenti particolarmente svogliati è: “E&#8217; bravo ma non si impegna”. Ecco, The Following è bravo, nel senso che avrebbe molto da dire, ma non si impegna per niente per trasmetterci queste sensazioni, anzi.
Questo episodio, forse più d’ogni  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000013.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29562" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000013-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Una delle frasi tipiche degli insegnanti per designare degli studenti particolarmente svogliati è: “E&#8217; bravo ma non si impegna”. Ecco, The Following è bravo, nel senso che avrebbe molto da dire, ma non si impegna per niente per trasmetterci queste sensazioni, anzi.<span id="more-29560"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo episodio, forse più d’ogni altro finora, è in grado di mostrare i difetti, tutti insieme, di questa nuova serie TV: l’antagonista principale viene dipinto come un genio del crimine, ma allo spettatore non sembra così affascinante, se non forse per le capacità dell&#8217;attore; il protagonista è scialbo, travagliato e fondamentalmente sfigato; l’FBI è una barzelletta, ridicola e senza credibilità; i comprimari hanno così poco spessore che il pubblico non fatica a dimenticarsi di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo breve e parziale elenco si può evincere chiaramente che <strong>la serie fa di tutto per non rendersi né credibile né avvincente</strong>, con una successione di trovate narrative di una tale banalità che ormai non indigna nemmeno più. Prendiamo, ad esempio, il rapimento della figlia del direttore della prigione: andando oltre l’originalità (?) della trovata, si implica un’organizzazione carceraria totalmente collusa con <strong>Joe</strong> ed il suo piano di fuga, prefigurando quindi un controllo del killer fin troppo vasto. Per non parlare, poi, del suo avvocato che continua a piegarsi in tutto e per tutto alle richieste del proprio assistito (e sulla cui morte avremmo scommesso già qualche episodio fa). L&#8217;assassinio in diretta della donna è uno dei punti più bassi della serie, che rivaleggia con la tortura per mezzo dei magneti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000023.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29563" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000023-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, poi, si aggiunge <strong>la setta di Joe</strong>, un gruppo di persone mentalmente instabili – che facciano parte direttamente del piano o meno – la cui fortuna è pari soltanto alla sfiga di Ryan nel catturarli. <strong>La scena finale</strong>, in cui un nugolo di persone si riunisce per celebrare il ritorno del loro leader, <strong>molesta per la scarsa credibilità della storia costruita</strong>. Come ha fatto Joe a riunire tutte queste persone? Quando, soprattutto? Ed è verosimile che, tra tutti i discepoli, nessuno abbia mai avuto una crisi di coscienza? E soprattutto <strong>com’è possibile che il piano di Joe non abbia mai subito contraccolpi</strong>, varianti non calcolate, ostacoli improvvisi? È tutto così &#8211; illusoriamente &#8211; pianificato da non riuscire a creare una vera suspense.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui, però, si può argomentare più o meno calorosamente sulla veridicità di una trama del genere; quel che, invece, maggiormente infastidisce è<strong> il trattamento riservato ai “buoni”</strong> – se mi passate il termine &#8211; a cominciare da <strong>Ryan Hardy, un uomo ormai distrutto e senza più reputazione</strong>: è tornato nell’Agenzia con il compito di aiutarla e finora ha collezionato solamente fallimenti su fallimenti. A cosa serve, a questo punto, la sua conoscenza di Joe se non gli è minimamente d’aiuto?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000032.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29564" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000032-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Trattamento ancora peggiore è riservato all’FBI</strong> e ai suoi uomini che ormai rasentano il ridicolo: non solo si piegano alle richieste di trasferimento di un detenuto per il maltrattamento subito (ma vuoi spostarlo proprio ora che sai che c’è una setta che uccide in nome suo?), ma se lo fanno scappare da sotto il naso così platealmente da suscitare più risate che sconcerto. In più sono costantemente in ritardo, nei luoghi sbagliati e pieni di infiltrati (ma va detto che Joe ha misteriosamente mani ovunque).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paradossalmente l&#8217;unico che avrebbe potuto scombussolare un po&#8217; lo status quo era il figlio di Joe</strong>, se fosse stato almeno un minimo più sveglio. Capisco che stiamo parlando di un bambino ma, ormai lontano dalla madre da molto tempo e nonostante la ragazza incatenata (guarda caso libera di parlare in prossimità del bagno) e le conversazioni spiate, <strong>resta totalmente passivo ed ubbidiente</strong>. E se dobbiamo affidare le nostre speranze al personaggio di un ragazzino, molte cose si spiegano da sole.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000043.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29565" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000043-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo poi parlare di Joe che fugge dai suoi inseguitori (o meglio, da Hardy) mediante un elicottero che nessuno riesce a rintracciare né a seguire? Se dovessimo basarci su quello che questa serie TV ci mostra, dovremmo farci un&#8217;opinione davvero pessima delle forze di polizia in America, da lasciarci quantomeno interdetti. <strong>È così che lo spettatore</strong>, pur con tutta la sospensione dell&#8217;incredulità di questo mondo, <strong>non può godere di un prodotto come questo The Following senza accennare sorrisi di compiacenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The Following è, purtroppo, tutto questo. Ormai anche guardarlo con occhio disincantato significa lasciar passare tutta una sequela di leggerezze che diventano difficili da digerire e che rendono la visione di questa serie un po’ troppo difficoltosa. Se gli autori vogliono recuperare la credibilità persa, adesso che l’antagonista principale è di nuovo a piede libero, hanno un gran bel lavoro da dover fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 5-</strong></p>
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		<title>Once Upon a Time – 2&#215;15 The Queen Is Dead</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 18:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Once Upon a Time]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[ABC]]></category>

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		<description><![CDATA[Once Upon a Time ha impiegato davvero troppo tempo per entrare nel vivo della storia. Questo episodio finalmente sembra voler dare un’accelerata alla narrazione, dando ufficialmente il via (si spera) alla parte più succulenta della stagione.
Come accaduto già all’inizio di quest’anno, il tessuto  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000012.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29404" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000012-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Once Upon a Time ha impiegato davvero troppo tempo per entrare nel vivo della storia. Questo episodio finalmente sembra voler dare un’accelerata alla narrazione, dando ufficialmente il via (si spera) alla parte più succulenta della stagione.<span id="more-29403"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come accaduto già all’inizio di quest’anno, il tessuto narrativo della serie, già regolarmente spezzato in due (Storybrooke ed il Passato), aggiunge un ulteriore tassello, ossia New York. A differenza, però, di quanto accaduto nei primi episodi, la separazione tra le storyline avviene in maniera molto più armonica e funzionale all’evoluzione della trama.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000051.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29405" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000051-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla Grande Mela, questa settimana più trascurata della volta precedente, vediamo i quattro familiari dover affrontare i rispettivi problemi interpersonali: <strong>Henry</strong> non riesce a perdonare ad <strong>Emma</strong> l’avergli mentito; la ragazza, ancora innamorata di <strong>Neal</strong>, non sa ancora come riconquistare la fiducia del figlio (mentre per la seconda volta, ora tocca a  Gold, <strong>viene paragonata a Regina</strong>); intanto le cose tra <strong>Tremotino</strong> e <strong>Bae</strong> restano fortemente complicate a causa del loro passato. A scompigliare le carte ci pensa l’arrivo lampo di <strong>Uncino</strong> a New York (un po’ troppo rapido, ma ormai questa è una costante). <strong>L’avvelenamento di Gold funziona come elemento aggregante</strong> che costringerà tutta l’allegra brigata a rintracciare la “nave” e a fare un rapido ritorno nella città di <strong>Storybrooke</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui la situazione entra finalmente nel vivo con il recupero da parte di <strong>Cora</strong> del <strong>Pugnale di Tremotino</strong>: <strong>l’Oscuro diviene, per la prima volta, davvero vulnerabile e virtualmente battibile</strong>. Oltre alla trama in sé (pur interessante) quello che colpisce è ciò che avviene al personaggio di <strong>Biancaneve</strong>: cresciuta da una madre ben diversa da Cora, la ragazza perde rapidamente il suo aspetto da ragazzina viziata in virtù dell’amore e della purezza di cuore. La sua rinuncia a salvare la vita della madre usando la magia nera è funzionale alla costruzione di un personaggio che, tutto sommato, pur rispecchiando la Bontà, rischiava d’essere troppo monodimensionale. È per questo che <strong>fa un certo effetto vedere Mary Margaret finalmente decisa a non scendere più a patti con Cora</strong>, soprattutto dopo aver scoperto la sua partecipazione attiva nella morte della madre; aver sempre rispettato le regole non ha fatto altro che portarle morte e distruzione intorno. Come già si vedeva in Regina all’inizio della prima stagione, tutto quello che vuole Biancaneve è il suo “<strong>happy ending</strong>”, rafforzato anche dall’opinione che, per il suo comportamento sempre buono, lo merita davvero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000042.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29407" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000042-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>Già una volta si era lasciata andare alla sua “parte negativa”, ma in quel momento aveva dimenticato il suo amore, aveva lasciato spazio al rancore e solo l’intervento di <strong>Charming</strong> le aveva permesso di non uccidere Regina; stavolta nemmeno l’uomo che ama sembra avere la forza per fermarla. La sua decisione è ormai chiara: <strong>uccidere Cora significa capire che per fermare il Male a volte è necessario il Male</strong>, o una forma edulcorata dello stesso. Mi permetto di dubitare che andrà fino in fondo, ma se dovesse accadere certo è che ne vedremmo delle belle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per quanto riguarda Regina, invece, la delusione è grande</strong>. Uno dei personaggi più belli e multisfaccettati della serie si fa manipolare da chiunque: cieca davanti alle mire di Potere della madre che pure le ha rovinato la vita in molte occasioni, non riesce a rendersi conto che questo percorso la condurrà alla rovina e all’ennesimo tradimento. Regina rimette insieme tutti i pezzi del puzzle che finora può sistemare, iniziando a comprendere come sia stata solamente una pedina per Cora; e pensare che lo è anche di Tremotino. Sarà interessante vedere come reagirà effettivamente quando tutti i nodi verranno al pettine. Per ora è certo solo che una crudeltà come quella mostrata in questo episodio, dopo l’uccisione di <strong>Johanna</strong>, non l&#8217;avevamo ancora vista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000022.png"><img class="alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000022-300x169.png" alt="" width="300" height="169" /></a>La situazione generale si complica</strong>: pur non avendo quel collante che teneva salda ed unita tutta la prima stagione, gli autori stanno rimettendo i fili del discorso in riga, rendendo più densa ed attiva la narrazione. Quel che manca, però, è il respiro corale che caratterizzava questa serie nel passato, con l’eliminazione di alcuni personaggi che ormai non si vedono da tempo (<strong>Ruby</strong> su tutti).</p>
<p style="text-align: justify;">Come premesso, quindi, <strong>questo episodio inizia finalmente a portarci nel fulcro delle vicende</strong>. Pur essendo sempre presenti delle imperfezioni, soprattutto riguardanti la cattiva gestione dei tempi (Gold sta morendo e ci mettiamo a discutere e a presentare la nuova fidanzata di Neal?), l’episodio funziona e finalmente appassiona, <strong>in attesa del prossimo che, viste le premesse, non deve deluderci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7  </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Glee &#8211; 4&#215;13/14 Diva &amp; I Do</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 14:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie a questi ultimi due episodi, Glee si riprende leggermente da un periodo obiettivamente nero. Le cose si muovono un po’, la trama abbozza qualcosa, eppure siamo ben distanti dal ritrovarci con la serie ai suoi vecchi fasti, anche a causa di una certa ripetitività ed una mancanza di veri e  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000021.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29393" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000021-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Grazie a questi ultimi due episodi, Glee si riprende leggermente da un periodo obiettivamente nero. Le cose si muovono un po’, la trama abbozza qualcosa, eppure siamo ben distanti dal ritrovarci con la serie ai suoi vecchi fasti, anche a causa di una certa ripetitività ed una mancanza di veri e propri guizzi creativi.<br />
<span id="more-29390"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In passato avevamo evidenziato come Glee si muovesse molto sulla comodità di essere una serie ben rodata ed una macchina sforna-singoli. Negli ultimi due episodi è evidente che il gruppo autoriale abbia cercato di riprendersi il ruolo centrale che dovrebbe giustamente avere; tuttavia, dire che il lavoro è tornato ad essere ottimo è una cosa ben lontana dalla verità, soprattutto per un eccesso di schizofrenia costante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Glee 4&#215;13 “Diva”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prendi i due personaggi mediamente preferiti dal pubblico, <strong>Rachel</strong> e <strong>Kurt</strong>, e falli sfidare tra di loro in una gara canora; <strong>tutto il resto è noia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000011.png"><img class="alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000011-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Che Rachel fosse fortemente egocentrica e “diva” lo sappiamo ormai da quattro anni, ma che qualcuno finalmente decidesse di sfidarla alla pari è una buona ventata di freschezza; che questo sfidante sia poi Kurt, l’amico del cuore, non può che stuzzicare ulteriormente lo spettatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rachel è ormai piena di sé</strong>: sta con un ragazzo esteticamente gradevole, è alla NYADA con una schiera di lacchè ed ha già vinto una competizione. Indubbio, quindi, che si monti la testa con estrema facilità. Perdere contro Kurt sulle splendide note di “<strong>Bring Him Home</strong>” tratta da “<strong>Les Misérables</strong>” è la doverosa doccia fredda che la porterà nuovamente con i piedi per terra. Rachel comprende chiaramente che si trasforma in un mostro, in una “Diva” quando il successo riesce a sopraffarla; avere Kurt vicino, o comunque avere una persona che la tiene ancorata al suolo, è il suo unico modo, ora come ora, per non perdere la testa. <strong>L’amicizia tra Kurt e Rachel si conferma, ancora una volta, come l’elemento più forte della narrazione di Glee</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00005.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29395" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00005-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Per quanto riguarda <strong>Lima</strong> l’aspetto più interessante è, che novità, quello concernente i vecchi membri del Glee Club. <strong>Santana</strong>, disperata, cerca inutilmente di riconquistare un’insolitamente lucida <strong>Brittany</strong>, non tanto per amore (che pure c’è) ma soprattutto per paura di ciò che il futuro le riserva. È funzionale a tale scopo la conversazione in chiusura d’episodio tra le due ragazze per far sì che Santana prenda la decisione che sapeva di dover prendere, anche se era troppo spaventata per farlo: partire anche lei alla volta di <strong>New York</strong> ed aprirsi al mondo. Il terzo personaggio forte ed amato di Glee si sposta nella Grande Mela (con un&#8217;ottima &#8220;<strong>Girl on Fire</strong>&#8220;) arricchendo il cast in città e rendendo ancora più debole il settore Liceo che si conferma capace di trasmettere ben poche emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la cotta di <strong>Tina</strong> nei confronti di <strong>Blaine</strong> raggiunge livelli altissimi e fortemente imbarazzanti, gioca un ruolo importante anche <strong>Finn </strong>ed il suo bacio ad <strong>Emma</strong> nel peggior momento possibile, ossia durante una crisi isterica dovuta all&#8217;imminente matrimonio della donna. Il sospetto ci era già venuto ad inizio episodio, con un&#8217;insolita interazione tra due personaggi che non hanno avuto molto da vivere insieme. <strong>Il fatto che Emma sia fuggita terrorizzata fa ben sperare</strong>, certo è che il matrimonio potrà riservarci delle sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 6 ½  </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Glee 4&#215;14 “I Do”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00006.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29396" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00006-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente siamo arrivati al tanto atteso matrimonio tra <strong>Will</strong> ed <strong>Emma</strong>. La loro storia, tra alti e bassi continui, va avanti ormai da quattro stagioni, ma gli autori hanno ritenuto preferibile non chiudere questa enorme storyline e portarla avanti ancora per un po’: tuttavia <strong>il matrimonio fallito</strong>, dovuto all’assenza di Will ed ai soliti problemi di Emma, <strong>è una pagina che avremmo evitato con grande piacere</strong>. Ormai la coppia non ha più niente da dire e sarebbe più appropriato che ci si concentrasse su altri aspetti, tanto più che in questo episodio <strong>Jayma Mays</strong> <strong>si conferma un’ottima attrice e performer</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad una <strong>Sue</strong> tornata un po’ più in forma ma ancora depotenziata, sono ovviamente i ragazzi i principali protagonisti, ritornati al solito tira e molla. Qui ci sono vecchi e nuovi sodalizi, in un episodio in cui succede di tutto per non cambiare praticamente niente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00009.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29397" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00009-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Le due coppie preferite dal pubblico, <strong>Rachel-Finn</strong> e <strong>Kurt-Blaine</strong>, si ritrovano a consumare un atto sessuale, ma con la speranza che la situazione possa tornare presto al punto di partenza. Per una volta Finn tira fuori gli artigli con Rachel evidenziando quello che molti spettatori sperano (ed altri temono): <strong>un loro ritorno insieme non è più solamente un miraggio</strong>, tanto più se si aggiunge che non c’è alcuna volontà autoriale di rendere <strong>Brody</strong> più accettabile ed interessante se non come contorno fisico, gradevole o meno che sia.<br />
<strong>A farne le spese è certamente il personaggio di Rachel</strong> il quale, a fronte di un cambiamento di personalità che sembra fallire un giorno sì e l’altro pure, deve barcamenarsi tra il suo amore storico (che l’ha pur sempre abbandonata per mesi) ed il nuovo compagno con il quale convive ma con cui non ha una relazione ufficiale. <strong>Rachel, quindi, torna ad essere definita dall&#8217;uomo con il quale decide di stare e non per il proprio percorso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kurt</strong> e <strong>Blaine</strong>, invece, vivono una situazione di stasi assai particolare in cui è il primo ad avere chiaramente le redini del gioco. I due sono ancora fortemente innamorati tra loro, ma Kurt non riesce a passare sopra l’errore commesso da Blaine; ottimo qui l’inserto di <strong>Tina</strong> che, se finora non aveva affatto convinto per la sua assurda cotta per Blaine, torna a ritagliarsi un po’ di spazio per funzionare come voce della coscienza di Kurt. I due ragazzi di certo non sono tornati ancora insieme, ma grazie anche all’intervento di Tina qualcosa si sta muovendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00008.png"><img class="alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00008-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Portano a casa il “risultato” anche <strong>Quinn</strong> e <strong>Santana</strong>, in una tardiva sperimentazione dell’amore saffico (tra l’altro gradito, pare). La scelta è stata azzardata, ma non mi sento di condannarla: che tra le due ci fosse forte chimica era evidente (insieme fanno scintille) e questo risvolto, anche se solo per una volta, non è negativo. Infastidisce invece quanto accade ad <strong>Artie</strong> e alla sua acidissima compagna: un po’ ghettizzante far finire insieme due persone sulla sedia a rotelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, c’è anche il bacio di <strong>Ryder</strong> a <strong>Marley</strong> ed il San Valentino perfetto organizzato da <strong>baby-Puck</strong>. <strong>Ma interessa davvero a qualcuno</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Questo episodio presenta ovviamente i soliti momenti di schizofrenia, ma rispetto a quanto ci hanno abituato gli autori è un sicuro passo avanti. Nei prossimi episodi si vedrà più chiaramente se è un nuovo inizio o una solitaria ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 6 ½ </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>How I Met Your Mother – 8&#215;18 Weekend at Barney’s</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 11:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[How I met your mother]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[CBS]]></category>

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		<description><![CDATA[
Meglio dirlo con una certa cautela, ma sembrerebbe proprio che How I Met Your Mother stia lentamente tornando all’ottimo livello di qualche anno fa. Anche questo episodio si rivela superiore alle aspettative, grazie anche ad un Ted che finalmente recupera il proprio spazio.
Come non si vedeva da  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify; font-size: 0.8em;" href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00001.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29213" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00001-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Meglio dirlo con una certa cautela, ma sembrerebbe proprio che How I Met Your Mother stia lentamente tornando all’ottimo livello di qualche anno fa. Anche questo episodio si rivela superiore alle aspettative, grazie anche ad un Ted che finalmente recupera il proprio spazio.<span id="more-29212"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come non si vedeva da un po’, l’ufficiale protagonista della serie, <strong>Ted</strong>, torna a fare la parte del leone e ad essere centro propulsivo di una vasta gamma di momenti comici più o meno riusciti. Seppure l’avanzamento della sua storia con <strong>Jeanette</strong> sia stata gestita in maniera quantomeno curiosa, ha almeno avuto il merito di chiudere degnamente alcuni filoni narrativi del passato e a prepararci per quello che aspettiamo da otto lunghi anni: capire come ha conosciuto la Madre.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00002.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29217" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-00002-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando parlo di chiusura rispetto al passato, mi riferisco al <strong>Playbook</strong>: che <strong>Barney</strong> ne avesse almeno una copia era immaginabile (anche solo per contrastare la possibilità che la tecnica usata con Robin fallisse) e l’utilizzo che ne viene fatto in questo episodio funziona e diverte. Vedere Ted provare ad utilizzare le tecniche di Barney – senza avere però il successo di quest’ultimo – è sicuramente <strong>una gag</strong> <strong>impreziosita dall’ottima recitazione di un Josh Radnor</strong> in forma come non gli capitava da un po’. Il risultato è esilarante, una sorta di ultimo tributo ad un &#8220;amico&#8221; che ci ha fatto compagnia molto a lungo e che ora ci saluta con un&#8217;ultima esplosione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000031.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-29218" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000031-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Era certo che Robin avrebbe trovato il libro</strong> e che da questa scoperta ne sarebbe derivata una discussione; fortunatamente, però, gli autori decidono di non piegarsi ad un altro gioco di tira e molla tra i due, ma riprendono uno degli aspetti di Barney che sembravano aver dimenticato (la sua patologica incapacità di dire la verità) e che è uno dei suoi tratti distintivi. <strong>Quindi ben venga il discorso tra i due promessi sposi</strong>, soprattutto perché ricorda loro i motivi per cui la loro storia funziona.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda <strong>Ted</strong>, invece, <strong>il Playbook significa l’ultimo stadio di una relazione</strong>, quella con Jeanette, che è già arrivata al capolinea. Che la donna fosse totalmente fuori di testa era ormai evidente (ed il giubilo di Barney e Robin alla notizia della loro prima rottura è straordinario) ma forse era indispensabile per Ted affinché capisse di dover fare un ultimo grande passo. Sia ben chiaro, però, che prepararlo alle storie serie è un argomento debole: <strong>Mosby</strong> <strong>cerca una storia seria da sempre</strong> (ed i frequenti tentativi di sposarsi ne sono evidenza). Forse sarebbe più giusto dire che Ted ha ora trovato la propria dimensione, un proprio equilibrio tra ciò che vuole e ciò che cerca. Ricordiamoci, infatti, che questa sarà l’ultima storia prima della Madre (anche se questo ovviamente il Ted del presente ancora non lo sa).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000041.png"><img class="alignright size-medium wp-image-29219" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/03/scene-000041-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri due protagonisti sono invece l’elemento meno divertente dell’episodio. Per quanto la <strong>Hannigan</strong> e <strong>Segel</strong> insieme facciano sempre scintille, questa volta la sequenza alla mostra d’arte non è niente di particolarmente brillante. Fa sorridere l’incidente degli Skittles, anche se ricorda molto un altro tipo di comicità, ma per il resto non si raggiunge di certo la sufficienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo quindi dire che con questa puntata <strong>How I Met Your Mother conferma un trend positivo</strong> che si era già notato negli ultimi <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-g-m/how-i-met-your-mother-serie-g-m/">episodi</a> trasmessi finora, anche se deve di certo continuare ad affinarsi.<br />
Divertimento, trama e personaggi: <strong>stavolta la puntata funziona</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7 ½  </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Americans &#8211; 1&#215;02/03 The Clock &amp; Gregory</title>
		<link>http://www.seriangolo.it/2013/02/22/the-americans-1x0203-the-clock-gregory-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 12:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Americans]]></category>
		<category><![CDATA[fx]]></category>
		<category><![CDATA[the americans]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un pilot piuttosto positivo, The Americans fatica a trovare una propria precisa collocazione: il secondo episodio, infatti, è debole e calante, mentre il terzo riporta in alto il ritmo e l’approfondimento dei personaggi. Il materiale c’è, ma bisogna anche saperlo usare.
Ambientare una serie TV  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h25m49s651.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28899" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h25m49s651-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo un pilot piuttosto positivo, The Americans fatica a trovare una propria precisa collocazione: il secondo episodio, infatti, è debole e calante, mentre il terzo riporta in alto il ritmo e l’approfondimento dei personaggi. Il materiale c’è, ma bisogna anche saperlo usare.<span id="more-28897"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ambientare una serie TV sulle spie nel periodo della Guerra Fredda non può che essere di partenza un’ottima idea. Una trama di questa portata, però, ha bisogno anche di personaggi e sottotrame di spessore per evitare di scivolare nel macchiettistico e nel banale. Per ora, non ci siamo del tutto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1&#215;02 The Clock</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h27m31s81.jpg"><img class="size-medium wp-image-28900 alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h27m31s81-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Rispetto al primo episodio (e al terzo), questo secondo appuntamento con <strong>The Americans</strong> lascia un po’ l’amaro in bocca, non perché l’episodio in sé non abbia dei guizzi narrativi piuttosto interessanti, ma perché scivola nel solito procedurale di cui non sentiamo affatto il bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">La trama dominante di questo episodio è un ricatto nei confronti di una religiosa domestica alla quale viene ordinato di prelevare e ricollocare un orologio in cui inserire una cimice. <strong>La già poca originalità della vicenda viene ad acuirsi quando questa storia viene portata per le lunghe</strong> con inserti fuori luogo e poco convincenti: prima un inutile arrivo del fratello della donna, fuori contesto e forse necessario solo per inserirci una scazzottata, quindi l’improvvisa rinascita della fede religiosa della madre che sembra disposta a lasciar morire il figlio. Il giudizio non può che essere negativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h26m15s94.jpg"><img class="size-medium wp-image-28901 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h26m15s94-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molto più interessante</strong>, sotto questo profilo, <strong>l’approfondimento delle due spie russe</strong>: la paura d’essere scoperti, il rendersi conto che la propria vita è sempre appesa ad un filo e soprattutto l’idea di avere adesso qualcosa da perdere (i figli) fa sì che le loro crisi di coscienza siano più credibili ed empatiche. D’altronde, se ci si mette per un attimo nei loro panni, è facilmente immaginabile la difficoltà di vivere una doppia vita in un Paese, quello americano, nel pieno della paranoia comunista.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro aspetto degno d&#8217;attenzione e che probabilmente verrà approfondito in futuro è la stesura di quella che pare essere <strong>la trama principale, legata a doppio filo con la Storia:</strong> lo <strong>Scudo Spaziale Americano</strong>, il grande progetto di <strong>Reagan</strong> per eliminare lo spettro di un attacco missilistico nucleare. Non è chiaro dove si voglia andare a parare, o meglio come si possa integrare un elemento così importante della Guerra Fredda con le nostre due spie. In ogni caso, è una trama che porta quella ventata di “ampio respiro” utile per non scivolare nel già visto, e che in più permette di sfruttare con ancora maggiore potenza l’inedita ambientazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Episodio tutto sommato positivo, ma, considerando che si tratta del secondo episodio di questa nuova serie, era d&#8217;obbligo fare qualcosa di meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 6-</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1&#215;03 Gregory</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h29m01s221.jpg"><img class="size-medium wp-image-28902 alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-21-20h29m01s221-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Di ben altra fattura questo terzo episodio</strong>, che conferma però l’impressione  avuta sin dall’inizio della serie, ovvero che chi si aspettava una buona dose di azione rimarrà deluso, dato che The Americans predilige l’indagine psicologica dei personaggi alle spettacolari azioni di una <strong>Sidney Bristow</strong> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alias_(serie_televisiva)"><strong>Alias</strong></a>. Anzi, questa volta gli autori inseriscono un nuovo elemento destabilizzante per quell&#8217;investigazione emotiva dei protagonisti, ovvero la figura di <strong>Gregory</strong>, un agente reclutato da <strong>Elizabeth</strong> e con il quale la donna ha intrattenuto anni di relazione segreta, aperta e sincera. Il colpo per <strong>Phillip</strong> – considerando che la verità gli viene spiattellata in faccia proprio da Gregory che gli chiede un passo indietro – è forte, anche perché <strong>è ormai chiaro che l’uomo sia sinceramente innamorato della moglie</strong>. Elizabeth forse non è allo stesso livello, ma, attraverso la decisione di troncare con Gregory e soprattutto attraverso l’ottimo dialogo finale, è immaginabile che anche lei, proprio ora che le cose diventano sempre più complesse, stia iniziando a ricambiare il sentimento del falso marito. Dove il gruppo autoriale lavora ancora bene è nell’evocazione dell’ansia americana nei confronti della Russia: una situazione che nulla ha a che vedere con la più recente paura post 11 Settembre e che proprio per questo si connota per elementi di originalità rispetto a molte altre serie contemporanee.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-19-15h42m32s202.jpg"><img class="size-medium wp-image-28903 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-19-15h42m32s202-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se sul fronte dei personaggi la scrittura si mantiene su buoni livelli</strong> (ed il personaggio di Elizabeth è indubbiamente il più affascinante), <strong>non si può dire lo stesso della costruzione di tutto il resto</strong>: sia la trama che i personaggi secondari ancora latitano e non appassionano. La vicenda della moglie segreta di <strong>Robert</strong> – l’agente del KGB morto nel primo episodio – lascia il tempo che trova ed il suo dramma è estremamente prevedibile (anzi, sorprende quasi che il figlio non abbia fatto la stessa fine). Scarso interesse finora suscitano anche l’Agente <strong>Beeman</strong> e le indagini parallele dell’FBI ancora troppo distanti dal fulcro narrativo vero e proprio, anche se con l’inserimento della talpa questo filone potrebbe presentarci delle sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 7</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva The Americans non delude del tutto, ma non sembra riuscire a mantenere quella carica positiva che si percepiva nell’episodio <a href="http://www.seriangolo.it/2013/02/02/the-americans-1x01-pilot/">pilota</a>. Trame non brillanti e personaggi non ancora attraenti non sono in grado di destare l’attenzione che, con un po’ di cura in più, sicuramente questa serie meriterebbe.</p>
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		<title>The Following – 1&#215;04 Mad Love</title>
		<link>http://www.seriangolo.it/2013/02/18/the-following-1x04-mad-love/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 20:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Following]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle serie più attese di questo 2013 va avanti non senza difficoltà. The Following subisce danni soprattutto da un’eccessiva prevedibilità che uccide un qualsivoglia effetto di suspense, indebolendo così anche l’intero compartimento della trama.
Partiamo da un assunto: questo episodio di The  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h33m49s35.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28731" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h33m49s35-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Una delle serie più attese di questo 2013 va avanti non senza difficoltà. The Following subisce danni soprattutto da un’eccessiva prevedibilità che uccide un qualsivoglia effetto di suspense, indebolendo così anche l’intero compartimento della trama.<span id="more-28730"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da un assunto: questo episodio di <strong>The Following</strong> si mantiene su livelli sicuramente sufficienti, pur rappresentando rispetto alle puntate precedenti un calo evidente. Anche se lo si guarda con gli occhi di chi non si aspetta certamente un capolavoro, “<strong>Mad Love</strong>” funziona a metà.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h44m01s13.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28733" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h44m01s13-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo elemento da considerare è quello che si scopre sulla persona del protagonista, <strong>Ryan</strong>: la sua è una vita travagliata, fatta di un passato oscuro e doloroso che vede come unico appiglio una sorella che non può più sopportare i suoi problemi di alcolismo. L’intera costruzione del personaggio interpretato piuttosto bene da <strong>Kevin Bacon</strong> è un cliché dopo l’altro. La sensazione che, purtroppo, domina, è un diffuso senso di già visto che non ci permette di legare davvero con lui; se ci aggiungiamo che questo oscuro passato lo porta a bere, a rischiare la vita e tenere lontane le persone da sé, il quadro è concluso. E&#8217; un personaggio che ha molto da poter dire, ma nulla ci spinge ad amarlo e ad avere sincera compassione per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Nemmeno l’aggiunta della <strong>sorella</strong> in difficoltà trasmette quel brivido che ci si sarebbe aspettati, non solo per <strong>l’ennesima scelta telefonata</strong> (dopo quattro episodi appare la sorella e c’è una pazza in cerca di vendetta, cosa farà mai?), ma anche per la pessima gestione del pathos e per una terribile messa in scena, elementi che ammazzano il climax sul nascere. Ci si domanda a questo punto perché sia necessario mostrarci tutta la fase di “tortura”, tra l&#8217;altro stupida, nei confronti del nostro eroe se chi è in pericolo è il protagonista (e non può certo morire al quarto episodio) e se, inoltre, sappiamo perfettamente della presenza di <strong>Mike</strong> in attesa di entrare. Tutta la sequenza così è indebolita dalle dichiarate intenzioni messe in atto: <strong>nessun sussulto</strong>, quindi, capace di farci davvero entrare nell’ottica della suspense. <strong>Hitchcock</strong> si sta rivoltando nella tomba.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h32m31s248.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28734" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h32m31s248-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il settore più interessante è quello che riguarda <strong>i tre ragazzi</strong> sperduti nei campi di grano. Ignorando nuovamente il fatto che <strong>il bambino</strong> abbia smesso di cercare la madre (ma stiamo attenti perché <strong>dovrebbe aver visto dove nascondono i cellulari</strong>), i rapporti di forza all’interno del trio cambiano sostanzialmente con la rivelazione non del rapporto omosessuale tra gli etero (?) <strong>Paul</strong> e <strong>Jacob</strong>, che <strong>Emma</strong> accetta senza colpo ferire, ma del fatto che <strong>Jacob non abbia mai ucciso nessuno finora</strong>. Se la cosa può stranire inizialmente lo spettatore, effettivamente sono <strong>Joe</strong> <strong>e la Morte</strong> i due elementi che legano l’intera setta. Emma è ovviamente sconvolta da questa rivelazione: un’esperienza così forte è il vero collante fra di loro. Tolto questo, cosa rimane?</p>
<p style="text-align: justify;">È così che quando Jacob fallisce nuovamente nel suo obiettivo di eliminare l&#8217;ostaggio, per assurdo il rapporto tra Paul ed Emma, sempre sul filo del rasoio, inizia finalmente a cementarsi. <strong>È la caccia, sono il fango ed il sangue ad unirli</strong> e a farli legare: d’altronde amano la stessa persona ed il loro compito è quello di indirizzarlo sulla giusta via. Il sadismo e la follia in cui vivono questi personaggi raggiunge un livello viscerale che <strong>risulta attraente</strong> all’interno della narrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h42m54s92.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28735" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-18-17h42m54s92-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A tutto ciò fa seguito, però, una pessima gestione dei “buoni”, con <strong>Mike</strong> e <strong>Debra</strong> poco più che accennati. Quel che stupisce ancor di più, tuttavia, è la <strong>totale inutilità che ha il personaggio di Joe</strong> a questo livello della storia. Se la sua influenza precedente è il motore che spinge la setta (drasticamente ridottasi di numero), il suo ruolo adesso è indubbiamente ridimensionato. La scena di pochi minuti in questo episodio, per esempio, poteva tranquillamente essere evitata e non avrebbe aggiunto né tolto nulla alle vicende; compito degli autori sarà quello di ripensare bene il ruolo che vogliono che Joe giochi nella narrazione o finiranno per bruciarsi quello che è stato un “villain” interessante.</p>
<p style="text-align: justify;">È altresì compito degli autori, però, anche lavorare con più attenzione, per evitare di rendere il tutto ancora troppo stereotipato e prevedibile. Capisco che probabilmente siano più interessati a studiare le personalità della setta, ma anche l’eroe della situazione merita un approfondimento più originale e più empatico, o rischia di lasciare il tempo che trova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 6</strong></p>
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		<title>The Big Bang Theory &#8211; 6&#215;14/15 The Cooper/Kripke Inversion &amp; Spoiler Alert</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 15:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Big Bang Theory]]></category>
		<category><![CDATA[CBS]]></category>

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		<description><![CDATA[
Due episodi di &#8220;The Big Bang Theory&#8221;, due giudizi nettamente diversi: il quattordicesimo è scadente, con pochi momenti davvero divertenti e purtroppo molto più quelli imbarazzanti; il quindicesimo, invece, esilarante, vecchio stile e con un’ottima gestione di praticamente tutti i  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify; font-size: 0.8em;" href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h33m59s35.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28590" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h33m59s35-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Due episodi di &#8220;The Big Bang Theory&#8221;, due giudizi nettamente diversi: il quattordicesimo è scadente, con pochi momenti davvero divertenti e purtroppo molto più quelli imbarazzanti; il quindicesimo, invece, esilarante, vecchio stile e con un’ottima gestione di praticamente tutti i protagonisti.<span id="more-28589"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Entrambi gli episodi pongono la maggior parte dell’attenzione su <strong>Sheldon</strong> e sulla sua istrionica personalità, lasciando però agli altri un po’ più di spazio rispetto al solito. In particolare <strong>Penny</strong>, in più riprese evidenziata come il personaggio con la peggiore storyline, non cambia di molto la sua situazione ma si adatta ad una serie di gag più o meno riuscite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6&#215;14 The Cooper/Kripke Inversion</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h37m32s89.jpg"><img class="size-medium wp-image-28591 alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h37m32s89-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>In verità <strong>questo episodio si salva solo per pochi elementi</strong>, soprattutto per le divertentissime espressioni della <strong>Cuoco</strong> e ben poche altre chicche (come <strong>Sheldon versione Palpatine</strong>). <strong>Per il resto</strong>, ammettiamolo pure, <strong>è persino imbarazzante</strong>. Un episodio costruito sulla volontà di giocare con doppisensi e battute sessuali può sicuramente divertire, ma la totale assenza di spontaneità e convinzione lascia piuttosto interdetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La crisi di Sheldon</strong>, che vede per la prima volta in <strong>Kripke</strong> un degno avversario, ci mostra un altro aspetto del personaggio che siamo abituati sempre a vedere come intoccabile sul fronte scientifico: il fatto che la sua supremazia sia messa in dubbio da se stesso, poi, non può che creare gag esilaranti. Il problema è che quando queste gag si basano tutte sul profilo sessuale – dette da Sheldon, poi – smorzano sicuramente il sorriso sulle labbra lasciando solo una sensazione di vago imbarazzo. <strong>Ne avremmo certamente fatto a meno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h36m44s144.jpg"><img class="size-medium wp-image-28592 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h36m44s144-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’improvvisa apertura di Sheldon al sesso lascia ugualmente stupiti, ma nell’ottica di un&#8217;evoluzione del personaggio può essere anche comprensibile: è un cambiamento molto forte, al pari di quello, sotto altri punti di vista, di <strong>Barney</strong> in <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-g-m/how-i-met-your-mother-serie-g-m/"><strong>How I Met Your Mother</strong></a>. Più che altro, in questo caso, ci si chiede se sia davvero l’evoluzione giusta per un personaggio tanto surreale quanto quello di Sheldon. <strong>Amy è davvero ciò che ci vuole per la sua storyline?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Passando agli altri, invece, c’è ben poco da dire. <strong>Tutta la storia delle action figures</strong> basate sulle fattezze di un sempre più infantile Howard ed un sempre meno in forma Rajesh <strong>lascia il tempo che trova</strong>. Lo stesso, poi, vale per Penny e Leonard, mai spenti ed inutilizzati come in questo episodio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6&#215;15 Spoiler Alert</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di ben altra statura questa quindicesima puntata, che recupera molti degli elementi che fanno la forza di questa serie TV:  nerd, situazioni imbarazzanti, tante risate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h35m56s143.jpg"><img class="size-medium wp-image-28593 alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h35m56s143-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Non si può partire, ovviamente, che dall’ennesima discussione tra <strong>Sheldon</strong> e <strong>Leonard</strong> (e stavolta non posso che parteggiare per quest’ultimo contro la piaga umana degli spoileratori folli), trasformatasi nell&#8217;abbandono dell’abitazione da parte di Leonard. Il problema – e vero fulcro del divertimento di questo episodio – è <strong>l’assoluta contrarietà di Penny nell’andare a convivere;</strong> per non parlare poi del fatto che si tratta della stessa situazione in cui incorre Sheldon con Amy. La Cuoco è sempre ottima nel mostrare i punti di forza del suo personaggio (che ad onor del vero torna a recuperare un po’ di verve dopo l’ultimo periodo sottotono), ma vorrei sottolineare nuovamente la grandezza di <strong>Jim Parson</strong>: il suo Sheldon in crisi per Amy è brillante, da totale <strong>crash mentale e fisico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nota di merito, questa volta, va anche ad Amy (uno dei personaggi che non ho mai nascosto di amare di meno) che, finalmente, sbrocca ed alza la voce, distaccandosi dalla sudditanza nei confronti del suo “<em>fighissimo</em>” fidanzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h45m22s194.jpg"><img class="size-medium wp-image-28594 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-14-02h45m22s194-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se <strong>Howard e Bernadette</strong> ci sono poco – ma risultano simpatici anche in quei pochi momenti – la carica esplosiva avviene anche con lo sfortunatissimo <strong>Rajesh</strong>, diventato vittima del sentimento materno della madre di Howard. Come in una surreale sceneggiatura da film horror, Raj si lascia coccolare un po’ troppo dalla <strong>signora Wolowitz</strong> fino a diventarne obbligatoriamente un figlio. Un risvolto che lascia il tempo che trova, ma che diverte nonostante non ci sia su questo fronte un qualsivoglia passo avanti nella vita dell’unico single del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P.S.</strong> I secondi sono rapidi, ma si può intravedere la – enorme – Signora Wolowitz sullo sfondo durante la cena con Rajesh.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 8</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>due episodi completamente diversi</strong>. Il quattordicesimo episodio di questa stagione lo dimenticheremo probabilmente presto, sperando di non incappare più in qualcosa del genere ed augurandoci, invece, che la quindicesima puntata sia studiata con maggiore attenzione. <strong>Perché quello è il “The Big Bang Theory” che amiamo</strong>.</p>
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		<title>Smash – 2&#215;01/02 On Broadway &amp;The Fallout</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 19:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Smash]]></category>
		<category><![CDATA[NBC]]></category>
		<category><![CDATA[Season Premiere]]></category>
		<category><![CDATA[smash]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una prima stagione abbastanza soddisfacente, soprattutto sul fronte delle canzoni originali più che della trama, Smash ritorna per un secondo anno e, viste le premesse, non sembra volersi muovere troppo dal sentiero che aveva già intrapreso finora. Il risultato è un episodio positivo, uno un  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h49m34s2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28500" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h49m34s2-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>Dopo una prima stagione abbastanza soddisfacente, soprattutto sul fronte delle canzoni originali più che della trama, Smash ritorna per un secondo anno e, viste le premesse, non sembra volersi muovere troppo dal sentiero che aveva già intrapreso finora. Il risultato è un episodio positivo, uno un po’ meno.<span id="more-28499"></span></p>
<p style="text-align: justify;">C’era molta curiosità intorno a questa seconda stagione, soprattutto in vista del cambio di showrunner: come già notato lo <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-n-z/smash-serie-n-z/">scorso anno</a>, <strong>Theresa Rebeck</strong>, creatrice della serie, ha passato la palla a <a href="http://www.imdb.com/name/nm1127336/"><strong>Joshua Safran</strong></a>, il padre di <em>Gossip Girl</em>. Se per questo si poteva temere una deriva un po’ troppo “pop”, bisogna dire che <strong>Safran cambia molto per non cambiare nulla</strong>: se infatti ci troviamo davanti ad una serie di storyline troppo rapidamente eliminate (e tutte risolte nella canzone iniziale, come l’allontanamento di Dev o i problemi con i medicinali di Ivy), le nuove vicende che vengono messe in scena non coinvolgono e non entusiasmano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h49m49s170.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28501" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h49m49s170-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I due episodi iniziali di questa seconda stagione sono complementari ed il racconto si snocciola, fondamentalmente, su binari unici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Karen</strong>, finalmente scelta come Marilyn, ottiene la sua vendetta su Ivy e prende a cuore le vicende di due amici di Brooklyn con il sogno di scrivere un musical. Parto subito con <strong>uno dei lati più deboli</strong> di questo inizio di Smash: le vicende del cantante-compositore tormentato, che cerca di sabotare la sua stessa creazione, è noiosa e poco empatica. La scarsa originalità di questa scelta, in pieno stile Gossip Girl, non porta niente di nuovo e di appassionante alla narrazione. È già facile immaginare che <strong>Jimmy</strong> sarà il nuovo interesse amoroso di Karen, ma si fatica a capire davvero quali possano essere gli sviluppi futuri di rilievo; in più questa tanto decantata bellezza dell’opera creata da Jimmy e dal suo ben più simpatico amico <strong>Andy</strong> fatica a palesarsi. <strong>L’impatto che aveva avuto Bombshell all’inizio non è nemmeno paragonabile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h50m41s172.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28502" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h50m41s172-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>Se la protagonista principale non se la passa bene, certamente interessa di più il percorso di <strong>Ivy</strong>: odiata da Karen per essere andata a letto con il suo ex, e dopo il fiasco terribile alla sua ultima apparizione in un musical, <strong>è artisticamente ad un punto morto</strong>. Tornare a dover fare provini, come se l’esperienza Bombshell non esistesse nemmeno, è devastante per quella ragazza la cui voce certamente meriterebbe più attenzione. Peccato che lo spunto creativo interessante che si era generato – l’attrice che, non riuscendo a sfondare, medita sul farsi una vita nel “<em>mondo fuori Broadway</em>” – sia stato rapidamente bruciato nel giro di un solo episodio. Sarebbe un aspetto da non sottovalutare se si dovesse puntare più sul fronte generale del mondo dello spettacolo, riportando così al centro la vita degli artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le difficoltà economiche di <strong>Eileen</strong> non appassionano granché, ed i dubbi di <strong>Derek</strong> sul proprio fascino virile creano più imbarazzo che divertimento, ci ripensa il bel rapporto tra <strong>Julia e Tom</strong> a risollevare un po’ la baracca. La donna, che in breve si ritrova a dover affrontare il fallimento del suo matrimonio e le feroci critiche alla sua scrittura, ha un comprensibile <strong>crollo nervoso</strong> che si risolverà solamente quando <strong>Tom smetterà</strong> <strong>di proteggerla</strong> per metterla di fronte alla verità nuda e cruda: o si riprende o non potrà più uscire dal vortice in cui è finita. L’idea di metterli in un unico appartamento funziona, anche se richiama in alcuni momenti l’esperienza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Will_%26_Grace"><strong>Will&amp;Grace</strong></a> che con <strong>Debra Messing</strong> è impossibile non tenere a mente. La cosa, però, funziona. E quindi va anche bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h51m15s246.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28503" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h51m15s246-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo punto su cui vorrei soffermarmi è la partecipazione alla serie di <strong>Jennifer Hudson</strong>: la sua voce è incredibile, la sua presenza scenica sicuramente importante, ma il suo ruolo è del tutto marginale e poco stimolante. Se <strong>Uma Thurman</strong> era stata inserita brillantemente per creare un po’ di scompiglio, la Hudson è un ottimo contorno ma poco più; la sua presenza acchiappa-ascolti è fin troppo evidente. L’augurio è che nelle sue prossime comparsate possa avere un ruolo più interessante, fosse anche solamente di guida per Karen ed il suo successo in arrivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h52m08s21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28505" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-10-20h52m08s21-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a><strong>Smash</strong> ci ha fatto rientrare nel suo mondo fatto di ottime canzoni ed brillanti interpretazioni che, come già capitava lo scorso anno, si evidenziano soprattutto con quelle originali; <strong>le cover</strong>, infatti, <strong>soffrono ancora di un tentativo di imitazione che non stupisce né coglie nel segno</strong>.<br />
La domanda da porsi, ora, è: il cambio di showrunner ha modificato la sostanza di Smash? La risposta è sicuramente no. <strong>I pilastri di Smash sono rimasti immutati</strong>, il pubblico di riferimento è ancora quello popolare, da rassicurare senza guizzi di particolare enfasi, rimanendo su una dignitosa sufficienza. Le difficoltà però sono dietro l’angolo: l’esordio è disastroso sul profilo degli ascolti e la speranza è che i grandi nomi (<strong>Liza Minnelli</strong> su tutti) che dovrebbero fare la loro comparsa non siano sfruttati solo nella speranza di migliorare la situazione, ma anche per dare nuova linfa ad una trama che, pur evolvendosi, sembra essere sempre ferma sullo stesso punto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto Episodio 1: 7<br />
Voto Episodio 2: 6</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Glee &#8211; 4&#215;11/12 Sadie Hawkins &amp; Naked</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 19:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glee]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una lunga attesa, una delle serie migliori del panorama televisivo fa il suo ritorno sugli schermi, regalandoci due episodi di grande poesia, con una profondità e trama invidiabili. Oh, no, scusatemi. È tornato Glee e dimenticate tutto quello che avete letto sinora.
C’è poco da girarci  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h52m04s208.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28304" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h52m04s208-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo una lunga attesa, una delle serie migliori del panorama televisivo fa il suo ritorno sugli schermi, regalandoci due episodi di grande poesia, con una profondità e trama invidiabili. Oh, no, scusatemi. È tornato Glee e dimenticate tutto quello che avete letto sinora.<span id="more-28303"></span></p>
<p style="text-align: justify;">C’è poco da girarci intorno: ormai <strong>guardare Glee lo si fa più per abitudine</strong>, per qualche trovata musicale e per il legame con dei personaggi che, negli anni scorsi, hanno saputo regalarci momenti divertenti, emozionanti, con degli ottimi messaggi per i più giovani. Adesso, però, questa serie non è altro che una pallida imitazione di se stessa: poche idee, ancor meno quelle belle e un grande desiderio di far cassa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4&#215;11 Sadie Hawkins</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h51m27s67.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28306" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h51m27s67-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il ritorno dalle vacanze natalizie è caratterizzato da <strong>un episodio piuttosto povero di idee</strong>, ma che in alcuni momenti lavora anche benino. Il titolo si riferisce ad una particolare festa americana in cui i ruoli uomo/donna sono invertiti: sono queste ultime, infatti, a scegliere ed invitare il compagno e non viceversa, come si vede molto più frequentemente. Non si capisce molto bene qui quale sia il messaggio “sociale” da lanciare, anche perché quest&#8217;angoscia di non essere scelti per il ballo dev&#8217;essere qualcosa di spiccatamente americano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma andando oltre al debole tessuto iniziale, <strong>Glee ritorna all&#8217;abituale danza degli accoppiamenti</strong> e più improbabili essi sono, più ci piacciono. In un colpo solo, scopriamo che <strong>Tina</strong> è segretamente innamorata di <strong>Blaine</strong>, il quale ha una cotta per l’etero <strong>Sam</strong> che è invece interessato a <strong>Brittany</strong>. E date le tendenze saffiche di quest’ultima, non avrebbe stupito la quadratura del cerchio. Il personaggio di Blaine, che esce dalla fine della relazione con Kurt a pezzi, si getta a capofitto in un interesse per Sam (che ormai da un po’ di tempo è diventato un perfetto imbecille) del tutto irrazionale, come lui stesso ammette, ed innamorato persino di quelle assurde e raggelanti imitazioni che ne sarebbero il punto forte. Quello che Glee in altre occasioni è riuscito a raccontare con grande maestria – i turbamenti ed i sentimenti adolescenziali – <strong>stavolta non funziona</strong>, riportando il tutto nel novero del già visto e già sentito, senza preoccuparsi più di trovare una via originale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h45m45s247.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28307" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h45m45s247-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È per questo che bisogna anche vedere il personaggio di <strong>Adam</strong> come un interessante nuovo elemento nell&#8217;equazione che coinvolge <strong>Kurt</strong> e New York. La Grande Mela, centro ancora una volta dei momenti migliori della serie, ci riporta ad un Kurt più sorridente e divertito, scalzando finalmente via quel personaggio depresso con cui abbiamo avuto a che fare ultimamente e che piaceva davvero molto agli autori. Sarà per il suo accento british, sarà per la solarità che sembra portarsi dietro, ma <strong>Adam funziona</strong> come nuove inserto e potrebbe regalarci dei momenti molto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le canzoni dell’episodio, bisogna ammettere che non rimarranno certamente impresse nella memoria collettiva: senza infamia e senza lode.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 6</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4&#215;12 Naked</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h49m24s94.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28308" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h49m24s94-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Finalmente gli autori gettano via la maschera</strong> e rendono, quanto mai finora, palese il loro obiettivo di sbarcare il lunario e rimpolpare gli indeboliti ascolti dell’ultimo periodo. Avendo ormai formato intorno a sé un pubblico di ragazzine <em>ormonose</em>, quale modo migliore per richiamarle all’appello se non quello di spogliare i prestanti maschietti che ne compongono il cast? Ecco così un <strong>episodio completamente inutile</strong>, infarcito di canzonette pop e povertà autoriale da far paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è nuovamente scelto di abbandonare l&#8217;aspetto più originale, ossia le difficoltà e le disavventure di alcuni personaggi in un nuovo mondo (ovviamente mi riferisco all&#8217;aspetto New York), e ci si concentra sul liceo, dove tutto è tornato nell&#8217;abituale stantio. Soprattutto in Ohio, infatti, gira che ti rigira ci si interessa ai soliti problemi a cui si cerca una soluzione differente dagli anni precedenti: ritorna così l&#8217;annosa (???) questione dei finanziamenti per pagarsi il mezzo di trasporto per le Regionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h46m30s182.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28311" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h46m30s182-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">C’è una cosa che salvo parzialmente: <strong>Rachel</strong>. Se nello scorso episodio aveva avuto ben poco spazio, questa volta le viene lasciato più spago, complice anche la decisione di partecipare ad uno spettacolo studentesco senza veli. <strong>L’idea di accostare le due Rachel</strong> – quella moderna e quella delle prime stagioni a cui siamo più affezionati &#8211; durante <em>Torn</em> di <em>Natalie Imbruglia</em>, <strong>è brillante</strong>. Farci vedere con estrema immediatezza il cambiamento avvenuto tra la Rachel di oggi, più sicura di sé e del suo corpo, e quella ragazzina dalla voce potente ma dall’aspetto di un’allegra pensionata degli anni cinquanta, rende esplicita un&#8217;evoluzione che in alcuni momenti ci era sembrata troppo improvvisa. <strong>Il problema è che questa profondità è un sussulto di vita e non certamente l’apice di un bel percorso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h48m42s234.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28313" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h48m42s234-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Sempre a New York, <strong>Santana</strong> e <strong>Quinn</strong> raggiungono Rachel per farle la morale sullo spettacolo che ha intenzione di fare. <strong>Il difetto più evidente è</strong> – oltre alla solita cattiva gestione delle guest star – <strong>un’improvvisa moralità puritana</strong> della serie. Se è giustissimo un discorso sul filmato sessuale sfuggito dal controllo di Santana, non si può certamente mettere sullo stesso piano con la scelta artistica di un nudo. Capisco che siamo sulla <strong>FOX</strong>, canale storicamente conservatore, ma <strong>Glee non aveva risparmiato momenti piuttosto coraggiosi</strong>, parlando del sesso tra adolescenti senza morbosità o falsi moralismi; anche perché se una delle motivazioni è che si tratta solo di uno spettacolo studentesco, allora vien da chiedersi se il nudo sia lecito in uno spettacolo in cui si viene pagati in maniera più considerevole. Non sarebbe altrettanto amorale, allora?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h49m58s226.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28318" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/02/vlcsnap-2013-02-05-21h49m58s226-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il resto è noia</strong>. Il discorso è: spogliamo i maschi e facciamo un calendario per pagarci le Regionali (<strong>ah, vengono riammessi per doping dell&#8217;altro gruppo, ci avreste mai scommesso?</strong>). Il voler spiegare tale situazione mediante la crisi mistica di <strong>Sam</strong>, se può essere considerata una buona trovata, è indebolito da quello che è l’obiettivo primario dichiarato: facciamo notizia e rialziamo gli ascolti (che, però, non stanno comunque rispondendo positivamente). <strong>Le vicende di Sam</strong> – ossia parlare della sua conclamata stupidità, che però è elemento portante di quest’anno – <strong>non scaldano particolarmente il cuore</strong> anche perché non suonano granché originali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un episodio, quindi, che alla fine della fiera poteva benissimo evitarsi e che ha reso drammaticamente evidente la carenza di idee e stimoli in cui questa serie è caduta. A fronte di momenti musicali discretamente interessanti, anche se ormai prevalentemente di stampo pop moderno, a difettare continua ad essere una trama che non pone lo spettatore nelle condizioni di apprezzare la serie, col rischio di continuare a perdere di attrattiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 5</strong></p>
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		<title>The Following &#8211; 1&#215;01 Pilot</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 22:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove Serie 2012/13]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione episodi]]></category>
		<category><![CDATA[The Following]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>
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Questo 2013 si apre, televisivamente parlando, con una delle serie TV più attese dell’anno. Scritta da Kevin Williamson, noto tra l’altro per la saga di Scream e The Vampire Diaries, The Following è una serie elettrizzante, brillante e al cardiopalma, che regala alla FOX un sospiro di sollievo in  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify; font-size: 0.8em;" href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h50m32s149.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27901" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h50m32s149-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo 2013 si apre, televisivamente parlando, con una delle serie TV più attese dell’anno. Scritta da Kevin Williamson, noto tra l’altro per la saga di Scream e The Vampire Diaries, The Following è una serie elettrizzante, brillante e al cardiopalma, che regala alla FOX un sospiro di sollievo in quest’anno nero.<span id="more-27892"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>With such name as `Nevermore’.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che il cinema e la televisione, negli ultimi anni soprattutto, si siano dedicati molto ai problemi mentali, è un dato di fatto. Serie TV più o meno valide, da <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-g-m/homeland/">Homeland</a> ad <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-a-f/american-horror-story/">American Horror Story: Asylum</a>, passando per Perception e soprattutto <strong>Criminal Minds</strong>, hanno dedicato ampio spazio all’indagine psicologica della mente umana. Su un filone narrativo simile all’ultima serie citata, anche questo <strong>The Following apre le porte alla follia</strong>, e lo fa nella sua maniera più visceralmente violenta: con l’immagine del serial killer.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h53m17s27.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-27895" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h53m17s27-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Figura tanto temuta quanto oscuramente affascinante, il <strong>serial killer</strong> colpisce per la freddezza del suo percorso e la costruzione di un progetto, di un piano, che non ha nulla a che vedere con il normale modo di pensare della gente comune. Il serial killer terrorizza – e su questo potremmo dilungarci enormemente, soprattutto facendo riferimento al sublime <strong>Joker</strong> di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005132/">Heath Ledger</a> – perché genera il panico ed il caos in tutti coloro che potrebbero essere sue potenziali vittime. Ma <strong>televisivamente parlando, è una figura che buca lo schermo</strong>, soprattutto se il suo ruolo viene interpretato da qualcuno come <strong>James Purefoy</strong> che unisce il gotico fascino di <strong>Edgar Allan Poe</strong> alla glacialità di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danny_Rolling"><strong>Danny Rolling</strong></a>, l&#8217;assassino seriale americano che ha ispirato più volte Williamson.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La trama di base della serie è abbastanza semplice</strong>: allontanato dal Bureau, <strong>Ryan Hardy</strong> viene richiamato in servizio dopo l’evasione di <strong>Joe Carroll</strong>, un serial killer che anni prima aveva ucciso un nutrito numero di ragazze universitarie sue allieve di Letteratura. Data la sua esperienza (era stato lui, infatti, a catturarlo la prima volta), Hardy viene nuovamente lanciato in quell’incubo da cui sperava d’essere uscito. A questo si aggiunge la diffidenza dei suoi colleghi e la paura ed empatia verso l’unica vittima sopravvissuta, oltre all’ex moglie di Carroll.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h50m54s1362.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27896" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h50m54s1362-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong>Il primo plauso va immediatamente fatto</strong>, oltre a Purefoy, <strong>a Kevin Bacon</strong>, uno degli attori hollywoodiani più sottovalutati: la sua interpretazione dell’ex agente dell’FBI, anche se in sé si tratta di un personaggio non particolarmente originale, è piuttosto efficace ed asciutta. Sia l’empatia che la rabbia emergono nella sua recitazione senza sembrare mai affettate o artificiose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buona l’interpretazione dei comprimari</strong>, a cui però viene dato troppo poco spazio per mostrarsi seriamente. Altra nota sicuramente positiva è il comparto musicale, pregiato e quasi mai invadente, tranne in qualche scena d’azione. La regia è affidata a <strong>Marcos Siega</strong>, che per Williamson aveva già girato il pilota di <em>The Vampire Diaries</em>. La sua regia è, purtroppo, di mestiere, senza elementi di particolare spicco, ma senza nemmeno cadute di stile. <strong>Di particolare efficacia i flashback</strong> e soprattutto la loro breve durata che permette di inquadrare senza troppi fronzoli gli elementi fondamentali legati ad un passato che, chiaramente, verrà svelato nella sua interezza con il passare degli episodi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Signore aiuta la mia povera anima”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h52m37s143.jpg"><img class="size-medium wp-image-27897 alignright" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h52m37s143-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Uno degli elementi più interessanti di questo primo episodio è sicuramente l’ottima trovata del network di “<strong>amici</strong>” del serial killer. Senza star qui a svelare nulla di fondamentale, il fenomeno delle groupie dei serial killer è qualcosa di ben noto. Qui, però, si raggiunge un livello sicuramente superiore e che impreziosisce un pilota che, altrimenti, sarebbe potuto benissimo essere un film per il cinema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’unico punto dolente riconoscibile è la preoccupazione circa il futuro della serie</strong>. Pur avendo a disposizione un totale di 15 episodi, sembra intravedersi il rischio di annullare l’ottima spinta iniziale e trasformare tutto in un procedurale stantio e già visto. La speranza è che, dopo questo ottimo pilot, si prenda una direzione non lontana da <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-n-z/person-of-interest-serie-n-z/"><strong>Person of Interest</strong></a>, serie lodata a più riprese per essere stata in grado di gestire perfettamente i numerosi episodi a sua disposizione (dopo qualche puntata di assestamento).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h52m00s29.jpg"><img class="size-medium wp-image-27898 alignleft" src="http://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2013/01/vlcsnap-2013-01-23-18h52m00s29-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo elemento di analisi riguarda una delle argomentazioni che ha fatto storcere il naso a vari critici, ossia la non poca <strong>violenza presente all’interno del pilota</strong>, soprattutto in una serie – è il caso di sottolinearlo – che non va in onda su una rete via cavo, ma sulla <strong>FOX</strong> (<strong>lo stesso canale di <a href="http://www.seriangolo.it/category/serie-tv/serie-g-m/glee/">Glee</a></strong>, per intenderci), nota per le proprie posizioni conservatrici e per il non sempre ottimale trattamento delle proprie serie. Eppure, la violenza presente in questo episodio non è gratuita, ma spesso funzionale nel creare la giusta tensione nello spettatore nei confronti delle oscenità e crudeltà del personaggio di Purefoy. D’altronde, se ultimamente si parla sempre più spesso della bellezza delle serie via cavo americane contro quelle delle generaliste, qualche provvedimento va pur sempre preso.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivando al nocciolo della questione, <strong>l’esordio di The Following non può passare certamente inosservato</strong>. Un ottimo thriller a tinte forti con un cast d’eccezione e la possibilità (e speranza) di poter fare molto bene anche in futuro, soprattutto basandoci sull’ottimo finale. <strong>Un consiglio? Guardatelo</strong>. <strong>Non ve ne pentirete</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voto: 8 ½   </strong></p>
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