Dopo il toccante doppio episodio che ha segnato l’addio dello storico regional manager della Dunder Mifflin, gli autori di The Office sono impegnati nell’arduo compito di dimostrarci che lo show può andare avanti anche senza Steve Carell.
E in questi due episodi sembrano esserci riusciti.
7×23 – The Inner Circle

Superato questo primo impatto emotivo, però, sono riuscito a tuffarmi nelle vicende della puntata, che vede il nuovo manager della Dunder Mifflin finalmente all’opera.
Nonostante DeAngelo dichiari di non volere gente che lo assecondi, forma intorno a lui un “inner circle” con cui scherza, gioca, condivide opinioni e favoreggia.

Nella cerchia non si fa altro che appoggiare e assecondare qualsiasi cosa dica il capo, arrivando persino a contraddirsi o a dire stupidaggini: in pratica, danno al loro nuovo boss quell’approvazione che Michael aveva sempre desiderato di ottenere. Se non fosse, però, intrisa di falsità e giroconti personali.

L’unico che appare indissolubile e integro è un Dwight imperiale, che si limita a compiere il suo lavoro – bene – senza fare il leccaculo. In lui gorgoglia il desiderio di avere quel posto, e non scende certo a compromessi con colui che lo detiene.

Trova spazio in questo episodio anche (finalmente!) Ryan, il personaggio più falso e imbroglione dopo l’inarrivabile Creed, che ottiene la posizione di Supervisore di Kelly semplicemente comportandosi come se lo fosse. E quando l’indiana decide di vuotare il sacco, paragonandolo a Rango, la sua difesa con “I did not see Rango” è semplicemente geniale.

Così alla Dunder Mifflin serve già un nuovo manager. And now what?, per citare Jim.
Episodio migliore di quello che si ci poteva aspettare: la puntata dopo l’addio del protagonista è certamente la più difficile. Ma The Office, fortunatamente, ne ha 20 di protagonisti.
Ogni personaggio ha una solidità eccezionale, particolarità proprie inconfondibili e soprattutto una comicità che sembra naturale e non costruita – e questo è un po’ un marchio di fabbrica di The Office.
Voto: 7,5
7×24 – Dwight K Shrute, (Acting) Manager

Dopo aver mostrato un po’ il suo lato nerd che lo ha sempre contraddistinto (con un vago riferimento a The Walking Dead) il buon Dwight mette in atto numerosissime novità: da un antico orologio marcatempo ad enormi biglietti da visita, dal bloccare alcuni siti internet, all’imporre pause pranzo scaglionate. Ovviamente l’arredamento dell’ufficio assume una primaria importanza: armature orientali, piranha, pistole, quadri e una possente scrivania in marmo campeggiano nell’ufficio dell’acting manager.


Sono sicuro che – probabilmente già nel season finale – il mezzo-sordo riconquisterà la receptionist (di cui sono innamorato anche io, ma questa è un’altra storia).

La sua leadership comica è minata da un solo altro personaggio.
Jo infatti forma un “search committee” (formato da Jim, Gabe e Toby) per eleggere il nuovo manager; nel frattempo, però, chiede ai tre chi sia il dipendente più anziano in modo che sia lui l’interim manager finchè non verrà eletto il nuovo.

SCENA EPICA.
Voglio uno spin off di The Office con Creed regional manager, assolutamente. La Dunder Mifflin inizierebbe presto a spacciare droga invece di vendere carta, ma vabè 😀
Puntata eccezionale che, devo ammetterlo, mi ha fatto per un attimo dimenticare la grande assenza di Michael. Non l’avrei mai detto, ma The Office potrebbe davvero funzionare senza di lui.
Tutto questo in attesa del Season finale di questo giovedi, dove sarà deciso il nuovo manager e che brulica di guest stars d’eccezione (se volete saperle, leggete qui).
Voto: 8,5
NOTE
– Ormai è più di un anno che Daryil è stato promosso, e ora frequenta anche la Business School. Non mi stupirei se fosse un candidato a rimpiazzare Micheal.
– Stesso discorso per Andy, che sta acquisendo sempre più sicurezza in sè stesso.
– Spero gli sceneggiatori riescano a salvare il personaggio di Toby, che senza Micheal rischia di diventare insignificante.
– Kelly potrebbe essere incinta. Povero Ryan 😀




Creed Manager! Chiudete l’universo. xD