Regia tesa, colonna sonora puntuale, interpretazioni infallibili e fotografia magistrale. E’ arrivato un nuovo episodio della migliore serie in circolazione.
La puntata si apre in medias res, con Walt che ancora una volta risponde alla sua impulsività per assicurare la salvezza del suo partner-figlio. Heisenberg è un animale pericoloso e in condizioni così incerte le riflessioni posate non sono minimamente in discussione, tanto che si lancia in una visita inopportuna a Gus nel suo luogo di copertura. Dirigersi verso Pollos con pistola alla mano è un ulteriore affronto ai limiti di Gus, l’ennesimo attacco alla sua soglia di sopportazione. Ma non è lì, per sua fortuna. Essere più attenti è sempre stato il rimprovero fatto a Jesse, ma quando è proprio lui ad essere in pericolo Walt perde ogni straccio di professionalità, riversandosi sotto i riflettori di commesse scorbutiche come se nessuno, ancora, potesse sospettare di lui. I dettagli sulla strada, sulla cintura che batte in auto, sullo sforzo in laboratorio e la soggettiva appannata attraverso gli occhiali da lavoro, riprendono al meglio il suo attuale senso di disorientamento. Non a caso la regista dell’episodio, Michelle MacLaren, si era già fatta notare in “One Minute”, uno degli episodi clou della terza stagione. Quelle sferzate di adrenalina non sono ancora tornate, dopo la premiere di questa stagione, ma i silenzi e l’apparente normalità costruiscono la tensione in maniera persino più efficace, esplorando il deserto aspro del New Mexico e quello interiore dei protagonisti e avvicinandoci a svolte imprevedibili.
Durante quella corsa in auto, ansiosa e ansiogena, Walt lascia il suo epitaffio d’amore alla famiglia, quelle che potrebbero essere le sue ultime parole: “I love you”. Skyler scambia l’atto di disperazione per una confessione spontanea, riaccendendo con il sesso quella fiamma che ben presto sarà spenta per tornare a parlare di tagli di capelli e ammorbidente, riportando la coppia nella quotidianità passata. Ma se il sesso riconciliante perde subito di ardore, l’ombra del tradimento è ancora presente nella tazza da caffè su cui troneggia il nome del viscido Beneke. Ci sono ancora fantasmi irrequieti in casa White e la mania di controllo di Skyler non aiuta di certo l’esitazione del marito: torna a casa, Walt e torna Martedì, fingi umiliazione per un problema che non hai, firma queste carte e tieni ben stretto il guinzaglio. A questo punto, però, l’attenzione della “mob-wife” è quasi vitale per l’impulsivo WW, che sembra di nuovo soffocato dall’insoddisfazione. 

Chi invece mostra capacità di reazione sensata è proprio l’allievo. Jesse viene fuori dal suo limbo da coscienza sporca, riacquista forza e al contempo ci dimostra che vivere gli interessa ancora, impugnando un mazzo di chiavi come arma. Il montaggio velocizzato ed ellittico della sua noia durante i “pickups” porta lui, e noi, ad un senso di quiete (e focus sul lavoro), necessaria a diminuire la pressione di Jesse prima di testarne il comportamento. Questo perché le intenzioni di Gus non riguardano un omicidio pulito in terre desertiche, sempre meravigliosamente dipinte, bensì una manipolazione psicologica per testare il carattere del giovane omicida e, magari, assorbirlo nella lotta contro Walt, sfrenato e incontrollabile. 


VOTO: 9
– Jesse, tramortito dalla noia in auto, mugugna “Fallacies”, la canzone dei TwaughtHammer, con Badger alla voce: Minisode.
– L’ossessione di Marie per il viola sta toccando vertici inquietanti.
– Anna Gunn, l’attrice che interpreta Skyler è incinta, motivo per cui sembra un barile.
– Gale è descritto come un mix tra Scarface e Mr. Rogers, similmente alla descrizione che Vince Gilligan fa di Walter: “Mr Chips che diventa lentamente Scarface”.


9?????????
Allora suppongo che anche un 3×06 o 2×09 abbiano preso 20….
complimenti ottima analisi della puntata!
Grazie!
Breaking Bad è così, va da 8 a incalcolabile!