Person of Interest – 1×02 – Ghosts 2


Person of Interest - 1x02 - GhostsA piccoli passi. È questa la formula di J.J. Abrams e Jonathan Nolan nel loro progetto “Person of Interest”, giunto al secondo episodio. Se già il primo è risultato piuttosto convincente, il secondo si muove con eguale maestria, se non, in qualche caso, risultando persino migliore del Pilot.

« Vi stanno osservando. Il Governo ha un sistema segreto di sorveglianza, una macchina che può spiarvi ogni ora di ogni giorno. Lo so perché l’ho costruita io »

L’incipit introduttivo è sicuramente efficace e diretto. Una introduzione che in breve riassume quanto accaduto nello scorso episodio e che mette in luce tutti i punti su cui questa serie intende, per ora, giocare.

In primis, i due protagonisti, il misterioso Finch ed il combattivo Reese. Michael Emerson ha qui modo di risplendere ancora maggiormente, diventando protagonista assoluto della serie (seppure, bisogna ammettere che anche in Lost si era ritagliato uno spazio piuttosto ampio di movimento). Se nell’episodio pilota ci si è molto più concentrati su Reese e della sua fantomatica donna, qui l’occhio della telecamera (e mai definizione sembra essere più appropriata, considerando che l’effetto spia della sorveglianza è una costante durante tutti i 40 minuti) è portata su Finch, uomo ricchissimo dall’ingegno straordinario, ma altresì piuttosto messo male nelle sue condizioni fisiche.

Con l’uso del flash-back (il mezzo preferito dagli americani per spiegare quanto accaduto in passato) veniamo a sapere che nel 2002, mentre Finch stava progettando la Macchina, era ancora perfettamente in grado di correre. Quindi la sua zoppia e quella rigidità fisica che sembra impedirgli di girare il collo diventano a tutti gli effetti un mistero bello e buono. Che cosa è successo a Finch?

Un altro aspetto importante dell’evoluzione del personaggio è che, sempre nel passato, egli sembrava essere molto meno interessato ai crimini “irrilevanti”, quelli che il governo ignora e che la squadra Finch&Reese adesso cerca di risolvere. Cos’è che gli ha fatto cambiare idea? Chi è l’uomo con cui parla – e con cui sembra essere molto in confidenza? E, soprattutto, chi è che ha perduto?

Person of Interest - 1x02 - Ghosts

Per quanto riguarda Reese, invece, si continua a tratteggiarlo come una persona dalle mille risorse, nel posto giusto al momento giusto. Anche se Caviezel sembra essere molto nella parte – ritengo che sia stato troppo spesso sottovalutato in passato – a tratti il suo personaggio risulta essere un po’ troppo eccessivo (la scena del TIR credo sia piuttosto esplicativa). Quando, però, si inizia a sentire il primo cedimento strutturale, ecco che Reese le prende di santa ragione in lavanderia e, anche se ovviamente riesce a salvarsi, non può non perdere quell’alone di invincibilità che rende personaggi di altre serie assolutamente irreali (qualcuno ha detto Hawaii Five-0?). Se, però, ci si è fermati sull’avanzamento della sua storia personale, a mandare avanti i tasselli e permettere ai telespettatori di conoscere meglio le sue azioni ci pensano le indagini del Detective Carter. Sia ben chiaro, se dovessi indicare una delle leggerezze maggiori della serie, probabilmente parlerei dei personaggi minori. O meglio, della loro totale assenza. Perché se il Detective Carter è fuori dalla storia – segue più il filone già troppo sfruttato del poliziotto che insegue il protagonista e rischia quasi inevitabilmente alla fine di schierarsi dalla sua parte -, l’altro personaggio ricorrente, il Detective Fusco, è per ora non pervenuto.

Per quanto sia Emerson che Caviezel siano incredibili – e sinceramente ritengo che con due attori di minor calibro il telefilm avrebbe perso la metà del suo fascino -, da soli non potranno bastare a lungo. Hanno bisogno di personaggi con cui dividere il peso dell’episodio, anche in virtù di una credibilità maggiore; alla lunga, infatti, potrebbe iniziare ad essere surreale che un solo uomo, per quanto addestrato, possa andare in giro per New York a rivestire i panni del vigilante.  Person of Interest - 1x02 - Ghosts

Il caso dell’episodio è interessante, soprattutto per la ricerca di una ragazza data per morta e che, invece, la Macchina scopre. All’interno dell’armonia della puntata ha scarsa rilevanza (ed il finale rassicurante è anche evitabile), seppure sia un ottimo spunto per permetterci di vedere anche le difficoltà di Finch nel correre e nello sfuggire ad un assassino assoldato per eliminare la ragazza che sta proteggendo. È interessante anche notare come egli, seppure sia stato scoperto da Reese a lavorare come dipendente in incognito in una sua società, alla fine torni ad essere latitante anche per il collega, ammettendo di non fidarsi di nessuno nonostante egli stesso avesse convinto la ragazza a fidarsi di lui.


Insomma, seppure a passi lenti, qualcosa si sta muovendo. Non una vera e propria trama orizzontale, ma un approfondimento dei personaggi che è una peculiarità sia di Lost che del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan (ma di cui Jonathan è co-sceneggiatore). In più, i numerosi interrogativi legati al passato dei protagonisti, oltre a quelli riguardanti la “macchina”, inevitabilmente rendono più interessanti gli episodi stessi.

E chi è reduce – come me – di Lost, non può non apprezzare i punti interrogativi, nella speranza di avere, stavolta, risposte un tantinino più chiare. Sempre che gli ascolti siano un po’ più indulgenti, perché per ora non brillano particolarmente.

Voto: 8

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Informazioni su Mario Sassi

Ormai da anni ho capito che il modo migliore per trascorrere le ore in aereo è il binge watching di serie TV. Poche cose battono guardare LOST mentre si è sull'oceano.


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2 commenti su “Person of Interest – 1×02 – Ghosts

  • dezzie86

    Ciao Mario! Io non sono d’accordo con te per quanto riguarda il voto. Non lo so, non mi convince ancora del tutto. Premetto: la storia ha ENORMI potenzialità, l’intrigo è costruito bene, soprattutto i due personaggi principali hanno un passato nebuloso che sarà divertente scoprire piano piano. Ma i due casi di questi due episodi sono senza nè capo, nè coda, secondo me. Per non parlare di Reese che sembra Terminator giovane. Ci sono in questa puntata tante piccole forzature (come fa il sicario a sapere a che piano dell’hotel si trovano gli obbiettivi? Come fa Reese ad arrivare proprio nel momento esatto per salvare la vita a tutti? Ha tirato ad indovinare?). Ecco, sono queste le cose che mi fanno storcere un po’ il naso.
    Ma la fiducia in Nolan è tanta, per cui vedrò tutta la stagione e poi tirerò le conclusioni. 😉

     
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    Ciao dezzie! (Scusa, ma non conosco il tuo nome).
    Dunque, alcune delle titubanze che hai avuto te, le ho notate anch’io.
    In primis soprattutto l’aspetto di Reese-Terminator, forse per quello mi è piaciuto che le abbia prese (seppure, comunque si sia parzialmente redento). Se non fosse questa coppia d’autori, probabilmente griderei allo scandalo, ma forse credo che lo si voglia dipingere in questo modo per poi “smontarlo” quando si tratterà di parlare della sua storia personale. Sono supposizioni, quindi probabilmente verrò smentito a breve.
    Ammetto che l’effetto “novità” è quello che maggiormente mi sta colpendo, e l’analisi dei personaggi la trovo funzionale. Certo è che bisognerà attendere ancora un po’ per averne un’opinione più chiara. Quel che è certo è che così non potranno continuare a lungo, perché poi anche l’effetto novità si perde 🙂