
“Ringer” sembra cavarsela bene nel momento in cui decide di abbandonare uno dei due generi, e anziché mescolarli li separa nettamente: o mystery o soap opera, una via di mezzo è poco incisiva.
Questo quarto episodio si muove più sul versante del drama, per cui lo spettatore sa bene cosa aspettarsi. Allo stesso tempo, probabilmente è anche l’episodio finora più bello proprio perché vive, come la protagonista, una “doppia vita”, che però viene, per così dire, “svelata” solamente nel finale: nel colpo di scena conclusivo (anche se sarebbe meglio parlare di colpi, al plurale, poi vedremo perché…), la storyline thriller ritorna preponderante. Questa scelta potrebbe quindi risultare ancora una volta una cattiva mossa (come accaduto, appunto, negli episodi precedenti), ma sfruttata in questo modo ha un che di convincente.

La vera sorpresa, però, come dicevo, sta nel personaggio di Siobhan: per tutta la puntata ho avuto l’impressione che gli autori avessero commesso un grossissimo errore delineandone una fragilità che, se da un lato la rende più umana, dall’altro, quello più propriamente drammatico, non è affatto convincente. Se questa donna è la “cattiva”, le sue titubanze e le sue debolezze, i suoi sentimenti e le sue mosse anche più normali, non possono essere rimbalzate per trasformarla quasi in una vittima. Ci ha pensato la scena in cui fruga nella cartella dell’amante a rimettere tutto in gioco, e anche a farci capire di essere stati ingannati fino a questo momento (e a farci tirare un sospiro di sollievo): Shioban è un’abile doppiogiochista, una manipolatrice e profittatrice, ed è anche decisamente brava nel fingere di essere quello che non è (e del resto, la sorella non è forse bravissima anch’ella ad interpretare lei? Questi film e serie su attrici che interpratano attrici…).

“Ringer” non sarà una grande serie, ma qualcosina per continuare a seguirla ce l’ha (anche se forse potrebbe essere semplicemente la mia natura curiosa: voglio proprio vedere come mi risolvono certi inghippi apparentemente irrisolvibili, come la gravidanza!) .
In definitiva, un episodio discreto di una piccola serie un po’ anomala.
Voto: 6/7
