The Playboy Club: 1×02 – The Scarlet Bunny


The Playboy Club: 1x02 - The Scarlet Bunny Eccoci arrivati alla seconda puntata di The Playboy Club, la serie che promette di far felici noi maschietti mischiando sapientemente conigliette e intrighi di mafia. Dopo un esordio più che positivo a livello di originalità di struttura e di concept e un po’ meno per quanto riguarda gli ascolti (solo 5 milioni), ci addentriamo nel nuovo episodio sperando che le aspettative sviluppate dal Pilot vengano soddisfatte.

Purtroppo queste vengono inizialmente deluse da un inizio di puntata abbastanza fiacco nonostante i tentativi degli sceneggiatori di tenere alta la tensione. Buona idea ma non ottima realizzazione in termini di tensione l’arrivo nel club dei due uomini che avevano trovato la chiave del playboy club di Bruno Bianchi alla fine del primo episodio: situazione potenzialmente critica che viene risolta con una facilità immane senza colpo ferire nonostante tutte le possibili complicazioni che potevano venir sviluppate da questa succulenta trovata. Ma torniamo alle nostre amate conigliette, alle prese con l’addestramento indetto da Caro-Lynne ma con la testa altrove e in fibrillazione per via del concorso indetto da Playboy che permetterà ad una coniglietta del club di posare sulla copertina del magazine, ovviamente come mamma l’ha fatta ( non era ancora tempo per la chirurgia plastica alla Nip/Tuck).

Intanto Nick Dalton prosegue inesorabile la propria corsa a Procuratore di Stato, andandosi a scontrare con la dura realtà di Chicago: non si ha niente per niente e per avere l’appoggio di un pezzo grosso come il signor Daley Nick sarà costretto ad andare dal figlio di Bianchi offrendogli la sua collaborazione nella ricerca del padre. Fattore positivo per tenerci a guardare la serie è invece l’evoluzione del personaggio di Caro-Lynne, che acquista tridimensionalità nel corso della puntata mostrandoci lati del suo carattere ancora inesplorati. Non è solo una fredda calcolatrice come poteva apparire, e lo dimostra aiutando realmente Maureen per il concorso. Se nella prima puntata sembrava essere semplicemente una dei villains della serie da questa puntata sembra essere più una mutaforme (Shapeshifter) secondo la definizione di Chris Volger nel suo capolavoro “Il Viaggio dell’Eroe”, ossia un personaggio addetto a seminare dubbi e creare suspense, che non si riesce a inquadrare in una fazione ben definita. Infatti Caro-Lynne rimane una mina vagante e sicuramente avrà di che stupirci nel corso di questa serie: aiuterà Maureen o la farà cacciare? Approfondirà la questione del costume insanguinato o vorrà credere alla versione datale da Maureen?

Nonostante ci siano queste domande nell’aria fila tutto un po’ troppo liscio per tutta la prima mezz’ora senza dare motivi particolari allo spettatore per restare a guardare la puntata, escludendo il gusto retrò che sembra aver contagiato le serie americane (vedi Pan-Am). Nello spettatore sorge subito spontanea una domanda dopo la selezione di Maureen tra le cinque candidate alla copertina e il ricongiungimento tra Nick e Caro-Lynne: perché sta andando tutto così bene? Stanno forse prendendo la rincorsa per far nuovamente precipitare tutto ?

La risposta che possiamo darci è che questa puntata più che sviluppare significativamente il plot serva a tendere l’arco drammatico dei personaggi arricchendoli di sfumature, scale di grigi che nella prima puntata non avevamo visto più di tanto: dal compromesso di Dalton alla confessione di Maureen riguardo al suo passato, passando per i sogni di Brenda di avere qualcosa che non le possa essere portato via come fanno di solito con le ragazze di colore fino ad arrivare a Caro-Lynne che apre il suo lato umano, riusciamo a farci un’idea più precisa di cosa si nasconda dietro i costumi che indossano i personaggi di questa serie, sia esso un completo da avvocato o un attillato costume da coniglietta.

Copri le tue tracce e guardati le spalle, non sai mai quando arrivano i problemi”, ricorda Caro-Lynne a Maureen quando le annuncia che a seguito del rifiuto di Janie sarà lei a posare per la copertina di playboy, a fine episodio. Suona come una minaccia ma anche come un consiglio, tanto per ribadire quanto detto prima sul ruolo enigmatico che andrà ad avere Caro-Lynne nel corso di questa serie. Maureen nonostante ciò decide di tenersi la chiave del defunto Bianchi, segno di immaturità o forse di ingenuità che noi accaniti di serie già immaginiamo le costerà caro. Viene da pensare che per lei sia una sorta di trofeo, segno tangibile di come sia riuscita a cavarsela in una situazione come quella o forse come memento degli errori a cui rischia di andare incontro. Nel complesso questa puntata si rivela un grande punto interrogativo a cui speriamo di dare risposta nel corso delle prossime puntate.

The Playboy Club: 1x02 - The Scarlet Bunny Con grande immodestia, vorrei dare anche io un consiglio, ma agli sceneggiatori: concentratevi sulle storie e sui personaggi in maniera simultanea, non una puntata a testa. Gli intermezzi con le conigliette che ballano e si muovono sinuose, per quanto belle siano, dopo un po’ stufano. Rimaniamo quindi al club, sperando che il prossimo episodio oltre alle belle conigliette porti anche un po’ più di tensione. Nell’attesa, godiamoci un po’ di buona musica e beviamoci su, che questa serie dall’alto potenziale non diventi una delle tante banalità che si vedono sui nostri schermi.

Voto: 7

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Informazioni su lorenzongaro

Giovane sceneggiatore, folle amante della serialità americana: il mio sogno è di riuscire un giorno a scrivere la mia serie tv, e non di quelle porcate all'italiana ma qualcosa che sia almeno paragonabile alla mia serie preferita, Breaking Bad.

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