
Se escludiamo l’agente Machado e Juliet (e di nessuno dei due si sente la mancanza), tutti gli altri personaggi di un certo rilievo giocano la loro parte in questo episodio. A partire da, ovviamente, Bridget, la quale, nei panni della sorella, decide finalmente di prendere la sua vita in mano e cercare di capire cosa stesse passando Siobhan in quel periodo. Eccola quindi presentarsi dalla psicologa (ed avere la conferma del suo alias Cora, come già detto dal dipendente del marito in precedenza) e scoprire quali fossero i problemi di Siobhan e perché prendeva gli anti-depressivi. Anzi, la psicologa è anche funzionale al lato “soft” della serie, quello in cui Bridget capisce di essersi innamorata di Andrew (e, infatti, la loro storia naviga palesemente a gonfie vele). Quello che c’è da capire, adesso, è come andrà avanti questa storia, perché di problemi all’orizzonte ce ne sono molti.

Per quanto riguarda il lato thriller, invece, il tanto vituperato Malcolm assume un nuovo ruolo sicuramente molto più interessante ed attivo. Pochi segnali – per uno che è stato sponsor per molto tempo – lo inducono a pensare che Charlie abbia qualcosa da nascondere. Lo spettatore ovviamente è a conoscenza del suo rapporto con la vera Siobhan, ma adesso sia Bridget che Malcolm hanno le prove che Charlie sia qualcun altro. Non sapendo che Siobhan è ancora viva, ovviamente tutto si piega a favore dell’ipotesi che John Delario (il vero nome di Charlie) fosse l’uomo che minacciava la sorella, seppure i dubbi la facciano da padrone. In ogni caso Malcolm non subisce più passivamente la storia, ma ne diventa parte attiva nel suo ruolo “investigativo”.
È evidente che la vera Siobhan abbia un piano che non sembra più essere legato esclusivamente al denaro di Andrew, ma riguardante anche qualche altro aspetto che però è ben lungi dall’esserci rivelato. I pezzi del puzzle continuano a comporsi: il poliziotto da cui Bridget era fuggita, in realtà, l’ha aiutata a nascondersi. Eppure anche quell’uomo fa parte del piano della sorella. Dato che tutto il progetto ha radici più antiche, bisogna comprendere realmente cosa spaventava Siobhan e quale progetto voglia attuare invece con la sorella.
L’elemento, tuttavia, più importante di tutti è che Gemma non è affatto morta, ma rinchiusa nello scantinato di Charlie. Per di più, Malcolm riesce quasi a salvarla quando si reca in quella casa in cerca di informazioni. Perché tenere Gemma in vita, con tutti i problemi e le preoccupazioni che comporta? Perché non liberarsene, dato che Siobhan non si è posta il minimo problema nello spassarsela con il marito?
Ovviamente non mancano dei difetti, come una sfacciata fortuna che accompagna Bridget, a volte ai limiti del surreale, soprattutto per quanto riguarda l’improvviso cambiamento nel comportamento della donna, passata da essere la evil queen della situazione alla santa e buona fanciulla senza destare l’ombra di un sospetto in nessuno.

Tanta carne al fuoco per gli autori e soprattutto per gli spettatori.
Voto: 8 –

