
Un’accusa che non può esser mossa nei confronti degli autori di Fringe è l’incompetenza. Nonostante un inizio di stagione non troppo brillante – ma parliamo di Fringe, un “non brillante” è sicuramente un “superbo” per altre serie – gli ultimi episodi sono stati davvero straordinari. Pur non esente da alcune perplessità, questa 4×13 non diminuisce l’ottimo lavoro che viene portato avanti, emozionando chi desidera essere emozionato ed intrigando chi predilige essere intrigato.
Partiamo da quello che, per me, è il punto critico: la trama verticale. La storia del “nido di api” impiantato nelle persone poteva sicuramente dare molto di più. Il problema è che la connessione con la storia principale è molto debole, facendo risultare la vicenda poco legata a tutto il resto; certo, è stato utile a mostrare nuovamente la grande umanità di Astrid, ma il problema è che, se non l’avesse detto Peter, io non mi sarei mai accorto della chiusura del caso. E quelli che hanno ucciso il loro “padre”? Si lasciano in sospeso così? Un peccato, perché poteva avere riscontri davvero più gustosi.

Straordinaria è anche la recitazione di una matura Anna Torv, che in questo episodio ha l’arduo compito di traghettarci da una Olivia-senza-Peter ad un’Olivia-che-ricorda-Peter. Continuando esattamente da dove avevano interrotto lo scorso episodio (Olivia che allinea le due memorie baciando Peter), la donna vivrà lungo l’intera puntata momenti di “sovraccarico”, nei quali alla realtà si sovrappongono anche momenti del suo passato. Ovviamente ai nostri personaggi vengono in mente le possibilità più disparate, soprattutto quella legata ad una sorta di telepatia tra Peter ed Olivia. Fa strano che proprio Peter, che in teoria dovrebbe essere un genietto – elemento, ahimè, un po’ troppo spesso dimenticato dagli autori – non supponga nemmeno che quella possa essere la realtà da cui lui stesso è stato sottratto. E non lo fa nemmeno nel momento in cui realizza che Olivia ha dei ricordi che non combaciano con i suoi.
Quello che, tuttavia, molti aspettavano, ritorna. Dopo le prime titubanze – fa bene Peter a ricordare che già una volta è stato fregato da un’altra fake-Olivia – l’uomo afferma di riconoscere in lei la donna che ama ed avviene il fatidico bacio. Di breve durata perché a causa della vescica della donna i due si perdono di nuovo: Olivia viene catturata da non si sa chi e si trova in uno scantinato con Nina.

Molte domande e poche risposte, ma grandi soddisfazioni. E se la sensazione verrà confermata – questo episodio sembra infatti voler preparare al prossimo che, stando al promo, sarà esplosivo – non si potrà che apprezzare maggiormente l’ottimo lavoro svolto finora dagli autori. Passi avanti da gigante, finalmente.
Voto: 7 ½
Note:
– I Glifi formano la parola HENRY.
– L’osservatore è qui.


Bella recensione 🙂 soprattutto visto il voto ho capito che il caso della settimana lo porta giù notevolmente e sono d’accordissimo, devo dire che mi sono quasi annoiata in quelle parti. A questo punto spero che il prossimo sia esente da casi e si concentri soltanto sulla trama verticale…
Il voto in giù per lo sviluppo del caso della settimana lo trovo adeguato. Ciò non toglie che quel caso fosse lì presente solo per contratto, dato che l’episodio vuole parlare d’altro, e fa il botto! 😀
Qualche considerazione random:
– certo che Olivia e Peter sono sfigati! Non fanno in tempo a ritrovarsi, che vengono divisi di nuovo…e sappiamo anche che lei è destinata a morire, splendido!
– io voto per alt-Nina, soprattutto perché se fosse Nina-shapeshifter non avrebbero una spiegazione decente per il fatto che sia ancora viva…
– spero che Henry nei glifi significhi che rivedremo il tassista, lo adoravo! 🙂
– Trovo che il personaggio di Lincoln sia diventato abbastanza inutile! Ci hanno rifilato una forse-relazione con Olivia, e poi a lei son tornati i ricordi, quindi PUFF! e poi Alt-Lincoln è molto meglio!
– Dato che Prime Suspect è stato praticamente cancellato, ridateci Charlie Francis, anche solo per 5 minuti…
– Walter è un mito! E John Noble anche.
Sto male, se penso che quelli che arriveranno potrebbero essere gli ultimi 9 episodi di Fringe di sempre… 🙁 gli americani non sanno proprio cosa si perdono. Che si siano stancati di domande senza risposta dopo 6 anni di Lost, e serie di questo stampo ormai non fanno più presa? Boh. Meglio per me, che Fringe non me lo son perso, e peggio per loro 😀
Bellissimo episodio, finalmente vedo Fringe su alti livelli dopo un inizio deludente, ora m’aspetto un crescendo fino all’aspettato finale.
Concordo con la recensione, anche se mi sembra un episodio un pochino “decompresso”. Cioè, il caso della settimana viene trattato come se fosse una “nota a margine”, un fastidio di cui liberarsi per concentrarsi sugli sviluppi della trama portante.
A parte questo, voto anch’io per Alt-Nina, alla fine, anche se devono darmi una spiegazione plausibile sul come abiano fatto a rapire Olivia in una stazione di servizio di pochi metri quadri, senza che nessuno, nè Peter, nè il gestore, nè gli avventori, si accorgano di nulla. 🙂
…e se anche il gestore fosse d’accordo? spiegherebbe perché non abbia visto nulla!
mmhh… si, in effetti… uffa, queste cospirazioni globali… 😀
purtroppo sono un marchio di fabbrica delle serie in cui JJ Abrams mette il suo zampino…in Lost avevo il mal di testa perché non capivo chi stesse da che parte :p