Fringe- 4×13 A Better Human Being 7


Fringe- 4x13 A Better Human BeingSe questo sarà il canto del cigno per Fringe, mai nessun canto è stato così bello. A fronte del serio, davvero serio rischio di chiusura, quest’anno Fringe sta donandoci degli episodi di enorme fattura, con livelli espressivi di grande presa. Eppure non ci si può non rendere conto di una cosa: per quanto ben scritta, questa puntata ha il compito di trascinarci da un episodio ottimo ad un altro che promette scintille.

Un’accusa che non può esser mossa nei confronti degli autori di Fringe è l’incompetenza. Nonostante un inizio di stagione non troppo brillante – ma parliamo di Fringe, un “non brillante” è sicuramente un “superbo” per altre serie – gli ultimi episodi sono stati davvero straordinari. Pur non esente da alcune perplessità, questa 4×13 non diminuisce l’ottimo lavoro che viene portato avanti, emozionando chi desidera essere emozionato ed intrigando chi predilige essere intrigato.

Partiamo da quello che, per me, è il punto critico: la trama verticale. La storia del “nido di api” impiantato nelle persone poteva sicuramente dare molto di più. Il problema è che la connessione con la storia principale è molto debole, facendo risultare la vicenda poco legata a tutto il resto; certo, è stato utile a mostrare nuovamente la grande umanità di Astrid, ma il problema è che, se non l’avesse detto Peter, io non mi sarei mai accorto della chiusura del caso. E quelli che hanno ucciso il loro “padre”? Si lasciano in sospeso così? Un peccato, perché poteva avere riscontri davvero più gustosi.

Fringe- 4x13 A Better Human BeingVeniamo ai tanti punti di forza, invece: oltre alla già citata umanità di Astrid – della quale mi sono innamorato a partire dall’episodio dedicato a lei in questa stagione (un po’ tardi, ma ne abbiamo già parlato) – ho trovato stupendo come al solito anche il personaggio di Walter. Non solo perché ormai è tornato a tutti gli effetti quello che abbiamo conosciuto sin dagli esordi, ma anche perché è assai più maturato sotto alcuni punti di vista: gli sguardi e le accuse rivolte a Peter sono emblematiche della difficoltà che egli stesso ha dovuto affrontare. Avendo, in questa realtà, perso Peter e, nonostante ciò, creato incalcolabili problemi al mondo, conosce perfettamente il percorso che ritiene stia percorrendo il figlio: desiderare che Olivia sia la SUA Olivia. E sappiamo precisamente cos’è successo in passato a Walter, quando ha desiderato che l’altro Peter fosse suo figlio. Ecco, questa costruzione così eccezionale non può che essere, ma ormai ripetersi sembra superfluo, estremamente impreziosita da John Noble, la cui recitazione è ad un livello così alto da colpire le corde delle emozioni più forti.

Fringe- 4x13 A Better Human Being

Straordinaria è anche la recitazione di una matura Anna Torv, che in questo episodio ha l’arduo compito di traghettarci da una Olivia-senza-Peter ad un’Olivia-che-ricorda-Peter. Continuando esattamente da dove avevano interrotto lo scorso episodio (Olivia che allinea le due memorie baciando Peter), la donna vivrà lungo l’intera puntata momenti di “sovraccarico”, nei quali alla realtà si sovrappongono anche momenti del suo passato. Ovviamente ai nostri personaggi vengono in mente le possibilità più disparate, soprattutto quella legata ad una sorta di telepatia tra Peter ed Olivia. Fa strano che proprio Peter, che in teoria dovrebbe essere un genietto – elemento, ahimè, un po’ troppo spesso dimenticato dagli autori – non supponga nemmeno che quella possa essere la realtà da cui lui stesso è stato sottratto. E non lo fa nemmeno nel momento in cui realizza che Olivia ha dei ricordi che non combaciano con i suoi.

Quello che, tuttavia, molti aspettavano, ritorna. Dopo le prime titubanze – fa bene Peter a ricordare che già una volta è stato fregato da un’altra fake-Olivia – l’uomo afferma di riconoscere in lei la donna che ama ed avviene il fatidico bacio. Di breve durata perché a causa della vescica della donna i due si perdono di nuovo: Olivia viene catturata da non si sa chi e si trova in uno scantinato con Nina.

Fringe- 4x13 A Better Human BeingAh già, Nina Sharp. Negli scorsi episodi avevamo potuto vedere una Nina tutt’altro che amorevole. È Walter a capire che la donna ha qualcosa che non va: facendo le analisi ad Olivia scopre che la ragazza è stata sottoposta nuovamente al Cortexiphan (per questo inizia a ricordarsi di Peter?). Affrontandola con l’aiuto di Lincoln, che finalmente tira fuori un po’ di carattere, si scopre che le scorte di quel medicinale presso la Massive Dynamics sono state alterate e che la donna era l’unica a potervi accedere. La domanda sorge spontanea: chi è quella Nina Sharp? Potrebbe essere un mutaforma, ma siamo stati abituati alla morte della persona copiata. È l’alt-Nina? Cosa ha fatto sinora e che rapporti ha davvero con David Robert Jones?

Molte domande e poche risposte, ma grandi soddisfazioni. E se la sensazione verrà confermata – questo episodio sembra infatti voler preparare al prossimo che, stando al promo, sarà esplosivo – non si potrà che apprezzare maggiormente l’ottimo lavoro svolto finora dagli autori. Passi avanti da gigante, finalmente.

Voto: 7 ½

Note:

– I Glifi formano la parola HENRY.

– L’osservatore è qui.

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Informazioni su Mario Sassi

Ormai da anni ho capito che il modo migliore per trascorrere le ore in aereo è il binge watching di serie TV. Poche cose battono guardare LOST mentre si è sull'oceano.


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7 commenti su “Fringe- 4×13 A Better Human Being

  • Penny Lane

    Bella recensione 🙂 soprattutto visto il voto ho capito che il caso della settimana lo porta giù notevolmente e sono d’accordissimo, devo dire che mi sono quasi annoiata in quelle parti. A questo punto spero che il prossimo sia esente da casi e si concentri soltanto sulla trama verticale…

     
  • Paco

    Il voto in giù per lo sviluppo del caso della settimana lo trovo adeguato. Ciò non toglie che quel caso fosse lì presente solo per contratto, dato che l’episodio vuole parlare d’altro, e fa il botto! 😀

    Qualche considerazione random:
    – certo che Olivia e Peter sono sfigati! Non fanno in tempo a ritrovarsi, che vengono divisi di nuovo…e sappiamo anche che lei è destinata a morire, splendido!
    – io voto per alt-Nina, soprattutto perché se fosse Nina-shapeshifter non avrebbero una spiegazione decente per il fatto che sia ancora viva…
    – spero che Henry nei glifi significhi che rivedremo il tassista, lo adoravo! 🙂
    – Trovo che il personaggio di Lincoln sia diventato abbastanza inutile! Ci hanno rifilato una forse-relazione con Olivia, e poi a lei son tornati i ricordi, quindi PUFF! e poi Alt-Lincoln è molto meglio!
    – Dato che Prime Suspect è stato praticamente cancellato, ridateci Charlie Francis, anche solo per 5 minuti…
    – Walter è un mito! E John Noble anche.

    Sto male, se penso che quelli che arriveranno potrebbero essere gli ultimi 9 episodi di Fringe di sempre… 🙁 gli americani non sanno proprio cosa si perdono. Che si siano stancati di domande senza risposta dopo 6 anni di Lost, e serie di questo stampo ormai non fanno più presa? Boh. Meglio per me, che Fringe non me lo son perso, e peggio per loro 😀

     
  • alez

    Bellissimo episodio, finalmente vedo Fringe su alti livelli dopo un inizio deludente, ora m’aspetto un crescendo fino all’aspettato finale.

     
  • CarloS

    Concordo con la recensione, anche se mi sembra un episodio un pochino “decompresso”. Cioè, il caso della settimana viene trattato come se fosse una “nota a margine”, un fastidio di cui liberarsi per concentrarsi sugli sviluppi della trama portante.
    A parte questo, voto anch’io per Alt-Nina, alla fine, anche se devono darmi una spiegazione plausibile sul come abiano fatto a rapire Olivia in una stazione di servizio di pochi metri quadri, senza che nessuno, nè Peter, nè il gestore, nè gli avventori, si accorgano di nulla. 🙂