L’altalenante prima parte di stagione di The Walking Dead ha lasciato spazio ad una seconda metà sicuramente più solida e avvincente, che ha saputo ben raccogliere i frutti lentamente seminati nei primi episodi e concludendo con un finale assolutamente cinematografico.
I primi 19 minuti sono da panico. L’orda di zombie attacca la fattoria e i nostri devono affrontare la più rischiosa prova di sopravvivenza della serie sinora. E nonostante qualcuno riesca a trovare, in una situazione così critica, il coraggio di mettersi ancora più a rischio per salvare qualcun altro, l’andazzo generale rimane pur sempre quello del “Si salvi chi può”, col risultato dell’abbandono di Andrea al suo destino (e di Carol, se non fosse stato per Daryl). Persino Hershel abbandona, in un barlume di lucidità, l’idea di difendere la fattoria (inutilmente) fino alla morte, grazie alle sue munizioni illimitate.
Il fienile in fiamme che si accartoccia su sé stesso rappresenta la distruzione di quella speranza (basata sul nulla) che la fattoria sarebbe stata un luogo sicuro. Ma tale convinzione ha iniziato già a scricchiolare quando il gruppo si è reso conto che i pericoli maggiori venivano dall’interno, dai loro rapporti, dai contrasti e da quella civiltà che, già da tempo, era solo “un morto che cammina” e che è stata definitivamente persa con la morte di Dale.
Il personaggio simbolo di questo cambiamento è senza dubbio Rick, che ha ribadito più volte a Shane come lui non fosse più the good guy, e gliel’ha dimostrato uccidendolo perché costituiva una minaccia per il gruppo. La sua ammissione a Lori, specificando che è stato poi Carl ad abbattere zombieshane, genera una reazione nella donna assolutamente coerente con la completa incoerenza di questo personaggio: non solo è stata lei, per prima, a mettere Rick contro Shane; non solo è stata lei a ricordare a Shane i vecchi coiti momenti insieme; non solo è stata lei a lasciarsi scappare Carl per l’ennesima volta; ma ha anche il coraggio di arrabbiarsi per ciò che è successo. Vabbè ma parliamo di Lori, ormai non mi meraviglio di nulla. Dispiace, però, che gli autori stiano trattando un personaggio così importante (la “first lady” del gruppo) con i piedi.
Ma il cambiamento di Rick non si conclude con l’uccisione di Shane: il nostro protagonista è stufo di essere messo in questione per ogni decisione che prende per il bene del gruppo, e pone fine alla pseudo-democrazia che vigeva sinora, per imporre una dittatura: chi vuole restare nel gruppo, deve sottostare alle sue decisioni. Un cambiamento ben costruito nell’arco di una stagione che ha visto porre l’attenzione solo su alcuni personaggi, ignorandone o trattando con i piedi altri: dalla già vista Lori ad un inesistente T-Dog, da una Carol che ha affrontato il lutto della figlia come se avesse perso le chiavi di casa ad un Carl la cui crescita è sicuramente interessante, ma l’abuso dell’escamotage “mi metto in pericolo così imparo qualcosa” ha un po’ stancato. Molto ben delineati, invece, come-già-detto Rick, Shane, Daryl, Hershel e volendo anche Glenn, che è riuscito a ritagliarsi un po’ di spazio con la sua lovestory.
Ma veniamo alle due grosse novità introdotte in questo finale, che avranno sicuramente peso nella prossima stagione: la tipa con i cani-zombie al seguito e la prigione.
La prima, vince a mani basse il premio di coolest character della stagione in soli 10 secondi. Il suo salvataggio di Andrea speriamo giovi a questo personaggio che, quest’anno, si è limitato ad un paio di battibecchi con Lori e poco più. La storyline che vedrà protagoniste le due sarà sicuramente interessante e potrebbe non necessariamente incontrarsi con quella principale sin da subito (o almeno lo spero).
La prigione, invece, sembra sarà il “set” della prossima stagione: speriamo non risulti “stagnante” quanto la fattoria di Hershel di cui, francamente, non se ne poteva più. Spero vivamente che offrirà situazioni più interessanti, attraverso trame più accattivanti del “cerchiamo Sophia per 6 episodi. Ok trovata, ora meniamocela un po’ finché non arriva un’orda di zombie nel finale”.
Finale assolutamente positivo, che nella prima metà chiude le vicende della stagione in modo adrenalinico, e nella seconda metà inizia a farci sbirciare qualcosa della prossima (dittatura di Rick in primis).
la seconda parte di stagione mi è piaciuta molto, la prima non era adrenalinica ma conoscendo il fumetto mi aspettavo qualcosa del genere. piuttosto, l’introduzione di Jenner (lo scienziato della prima stagione mi pare si chiamasse così) e tutto il tempo aspettato per sapere cosa avesse bisbigliato sul finire della prima stagione, risultato poi in una cosa scontatissima (perchè ben introdotta) come quella del “non c’è bisogno dei morsi per diventare zombie” mi ha veramente fatto restare male, avrebbero potuto usare quel “segreto” molto meglio.
”da una Carol che ha affrontato il lutto della figlia come se avesse perso le chiavi di casa”
ahah sei un genio!
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“cerchiamo Sophia per 6 episodi. Ok trovata, ora meniamocela un po’ finché non arriva un’orda di zombie nel finale”.
Una stagione in due righe: il riassunto perfetto 😀
la seconda parte di stagione mi è piaciuta molto, la prima non era adrenalinica ma conoscendo il fumetto mi aspettavo qualcosa del genere. piuttosto, l’introduzione di Jenner (lo scienziato della prima stagione mi pare si chiamasse così) e tutto il tempo aspettato per sapere cosa avesse bisbigliato sul finire della prima stagione, risultato poi in una cosa scontatissima (perchè ben introdotta) come quella del “non c’è bisogno dei morsi per diventare zombie” mi ha veramente fatto restare male, avrebbero potuto usare quel “segreto” molto meglio.
”da una Carol che ha affrontato il lutto della figlia come se avesse perso le chiavi di casa”
ahah sei un genio!