
Questo diciottesimo episodio mette momentaneamente da parte le trame finora smosse non solo per favorire un assestamento delle stesse, ma anche per poterne aprire un’altra che, almeno ad un primo sguardo, sembra poter dare moltissimo alla serie.

Marchio di fabbrica è ormai diventata anche la forte ironia che permea i nostri protagonisti. L’alchimia tra Caviezel ed Emerson funziona sempre di più, i loro scambi sono spesso molto divertenti ed azzeccati. La palma d’onore, però, spetta innegabilmente a Michael Emerson il quale, dopo che la finta Jordan droga di ecstasy il suo Finch, si libera in una sequenza di espressioni memorabili ed esilaranti. Gli ultimi minuti, con Finch strafatto, poi, sono assai curiosi: Reese, infatti, viene messo di fronte alla scelta di poter chiedere al suo datore di lavoro qualsiasi cosa, ma non se ne approfitta. Che stia comunque iniziando a fidarsi, nonostante sia all’oscuro di numerosi aspetti del passato dell’uomo?
C’è spazio anche per Fusco e Carter (anzi, quest’ultima è indispensabile per l’apertura di una nuova trama). Lionel, a pieno titolo all’interno dell’HR, si ritrova a doversi barcamenare tra i due aspetti: il suo, quello di un corrotto pentito, e quello che è costretto ad indossare, ossia il corrotto impenitente. Già l’episodio “dedicato” a lui aveva mostrato una profondità del personaggio molto apprezzata ed anche in questo caso tale sensazione si avverte in maniera preminente, nel suo bisogno di aiutare l’uomo arrestato a cui era già, in passato, stata rubata l’identità. Carter, che ha chiuso, almeno per ora, con Reese, viene avvicinata da un agente dell’FBI. E qui si apre un mondo nuovo: l’FBI, infatti, è del tutto intenzionata ad affondare ed esporre al pubblico i piani e le malefatte della CIA. Si prevede, così, uno scontro istituzionale di ampissimo respiro e, almeno sulla carta, capace di donare un’energia tutta nuova alla serie così come la conosciamo. Da notare che, nonostante Carter sia contrariata dai metodi di Reese, continua a non tradirlo, mantenendo il riserbo sulla sua persona che sembra essere sempre più centrale in tali vicende.

Se questo episodio di Person Of Interest non ha il compito di muovere in avanti la storia finora conosciuta, è sicuramente interessante notare come permetta non solo di avere davanti una trama verticale intrigante, ma anche di aprirne una nuova orizzontale che, possiamo esserne certi, non verrà abbandonata a breve.
Voto: 7 ½


Io non so cosa dire, sono sempre più preso da questa serie, che se continua così è sicuramente la migliore novità del 2011/12!!!
D’accordo con recensione e voto. Sicuramente è diventata una serie molto forte e molto ben strutturata, a dispetto dei primi 7-8 episodi. Sono contento di averne continuato la visione.
Alla fine, quando i due si salutano, Finch chiama Reese “Nathan”. Mi era sfuggito in precedenza o è la prima volta che lo chiamano così?
Ma Nathan non è il suo socio morto ancora non sappiamo bene come e perchè? Credo abbia voluto significare l’attaccamento che Finch prova per Reese, ormai alla stregua del suo grande amico Nathan…
Inoltre credo che il fatto che Reese non abbia voluto approfittare di Finch sia dovuto al rispetto che prova per lui, non tanto per una maggiore fiducia. A mio parere si fidano moltissimo l’uno dell’altro già da un po’, ma ancora non se lo sono dimostrato…
Mi sa che hai ragione, avevo rimosso il nome. 🙂
Comunque gran bella serie, l’ho guardata tutta d’un fiato in ritardo dopo aver visto che le vostre recensioni miglioravano 😉
Buongiorno, chi mi Può dire il titolo della canzone finale dell’episodio crisi d’identità. Grazie
Policia – Amongster