Game of Thrones – 2×09 Blackwater 5


Game of Thrones – 2x09 BlackwaterIl nono episodio di Game of Thrones era sicuramente il più atteso dell’anno, non solo perché finalmente portava a compimento i preparativi bellici che ormai erano in atto dall’inizio della stagione, ma anche perché lo stesso George Martin avrebbe preso il ruolo di sceneggiatore nel primo vero episodio di guerra. Ed il risultato, senza ombra di dubbio, è a dir poco eccellente.

Inutile girarci intorno: questo è l’episodio migliore della stagione e indubbiamente l’attesa è stata ben ripagata. Per fare tutto ciò, via i personaggi non strettamente legati ad Approdo del Re: la narrazione si concentra, infatti, principalmente su Tyrion, Cersei, Sansa e Stannis (scelta che, forse, sarebbe stato meglio usare anche per i precedenti episodi, centellinando meno il minutaggio di tutti). Degli altri vedremo il finale nell’ultimo episodio, il prossimo.

Parliamoci chiaro: la battaglia di Approdo del Re non ha nulla a che vedere con il Fosso di Helm del Signore degli Anelli, ma sarebbe anche stupido pretendere una cosa simile: non si può paragonare un prodotto cinematografico con un budget economico da capogiro ed una serie televisiva di un canale via cavo. Il risultato finale, sul settore strettamente tecnico della battaglia, è ottimo e incredibilmente convincente. Certo, non è esente da difetti (molte più comparse non avrebbero fatto del male), ma è ben oltre le mie aspettative. L’esplosione, poi, dell’Altofuoco è qualcosa di straordinariamente coinvolgente ed emozionante. Ed è questo quello che serviva.

Game of Thrones – 2x09 Blackwater

È una battaglia epica non solo per quello che succede militarmente, ma anche per la grandissima capacità di scrittura di Martin in questo episodio, che consiste nel mostrarci i personaggi durante un periodo di grande pericolo come quello della guerra. Non è lo scontro tra due Re: se Stannis si dimostra all’altezza delle aspettative, Joffrey si paleserà solamente come un bambino spaventato, che non ha idea di cosa davvero significa essere un Sovrano e un Condottiero.

Tutto ha inizio con l’emozionante sfida tra i Tamburi dei Baratheon e le campane di Approdo del Re. La costruzione del climax è eccellente e lancia lo spettatore rapidamente nella mischia.

“A very small man can cast a very large shadow”

Game of Thrones – 2x09 BlackwaterRicordate quanto detto da Varys il Ragno un po’ di tempo fa? Mai come in questo episodio Tyrion Lannister, uno dei personaggi più amati della serie, dimostra quanto, effettivamente, meriti tale stima. Il suo carattere è di certo uno dei più profondamente tratteggiati da Martin e lo si capisce sin dalle prime scene che lo vedono coinvolto. È un Lannister, membro del ramo principale della più pericolosa e grande famiglia di Westeros. Questo significa tanti onori, ma soprattutto tanto astio. D’altronde, lo ammette lui stesso a Shae: perdere quella battaglia significherebbe morire, perché Stannis difficilmente lascerebbe un Lannister sopravvivere. È qui la beffa perché lui, dai Lannister stessi, è sempre stato trattato con odio o indifferenza, nel migliore dei casi (fa discorso a parte Jaime, ma è da troppo tempo lontano). Pur essendo stato additato come scimmia o mostro dalla popolazione di Approdo del Re, si ritrova a dover salvare quella popolazione per poter proteggere la propria famiglia ed il Regno dell’odiato nipote.

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Non stupisce, quindi, la sua alleanza con Varys, l’uomo considerato tra i più potenti dei Sette Regni per la sua capacità di avere “uccellini” ovunque (lo stesso Davos, sulle navi di Stannis, è sicuro di essere spiato dal Tessitore, sottolineando la pericolosità del soggetto in questione). Anzi, anche in questa occasione, come già con Ned Stark in passato, Varys dimostra di amare i Sette Regni: non è un caso che si metta a disposizione totale dei Lannister, non potendo accettare che al Trono di Spade salga un uomo che faccia affidamento sui poteri oscuri di Melisandre. E così parte la strategia dell’Altofuoco, che si risolve in un’esplosione immensa di pura distruzione verde e che fa saltare per aria decine e decine di navi di Stannis. Persino l’ottimo Davos Seaworth, che guidava l’avanzata navale, cade nella trappola del Folletto accorgendosi troppo tardi dell’Altofuoco. Che ne sia dell’uomo non è dato saperlo, dato che lo si vede saltare fuori dalla nave, ma se anche fosse sopravvissuto, difficilmente potrà dirsi lo stesso del figlio.

Eppure la grandezza di Tyrion non finisce qui: dopo aver azzoppato Stannis, è costretto a continuare la guerra dato che il pretendente al Trono non ha alcuna intenzione di ritirarsi. Organizza l’esercito, ma ben presto si ritrova in una situazione drammatica: il Re, il piccolo Joffrey richiamato dalla madre che lo vuol proteggere, lascia il campo di battaglia nonostante persino Lancel Lannister gli suggerisca di non farlo (d’altronde, se ce lo fossimo dimenticato, è poco più di un bambino). Per risolvere la defezione reale e tenere vivo lo spirito dei combattenti, Tyrion riesce miracolosamente a coinvolgere i propri uomini a combattere contro Stannis, venendo persino inneggiato per la prima volta nella sua vita. Peccato che a rovinare tutto ci pensi un membro della Guardia Reale che lo ferisce – gravemente? – e viene salvato solamente dal provvidenziale Podrick, l’attendente, che uccide il traditore. Difficile immaginare che Cersei non abbia avuto alcuna voce in capitolo.

“You were Robert’s queen!” “And you will be Joffrey’s! Enjoy!”

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Se Dinklage ha svolto un lavoro straordinario nel ritrarre Tyrion, mai sopra le righe pur essendo pericolosamente al limite, grandissima è anche la performance di Lena Headey, mai come in questo episodio in stato di grazia. Cersei è, contrariamente al fratello, uno dei personaggi più odiati dell’intera serie; eppure è quasi impossibile non avvedersi di come sia un personaggio a tutto tondo, non stereotipato o patetico. Cersei è una donna forte, colei che più di tutte soffre del forte maschilismo imperante in Westeros. In questo assomiglia incredibilmente ad Arya, anche lei da sempre contraria alle passioni della sorella maggiore Sansa concernenti cucito e buone maniere. Nella serie di dialoghi con la promessa regina, Cersei mostra come il mondo l’abbia costretta ad odiare tutto e tutti (ricordiamoci anche la sua visione dell’amore come debolezza) e a sfruttare il suo esser donna come arma per riuscire a controllare qualcosa. Eppure il suo amore per la famiglia e soprattutto per i figli è straordinario: già abbiamo visto come ella stessa si sia resa conto della follia del figlio maggiore, mentre è assai più gentile ed affettuosa con il piccolo Tommen. In verità la scena sul Trono di Spade, il suo “racconto” della favola della mamma leonessa ed il cucciolo, insieme alla disperazione nel sentirsi costretta ad uccidere lei stessa pacificamente il figlio, è uno dei momenti più alti ed emozionanti dell’intera struttura narrativa dell’episodio, capace persino di sospendere il giudizio solitamente negativo su di lei. L’arrivo di Tywin Lannister, alleato con i Tyrell di Alto Giardino, dona ulteriore forza alla famiglia Lannister, confermandosi la più potente ed influente di Westeros (non me ne vogliano gli Stark che pure adoro, ma loro hanno Catelyn…).

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Proprio a proposito degli Stark, non si può omettere Sansa. Abbiamo già visto quanto la ragazza sia cresciuta dalla prima stagione, ma in questo episodio è semplicemente superba, dimostrandosi paradossalmente molto più idonea di Cersei ad essere Regina. Non solo le varrebbe una standing ovation il modo in cui ridicolizza Joffrey sulla sua posizione in battaglia, ma riesce anche a tener testa alla molto più navigata Cersei, rinchiusa insieme a lei con il terrore che Ser Ilyn Payne possa ucciderle piuttosto che consegnarle al Baratheon. Quando, poi, le notizie della sconfitta imminente arrivano mediante Lancel, la ragazza si impegna a far cantare le donne, per allontanare da loro lo spettro dello stupro e dell’uccisione. Bisogna ora capire se accetterà, o meno, l’invito del Mastino a seguirlo verso Grande Inverno.

Game of Thrones – 2x09 BlackwaterPiù defilati nel Gioco del Trono sono i due “Cavalieri” Lannister: da un lato abbiamo Bronn, perfetta spalla di Tyrion, un mercenario solare e dedito a donne e bevute; dall’altro invece il Mastino, difensore di Joffrey, finora conosciuto solamente per il suo desiderio di sangue e morte. Se il primo conferma un’amicizia nata con il suo protetto, il secondo si trova a scontrarsi direttamente con la sua più grande paura: il fuoco. Pur mostrando, i due, un pessimo rapporto, è proprio Bronn a salvare il Mastino quando questi si trova di fronte un uomo in fiamme deciso a colpirlo. Il Mastino si impietrisce, si spaventa e, a tratti inspiegabilmente, manda tutto e tutti a quel paese (Joffrey compreso) e se ne va. In realtà forse questa è la parte meno riuscita di questo episodio: non si capisce appieno perché, pur spaventato dal fuoco e quindi perfettamente umano, decida di punto in bianco di abbandonare la guerra e fuggire dalla città. Certo è che il tempo a sua disposizione finora è stato pochissimo e questo non ci permette di approfondire quanto necessario il personaggio.

L’episodio non può che terminare, nei titoli di coda, con la splendida canzone dei Lannister, “The Rains of Castamere” cantata dai “The National”. Una canzone perfetta (e che potete sentire qui), celebrante la Famiglia vincitrice della grande battaglia. Adesso che Tywin è tornato nella capitale con una grande alleanza con i Tyrell, bisognerà vedere cosa ne sarà di Tyrion e di Sansa. E la preparazione al season finale non poteva essere migliore di questa.

Voto: 9

[rps]
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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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5 commenti su “Game of Thrones – 2×09 Blackwater

  • Joy Black

    Questo episodio è degno di essere trasmesso in un cinema. E’ incredibile cosa sono riusciti a fare con quel badget, una battaglia degna di un colossal. Applausi scroscianti per tutti, dalla produzione, al regista, alle comparse, agli attori (Lena Headey e Peter Dinklage su tutti). Spettacolare. Per me è un 10 pieno.

     
  • alessandro

    mi dispiace contraddirti, ma io credo che Sansa alla fine accetti di tornare col mastino.. non so come tu abbia fatto a capire il contrario sinceramente…
    a parte questo ottima recensione!

     
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    Alessandro: la mia è stata più che altro una sensazione dovuta al fatto che non facciano chiaramente capire se Sansa se ne andrà o meno. Tuttavia ho modificato quella parte dell’articolo, perché ero anche stato sviato da un fraintendimento circa il loro dialogo.
    Grazie in ogni caso! 🙂

     
  • Attilio Palmieri

    Sicuramente il miglior episodio della stagione, forse in assoluto. Una settimana in cui in una sola sera hanno trasmesso il capolavoro di Mad Men, quello di Game of Thrones e quello di Girls è qualcosa di storico.
    Il monologo di Tyron che persuade il suo popolo è grandioso.
    Chissà cosa riusciranno a tirare fuori domenica…