666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of Demons 5


666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of DemonsIl network ABC fa molti scherzi. I nuovi drama che produce non sono mai da sottovalutare e chi l’ha fatto in passato (io, per esempio, all’inizio non nutrivo molta speranza in Revenge) si è dovuto pentire e tornare sui propri passi. Anche se 666 Park Avenue non è partito benissimo (e sta continuando anche peggio), è quindi troppo presto per decretarne l’ora del decesso.

Dopo un pilota che ha senza dubbio attirato l’attenzione (ma non tanto per ciò che ha fatto vedere, quanto per l’effetto novità che ha avuto la nuova serie) ecco le motivazioni di un calo d’attenzione, che di conseguenza ha abbassato anche i risultati d’ascolto. Infatti dopo la diminuzione di un punto di rating e due milioni di spettatori della seconda puntata, la serie sembra stabile verso una media di quattro milioni e ottocentomila spettatori.

1×04 Hero Complex

Dopo tre episodi molto indipendenti, in cui la trama orizzontale è stata quasi nulla, nel quarto finalmente troviamo un666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of Demons collegamento alla puntata precedente. E’ l’unico momento in cui un previously on è servito davvero. Continua la storia della giornalista le cui parole si avverano, che vediamo legata e imbavagliata, tenuta in ostaggio dallo stesso personaggio che si era inventata nel suo ultimo articolo. Nonostante riesca a fuggire, le sue sorti erano già scritte e molto prevedibili, visto che tutti quelli che hanno stretto un patto con Gavin, nelle puntate precedenti, sono morti. Ed infatti la sua dipartita arriva a fine puntata, eliminando un altro personaggio e rendendo inutile tutti i suoi sforzi fatti in due puntate. Ed è proprio questa la nota stonata della serie. In quattro episodi sono morti tutti quei personaggi che hanno dato vita ad una trama. Ma soprattutto è incredibile l’indice di mortalità che ha quell’albergo! Questa scelta, sviluppata soprattutto all’inizio di un nuovo progetto, può aiutare a portare nuovo pubblico, che riesce a seguire la serie anche in corsa, senza perdersi elementi che possano rendere difficile la comprensione della story line. Se però questa modalità viene portata avanti troppo a lungo, potrebbe anche danneggiare tutta la struttura, togliendole la possibilità di fidelizzare il pubblico, che non può affezionarsi ai personaggi perché sono morti. In questo episodio non troviamo molti spunti interessanti e neanche elementi che colpiscono particolarmente. La puntata viaggia piuttosto piatta senza colpi di scena o momenti in cui la tensione provochi qualche tipo di brivido. L’unica battuta interessante, soprattutto dal punto di vista recitativo, è l’urlo di Jane che tenta di avvertire il suo fidanzato del pericolo incombente durante il ricevimento a casa del sindaco.

Voto: 5

1×05 A Crowd of Demons

666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of DemonsLa aspettative vengono forse ripagate con il quinto episodio andato in onda Domenica 28 Ottobre, che non poteva non essere a tema Halloween. La dose di suspance aumenta, proprio per le atmosfere semi-horror che la puntata ha deciso di sfruttare. Il Drake si fa più scuro, dark e misterioso. Ma le reazioni dei suoi coinquilini seguono questo trend a fatica. Infatti l’unica che sembra completamente calata nel mood giusto è l’ingenua Jane, che affronta un ex inquilino morto del Drake il quale, tornato in vita, la insegue con un’accetta e tanta voglia di ucciderla. Non si capisce esattamente il perché, ma sembra qualcosa legato alla figlia dell’uomo, scampata al massacro della sua famiglia per mano dello stesso padre che ora vuole concludere il lavoro. La recitazione di Rachael Taylor (la bionda protagonista) è una delle cose più azzeccate dell’episodio. Risulta piuttosto realistica mentre scappa, si nasconde, scivola a piedi nudi e con un lungo vestito da sera, cade e si nasconde. Le sue reazioni non sono eccessive e non sfocia nella macchietta horror a cui il cinema ci ha abituati. Il quinto episodio ha dato una scossa non sono a Jane, ma anche alla coppia regina del Drake, Mr. e Mrs. Doran, che finalmente entra in modo attivo nella storia. Mentre nei primi episodi il loro ruolo era abbastanza passivo, parlavano tanto senza fare mai nulla, questa volta agiscono. La smettono di essere degli osservatori ed entrano loro stessi nei problemi (che a dirla tutta hanno anche creato). Il problema è che Gavin Doran risulta comunque 666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of Demonstroppo ingessato e legnoso, coinvolto in modo parziale nella storia, non solo fisicamente (cosa che possiamo anche perdonare ad un Terry O’Quinn ormai sessantenne), ma soprattutto psicologicamente, mantenendo quel ruolo freddo e distaccato che farà pur parte del personaggio, ma è capace di coinvolgere molto poco lo spettatore. Il tasto dolente per quanto riguarda Vanessa Williams non sta tanto nella sua interpretazione in questa serie, che risulta credibile (pur essendo il suo personaggio quasi inutile), quanto nel ruolo sempre uguale che interpreta. Con qualche piccolissima differenza sembra di vedere la Renee di Desperate Housewives, o una Wilhelmina meno stronza (e meno in forma). Questo episodio Halloweeniano alza il tono della serie, creando quella tensione che un prodotto del genere deve avere. Però nasce spontanea una domanda: ma in un telefilm in cui si parla di morti tornati in vita e che mostra pareti e pavimenti risucchiare i corpi degli inquilini, uccelli assassini che escono da buchi nei muri e stanze misteriose con annessa bambina stile The Ring, avevano davvero bisogno di questa scusa per mettere un po’ di pepe alla situazione e renderla più horror? Tutto sommato l’episodio è promosso ed è anche uno dei migliori andati in onda fino ad ora.

Voto: 6 ½ 

666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of DemonsNonostante le atmosfere si facciano sempre più definite e coerenti con il progetto, soprattutto nell’ultima puntata, i difetti più grandi si trovano a livello di trama. La maggior parte delle volte le azioni dei personaggi sono inspiegabili o non spiegate. Davanti ad una serie che vuole fare del sovrannaturale il centro del racconto, accetto la rappresentazione dell’irrealtà e della fantasia, ma non della stupidità. Quando lo scrittore Bryan trova la moglie mezza nuda con il dottor Scott e non fa una piega (ed anzi sembra molto tranquillo dopo le spiegazioni elusive della donna) la finzione narrativa non può che spezzarsi, facendoci uscire da quell’incanto che la narrazione aveva creato. Ed anche alla festa di Halloween, quando la bionda assistente Alexis vestita da infermierina ruba il telefono al dottore e lo nasconde nelle calze a rete (pure trasparenti), senza che quello se ne accorga,  il coinvolgimento nell’irrealtà scenica viene meno proprio per l’assurdità di quella situazione. L’ultimo esempio sta nel breve dialogo di Jane con l’uomo che la sta assalendo nella puntata cinque. Infatti prima di sentirlo parlare e conoscendo appena il personaggio, la ragazza gli dice di fermarsi perché “I’m not who you think I am” (“Non sono chi credi che sia”), dando per scontato che l’uomo non stesse cercando proprio lei, ma qualcun altro. Questo problema di coerenza con la realtà non è un problema esclusivo di questa serie ed anzi è uno dei difetti più diffusi in tutta la produzione televisiva e cinematografica.

666 Park Avenue dopo cinque puntate sta incominciando ad ingranare, prendendo una direzione più definita. Le nuove serie difficilmente partono fortissime sin dal pilot e creano una serie di strutture che si irrobustiscono con il passare delle settimane, mettendo a posto tutti quei difetti tipici di una partenza. Sperando che la ABC dia fiducia a questo progetto almeno per una prima stagione completa, credo che creando una trama orizzontale forte questa serie possa migliorare tanto, vista la fortuna di avere un cast interessante e all’altezza del compito assegnato. “Osare” sarà la parola d’ordine da ora in poi per creare qualcosa di nuovo, (partendo già da una buona base), ed interessante sul tema dell’horror/sovrannaturale, che al momento va fortissimo.

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)


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5 commenti su “666 Park Avenue – 1×04 & 1×05 Hero Complex / A Crowd of Demons

  • MarkMay

    Sono d’accordo con la recensione… Più che un appunto sulle puntate (anche a me la 5 è piaciuta molto e credo sia,dopo il pilot, l’episodio migliore della serie) volevo seguire il tuo discorso finale e dire come la penso io… Credo che quello che stiano facendo gli autori sia proprio quello di creare una base; d’altronde trovatemi qualcuno che ha capito su cosa si basi la trama di questo telefilm,perchè io sinceramente dopo un inizio promettente (in cui credevo che il diavolo fosse alla ricerca del suo erede) nelle altre 4 puntate non ho visto un’azione che fosse una legata al progetto televisivo 666 Park Avenue (ovvero cosa hanno di speciale Jane e compagno per essere così speciali agli occhi di Gavin???).
    Spero solamente (Alcatraz insegna) che stando troppo fermi a vedere quale sia la strada migliore non si faccia troppo tardi e si perda il treno,però la stabilizzazione degli ascolti è sicuramente una cosa positiva che può dare più respiro agli autori… Detto questo serve una virata precisa altrimenti si finirà per avere l’ennesimo prodotto lasciato a metà sia nella produzione che nell’intenzione,e sarebbe davvero un peccato perchè questo cast (soprattutto Jane) merita davvero un prodotto all’altezza
    Ps:Non so se è una cosa notata da altri, ma l’attore che fa Henry secondo me assomiglia tantissimo a Matthew Fox…

     
  • dezzie86

    Anche io ho notato la somiglianza, Mark! 🙂
    Comunque a me sta piacendo, soprattutto l’ultima puntata mi ha convinto definitivamente a proseguire nella visione.
    Io ho da subito pensato a questa cosa: e se Gavin stesse spingendo Henry verso la carriera politica per farlo diventare, un giorno, Presidente degli USA? Sarebbe diabolico… 🙂

     
  • MarkMay

    Ma io penso che gli autori stiano vagliando diverse ipotesi (l’ampliamento alla carriera politica di Henry è sicuramente una di queste), ma che ancora vogliano capire bene che direzione prendere… Io rimango convinto che la trama principale la si svilupperà all’interno del Drake, per cui mi incentrerei più sulla figura di Jane che su quella di Henry (almeno per questa prima stagione), vedere come il suo comportamento da pazza (agli occhi di qualunque essere normale) influirà sul suo rapporto con Henry. Io credo che il diavolo stia testando Henry sotto TUTTI i punti di vista (abbiam visto già come lo abbia testato sia nel lato umano che in quello lavorativo), devo solo capire se il test sulla vita privata e sulla coppia Henry/Jane lo faccia per farli dividere oppure per fortificarli ancora di più… Detto questo (che è il punto più positivo del telefilm) i difetti già citati rimangono, ed è su quelli che devono cercare di fare il meglio possibile…

     
  • xfaith84

    ma secondo voi, cosa sa di tutto questo Olivia? cioè, l’impressione che sappia qualcosa c’è, per le frasi che dice ma soprattutto per la consapevolezza della figlia che quell’uomo fosse “evil”, ma ho come l’impressione che sappia molto meno di quello che crediamo…

     
    • davide.ca L'autore dell'articolo

      Potrebbero inserire un super colpo di scena mettendo Olivia anche sopra al marito come super boss cattivo a sorpresa. Oppure ignara di tutto… e nel finale un cliffhanger di lei che scopre tutto o che deve scegliere se dare il colpo di grazia a Gavin o meno…