Ted, Barney, Marshall, Lily e Robin. Tutti insieme, concentrati, senza più dissuasori, senza più intermediari quali erano a inizio stagione Quinn, Victoria e Nick. Niente più scuse, How I Met Your Mother è spalle al muro, obbligata a dimostrare la misura del suo attuale valore.
Qual è dunque lo stato di salute della serie? Come si posiziona rispetto al suo essere una delle comedy più importanti dell’ultimo decennio? Da “The Stamp Tramp” il lato comico non viene fuori certamente in ottima forma, essendo caratterizzato da battute di cattivo gusto come quella nel finale sul pene di Barney; da ritorni al passato ripetitivi come lo sketch del panino (ma questi bambini saranno ormai abbastanza grandi da poter sapere cos’è una canna?), che denota difficoltà di rinnovamento; e da qualche efficace eccezione come la battuta di Ted relativa alla certezza ai tempi del liceo di trovare una moglie entro i ventitré anni che denota la solita dose di autoironia della serie.
L’oggetto di discussione da un po’ di tempo a questa parte non è certamente questo. Dalla fine della sesta stagione e sicuramente in maniera prorompente dall’inizio della settima, How I Met Your Mother è cambiata, non è più la stessa. Detto molto sinteticamente, continuare a definirla una comedy è errato, ma è molto difficile apporre a ciò un giudizio di valore perché si tratta al contempo di molto di più e di molto di meno. Dalla scorsa stagione si è deciso di virare bruscamente, di dare alla trama orizzontale un’importanza estremamente superiore rispetto all’episodio del giorno, con l’effetto di ridimensionare il peso del versante comico. Lo show è attualmente (ma già da una stagione abbondante ormai) molto più vicino alle corde della soap opera che della sit-com, con tutte le peculiarità che connotano questo genere, dove gli intrighi amorosi, lo scambio di coppie e gli aspetti puramente emotivi hanno il sopravvento sul resto. Un altro modo per definire la serie potrebbe essere quello di post-teen drama, dove i protagonisti non sono più i liceali del genere che ha segnato gli anni Novanta e Duemila (daBeverly Hills a Dawson’s Creek), ma dei trentenni i cui bisogni e i cui mith arc non si allontanano troppo dalle sfide adolescenziali dei loro precursori.
Non è chiarissimo il perché di questo mutamento di How I Met Your Mother, di sicuro spingere sul versante della continuityaumenta la fidelizzazione, ma potrebbe valere anche il discorso opposto per cui una serie dall’alto tasso di fidelizzazione come questa ad un certo punto necessita di virare verso un genere che accontenti maggiormente le attese del pubblico.
Da questo punto di vista è ormai evidente che tutto ruota attorno a Barney e Robin. Delle due coppie della serie è ormai chiaro che questi ultimi rappresentano la componente soap, mentre Lily e Marshall quella comica. Da quando i due si sono lasciati gran parte del pubblico, sia quello maggiormente partecipativo sia quello occasionale, è rimasta con un discreto magone, carico di desideri non ancora del tutto espressi che riflettevano quelli della coppia.
Con il finale a sorpresa (?) della settima stagione è stato subito chiaro che la successiva sarebbe stata impostata secondo una graduale marcia verso il matrimonio, attraverso uno sguardo che ibrida la comicità con il melodramma, ma che vede quest’ultimo come componente maggioritaria. A dimostrazione di ciò vi è il fatto che anche in questo episodio i picchi di attenzione (e tensione) non sono le battute di Marshall, ma i momenti in cui Barney e Robin cercano scuse per sfiorarsi e accarsezzarsi, fino al climatico bacio finale. A questo proposito è doveroso sottolineare la bontà della scrittura del personaggio di Barney, che passa dall’essere il principale agente ironico della serie, all’altrettanto indispensabile e speculare drammatico.
Finiamo con le cose negative. Stante questa nuova condizione di How I Met Your Mother, qual è l’attuale problema della serie? Molto semplice, Ted. Sin dall’inizio la narrazione è stata impostata con quest’ultimo a fare la parte del main character e gli altri quella dei comprimari, seppur con una perfetta alternanza di episodi in cui uno o più richiedevano maggiore attenzione. Se è vero che l’attuale equilibrio verte su dinamiche simili a quelle del teen drama, la figura di Ted è completamente neutralizzata in quanto ora come ora per lui non ci sono mission sentimentali da portare a termine, né ostacoli da superare, né obiettivi personali da raggiungere. Va da sé che il suo apporto è quasi totalmente subordinato agli altri personaggi, alle due coppie, con le quali alterna il ruolo di spalla prima dell’una poi dell’altra. Come uscirne? Ad oggi solo con la conclusione della storia, ovvero con l’apparizione, seppur graduale, di quella che sarà la madre dei figli di Ted.
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