
Altro pregio è la capacità di saper controllare il ritmo e di incastrarlo sull’intreccio: questi due aspetti sono gli ingredienti che tengono incollato lo spettatore alla puntata, nonostante l’aumento costante e progressivo di elementi che si aggiungono alla narrazione, rendendola sempre più complessa e stratificata.
Everybody’s after us.
Helena non è morta. Con lei, o meglio, per sua interposta persona, si apre lo scenario diretto su dei nuovi personaggi che vanno a completare il quadro “nemici dei cloni” e a materializzare il lato prolethians con un’altra più interessante falange. Ritroviamo quindi il misterioso Mark, lo stesso che nello scorso episodio si lasciava sfuggire Sarah nella tavola calda: seguendolo nel suo habitat naturale, scopriamo che ovviamente non è solo. Rintanati in una qualunque fattoria, dei bravi e pacati contadini ed allevatori, tali Henrik e Bonnie, si mostrano essere dei ferventi religiosi, certo, ma aperti ai poteri della scienza, alla collaborazione efficace tra le due non più così intoccabili sfere.

She’s a mirror.
Nelle mani dei prolethians c’è solo Helena, raggiunta da Tomas, colui che l’ha allevata e castrata nel corso della sua esistenza. Tra quest’ultimo ed Henrik c’è il dialogo fondamentale che fa da perno all’episodio: la strana biologia di Helena, i suoi organi spostati nell’altra metà del suo corpo, contrari e speculari rispetto alla normale anatomia umana, rivelano la vera natura del suo legame con Sarah. L’innegabile connessione che le due provavano l’una verso l’altra è il frutto di un rapporto inscindibile, complementare, due corpi che si integrano tra loro. Forse queste due gemelle omozigote, sviluppatesi nello stesso grembo materno di Amelia condividendo ogni cosa e poi separate alla nascita, sono il nucleo fondamentale del prisma composto dagli altri cloni; ma per il momento sono principalmente i due tasselli viventi che materializzano l’altra grande questione: la connessione tra vera religione (che è, in fondo, l’ambiente in cui è cresciuta Helena) e solida ragione.
You know a wise man once said: “Science without religion is lame. Religion without science is blind”; nel solco in cui il fanatismo religioso incontra e mischia i propri deliri di onnipotenza con gli stessi difetti della scienza, non si può che avvertire l’annuncio di una guerra che si prevede violenta e senza esclusione di colpi, anche solo a giudicare dall’omicidio di Tomas.
I want you to tell me why she’s different than we are.

Dissimulazioni d’identità, legittimi dubbi sul vero ruolo di chi ti è accanto, coperture e riflessi così forti da occultare la vista: Orphan Black ha alla sua stessa base l’ambiguità, la continua oscillazione tra ciò che è, potrebbe essere ed appare, tema che si concretizza fin nei più minimi dettagli.
La storyline di Alison è solo apparentemente sconnessa rispetto alle altre, ma basta guardare meglio per scoprire che è in realtà complementare: la donna vive nel dissesto familiare ciò che in altro luogo vive Sarah e che Cosima tenta di risolvere in laboratorio. Sarebbe perciò ingiusto e anche superficiale bollare questo filone come linea comica della serie: Alison è il personaggio tragicomico, a tratti pirandelliano, e non è da escludere che tra una risata e l’altra, si riveli essere il clone con più sorprese. Il suo (e di un Felix seminudo) escamotage per scoprire finalmente se sia davvero Donnie il suo monitor – che vediamo infatti parlare con il dott. Leekie – e il musical non possono che alleggerire in maniera armonica e mai stonata i toni generali della serie; ma nella telefonata finale a Felix è facilmente intuibile come la gestazione della sua storia sarà tutta da scoprire.
Orphan Black continua a condurre il suo gioco al meglio, imponendosi sulla scena televisiva come una delle serie più innovative del panorama attuale e confermando, episodio dopo episodio, la solidità della scrittura e della recitazione – da far quasi invidia anche alle serie più blasonate.
Voto: 8




Innamorato di questa serie!!!
Dopo aver divorato la prima serie in 2 giorni attendo con ansia la puntata della settimana.
Tatiana Maslany è fenomenale ragazzi fenomenale!!! Emmy e golden globe a vita per questa splendida attrice.
Il ritmo della serie è sempre più serrato, la coernza narrativa non viene mai smarrita, Felix ed Alison garantiscono leggerezza cosa volere di più?