
I don’t have the luxury of […]

Tale presa di coscienza – del proprio potere e ascendente nei confronti di Bill – porta ad una delle scene d’intimità più significative dell’intera serie. Bill scende dall’alto del suo piedistallo per onorare la sua partner e il suo corpo. In ginocchio al suo cospetto, Virginia viene investita di un nuovo potere – come la scena finale dell’episodio ci conferma; è anche lei parte dei giganti. È anche lei portatrice di verità e luce nel mondo, di conoscenza e della somma beatitudine che da questa ne deriva.

Virginia ordina e guarda da lontano: e poi tocca e condivide un sentimento d’intimità e d’amore che passa attraverso gli sguardi e riesce a bucare lo schermo, arrivando dritto al cuore dello spettatore con la forza del suo realismo.
Libby prega per attenzioni: il suo sguardo rivolto verso il soffitto – sofferente e sconfitto – vale più di qualsiasi parola e gesto. È lo sguardo di chi comprende quanto non riuscirà mai ad entrare nel mondo elitario e irraggiungibile di coloro il cui destino è cambiare il corso degli eventi.
I’m sure you can understand how hard that is to leave, you being a woman of the world.

Tuttavia l’esperimento fallisce, poiché l’avversario innocente controbatte la cattiveria gratuita andando a sottolineare l’aspetto più controverso della vita della donna: il fallimento come madre e come moglie, che pesa come un macigno sulle sue povere spalle.
Ciò che rimane alla donna è la consapevolezza di aver perso la battaglia e suo marito con essa: a nulla basta il sesso implorato o la richiesta di non occuparsi della stanza dei coniugi, quando una semplice ragazza di colore descrive, con eccessiva malizia, le attenzioni gratuite dell’arrogante fidanzato.
So let me understand… it’s okay because you’re taking notes?

Il confronto tra le due risulta essere particolarmente illuminante sulla visione del mondo di cui le donne sono portatrici: se da un lato Virginia sottolinea ancora una volta la sua impossibilità a seguire il percorso canonico per un lavoro, la DePaul ribadisce l’importanza della fatica e dell’impegno alla base di qualsiasi impiego.
Non sono solo due diverse visioni del mondo a scontrarsi, ma anche due donne: giganti che si confrontano e combattono, e insieme raccolgono i pezzi.
Le similitudini tra i due personaggi sono innumerevoli: entrambe esemplificano la volontà di cambiare il modo di pensare il mondo e le cose, ognuna con un proprio metodo, nessuna disposta a rinunciare alle proprie convinzioni e principi.
Le due donne sono il simbolo della visione alla base della serie stessa: il progresso come lotta contro la società, portato avanti da singoli che possono cambiare, tramite il potere delle loro azioni, il corso delle cose.
Whenever you feel like the world is against you, you… you look at that ticket and know that no matter what the odds are, someone’s bettin’ on ya.

Una delle riflessioni più importanti, in linea con lo spirito della serie, riguarda il dialogo tra le due donne: entrambe consapevoli che talvolta l’amore non basta a valicare i limiti imposti dalla società, tentano di vivere con questo peso per quanto possono.
Non è la prima volta che la serie ci parla dell’omosessualità e del modo in cui veniva affrontata in quel periodo; questa volta decide di farlo consegnandoci la struggente testimonianza di una storia che non può e non è destinata a durare, nonostante la profonda complicità che lega le due amanti.
In una delle scene più intense, un bacio suggella una promessa per la vita.
“A long love, meant to last the ages.”
Lo spettatore non può che osservare in silenzio la tragicità della scena, confermando quanto già si pensava nella prima stagione: prima di essere una serie sul sesso e sul progresso, Masters of sex ci parla di amore e coraggio.
Non sappiamo cosa riserva il futuro alle due donne: ma sappiamo con certezza che qualora decidano di lottare, per il loro amore e per il loro futuro, saranno loro stesse giants, portatrici di una verità e di una rivoluzione diverse, ma non per questo meno importanti o significative.
That’s how we move history forward.

Ognuno dei personaggi prende vita per comporre un quadro di storie che si intrecciano e si intersecano tra di loro, dando vita a ciò che la serie, fin dalla prima stagione, è sempre stata: la storia del progresso dell’umanità.
Per mano di quali individui tale progresso potrà mai avvenire?
Per mano di coloro che avranno il coraggio di osare, di superare i limiti, di mostrare “what the inside of a woman climaxing looked like”, perché consci della potenza dell’innovazione, della necessità della storia e della società di guardare al mondo con occhi sempre nuovi e diversi.
Il percorso di ogni eroe è costellato da sfide e difficoltà che ne temprano l’animo, rendendo la sua quest non solo una questione di vita o di morte, ma una vera e propria sfida nei confronti dell’umanità e della natura. Questa settimana Masters of Sex ci insegna che ognuno di noi può essere un gigante, ricordandoci cosa voglia dire assumersi la responsabilità di portare la conoscenza su un altro livello.
Oggi si compie il primo passo verso una nuova forma di progresso. Oggi i giganti portano avanti la Storia.
Voto: 8,5

Forse il mio episodio preferito finora. Coraggioso come pochi altri, geniale nella rappresentazione dei rapporti di forza trasposti nella sfera sessuale. Virginia è finalmente diventata un personaggio magnifico una volta messe in luce le proprie debolezze. Per non parlare di Libby, ma anche d Betty che in questa stagione sto davvero apprezzando. Complimenti. E ottima recensione!
In questa seconda stagione il livello di stronzaggine di Libby è passato da 0 a 10. A parte questo, condivido il giudizio di Francesca, anche meglio della 2×03, già ottima. Qui, pure il cliffhanger finale che ti lascia basito ci hanno messo. Cioè, ma cosa sta diventando “Masters of Sex”!