
Quanto ci erano mancanti questi delinquenti di Birmingham, con il loro furore ultra-violento, con la loro cieca fede nella famiglia, con i loro eroi decadenti e le loro donne così forti, così sensibili, così indispensabili?
Questa premiere sin dalle prime immagini lavora sul rapporto tra variazione e continuità, ricordandoci ciò per cui amiamo la serie, giocando col tempo e lo spazio in maniera abbastanza inedita. Molto interessante è infatti il raccordo con il finale della scorsa stagione, specie perché a seguirlo abbiamo un netto flashforward di tre anni, tutto incentrato sul matrimonio di Thomas Shelby. Non sono poche le domande che questo accostamento propone, generando subito una significativa curiosità nello spettatore, soddisfatte solo in parte dal prosieguo dell’episodio, innescando così grandi aspettative riguardo alle prossime puntate.
Why the fuck you’re talking Russian business on Thomas’s wedding day?

Fin dal primo episodio Grace si è posta come una figura radicalmente diversa dagli altri, capace di affermarsi con armi alternative rispetto alla banda di Shelby, utilizzando la grazia e il canto come caratteristiche distintive valide non meno della violenza o l’astuzia. Cosa dire poi di zia Polly, personaggio straordinario che dalla seconda stagione è diventata una sorta di co-protagonista e che in questa premiere svolge un ruolo fondamentale, sia di difesa della tranquillità del matrimonio del nipote, sia di mediazione tra la banda e gli interlocutori lavorativi, finendo per chiudere l’episodio nella stanza dei soldi in compagnia del solo Thomas.
For them, family is a weakness and they go after them. For me, family is my strength. And there’s business to be done.

Il matrimonio in sé è messo in scena come meglio non si poteva, con le immagini della cerimonia accompagnate da “Breathless” di Nick Cave che vanno a infarcire la più dolce delle unioni con un romanticismo disperato che non preannuncia nulla di buono e che al contempo dichiara una felicità magari temporanea ma di rara intensità. Non mancano nemmeno i momenti divertenti, come per esempio il confronto tra le due fazioni, ovvero gli invitati di Thomas e quelli di Grace, i quali al momento della proclamazione reagiscono in maniere completamente diverse (scalmanati i primi, composti i secondi) rendendo impossibile per lo spettatore trattenere il sorriso.
Il matrimonio in questo caso è anche capace di farsi simbolo, sigillo fondamentale per i Peaky Blinders, tanto da essere usato come arma di convincimento da Thomas verso Arthur, ricordando che la famiglia, se per altri può rappresentare una debolezza, per loro costituisce una forza. Non tutto di questo discorso corrisponde a verità, tanto è vero che l’instabilità di Arthur al matrimonio è il maggiore fattore di preoccupazione per Thomas e quindi una debolezza; senza dubbio però quest’ultimo ha basato l’intero impero su valori tradizionali e solidi come quello della famiglia, che fino a questo momento gli hanno dato ragione.
I wonder, why does he trust his aunt more than his brothers?

A suscitare interesse è proprio l’interrogativo legato ai modi in cui i Peaky Blinders cercheranno di reagire a questo avversario, il quale potrebbe non solo coglierli impreparati, ma colpirli al cuore della propria unità, come ha dimostrato di saper fare già in quest’episodio, tentando di mettere contro i fedelissimi di Shelby e zia Polly e puntando sull’orgoglio e sulla messa in discussione della loro virilità.
But you want me to be like them, don’t you?

Questa meravigliosa premiere di Peaky Blinders si chiude con un montaggio musicale costruito su “You and Whose Army?” dei Radiohead, tanto per ribadire nuovamente la capacità di Steven Knight di usare la musica in modo sempre perfetto e mai banale. Le aspettative erano abbastanza alte e per una volta sono state soddisfatte pienamente, grazie anche a un Cillian Murphy maestoso a una Helen McCrory che buca lo schermo ad ogni primo piano.
Voto: 8

Credo tu abbia confuso John con Michael. Comunque bella recensione, complimenti!
Hai ragione Cap91, ho modificato e corretto il passaggio in cui parlo di lui. Sono stato tratto in inganno dalla somiglianza dei due attori, Finn Cole e Joe Cole, fratelli nella vita ma non in Peaky Blinders.
Bella recensione, bella serie, Radiohead alla fine perfetti!
Grazie!
La scelta dei Radiohead è stata perfetta. La canzone, tra l’altro, si presta benissimo ad essere usata con le immagini, tanto che è stata utilizzata anche in altre occasioni, tra cui l’inizio di Incendies (in italiano tradotto come “La donna che canta”), uno dei più bei film di Denis Villeneuve.