American Crime – 3×01/02 Episode One & Episode Two 1


American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoRitorna American Crime, la più coraggiosa serie drama in onda su un canale broadcast, che ha dimostrato nelle sue due stagioni precedenti di saper affrontare temi attuali e difficili con una classe e profondità di primissimo piano.

Arrivati al terzo anno di questa serie antologica dovremmo ormai smettere di stupirci del coraggio e della forza espressiva di un prodotto di tale portata che va in onda su un canale per famiglie, quella stessa ABC che trasmette cose come Grey’s Anatomy e Once Upon a Time. Eppure la serie di John Ridley ha ormai da tempo lasciato intendere che non ha alcuna intenzione di esser messa da parte e che è immune alle semplificazioni e alle drammatizzazioni da soap opera di cui è spesso vittima una serie che, andando su un canale in chiaro, deve cercare di farsi apprezzare dal grande pubblico. American Crime non sembra affatto intenzionata ad abbassare il tiro, tanto più in un anno in cui sceglie di trattare come argomento principale non più un crimine da realtà “quotidiana”, ma una tematica di più ampio respiro. Negli Stati Uniti di Donald Trump American Crime parte da un delitto di cui si perdono immediatamente le tracce per parlare dell’enorme, silenzioso ed imbarazzante dramma degli illegali su suolo statunitense.

Sometimes people confuse doin’ something good with having done something wrong. These folks have our prayers and Lord knows you been round the farm long enough to know that they’re strong.

American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoSe la prima e la seconda stagione avevano posto l’attenzione su due reati terribili intorno ai quali far muovere l’intera narrazione, quest’anno la serie di John Ridley ha intrapreso un percorso molto più ambizioso e complesso, che è poi la ragione alla base di un primo episodio non proprio equilibrato e di un secondo molto più ficcante e riuscito. A partire dalla presentazione della pletora di personaggi coinvolti, la serie affronta lo spinosissimo tema della schiavitù ancora presente sul suolo americano (e, purtroppo, come i recenti casi di cronaca italiana hanno dimostrato, non solo da quelle parti) legato soprattutto allo sfruttamento nelle campagne di immigrati in cerca di fortuna o in fuga da un passato di terrore.

Attraverso la vita di alcuni personaggi che gravitano da un lato all’altro della barricata, John Ridley affronta con estrema ambizione e sincerità l’ambiguità di un Paese che tace e nasconde lo sfruttamento schiavista che quotidianamente esercita su un vero e proprio esercito di poveri e di immigrati costretti ad un lavoro umanamente degradante, pur di avere un comparto economico, quello agricolo, florido e prosperoso. Nell’America di Donald Trump, un Paese che avverte ormai come intollerabile la paura che prova nei confronti dell’altro (pur essendo priva di soluzioni reali), Ridley decide di non voler chiudere gli occhi, ma di incamminarsi su un sentiero difficile, discutibile ma estremamente vivo ed attuale.

American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoA questo si aggiunga, però, che l’intelligenza autoriale non è solamente nell’aver intrapreso un discorso di una tale entità, ma di averlo fatto senza assumere aprioristicamente alcuna posizione ben definita e netta, nessun intento di chiara matrice moralista: non si descrivono solo gli sfruttati come vittime e gli sfruttatori come mostri, ma si scende più in profondità senza semplificazioni che possano rassicurare la maggioranza della classe media. Gli sfruttatori, infatti, non sono tutti necessariamente dei mostri, ma delle persone come il personaggio di Richard Cabral, ben lontano dal classico stereotipo del violento e rude profittatore, ma un uomo che dimostra empatia nei confronti dei propri lavoratori.

American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoSoprattutto, però, c’è l’altra faccia, quella rappresentata dalla borghesia che vive nella propria torre d’avorio lontana dai problemi e dalle sofferenze su cui si basano le proprie vite dorate. La famiglia Hesby è da tempo proprietaria terriera, ha posto la propria indipendenza economica sulla vita e sullo sfruttamento di centinaia di lavoratori senza nome e talvolta senza volto, che vengono considerati come forza lavoro anonima ed insignificante. Quando un incendio ne uccide ben quindici, per gli Hesby si tratta di una tragica fatalità perché ne sono morti una manciata: non sono solo uomini trattati alla stregua di animali, ma persino privi del riconoscimento della propria esistenza e della propria individualità pure dopo la morte. Anche qui, però, Ridley riesce a non scivolare nella riduzione di un gruppo a mero simbolo unitario, la famiglia ricca quale villain tout court, ma prevede sfumature e gradi differenti di coinvolgimento emotivo. Per questo sarà interessante capire come l’equilibrio tra JD – apparentemente quello più colpito –, Laurie e Carson cambierà dopo questo terribile avvenimento.

American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoA farla da padrone, però, è ancora una volta lo straordinario cast di cui può fregiarsi questa serie, proprio a partire da Felicity Huffman, l’attrice da sempre più rappresentativa di questo percorso. La Huffman veste quest’anno i panni di Jeanette, moglie di Carson Hesby, che improvvisamente si ritrova a scoprire su che cosa si è sempre basata la sua vita agiata. La sua espressione davanti alle scene delle gabbie – così dovremmo chiamarle – in cui vivevano i lavoratori sfruttati è solamente la punta dell’iceberg di un’analisi che sicuramente non lascerà delusi. Il suo arrivo nella famiglia Hesby attraverso un matrimonio tutt’altro che felice non ha mai significato piena aderenza al modello di vita d’arrivo; ma può essere considerato un alibi l’ignorare i così violenti presupposti del proprio stile di vita, come appunto lo sfruttamento nei campi? Vedremo come questa sezione narrativa andrà avanti, ma la Huffman ha tutte le caratteristiche per assecondare qualsiasi impulso la scrittura saprà darle.

American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoL’altra punta di diamante è Regina King, che interpreta una donna dei servizi sociali alle prese con casi di prostituzione minorile. Il suo filone narrativo è al momento quello che sembra meno chiaro, perché apparentemente così lontano dal resto della narrazione che pure gravita, con movimenti diversi, intorno al tema dello sfruttamento; certo, si rimane pur sempre nell’orbita di uno schiavismo 2.0, con l’uso di giovani ragazze costrette a prostituirsi per gran parte della loro breve vita. Questo e la sua intenzione di avere un figlio da quello che doveva essere una vecchia fiamma sembrano al momento i due temi più distanti dal resto, ma è certo che verranno resi più espliciti e chiari con i restanti sei episodi (questa terza stagione, infatti, avrà solo otto puntate contro le dieci degli anni precedenti).

Il cambio di passo e di ritmo ha comportato, però, delle difficoltà evidenti soprattutto nel primo episodio che, costretto a introdurre così tanti temi e personaggi, non è sembrato riuscire a mantenere l’andatura ed è risultato non particolarmente equilibrato. Ciò che ha dominato, nonostante l’intento di porre tutto ordinatamente sullo scacchiere della narrazione, è stata una sensazione di confusione; il problema è stato però agilmente superato con il secondo episodio, che ha lasciato più spazio alla descrizione dei personaggi coinvolti nelle differenti storyline, gettando su questi la necessaria cura e l’ottima scrittura di cui sappiamo gli autori capaci, due aspetti indispensabili per creare un ponte emotivo tra personaggi e spettatori.

American Crime – 3x01/02 Episode One & Episode TwoIl risultato finale non può dunque che essere un’altissima aspettativa per gli episodi che verranno: una stagione così ambiziosa American Crime non l’aveva mai avuta e staremo a vedere se il coraggio sarà ripagato in termini di qualità e di messaggio. Quel che è certo è che questo assaggio di stagione è assolutamente promosso perché capace di parlare di temi di una tale entità senza dimenticare, nemmeno per un attimo, la potenza emotiva dei propri personaggi.

Voto 3×01: 7
Voto 3×02: 8

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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