
Oh, Valerie. You know women can’t be serious artists.
“Valerie Solanas Died For Your Sins: Scumbag” è forse uno degli episodi qualitativamente migliori di tutte e sette le stagioni dello show, in cui Murphy (come già successo nell’episodio precedente) manifesta una capacità quasi inquietante di intercettare, con larghissimo anticipo, lo zeitgeist culturale non solo del periodo, ma proprio dell’esatta settimana in cui la puntata andrà in onda. La vicenda, abilmente riscritta rispetto ai fatti reali, di Valerie Solanas è arrivata infatti nella settimana in cui negli USA esplodeva come una bomba il caso Weinstein esattamente come “Mid‐Western Assassin” coincideva con la sparatoria di Las Vegas.
Certo, la visione così lungimirante di Murphy è considerevolmente aiutata dal fatto che viviamo in tempi molto turbolenti, e che i social media contribuiscono a creare un clima costante di dibattito culturale, ma questo tipo di precisione non può essere presa sottogamba né relegata a una semplice intuitività quasi soprannaturale: Murphy e Falchuk sono dei lettori attentissimi del proprio tempo e della pop culture, e al tempo stesso profondamente immersi in essa in quanto consapevoli attori e agenti del cambiamento – in termini di linguaggio televisivo e di dinamiche di genere, oltre che politicamente – e anche capaci di discostarsi dal proprio coinvolgimento per analizzare con sarcasmo e intelligenza le contraddizioni dei fenomeni mediali contemporanei.

I’m Beverly motherfucking Hope, and you’re gonna wanna get the hell out of my way.
Attraverso una ridda di riferimenti storico-culturali ai culti e ai serial killer (tra cui spiccano le palesi citazioni alle vicende legate alla Manson Family), “Valerie Solanas Died For Your Sins: Scumbag” costruisce un coerente e divertentissimo what if in cui scopriamo l’esistenza di un culto parallelo legato alla Solanas che agisce nell’ombra ed è il vero responsabile degli omicidi che conosciamo come gli Zodiac killings. Chrystal Liu, sceneggiatrice dell’episodio, riscrive la storia da un punto di vista femminile e scoperchia il meccanismo del partiarcato agendo per assurdo: non soltanto il mondo maschile soffoca le ambizioni delle donne, ma addirittura si fa carico degli omicidi al posto loro, negandone perfino la colpevolezza in nome di una dominanza totale che arriva persino a negare le colpe, minando l’iniziativa femminile fino alle più estreme e assurde conseguenze.
L’episodio è quasi uno stand-alone, un piccolo gioiello di narrazione e ironia che rappresenta alla perfezione lo stile autoriale di Murphy al suo meglio, uno di quei momenti in cui la quasi totale libertà creativa che FX gli concede riesce a produrre piccole perle di qualità televisiva in grado di riflettere sull’esistente con raffinata intelligenza.
I’m making sloppy joes. Because a sandwich is a sandwich, but a manwich is a meal.

Al centro del plot c’è il rapporto morboso e a tratti semi-incestuoso tra Kai e Winter, che culmina nel tentativo di un (volutamente) ridicolo accoppiamento rituale per generare il Messia, momento chiave per la rottura del legame tra i fratelli e il “risveglio spirituale” di Winter stessa. Ma oltre a questo, c’è francamente davvero poca altra sostanza e il tutto si regge sull’accumularsi di plot twist, dialoghi citazionisti e una tensione (omo)sessuale altissima.
How did this handmaid shit even happen?
Fortunatamente, la carica di energia che pervade questa intera stagione e il cast di altissimo livello (probabilmente anche questo uno dei migliori della storia dello show) circoscrivono il fallimento qualitativo solo a questo episodio, che possiamo limitarci a considerare come una seconda metà debole del precedente. Ma al di là dell’intoppo in sé – che è sicuramente perdonabile alla luce della riuscita globale di una serie che, arrivata al settimo anno di programmazione, dimostra ancora una tale vivacità di ispirazione e una capacità così acuta di analizzare il presente –, non si può evitare, per onestà di analisi, di ribadire quanto una certa discontinuità nei risultati sia il peggior difetto di American Horror Story. Un difetto che la tiene ancorata al livello di serie di culto e generatrice di conversazioni e che le ha impedito, in questi anni, di spiccare davvero il volo come esempio innegabile di quality television quale davvero, più spesso di quanto si pensa, potrebbe a tutti gli effetti essere.
Voto 7×07: 8
Voto 7×08: 6½

Capace di intercettare cosa? Murphy, e basta guardare alcuni ragazzi usati nelle sue serie tv, persone senza talento e che dalla loro hanno solo un bell’aspetto che, stranamente, hanno più screen time rispetto ad attori talentuosi, è PARTE del problema. Prima o poi esploderà una bombetta anche su di lui, è solo protetto dal fatto che, al momento, la categoria LGBTQ++ ha maggiori simpatie rispetto al lato “etero” di Hollywood. La vostra acritica ossessione per Murphy un giorno riuscirò a comprenderla.
Posso essere in parte d’accordo con il tuo commento ma American Crime Story e Feud fondamentalmente ti smentiscono.
Ciao! Sorvolando sul fatto che il nostro Davide Canti e le sue recensioni stanno lì evidenti a comprovare che non tutta Seriangolo la pensa come me, non capisco come il fatto che a Murphy piacciano i bei ragazzi lo renda automaticamente un (sospetto) molestatore. Dato che è una cosa che ho in comune con lui, mi preoccupo anche un po’ 😉
Mettiamola così. Ryan Murphy è bravo a fare casting di ragazzi mori quasi quanto Bryan Singer a scegliere ragazzi biondi. Dagli tempo.