
Senza dilungarsi sulle differenze tra questa stagione e la seconda, per le quali si può fare riferimento alle precedenti recensioni nonché a gran parte della critica, è interessante invece notare quali siano i punti di forza di questa terza annata di Mr. Robot – siano essi tematici o più tecnicamente legati allo svolgersi della narrazione – e come essi si ritrovino in misura pressoché identica in questi due episodi. Si parla ovviamente del tempo come tematica (ma anche del suo utilizzo da un punto di vista tecnico) e della rappresentazione del disordine della personalità di Elliot, che solo con questa terza stagione sembra aver trovato la sua più completa (e grave) rappresentazione.
You remember the, uh, Enchantment Under the Sea dance in the first “Back to the Future” movie?
Entrambi gli episodi, come si diceva, presentano una struttura grossomodo simile: dopo un cold open temporalmente avulso dalla vicenda che si sta svolgendo con i personaggi principali, la storia in tutti e due i casi riprende esattamente da dove si era interrotta (“eps3.5_kill-pr0cess.inc” riparte col dialogo tra Elliot e Angela, “eps3.6_fredrick+tanya.chk” con Elliot davanti alle notizie degli attentati) per poi seguire, con un ritmo convulso, le vicende di tutti – o quasi – i gruppi dei personaggi fino alla conclusione, in cui si rivela un nuovo fondamentale tassello di tutta la storia raccontata fino ad ora.

“Back To The Future” è forse una delle rappresentazioni cinematografiche più note per quanto riguarda il tema del tempo e la possibilità di cambiare il passato, con tutto ciò che questo comporta; il discorso del signor Alderson ha ben altre conseguenze sulla piccola Angela (l’idea di dare una spinta a Elliot in caso di necessità è proprio ciò che la donna ha fatto, spingendo però l’identità sbagliata), ma a livello tematico è interessante notare come si continui a tornare al tema del “what if”. Cosa succederebbe se si potesse cambiare il passato e annullare, proprio come con un computer, un evento e tutto ciò che ne è conseguito? Già la season premiere di quest’anno ci aveva dato qualche accenno a riguardo, e non è ancora chiaro se o quando Mr. Robot prenderà questa piega fantascientifica; ciò che conta è che Angela, la persona che più ha subito l’influenza di Whiterose, è la stessa che continua a far riferimento a questa possibilità, come dimostra il suo discorso ad Elliot e la scena davanti al televisore, in cui mostra ad una sconvolta Darlene quanto sia facile riavvolgere il presente e tornare al passato per cambiare il futuro.

Three more minutes gone. […] Instead of fighting, maybe it’s time we talk.

Il combattimento tra le due identità in “eps3.5_kill-pr0cess.inc” raggiunge il suo punto più alto, una sorta di scontro finale senza esclusione di colpi: ciascuna delle due parti lotta strenuamente per il proprio obiettivo, incapace di comprendere l’altra perché impossibilitata ad ascoltarla. È infatti l’incomunicabilità tra i due la novità più interessante di questa terza stagione, che ha di nuovo unificato il punto di vista dello spettatore e quello di Elliot, confinati entrambi nella condizione di chi capisce solo una parte di ciò che avviene; e tuttavia, da spettatori privilegiati quali siamo, viviamo un continuo cambio di punti di vista, da interno a esterno, che ci porta così a “sentire” ciò che Elliot prova durante i glitch e al contempo ad osservarlo da fuori quando si aggredisce da solo, quando si auto-sabota per impedire ad una parte o ad un’altra di avere il sopravvento.
L’escalation del contrasto tra Elliot e Mr. Robot ricalca il climax dell’intero montaggio della parte centrale, in cui assistiamo all’evoluzione sempre più tesa delle altre situazioni, che esplodono tutte insieme proprio con la grande rivelazione dell’episodio: sono stati tutti manipolati, anche coloro che pensavano di essere parte del vero piano. Dominique, Mr. Robot, Angela, Tyrell, persino lo stesso Santiago (che nell’avvisare la madre di non uscire potrebbe aver fatto un grosso errore, ma con questo sappiamo di certo che nemmeno lui fosse a conoscenza dei 71 edifici) hanno corso per tutta la puntata verso un obiettivo che si è rivelato essere tutt’altro; e a contrastare questa concitazione, di eventi e di montaggio, troviamo le scene con Whiterose, caratterizzate da un’insolita calma e tranquillità, che incute ancor più timore nel momento in cui si capisce che lei, e solo lei, è la detentrice di tutte le risposte che stanno (e stiamo) cercando.

“What in God’s name do you hope to gain?”
“The opportunity to teach a lesson.”
Arriviamo quindi alle grandi scoperte degli episodi, in cui vengono svelate parti molto importanti sul piano contro la E-Corp, ma con risultati leggermente diversi. Se nel sesto episodio la scoperta del diverso obiettivo dell’attentato è il punto di arrivo di una costruzione quasi perfetta, che ha il suo apice nel volto sconvolto di Elliot davanti ai televisori, la settima puntata porge il fianco a qualche problema non tanto per l’episodio in sé, bensì per il quadro generale di tutta la storia.

Dall’altra parte, tuttavia, è inevitabile constatare che una motivazione simile, che più prosaicamente potrebbe essere definita come un pissing contest tra potenti, sarebbe a livello narrativo un po’ troppo debole per sorreggere il peso di tutte queste puntate, tutti gli eventi accaduti e i vari twist, e questo indipendentemente da dove ci porterà la storyline della centrale di Whiterose e tutto ciò che la riguarda.
“eps3.5_kill-pr0cess.inc” e “eps3.6_fredrick+tanya.chk” sono due episodi notevoli di Mr. Robot, che evidenziano le grandi abilità di Sam Esmail non solo come regista, ma anche come creatore di tensione narrativa, che va oltre le pur ovvie capacità di scrittura. Come si diceva all’inizio, la gestione della tensione appare quasi come quella di una partitura musicale, ed è sotto questi aspetti che la figura di Esmail nel suo complesso emerge quasi come quella di un direttore d’orchestra, fisicamente presente a dettare il movimento di ogni singolo strumento in contemporanea; questo, alla luce della scorsa, confusa stagione, è probabilmente il più grande successo di questa annata. Rimane il dubbio per quanto riguarda le motivazioni di Whiterose, ma è troppo presto per valutarne le conseguenze; per ora possiamo dire che con questi due episodi Esmail ha mostrato quanto ci sia ancora da dire su Mr. Robot e soprattutto in quanti nuovi modi sia possibile raccontarlo.
Voto 3×06: 8½
Voto 3×07: 8-
