Black Lightning – 1×01 The Resurrection


Black Lightning - 1x01 The ResurrectionChe la CW stia diventando la sede prediletta per le serie televisive di stampo supereroistico della DC Comics è ormai cosa nota, non solo per quelle autonomamente prodotte, che hanno creato una vera e propria costellazione, ma anche per la volontà di diversificare pubblico di riferimento e modalità narrative attraverso l’acquisizione di idee e spunti provenienti dal resto della programmazione. Lo si era visto con Supergirl, in cui la rete si era fatta carico di uno show che andava in onda su un altro canale e lo aveva inserito brillantemente all’interno del proprio universo condiviso; e lo conferma adesso ancora di più con questo Black Lightning, il quale ha un pregio ancora maggiore: pur condividendone la produzione, è completamente slegato (per ora) dalle altre serie CW.

Creata come serie FOX, ma acquisita dalla CW quando la rete di Murdoch non ne ha più voluto sapere niente, Black Lightning pone al centro del proprio racconto un protagonista nero alle prese con un mondo che è molto diverso da quello con cui la televisione ci ha abituato a fare i conti. Sin dalle prime scene, che rimandano in modo esplicito alla paura generalizzata della comunità afroamericana nei confronti delle forze dell’ordine statunitensi, la serie creata dai coniugi Akil utilizza il proprio formato per creare un racconto dal ritmo sostenuto in grado anche di trarre linfa vitale dalla contemporaneità. All’interno del primo episodio, infatti, sono numerose le realtà toccate dalla serie: violenza nelle scuole, fascinazione delle gang sui più giovani, sfiducia nella polizia – anche quando questa è gestita da persone della propria comunità –, lotta politica e sociale. A partire da questa fitta rete di elementi, la scrittura si dimostra sin da subito interessata a creare un racconto sociale che possa evolversi ben aldilà delle semplicistiche narrazioni di puro intrattenimento e che, soprattutto, sappia muoversi sulle proprie gambe senza avere alcun bisogno delle serie “sorelle” che pure dominano il resto della programmazione del canale. I collegamenti con l’attualità sono ovviamente molteplici: si tratta pur sempre della prima serie supereroistica broadcast che pone al centro della narrazione un personaggio nero (Luke Cage, che pure di questo filone è in un certo senso il capostipite, è di Netflix e dunque risponde a diverse esigenze narrative e produttive) proprio negli anni in cui, dopo l’idillio obamiano, la nuova presidenza ha rimesso in discussione quelli che sembravano dei diritti acquisiti.

Black Lightning - 1x01 The ResurrectionLa scelta migliore che si potesse fare per dare nuova energia a questo tipo di racconto è stata quella di affidare il ruolo di protagonista ad un personaggio come Jefferson Pierce, un uomo maturo che cerca il riscatto sociale della propria comunità svolgendo il ruolo di preside in una scuola nella quale deve bilanciare il delicato equilibrio tra le istanze di evoluzione sociale e la presenza massiccia della malavita autoctona. La scelta di un background di questo tipo, con un protagonista che ha abbondantemente superato la quarantina, permette di creare un racconto libero dalle tendenze teenager che ha coinvolto (e afflitto) show come Arrow, The Flash, o Legends of Tomorrow, i quali hanno dovuto piegarsi ad un pubblico di giovanissimi e così stemperare le pur ottime partenze iniziali. Anche qui, ovviamente, siamo solo all’inizio ed alcune di queste tendenze potrebbero comunque verificarsi, soprattutto dato l’ampio spazio già assicurato alle due figlie di Jefferson e ad alcuni interessi amorosi che lasciano la porta aperta ad un altro tipo di racconto; difficilmente, tuttavia, la serie potrà cadere nell’eccesso, proprio perché questo tipo di protagonista e la mitologia narrativa che gli si sta formando intorno sembrerebbero impedire una deriva in questa direzione.

Il primo episodio di Black Lightning, dunque, funziona ancor meglio di quanto ci si potesse aspettare: “The Resurrection”, infatti, diverte, alterna in modo intelligente i vari piani narrativi creando rapidamente una struttura più ampia che dovrà sorreggere i tredici episodi che andranno a comporre la prima stagione. Un’altra idea che si rivela sin da subito vincente è quella di non partire dalle origini del personaggio ma da un suo ritorno in pista a nove anni dalla sua improvvisa scomparsa (nove anni fa fu eletto Obama): Black Lightning, infatti, è un supereroe sparito dalla circolazione costretto a tornare solo perché Jefferson deve proteggere la propria famiglia. Questa scelta assicura l’interesse dello spettatore nei confronti di un passato (e di un villain appena mostrato ma già molto carismatico) che è tutto da scoprire e che inevitabilmente andrà a confondersi e ad intrecciarsi con le vicende del più stringente presente.

Black Lightning - 1x01 The ResurrectionAltri elementi permettono allo spettatore più smaliziato di riconoscere alcuni marchi di fabbrica della CW, soprattutto una scelta musicale di grande spendibilità – ma mai fuori posto – oppure una regia (affidata allo stesso Salim Akil) che non si permette mai guizzi particolari, anche se gestisce con professionalità e capacità le pur non moltissime scene d’azione.

Che prospettive, dunque, per questa serie? Le aspettative, che in verità erano in buona parte frenate dal prodotto e dal canale su cui viene trasmesso, si sono rivelate perfettamente soddisfatte. Il potenziale di Black Lightning è tutto un divenire e questo episodio pilota apre a così tante possibilità narrative che, per assurdo, si rischia persino di non riuscire a svilupparle tutte in quella che sarà la prima stagione della serie. A patto che ci si tenga lontano dagli altri show di Berlanti (che è produttore anche di questa serie, ovviamente), Black Lightning ha tutte le possibilità in mano per permettere alla CW e alla Dc Comics di fare il salto di qualità definitivo di cui avevano bisogno: sarà solo il coraggio della scrittura a permettere che tutto ciò avvenga.

Voto: 7 ½

 

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.