The Witcher –1×01 The End’s Beginning


The Witcher –1x01 The End's BeginningGiunta al termine di questo 2019 e già rinnovata per una seconda stagione, la serie Netflix The Witcher porta con sé un trascorso piuttosto complesso: da un lato, infatti, si tratta della prima serie fantasy-medievale di grande respiro dopo la fine di Game of Thrones, e dall’altro si trascina dietro una serie di passi falsi (o presunti tali) che sembravano lasciare poche speranze.

In realtà, a giudicare almeno da questo pilot, la serie non viene affatto schiacciata dalle proprie aspettative, grazie ad una serie di scelte autoriali e registiche piuttosto efficaci. Essere etichettati come “l’erede di…” è sempre una sfida a cui nessuna serie è mai riuscita davvero a uscirne integra (si pensi alle decine di eredi di Lost), perché gravate da un senso di eredità insopportabile e obiettivamente inesistente. The Witcher, poi, è una creatura molto particolare: nata come una saga letteraria di discreto successo, ha ricevuto una grande spinta dal fenomeno rappresentato dalla saga videoludica, in particolare con il terzo capitolo, uscito solo nel 2015. Come se non bastasse, però, la serie di videogiochi si era più volte beccata le reprimende di Andrzej Sapkowski, il creatore di queste avventure, il quale non aveva gradito alcune scelte autoriali da parte della CD Projekt Red, né aveva abbracciato fino in fondo l’estetica generale. La serie, tuttavia, si ispira direttamente ai romanzi, e dunque ha il difficile compito di seguire la carta cercando di far dimenticare i volti e le ambientazioni del videogioco, ma al contempo senza alienarsi lo zoccolo duro dei fan di quest’ultimo.

Il “Witcher” da cui il titolo è, appunto, Geralt di Rivia (Henry Cavill), il quale viaggia per il mondo – come i suoi pochi compari superstiti – in cerca di mostri da uccidere ad un prezzo decente. Questa gilda a cui appartiene è formata di soli Witcher, riconoscibili dai loro abiti e dai loro occhi, mutanti frutto di esperimenti subiti in tenera età. Il destino di Geralt si intreccia rapidamente con quello di Ciri, ovvero la Principessa Cirilla (Freya Allan), in fuga dal proprio castello dopo un evento traumatico, e Yennefer (Anya Chalotra), una giovane deforme che presenta però spiccate capacità magiche. Lauren Schmidt Hissrich, già autrice e produttrice di Daredevil e The Umbrella Academy tra gli altri, è la penna principale di questo show, che si svilupperà in otto episodi già rilasciati da Netflix.

The Witcher –1x01 The End's BeginningLa prima difficoltà evidente di questo pilot è una certa fretta nel presentare personaggi e situazioni, a costo però di non spendere sufficiente tempo nel trasmettere un’idea di come sia fatta l’ambientazione generale. È infatti molto difficile, se non si ha già una almeno vaga conoscenza pregressa di regni e sovrani, capire i rapporti di forza e di contatto, per non parlare poi della totale assenza di un senso della geografia del continente. Al momento i vari regni sembrano solamente generici imperi, con il difetto dunque di lasciare un’aura troppo fatata all’intero racconto. Che questa sensazione esista in un pilot non è necessariamente un male: d’altronde anche con Game of Thrones era difficile capire chi fosse chi, all’inizio (sebbene, a onor del vero, lì c’erano molti più personaggi da presentare).

Al netto di questo importante handicap, però, il pilot ha dalla sua due grandi pregi, ovverosia un ritmo agile e interessante ed Henry Cavill. Partendo da quest’ultimo, chi avesse visto la prima foto di scena ricorderà la sensazione di sbigottimento nel trovarsi Superman con una terribile parrucca bianca. Su internet gli sberleffi non si erano fatti attendere, ma erano molti tra i fan della serie a essere assai poco convinti. Farà piacere sapere che Cavill sembra invece perfettamente in parte: cupo, poco comunicativo ma comunque sempre pronto al dark humor, il suo Geralt è tra le cose più riuscite di questo pilot, un essere che dovrebbe essere privo di sentimenti e che invece ne trasmette moltissimi. Sin da subito gli autori mettono in chiaro la sua particolare posizione di personaggio che vorrebbe vivere defilato in un mondo che lo disprezza e lo teme, con tutta l’intenzione di tenersi fuori dai grandi schemi politici di un’ambientazione pronta a creare intrighi e tradimenti. Accanto a lui, sia Ciri che Yennefer sono ancora appena tratteggiate, ma in entrambe – soprattutto per la prima – si tratta di scelte in forte contrasto con le loro rappresentazioni videoludiche, e sarà dunque interessante scoprire quali percorsi le attendono.

The Witcher –1x01 The End's BeginningPer quanto riguarda l’ambientazione, una scelta molto apprezzabile è quella di cercare di mantenere il mondo creato da Sapkowski, il quale ha infuso nella propria creazione un’ideale medioevo di stampo est-europeo, che si nota non solo nella scelta di certi nomi e un team con una forte presenza polacca, ma anche negli ambienti e negli scenari, con la serie girata perlopiù nell’Europa dell’Est. Le musiche, in particolare, sono spesso molto diverse da quelle dei grandi fantasy medievali (nord-Europei) a cui siamo abituati, cosa che infonde uno stampo molto preciso a The Witcher (e che sono forse il più diretto riferimento ai videogiochi, dal momento che la soundtrack risulta essere molto simile). È proprio l’ambientazione, unita ad un tipo di fantasy sporco e violento, un segno di forza di questo pilot, che riesce ad intrattenere grazie alla creazione di un mondo potenzialmente ricchissimo di spunti narrativi. L’alternanza tra mostri da cacciare e trama generale, inoltre, potrà dare alla serie energia a sufficienza per non annoiare e al contempo dedicarsi alla costruzione dei propri personaggi. La scena d’azione che conclude l’episodio, poi, è di ottima fattura e lascia ben sperare anche sotto questo versante.

Siamo dunque alle prese con l’erede di Game of Thrones? No. Prima di tutto, perché come già detto non esistono eredi; ma soprattutto perché The Witcher si rivolge a un pubblico diverso, uno che apprezzi l’high fantasy, cioè la presenza molto netta di elementi fantastici, cosa che in Game of Thrones era molto scarsa e forse complice del proprio successo con un pubblico estremamente più ampio. Quel che è certo, però, è che questo pilot funziona molto bene come benvenuto, perché non può che creare una certa curiosità su dove la serie possa andare. Il potenziale c’è tutto: sta adesso alla produzione e a questo cast riuscire a portare a termine questi otto episodi senza perdersi nelle paludi.

Voto: 8

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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