
La scelta di spostare il cuore del racconto fuori dal parco giochi coincide infatti con una gradita semplificazione della narrazione, che ruota attorno a tre fulcri: il piano di vendetta e di conquista di Dolores – le cui vicende sono destinate a intrecciarsi con quelle della new entry Caleb –, l’isolamento e il tentativo di ritorno a Westworld di Bernard e infine l’arrivo di Maeve in una nuova area del parco, ambientata durante l’occupazione nazista.
A giudicare da questa premiere, sembra che Nolan e Joy abbiano compreso come uno dei tratti più complessi della gestione di una serie high-concept sia proprio la necessità di reinventarsi di stagione in stagione, senza per questo perdere di vista la propria identità. Dopo una seconda annata che aveva gonfiato a dismisura la trama di misteri e colpi di scena che giravano attorno al parco, con “Parce Domine” i due decidono di fare tabula rasa, dando vita a quello che a tutti gli effetti appare come un nuovo capitolo della storia.
Fondamentale in quest’ottica è la scelta di ampliare la prospettiva e il raggio d’azione dei suoi protagonisti, conducendoli nel mondo reale: ciò permette agli autori di approfondire ed estendere il lavoro di worldbuilding – del resto da sempre uno dei maggiori punti di forza dello show – fornendo allo spettatore tanti piccoli dettagli che si intrecciano alla perfezione con le vicende dei personaggi, creando così un’ambientazione forse non particolarmente originale, ma comunque di grande fascino. A questo si aggiunge un production value altissimo, che riesce a infondere credibilità allo scenario minimal-futuristico losangelino su cui si staglia buona parte del racconto.

Al di là dell’ambientazione principale, quello che cambia, almeno a giudicare da questa premiere, è la gestione dei misteri e dei colpi di scena. Anche in questo caso è il personaggio di Caleb a farsi portavoce di questo nuovo approccio: ne è un esempio emblematico il modo in cui viene trattato il rapporto tra lui e Francis, in cui gli autori, pur lasciando per il finale la rivelazione circa la vera natura delle chiamate, non si preoccupano troppo di nascondere la verità, puntando invece più sull’impatto emotivo della scelta di Caleb di interrompere le conversazioni.
Dolores nel frattempo è sempre più determinata a portare a termine i suoi piani di conquista e vendetta: spietata nei confronti di quell’1% che l’ha imprigionata e abusata, le sue azioni sembrano muoversi su un doppio binario. Da un lato tramite il clone di Charlotte (di cui ancora non conosciamo l’identità) cerca di riavviare la produzione degli host dopo la carneficina che l’ha vista protagonista tre mesi prima; dall’altro è interessata ad acquisire informazioni – e presumibilmente il controllo – di Rehoboam, un avanzato sistema che usa l’IA per prevedere e forse determinare il corso degli eventi. Ecco quindi che Westworld torna nuovamente a concentrarsi su uno dei temi a lui più cari, il libero arbitrio, dipingendo un futuro distopico in cui l’umanità sembra avervi rinunciato in cambio di un’apparente serenità, e in cui delle nuove divinità sembrano pronte a prenderne il controllo: “The real gods are coming, and they’re very angry”. In questo modo gli autori riescono coerentemente a portare avanti uno dei discorsi fondanti della serie, avvicinandosi sempre di più a quell’inversione di ruoli tra uomo e macchina annunciata fin dagli esordi.
Nel complesso, “Parce Domine” rappresenta un ottimo ritorno per lo show di Nolan e Joy: senza esimersi dal fornire ai fan più accaniti indizi per nuove teorie e speculazioni, la premiere abbraccia l’anima più action-thriller della serie, risultando un episodio godibile di per sé e non (solo) per i rompicapi che pone. Naturalmente è presto per capire se sarà questa la direzione tracciata per l’intera stagione o se nelle prossime puntate gli autori ci condurranno di nuovo in territori (reali e figurati) già percorsi – ricordiamo che Bernard sta cercando di tornare a Westworld e che Maeve si trova ancora nel parco; ciò che è certo è che l’episodio, con questo netto cambio di rotta, è riuscito nel difficile compito di ridestare l’interesse degli spettatori più delusi e scettici.
Voto: 7½

Bella recensione !,anche se personalmente questo pilot l’ho trovato a tratti ancora confuso,come gran parte della stagione precedente…
Grazie Davide!
Forse in alcuni punti sì, ma mi è sembrato un grosso passo avanti per gli standard a cui ci ha abituato la serie 🙂