
Già dal primo fotogramma in cui vediamo il vecchio logo della Lucasfilm – quello apparso nel lontano 1977 prima di Star Wars – è chiaro che con questo arco narrativo finale Filoni e gli altri stiano cercando di chiudere la serie in modo speciale. Questa sensazione è rafforzata dall’assenza della solita reinterpretazione di Kevin Kiner del fanfare di Star Wars, sostituita dall’originale di John Williams, e dalla mancanza dell’aforisma di apertura, rimpiazzato da un semplice “Part I – Old Friends Not Forgotten” colorato con quel rosso tipico delle puntate con Maul, il cui font un po’ troppo banale è forse l’unico neo di una puntata che è nettamente la migliore della stagione. Perfino il breve riassunto introduttivo è ricco di piccoli rimandi a quello che ha preceduto – per quanto riguarda la messa in onda – The Clone Wars. Oltre a vedere alcuni dei Jedi che saranno al centro della famosa sequenza dell’Ordine 66 ne La Vendetta dei Sith, come Aayla Secura su Felucia e Plo Koon su Cato Neimoidia, appare brevemente un giovanissimo Kanan Jarrus – all’epoca ancora Caleb Dume -, un estratto che avevamo già avuto modo di vedere nel trailer finale che aveva anticipato questa stagione.

I cinque minuti di apertura, indubbiamente tra i più esaltanti dell’intera serie, si chiudono con un altro piccolo easter egg che si ricollega a Rebels: il nome in codice Fulcrum della sequenza subspaziale che viene usato per contattare Anakin è lo stesso usato da Ahsoka nella serie animata che precede Una Nuova Speranza. Scopriamo inoltre che si tratta di una frequenza conosciuta da pochissime persone, tra cui il futuro leader dei partigiani Saw Gerrera. L’incontro tra Anakin e Ahsoka in forma olografica, invece, che ci era già stato anticipato dal trailer mostrato al Comic-con per il decimo anniversario della serie, rappresenta la prima volta che i due si rivedono dalla fine della quinta stagione.
È un momento di forte impatto per Skywalker, il quale si sente ancora in colpa per gli eventi che hanno portato all’abbandono di Ahsoka. Nel suo percorso per affrontare l’accaduto, è molto interessante il discorso tra Anakin e Obi-Wan prima dell’arrivo della Togruta: il Prescelto, infatti, inizia a vedere l’accaduto come qualcosa di dettato dalla Forza che ha permesso ad Ahsoka di essere nel posto giusto al momento giusto per dare la chance alla Repubblica di catturare finalmente Maul, evitando così di confrontarsi con la realtà dei fatti; dopotutto Anakin non si è mai distinto per la sua abilità nel gestire la sfera emotiva. Per restare in linea con le idee alla base della saga, però, bisogna anche ammettere che c’è sicuramente un fondo di verità dietro a quello che dice Skywalker.

La parte più straziante è ovviamente il saluto finale tra Ahsoka e Anakin. Anche se non viene specificato, sappiamo che questa è l’ultima volta che i due si vedranno di persona come amici. Durante lo scambio, due semplici frasi come “Thanks for the support… As always” e “That’s what friends are for” sono sufficienti a riassumere l’essenza del loro rapporto, uno degli aspetti più riusciti di The Clone Wars. La consegna delle spade laser è un gesto simbolico, una sorta di rito in cui Anakin e Ahsoka non sono più maestro e padawan, ma due Jedi uniti da un fortissimo legame di amicizia e rispetto. C’è però qualche dubbio sul cambio di colore delle spade: nel romanzo Ahsoka e nel corso della serie animata sono sempre state verdi. Probabilmente la questione non verrà mai spiegata, a meno che non ci venga data una risposta ulteriore sull’influenza che hanno i Jedi sui kyber crystal, visto che proprio nel romanzo citato precedentemente la stessa Ahsoka compie un’operazione importante andando a depurare il cristallo della spada laser di un Inquisitore.
La notizia dell’attacco a Coruscant è la conferma che questo arco finale avverrà in contemporanea con gli eventi de La Vendetta dei Sith, e sarà interessante vedere Ahsoka e Rex durante l’Ordine 66. Prima che i tre Jedi si separino, c’è uno scambio molto importante tra Ahsoka e Obi-Wan, in cui emergono tutti i problemi dell’Ordine. La Togruta, grazie all’avventura con Rafa e Trace, ha visto che la gente comune ha perso fiducia nei Jedi e le azioni di Kenobi sono il risultato di giochi politici e non legate a quelli che dovrebbero essere i concetti fondamentali che muovono l’Ordine. La posizione di Obi-Wan è figlia di una situazione in cui i Jedi sono ormai impotenti di fronte alle questioni della galassia e possono agire soltanto secondo il volere di Palpatine, ormai prossimi alla sconfitta.

“Old Friends Not Forgotten” entra di diritto tra le migliori puntate di The Clone Wars ed è esattamente quello che i fan si aspettavano dalla stagione finale. Come era successo con Rebels, il meglio è stato lasciato per gli ultimi episodi, ma ripensando ai due archi narrativi precedenti biosogna riconoscere la loro importanza nel dare spazio allo sviluppo dei personaggi, i cui cambiamenti hanno già un impatto molto forte sugli eventi della nona puntata. Mancano solo tre episodi prima della fine – che è stata anticipata al giorno di Star Wars per eccellenza, il May the fourth – e la sensazione è che Filoni e la Lucasfilm non ci deluderanno. Per citare un altro grande franchise, “We’re in the endgame now”.
Voto: 9
