Nel sempre crescente panorama televisivo è aumentato negli ultimi anni in modo notevole anche il numero delle serie animate per adulti, i cui esponenti più celebri ormai vengono considerati al pari di tutti gli altri prodotti seriali. Tocca finalmente anche ad Hulu, la quale sta iniziando a sfornare sempre più prodotti degni di nota, provare a ritagliarsi spazio all’interno dell’animazione ad episodi, e il suo primo tentativo porta il nome di Crossing Swords.
Il nuovo progetto dei creatori dell’acclamata Robot Chicken (vincitrice di ben sei Emmy) ci catapulta in un mondo medievaleche si muove in stop-motion e che si presenta con uno stile che si allontana dalle produzioni moderne in stile LEGO e che, grazie alla tecnica della claymation, riadotta un tono rétro ormai non più molto popolare. Patrick (a cui dà la voce Nicholas Hoult) è un giovane ragazzo che sogna di diventare un cavaliere e aiutare la gente proprio come fa il suo re. Tuttavia, capisce presto che tutto ciò in cui credeva si rivela falso, e che le persone che un tempo ammirava non sono esattamente quel che appaiono ai suoi occhi ancora innocenti. Questo disincanto che fa da punto di partenza alla storia richiama immediatamente l’ultima opera di Matt Groening prodotta da Netflix, con la quale è impossibile non trarre un confronto diretto, sia per quanto riguarda l’ambientazione, sia per le similitudini a livello di trama e di umorismo.
Fin da subito, infatti, appare evidente la somiglianza di Crossing Swords con Disenchantment, nonostante lo stile grafico agli antipodi. Entrambe le serie scelgono di ritrarre un regno medievale in modo da mettere in evidenza le numerose assurdità con cui erano costretti a confrontarsi ogni giorno gli abitanti di quei mondi; questi ci appaiono così lontani, ma in realtà posseggono ancora delle preoccupanti similitudini con la società di oggi, come sottolineano alcune battute dei personaggi. In questo modo vediamo che si ironizza sul ruolo marginale delle donne, sulla dilagante disoccupazione, sulle malattie sessualmente trasmissibili e così via, con battute che suonano estremamente legate ai temi più caldi dell’attualità. Un altro punto in comune con la serie di Groening è rappresentato da alcuni dei protagonisti, come ad esempio il re, o lo stregone che gli fa da consulente, i quali però sembrano veramente troppo simili alle loro controparti per essere frutto di una semplice coincidenza. Tutto ciò contribuisce a frenare l’entusiasmo e potrebbe far storcere il naso a chi si aspettava qualcosa di più particolare, ma c’è comunque da dire che il contesto medievale è talmente ampio da poter offrire parecchi spunti di riflessione originali nel corso della stagione.
Oltre ai già citati Disenchantment e Robot Chicken, lo show da cui Crossing Swords sembra aver tratto maggiormente ispirazione è South Park. I fan di Cartman e compagni riconosceranno e apprezzeranno infatti fin dai primi minuti lo stile a tratti demenziale e satirico che permea i personaggi, e l’ampio impiego di parolacce e insulti nei dialoghi. Questo appare ancora più evidente durante il torneo organizzato dal re per trovare un nuovo scudiero, nel quale, tra colpi bassi e imbrogli, Patrick riesce a trionfare. I rimandi e le citazioni alla serie animata più politicamente scorretta di sempre sono numerosi e per ora risultano piacevoli, soprattutto perché un atteggiamento così rozzo e volgare si sposa alla perfezione con le atmosfere medievali, così ricche di ignoranza e sudiciume.
Nonostante la scarsa originalità dell’idea di partenza il pilot di Crossing Swords funziona, in quanto riesce a divertire a sufficienza e a presentare dei personaggi con un buon potenziale narrativo e comico. Tra questi sono sicuramente da citare i fratelli del protagonista, un aspirante pagliaccio, un simil Robin Hood e una piratessa, i quali lo hanno bullizzato fin da quando erano bambini e che sono la causa dei traumi e delle insicurezze di Patrick. Nel cast sono inoltre stati confermati nomi di una certa rilevanza: a partire da Nicholas Hoult, il protagonista, arriviamo a ruoli di doppiatori per Ben Schwartz, Jameela Jamil, Natasha Lyonne, e diversi altri. Per quanto riguarda la trama è ancora presto per capire se questa stagione potrà essere soddisfacente, ma questo episodio mette delle basi abbastanza solide e, anche complice il successo del precedente lavoro degli autori John Harvatine IV e Tom Root, possiamo ben sperare.
Hulu si affaccia, quindi, al mondo dell’animazione per adulti con uno show non esattamente innovativo o unico nel suo genere, ma che sembra essere in grado di offrire una buona quantità di risate e di satira. Le avventure di Patrick sono solo all’inizio, ma possiamo già intravedere la possibilità che esse si ritaglino un loro piccolo spazio all’interno del vasto mondo della serialità contemporanea.
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