
La serie racconta la storia di Arabella (interpretata da Coel), una scrittrice londinese autrice del bestseller “Chronicles of a Fed-Up Millennial”, basato sui suoi post Twitter, ora alle prese con la stesura del suo secondo libro.
Il pilot “Eyes Eyes Eyes Eyes” ci introduce nel suo mondo mostrandoci 24 ore della vita della ragazza, dal suo ritorno a Londra dopo un soggiorno in Italia fino all’appuntamento del mattino seguente con gli editori per presentare la prima bozza del suo nuovo lavoro. In mezzo vediamo i disperati tentativi di Arabella di portare a termine il lavoro in tempo, alternati a vari incontri con i suoi amici: l’aspirante attrice Terry (Weruche Opia), l’istruttore di aerobica Kwame (Paapa Essiedu), e Simon (Aml Ameen), che la invita a una serata fuori prima della consegna.
Fin qui I May Destroy You si presenta come un’efficace rappresentazione di un gruppo di millennial londinesi di discendenza africana, che non teme di indugiare sulle idiosincrasie e le debolezze dei suoi personaggi, messi in scena con un tono leggero ma mai superficiale.
Lo show di Coel, tuttavia, non è solo questo: come si diceva in apertura, è in primis un’attuale riflessione sul consenso e sulla violenza sessuale nell’era post #MeToo. Infatti, negli ultimi minuti dell’episodio il tema fondante della serie si fa strada nella coscienza della protagonista e dello spettatore in maniera graduale ma comunque sconvolgente: Arabella si risveglia senza ricordare quasi nulla della notte appena trascorsa, fino a che alcuni flash, uniti ai segni presenti sul suo corpo e sui suoi oggetti personali, non le suggeriscono l’accaduto.
Dopo la visione di questo pilot appare evidente che l’obiettivo di Coel sia quello di addentrarsi nelle vaste zone grigie che circondano queste tematiche, senza alcuna retorica ma con una potenza che deriva dal suo talento oltre che dalla sua esperienza – nel 2018 l’autrice infatti ha dichiarato di aver subito una violenza sessuale durante la lavorazione di Chewing Gum e che la nuova serie BBC/HBO è in larga parte ispirata all’accaduto. Emblematico di questo approccio è innanzitutto il modo in cui viene tratteggiata la protagonista: ad Arabella piace divertirsi – beve, fuma, si droga –, ma questo non significa che quindi debba condividere la colpa della violenza con il suo assalitore, così come la sua iniziale reazione di apparente tranquillità allo sfocato ricordo della violenza non implica che il trauma non sia reale e pronto ad esplodere.

In definitiva, I May Destroy You si presenta senza dubbio come una delle più interessanti novità nel vasto panorama televisivo di quest’anno. La serie conferma la bravura e il talento di Michaela Coel davanti e dietro la cinepresa, in maniera simile a quanto dimostrato da Phoebe Waller Bridge con Fleabag, un’altra voce femminile britannica brillante e originalissima.
Nonostante il carattere necessariamente introduttivo del pilot, che punta a presentarci la sua protagonista e l’ambiente in cui si muove, lasciando agli ultimi minuti il compito di introdurre il racconto della violenza di Arabella, il potenziale della serie di Coel è innegabile. A giudicare da questo primo episodio, lo show sembra infatti avere tutte le carte in regola per mettere in scena un ritratto complesso e sfaccettato della sua protagonista e della violenza sessuale, evitando di appiattirne l’esperienza ricorrendo facili stereotipi e semplificazioni.
Voto: 7 ½

Ottima lettura dell’episodio. Si poteva far menzione dell’attore italiano Marouane Zotti che apre l’episodio e sarà il fidanzato di Arabella.