
I don’t consider anything. I just consider myself. […] I only ever think about me, and I hate it.
Il percorso di crescita affrontato da Ramy l’anno scorso era culminato con il suo viaggio in Egitto, dove aveva sperato di conoscere più persone che si approcciassero alla religione in un modo simile al suo, ma che in realtà l’aveva solo portato ad essere ancora più confuso, con inoltre il non trascurabile dettaglio di essere finito a letto con la propria cugina. In questo episodio vediamo il protagonista, ritornato in America, alle prese con una crisi esistenziale per non essere ancora riuscito a capire come comportarsi, soprattutto per quanto riguarda la propria sessualità. Per questo motivo scopriamo che da quando è tornato non lavora più e passa le sue giornate in camera a masturbarsi e a mangiare dolciumi; così viene convinto ad incontrare uno sheikh che parrebbe avere le risposte a tutte le sue domande. La puntata si chiude proprio con la presentazione del nuovo personaggio, interpretato da Mahershala Ali, e con lo splendido monologo di Ramy incentrato sul non essere in grado di riempire il vuoto che sente dentro di sé, sulla difficoltà nel trovare in Dio la pace e la felicità a cui aspira, sulla ricerca di una soluzione ai propri problemi, la quale però porta solo a dei problemi ancora più grandi. Dalla discussione con lo sheikh emergono poi altre interessanti e rilevanti riflessioni, come quella sul problema delle persone che si affidano a dei maestri (o a dei mistici), nella speranza che questi possano liberarli del proprio dolore, facendolo sparire (come accadeva molto teatralmente in The Leftovers); o anche quella solo apparentemente più banale sulla vera vita delle pornostar. Il contratto spirituale che i due decidono di formare, che dà il titolo alla puntata, sarà quindi non solo uno strumento di maturazione per Ramy, ma anche, si spera, un modo per riflettere sul rapporto allievo-maestro, che può essere tanto fondamentale nella vita di un giovane quanto problematico.
‘Cause the sheikh… he’s radical, bro. Like cool radical. Not radical-radical.

Your weakness makes them feel safe because they are reminded of theirselves, you know?

I know Jessica Alba from… Desperate Housewives. I love that show.
Ritroviamo anche gli altri personaggi secondari che abbiamo imparato a conoscere nella prima stagione, tra cui Steve, l’amico affetto da una rara malattia degenerativa, e i familiari di Ramy, i quali erano stati protagonisti di alcuni degli episodi più riusciti della prima annata (come ad esempio “Ne Me Quitte Pas”, nel quale la madre di Ramy diventava una tassista) ma che per ora non ottengono molto spazio. La puntata infatti si concentra solo sul personaggio principale della serie mentre gli altri fanno da contorno, ma siamo certi che anche loro otterranno l’approfondimento che meritano.
Ramy ritorna come meglio non poteva, con un episodio ricchissimo di spunti e di umorismo. Grazie all’aggiunta al cast del doppio premio Oscar Mahershala Ali, la serie di Ramy Youssef sembra ora avere ambizioni maggiori rispetto a prima, conscia del proprio potenziale narrativo e rappresentativo e delle innumerevoli sfaccettature dell’essere musulmani nel 2020 che ancora possono, e forse hanno bisogno, di essere raccontate.
Voto: 8
