[Recuperi Seriali 2020] Normal People – La carta e lo schermo


[Recuperi Seriali 2020] Normal People - La carta e lo schermoQuando nel 2017 esce per la casa editrice Faber&Faber il primo romanzo della sconosciuta Sally Rooney, “Conversation with friends“, l’accoglienza da parte di critica e pubblico è stata subito entusiastica. Una giovane donna di ventisei anni irlandese era riuscita nella non facile impresa di scrivere un libro consapevolmente femminile, senza finire nello scaffale chic lit di una qualsiasi libreria di città, ed imporsi subito come un’autrice di grande talento, tanto da essere paragonata a Jane Austen. E se con il primo romanzo si era parlato di caso editoriale, una “Emma” moderna, è con il secondo, “Normal People”, uscito nel 2018 per la stessa casa editrice, che arriva la conferma della sua bravura.  

“Conversation with friends”, tradotto in Italia con il titolo “Parlarne tra amici” per Einaudi, è sicuramente un romanzo pieno di ispirazione (e aspirazioni) ma anche acerbo, figlio di una gestazione durata circa due anni e che ha esposto l’autrice alla non così remota possibilità di rimanere incastrata nella bolla dell’enfant prodige, costante arma a doppio taglio per talenti che nascono folgoranti e che riempiono di grandi aspettative. Infatti l’uscita ravvicinata di “Normal People” a poco più di un anno di distanza ha giocato a favore della Rooney, come a non dare materialmente il tempo di accrescere quelle stesse aspettative e forse in maniera quasi inconsapevole ha dato maggiore solidità anche al suo predecessore e, di conseguenza, all’autrice.

Era quindi solo questione di tempo prima che arrivasse la volontà di rielaborare su schermo le opere della scrittrice irlandese, non solo appunto perché il caso editoriale era troppo difficile da ignorare, ma soprattutto perché la scrittura della Rooney è (giustamente) una scrittura visiva e descrittiva, fluidissima nella scansione del tempo e, in un certo senso, già pronta per la rielaborazione. Si potrebbero dire molte cose su entrambi i romanzi, sull’accoglienza loro riservata e alle parole spese intorno all’autrice e i suoi libri, ma quello che veramente conta è che ancora una volta critici di qualsiasi calibro e più o meno di tutto il mondo, quelli che scrivono sulle maggiori testate giornalistiche, la cui voce arriva più forte e quindi autorevole agli occhi del pubblico, non hanno perso l’occasione per parlare, soprattutto per “Conversation with friends”, di “un libro grande su un argomento piccolo”, di “romanzo moderno all’antica”, “una storia d’amore ma per fortuna non banale”. Ancora una volta, insomma, non si è persa l’occasione di ribadire come il grande romanzo sia un altro, ma ogni tanto dai, anche qualche autrice femmina che spende venti pagine a parlare di una festa in giardino può farcela e meritare la nostra attenzione.

[Recuperi Seriali 2020] Normal People - La carta e lo schermo“Normal People” è un romanzo molto più maturo e rotondo del primo, sia nello stile sia per la storia che racconta. I protagonisti sono Marianne e Connell, hanno sedici anni e frequentano lo stesso liceo nella città irlandese di Sligo, un luogo grigio e anonimo, dove non accade quasi nulla e per divertirsi frequentano case abbandonate e sempre le stesse discoteche. Marianne e Connell non potrebbero essere più diversi: lei è di buona famiglia, introversa e scostante, senza amici e considerata strana dai suoi coetanei; Connell invece è figlio di una madre single, è bello e popolare, star della squadra di calcio gaelico della scuola e sempre gentile con tutti, considerato intelligente e forte. Il loro vero incontro avviene però fuori dalle mura della scuola, a casa di Marianne, dove i giudizi e le considerazioni che hanno gli altri si annullano, e sarà proprio nelle loro rispettive case, in quella fredda e vuota di Marianne e in quella più modesta ma piena di amore di Connell, che si consumeranno i primi, emozionanti momenti della loro relazione. Ci saranno poi molte altre case nella loro vita, o almeno negli anni universitari che ci racconta la Rooney, vite scandite dai loro incontri che si snodano nel corso del tempo, avvicinamenti ed allontanamenti, ciclici e costanti, fino al bellissimo epilogo.

[Recuperi Seriali 2020] Normal People - La carta e lo schermoL’enorme forza sia del romanzo che della serie sta nella narrazione di un rapporto tra un ragazzo ed una ragazza “normali”, che appartengono al loro tempo e contemporaneamente lo rifuggono, un legame che è naturalmente all’interno del tempo ma, in un modo bellissimo, ne è totalmente avulso. Non a caso la scelta della serie è quella di iniziare ogni episodio con la data in cui quegli avvenimenti sono accaduti, come a mettere l’uno accanto all’altro i tasselli che hanno fattivamente composto le loro vite, ma rimangono le indicazioni convenzionali di un qualcosa che trascende il tempo “normale”, che sembra andare dietro ed inseguire Marianne e Connell invece di imprigionarli e cristallizzarli in quell’arco temporale. La Rooney, sia su carta che su schermo, riesce a fare in maniera perfetta quello che era mancato soprattutto nel finale di “Conversation with friends”: rendere materia viva l’immaterialità dell’amore, la sua unicità, che non è quella semplice parola che racchiude al suo interno i meri fatti che convenzionalmente definiscono un rapporto (il matrimonio, vivere insieme, i figli), ma quel sottile sentimento che lega indissolubilmente due amanti, troppo grande per appartenere al tempo, allo spazio, alle convenzioni. Diversamente però dalle grandi scrittrici ottocentesche a cui l’autrice è stata paragonata, dalla Bronte alla Austen, questo senso di universalità e atemporalità è qualcosa di totalmente terreno, una grande storia che si consuma davanti agli occhi di tutti, fatta di corpo e fisico, ma allo stesso tempo resta un segreto, perché nessuno può comprendere cosa siano davvero l’uno per l’altra. Il loro è un legame terreno, appunto, ma anche immateriale, che sfugge alle “normali” definizioni, perché altrimenti perderebbe la sua unicità – tanto che neanche Connell e Marianne riusciranno mai a definirsi secondo le “categorie” umane.

[Recuperi Seriali 2020] Normal People - La carta e lo schermo Per fare tutto questo, BBC Three e Hulu sono riusciti a mettere insieme una squadra abilissima, capitanata dalla Rooney stessa come sceneggiatrice coadiuvata da Alice Birch,  e Lenny Abrahmson ed Hettie Macdonald alla regia. Volto e fattezze dei protagonisti sono affidati ai giovanissimi Daisy Jessica Edgar-Jones e Paul Mescal, che interpretano alla perfezione due ruoli difficilissimi, da un lato perché rendere le sfumature di Marianne e Connell era davvero complesso, dall’altro perché la quantità di fisicità e attenzione al corpo, al desiderio, poteva subito cadere nella più bassa delle banalizzazioni. Sia per sceneggiatura, che per regia e appunto per interpretazione, questo era sicuramente il punto più complicato; eppure non c’è neanche un frammento d’immagine che sia lezioso o gratuito o di troppo, riuscendo a rendere perfettamente quale carica di significato avesse per entrambi la reciproca dipendenza fisica. Anche i personaggi che gravitano intorno ai due protagonisti sono perfetti, a partire dalla madre di Connell, interpretata dalla brava Sarah Green, che riesce a fare un lavoro egregio per un personaggio non facile soprattutto per la sua importanza a livello narrativo. Il rapporto con le rispettive famiglie è uno degli aspetti di grande materialità che i due giovani si trovano ad affrontare, sia per il rapporto così diverso che hanno con le figure materne sia per la differenza di estrazione sociale legata alla tranquillità economica, che è un altro tema che fa da costante tra i due ma che rimane inaffrontato, tanto che ad un certo punto questo ennesimo non detto li allontana quasi inconsapevolmente. Questo è anche uno dei passaggi più belli della serie, con l’intelligente scelta registica e di sceneggiatura di mostrare lo stesso momento due volte, vissuto da Marianne e vissuto da Connell all’interno dello stesso episodio, sempre a ribadire in maniera strutturale e non “da spiegone” cos’è la continua circolarità e non linearità del loro legame.

[Recuperi Seriali 2020] Normal People - La carta e lo schermoA voler però fare un appunto sulla serie è che soprattutto in alcune meticolosità puramente visive sembra di essere direttamente dentro la testa di Sally Rooney. E se da un lato è ovvio in quanto ne ha firmato la sceneggiatura, alle volte si ha l’impressione di assistere alla proiezione diretta e senza alcun filtro di come l’autrice si era immaginata i protagonisti del suo libro, in un modo fin troppo pedissequo. Non c’è un dettaglio che manchi, non una virgola che sia stata tralasciata, se non la scelta di andare più veloci su alcune dinamiche che nel libro hanno una profondità maggiore, ed è qui che si comprende questo minimo di sbavatura: nella volontà di trasportare integralmente il libro su schermo, un aspetto molto importante come la tendenza alla sodomizzazione di Marianne non viene fuori in modo chiaro, o quantomeno non con tutta l’importanza che avrebbe meritato; stessa cosa per la depressione di Connell che nel romanzo ha, allo stesso modo, maggiore spazio e quindi un impatto molto più comprensibile sulla vita del ragazzo.

Ovviamente queste sono davvero minuzie davanti ad un prodotto che anche nel panorama seriale ha le stesse sembianze del rapporto di Marianne e Connell: è un prodotto bellissimo, che ha riscosso un grandissimo successo, di cui tutti parlano e che tutti conoscono, ma allo stesso tempo è come se fosse ammantato anche da una coltre di sacralità, come una reliquia, per la sua immateriale silenziosità e irripetibilità. Ogni episodio dura circa mezz’ora e riuscire a non fare binge-watching è praticamente impossibile; inoltre è stata annunciata, sempre per BBC Three e Hulu, anche la realizzazione di “Conversation with friends” con sostanzialmente la stessa formazione nel dietro le quinte: recuperare Normal People è quindi davvero d’obbligo.

NOTA:
Questo articolo fa parte della rubrica estiva “Recuperi Seriali 2020“: durante il mese di agosto parleremo, con articoli senza spoiler, di alcune delle serie 2020 di cui non abbiamo avuto l’occasione di parlare e che secondo noi andrebbero assolutamente recuperate!

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Informazioni su Sara De Santis

abruzzese per nascita, siciliana/napoletana per apparenza, milanese per puro caso e bolognese per aspirazione, ha capito che la sua unica stabilità sono netflix, prime video, il suo fedele computer ed una buona connessione internet

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