![[Recuperi Seriali 2020] Self Made: Inspired by the Life of Madam C.J. Walker - Un sogno americano tutto al femminile](https://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2020/08/Self-Made-3-300x142.jpg)
Nel 2020, negli Usa, un uomo nero è quindi stato – ancora una volta – ucciso a causa del colore della sua pelle; neppure Obama, con i suoi 8 anni alla Casa Bianca, è riuscito a placare quell’odio che – tristemente e troppo spesso – emerge nei confronti del popolo afroamericano.
Poco prima, esattamente il 20 marzo di quest’anno, Netflix ha lanciato una serie ispirata proprio alla storia di una donna nera che della rivendicazione dei diritti civili e dell’uguaglianza tra bianchi nativi e afroamericani ha fatto il proprio cavallo di battaglia: Self Made: Inspired by the Life of Madam C.J. Walker. Tra le donne più influenti del diciannovesimo secolo, Sarah Breedlove – nota ai più come Madam C.J.Walker – è la protagonista di questa miniserie basata sulla biografia scritta da A’Lelia Bundles, di cui Madame C.J. era trisavola: “On Her Own Ground: The Life and Times of Madam C.J. Walker”.
Ambientata agli inizi del ‘900, in un’America ancora distante da quella sognata da Abraham Lincoln, la serie racconta la vita di una giovane donna nera nata alla fine dell’800 dopo soli due anni dal proclama di emancipazione: la prima della famiglia Breedlove a nascere libera. Lavandaia e figlia di schiavi, decide di sfidare l’epoca in cui vive, abbattendo pregiudizi di razza e di genere. Con le sue sole forze e con una tenacia fuori dal suo tempo, Sarah Breedlove è poi riuscita a creare un impero di bellezza ideato per la cura dei capelli per donne di colore: la Madam C.J. Walker Manufacturing Company. La sua rivoluzione, inizialmente e apparentemente frivola e banale, si rivelerà essere tra le più innovative del secolo.
![[Recuperi Seriali 2020] Self Made: Inspired by the Life of Madam C.J. Walker - Un sogno americano tutto al femminile](https://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2020/08/Self-Made-4-300x142.jpg)
La prima puntata, “The Fight of the Century”, getta lo spettatore agli inizi del ‘900 in una St. Louis ancora troppo nostalgica dell’era schiavista; nonostante infatti siano passati circa 40 anni dal proclama di liberazione voluto dall’allora presidente Lincoln, l’atmosfera è evidentemente quella di una società divisa tra neri e bianchi, tra gente che comanda e gente che obbedisce, tra chi può permettersi le frivolezze e chi non può. Tra queste ultime Sarah Breedlove, la cui presentazione si fa chiara tramite un racconto narrato dalla stessa protagonista; l’effetto flashback velocizza notevolmente – a tratti anche troppo – le vicissitudini che portano la futura Madam a entrare nel mondo dell’imprenditoria della cura del capello, prima tra tutte un matrimonio con un marito violento e alcolizzato. Scappare con la figlia (avuta dalla precedente unione) diventa infatti l’unica alternativa.
Il lavoro come lavandaia, i pochi soldi a disposizione, lo stress e la mancanza di acqua le causano una considerevole perdita dei capelli. È interessante – e notevolmente significativo per comprendere quanto fosse un problema realmente comune tra le donne di colore – sapere che negli anni ’20 la cantante blues afroamericana Helen Humes cita Madam C.J. Walker in un suo brano: “Run to Madam Walker, sent a fifty dollar bill. Then send me some pomade, help a poor girl if you will.”
Tornando alla vita dell’ancora giovane Madam, il divario con le donne bianche si allargava sempre più, finché Sarah non fa la conoscenza di Addie Munroe (Carmen Ejogo), una donna mulatta già presente nell’imprenditoria della cura dei capelli di St. Louis. È grazie a questa donna che Sarah riacquista fiducia in se stessa: la ricrescita dei capelli la rende in poco tempo una donna diversa, sicura di sé; come dice spesso la protagonista “Wonderful hair leads to wonderful opportunities”. I suoi capelli, tornati come un tempo, le danno la forza di portare avanti una grande idea: curarli con una crema “infoltente” fatta in casa e – una volta testato il prodotto su se stessa – venderlo a tutte le donne che avevano vissuto il suo stesso disagio.
Grazie alla conoscenza di Addie Munroe e all’appoggio costante della figlia Lelia (Tiffany Haddish) e del marito (interpretato da un brillante Blair Underwood) nasce la storia di Madam C.J. Walker.
![[Recuperi Seriali 2020] Self Made: Inspired by the Life of Madam C.J. Walker - Un sogno americano tutto al femminile](https://www.seriangolo.it/wp-content/uploads/2020/08/Self-Made-1-300x142.jpg)
Interessanti infine gli spunti di riflessione che questa miniserie fornisce: al termine dell’ultima puntata, il quesito che lo spettatore si pone è inevitabile: oggi – a 100 anni da quegli eventi – una donna come Sarah Breedlove riuscirebbe a fare una simile impresa progressista e diventare milionaria con le sole proprie forze? Siamo sicuri che il mondo sognato da Lincoln sia poi diventato realtà?
NOTA:
Questo articolo fa parte della rubrica estiva “Recuperi Seriali 2020“: durante il mese di agosto parleremo, con articoli senza spoiler, di alcune delle serie 2020 di cui non abbiamo avuto l’occasione di parlare e che secondo noi andrebbero assolutamente recuperate!
