Soulmates – 1×01/02 Watershed & The Lovers 3


Soulmates - 1x01/02 Watershed & The LoversTra le attese novità di questo autunno seriale troviamo una nuova serie targata AMC, Soulmates, un drama antologico distopico che, seguendo le orme della famosa Black Mirror, analizzerà in sei puntate le conseguenze sugli esseri umani di una nuova tecnologia che ha a che fare, come da titolo, col concetto di “anime gemelle”. Il noto show di Charlie Brooker non è un riferimento solo a livelli di contenuti: i due creatori di Soulmates sono infatti Brett Goldstein e William Bridges, quest’ultimo autore di due episodi della celebre serie, nello specifico “Shut Up and Dance” e “USS Callister”.

La prima significativa differenza di Soulmates è legata al fatto che, pur essendo anch’essa una serie antologica, non cambia tema o ambientazione ad ogni episodio ma solo i personaggi in scena. Tutti insomma si confrontano, attraverso vicende diverse, con la Soul Connex, azienda biotech che in un futuro molto vicino – la serie è ambientata nel 2035 – è diventata in grado di trovare per ogni essere umano il suo vero amore, la sua anima gemella: questo avviene ovunque, come ci viene spiegato nello spot che apre il pilot, grazie alle ventimila cliniche aperte in tutto il mondo e attraverso un esame non invasivo chiamato “The Test”. Con questa procedura, che si avvale della scoperta fatta nel 2023 della “particella dell’anima”, ogni individuo che lo desideri può trovare il suo “perfect match” – a patto che ovviamente anche l’altra persona si sia sottoposta alla procedura. Scopriamo durante il primo episodio che c’è stato un voto a riguardo, non meglio descritto, e che evidentemente hanno vinto i sì: rimane comunque una decisione strettamente personale quella di sottoporsi al Test oppure vivere la propria vita come prima – conoscere qualcuno, innamorarsi, separarsi e così via.
Questo tipo di struttura si mostra sin da subito come un’arma a doppio taglio: se avere la stessa “storia” di base rischia di essere alla lunga uno schema ripetitivo (la stagione è composta da sei episodi, ma la serie è già stata rinnovata per una seconda annata), d’altra parte è pur vero che, a differenza di Black Mirror, questo consente di scendere più in profondità nell’analisi degli effetti di una sola tecnologia sulle persone, arrivando quindi a illustrare scenari diversi e non una sola monolitica visione del Test in questione.

Soulmates - 1x01/02 Watershed & The LoversCiò che emerge nei primi due episodi è come i risultati offerti da Soul Connex non vengano mai messi in discussione da chi si sottopone al Test: una volta trovato il match (il compagno o la compagna designata), chiunque è disposto a crederci senza riserve. Assistiamo sin da subito a un numero elevatissimo di matrimoni, mostrati o anche solo menzionati, tra persone che si conoscono da pochi giorni, al più settimane; ed è interessante cercare di capire non solo le motivazioni alla base di questo comportamento, ma anche le reazioni di chi – dall’esterno – subisce passivamente questo fenomeno sociale finendone, in ultima istanza, influenzato anche solo di riflesso.
Il primo episodio, “Watershed”, è sicuramente il più esemplificativo dei due: la coppia protagonista della puntata, Nikki (Sarah Snook, Succession) e Franklin (Kingsley Ben-Adir, The Comey Rule), è sposata da tempo, ha due figli e nessuno dei due si è mai sottoposto al Test. Inutile dirlo, la gran parte della gente attorno a loro invece lo ha fatto, con conseguenze che vanno da divorzi lampo a nuove unioni celebrate altrettanto in fretta. La convinzione con cui soprattutto Nikki si oppone a questo sistema comincia a vacillare però nel momento in cui in lei si insinua il dubbio, dubbio alimentato da alcuni problemi di comunicazione con Franklin che, in qualunque altro contesto, vedremmo come normali interazioni in una coppia sposata da diverso tempo. Se però, nella nostra realtà, qualche screzio può portare a riflessioni – più che giuste – sul proprio amore, che vengono vissute e analizzate con i propri tempi, qui l’alternativa (rapida, indolore, certa) diventa sempre più allettante: “Avrò fatto la scelta giusta?”, “Sarà davvero lui l’uomo della mia vita? E se non lo è, di preciso, cosa sto lottando a fare quando là fuori potrebbe esserci la mia anima gemella che sta solo aspettando il mio risultato?” sono solo alcune delle domande che non vengono quasi mai davvero esplicitate, ma che serpeggiano costantemente nelle espressioni di Nikki e nei suoi dialoghi con amici e familiari.

Dall’altra parte abbiamo invece chi il Test lo ha fatto, ha lasciato compagni, cambiato vita e deciso, in un tempo brevissimo, di ricostruire la propria esistenza con qualcun altro per il semplice fatto che il sistema è considerato infallibile; ma gli umani, si sa, fallibili lo sono di natura, quindi anche queste coppie all’apparenza perfette hanno qualche problema, qualche incomprensione. Qui, come in uno specchio rispetto alla situazione precedente, ogni dubbio viene prontamente messo da parte: le piccole crisi non vengono risolte naturalmente, all’interno di una coppia che ci lavora e impara a conoscersi – è già stato detto ma va ripetuto, si tratta di gente che si sposa anche dopo due settimane dal primo incontro –, ma vengono annullate perché stare insieme non è una scelta propria, bensì il destino (ineluttabile per antonomasia).

Soulmates - 1x01/02 Watershed & The Lovers“Yay, so now we have death, taxes and love”, viene detto durante una cena tra amici: ed è così, le certezze della vita non sono più l’inevitabile morte e le tasse, ma anche l’amore, che perde così tutta la sua aura di mistero per cedere di fatto alla garanzia di successo, all’approvazione di un ente superiore infallibile che decreta la fine della scelta affettiva personale, e dunque del libero arbitrio.
Sì, ma perché? Perché una persona dovrebbe rinunciare alla propria libertà di scelta in un ambito così delicato come l’amore? Perché l’assenza di certezze ci rende sempre vulnerabili, in particolare proprio quando si tratta di affettività. Bisogna aprirsi, fidarsi, accettare l’ignoto, costruire una relazione giorno dopo giorno, scegliersi ogni giorno, e questo ha due effetti collaterali: richiede impegno, quindi è spesso estenuante, e soprattutto fa paura. Non stupisce che quindi moltissime persone, la maggioranza, decidano di delegare la propria capacità di scelta ad una macchina che garantisce la verità: è più facile, di sicuro, ma soprattutto è paradossalmente liberatorio, proprio perché permette di non farsi più troppe domande su un tema così importante e dal carico emotivo così elevato, e perché dunque permette di eliminare l’incertezza (quindi la paura, di ferire e di essere feriti). È già dal pilot che Soulmates però ci insinuerà un dubbio: può l’amore, caratterizzato da infinite variabili, essere davvero soggiogato dalla macchina? Può l’essere umano assoggettare completamente le proprie emozioni a una tecnologia in nome della “certezza” della scienza?
“Watershed” è un episodio che funziona, non solo perché presenta perfettamente lo schema di base della tecnica in uso e dunque della serie stessa, ma anche perché in 45 minuti riesce a dare un quadro molto ampio ed esaustivo di tutte le questioni etiche in gioco, gettando sul tavolo moltissime diramazioni da cui potrebbero prendere spunto gli episodi successivi.

Soulmates - 1x01/02 Watershed & The LoversO almeno così sembra, fino a che non si arriva al secondo episodio, “The Lovers”, con protagonisti David (David Costabile, Breaking Bad) e Alison (Sonya Cassidy, Lodge 49, Humans). È una puntata di cui è davvero difficile parlare senza fare spoiler, ma si può dire che in questo caso a essere analizzate sono le conseguenze negative non tanto del Test in quanto tale – quindi le sue implicazioni emotive – quanto di una manipolazione della tecnologia utilizzata per altri scopi oltre a quello relazionale. La vicenda inizialmente si presenta in modo piuttosto canonico – lei ha fatto il Test, lui anche ma anni prima e nel frattempo si è sposato – ma col passare dei minuti l’episodio vira verso il thriller in maniera piuttosto inaspettata, innescando un gioco delle verità che ricorda molto da vicino Black Mirror senza però riuscire a mantenere la stessa qualità fino alla fine della puntata. Anche qui troviamo molti dei temi già analizzati prima – la messa in discussione della propria vita davanti al risultato del Test; quanto l’idea che quella sia la verità possa influenzare anche gli stessi sentimenti delle persone – ma lo fa con un altro spirito e un altro intento, il che di per sé non è sbagliato, anzi; semplicemente risulta meno coeso e riuscito rispetto al suo predecessore.

Ci sono buone ragioni per pensare che Soulmates possa essere un valore aggiunto nel quadro della narrazione distopica degli ultimi anni, grazie soprattutto alla profondità di analisi raggiungibile da più episodi incentrati sulla stessa tecnologia, osservata quindi da diversi punti di vista e foriera di spunti anche inaspettati. Se “Watershed” appare come l’episodio perfetto per introdurre l’argomento, grazie anche all’ottima interpretazione di Sarah Snook, “The Lovers” è decisamente meno riuscito, sbilanciato nel suo essere imprevedibile all’inizio e l’esatto opposto alla fine. Vedremo con le restanti quattro puntate come si collocherà questa nuova variazione sul tema “tecnologia e futuro”.

Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 6

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Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.


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3 commenti su “Soulmates – 1×01/02 Watershed & The Lovers

  • Genio in bottiglia

    D’accordo con la tua bella recensione, Federica: prima puntata in assoluto più riuscita, anche se entrambe hanno finali che mi sono piaciuti poco. In generale, ciò che emerge da queste prime due puntate, é che Soul Connex, invece di renderli più liberi, li ingabbia all’interno di un meccanismo infernale, perché se un’autorità terza ed infallibile decide chi é la nostra anima gemella, come possiamo noi metterne in discussione il responso. Quasi come i padri di una volta e/o di altre culture che sceglievano il coniuge dei figli. Si va avanti per tornare indietro?

     
    • Federica Barbera L'autore dell'articolo

      Ciao Genio, grazie! La riflessione che poni è molto interessante, ci sono delle evidenti differenze ma il delegare a qualcun/qualcos’altro la scelta della persona da amare è sicuramente non solo un passo avanti ma come dici anche uno indietro. La differenza è che ovviamente allora c’era la costrizione, finanche alla autoconvinzione, che fosse la persona giusta perché non c’era altra scelta. Qui invece c’è la cieca convinzione che la scienza non menta, quindi non è che te la fai andare bene perché non c’è altra scelta, ma ti forzi a farla andare bene perché “se lo dice la scienza allora è per forza così”. Inquietante comunque in entrambi i casi eh.
      Sui finali non mi sono espressa, essendo recensione spoiler free, ma dirò che il finale della prima a me è piaciuto perché aggiunge uno strato a tutta la questione (cioè che forse, forse non è davvero possibile delegare la capacità decisionale e stare al contempo, per dirla con Gomorra, “senz’ pensier'”). Mentre la seconda è di una prevedibilità alla fine quasi imbarazzante!

       
      • Genio in bottiglia

        Poi ci sarebbe anche da valutare il concetto stesso di Soul Connex, dell’anima gemella scovabile come se si trattasse del risultato di un’equazione. Una pillola per ogni fastidio, una persona per ognuno di noi. Ma quello sarebbe davvero un argomento che richiederebbe un oratore più preparato di me per essere sviscerato a dovere.