Fatma – Stagione 1


Fatma – Stagione 1Il 27 aprile scorso Netflix ha reso disponibile contemporaneamente in 190 paesi il suo nuovo drama Fatma, thriller turco in sei episodi nato da una serie di nuovi accordi tra il colosso dello streaming e la Turchia, che ha portato alla produzione di diversi nuovi show televisivi.

Nel marzo del 2020 il direttore dei contenuti originali di Netflix Pelin Distas ha presentato  per la prima volta cinque nuovi show prodotti in Turchia: “un Paese con una storia ricca e un patrimonio culturale esteso, ma ancora poco conosciuto al grande pubblico internazionale, che non è ancora abituato a vedere storie ambientate in quella terra e raccontate da sceneggiatori, attori e registi nati in Turchia“, ha dichiarato Distras. Il rapporto tra Netflix e il Paese del Medio Oriente, nonostante fosse partito con le migliori intenzioni, ha avuto un breve colpo di arresto in seguito alle pressioni delle autorità locali turche, che volevano imporre il loro controllo sulla parte creativa di questi show originali, eliminando tutto ciò che avrebbe potuto destare imbarazzo al Paese: è stato chiesto di evitare una rappresentazione a loro dire negativa della Turchia – che poteva passare da comportamenti scorretti di personaggi turchi ad orientamenti sessuali non graditi –, tanto da dover apportare modifiche a sceneggiature già pronte e a dover annullare le riprese di uno show a cui era stata tolta la licenza per girare già approvata.

Fatma – Stagione 1

Questo è il contesto che ha portato alla release di Fatma nell’aprile del 2021, in un clima per nulla disteso tra Netflix e il governo turco, che ha riconosciuto le preoccupazioni che sono emerse, rispedendo al mittente ogni accusa di censura da parte del governo Erdoğan. Per questo è difficile dire se il prodotto finale che andremo a  recensire nelle prossime righe sia lo show che il giovane Ozgur Onurme aveva pensato sin dall’inizio e se il personaggio di Fatma Yilmaz abbia ricevuto o meno aggiustamenti per ricevere il favore delle autorità nazionali.

Lo show racconta la storia di una donna trentacinquenne turca, Fatma, che vive una vita ormai rassegnata come signora delle pulizie dopo l’arresto del marito; la nostra protagonista passa le giornate a badare alla vita degli altri, senza preoccuparsi più della sua. Le cose iniziano a cambiare dopo la scarcerazione del marito Zafer, che scompare misteriosamente nel nulla; Fatma, alla ricerca del marito, percorre una spirale discendente che la porta ad avere contatti con gli ex complici del marito e sfoga la sua frustrazione e le sue paure nel modo più estremo possibile, uccidendo a sangue freddo tutti coloro che le impediscono di risolvere i suoi problemi. Lo show segue questa caduta verso il basso di Fatma, che poco per volta ci mostra l’origine della sua sofferenza, raccontata soprattutto attraverso i ricordi della protagonista, che lentamente vengono a galla.

Fatma – Stagione 1

Lo show è sia un drama che un thriller, due aspetti che hanno lo stesso peso all’interno dei sei episodi della prima stagione, ma che, nonostante siano di solito generi affini, in questo caso fanno fatica a completarsi a vicenda e a migliorare un racconto che sembra sempre a metà. Su questi due generi è impostata la stagione, che indaga sulla sofferenza della donna; all’inizio vediamo Fatma insoddisfatta e infelice e solo quando partono i primi flashback che ci raccontano il suo passato iniziamo a capire cosa l’abbia portata ad essere quasi impermeabile alla vita. Il suo passato difficile in campagna, fatto di povertà e paura per chi la circondava, crea un background importante per la donna, la quale finalmente è scappata dal suo passato, che però non l’ha mai abbandonata fino in fondo. I momenti di blackout di Fatma, che si perde nei ricordi per qualche istante, estraniandosi  del tutto dal presente, ce la descrivono meglio di mille parole, e rendono credibile il colpo di scena che investe lo show già dal pilot. Fatma, arrivata al limite della sopportazione, sfoga la sua sofferenza con l’omicidio e uccide a sangue freddo coloro che inconsciamente vede responsabili del suo dolore. Per Fatma l’omicidio è una rivincita contro chi l’ha resa inerme e impaurita di fronte alla vita e contemporaneamente le permette di sfogarsi, senza però trovare mai sollievo.

Le azioni e le reazioni che Fatma ha durante tutta la stagione non solo ci raccontano gli aspetti nascosti del personaggio, ma fungono soprattutto da giudizio morale dell’autore dello show Ozgur Onurme; il creatore non risparmia nulla alla donna, che rimane sola, senza marito e senza famiglia, e che deve sopportare il giudizio della sua comunità, al corrente dell’arresto e dell’abbandono di Zafer. Tutti i giudizi vanno alla donna: è lei che viene guardata dall’alto al basso per la cattiva condotta del marito ed è lei che viene incolpata per la sua fuga; a Fatma vengono addossate le colpe del suo matrimonio andato alla deriva ed è lei che riceve minacce per l’operato del marito. La valvola di sfogo tramite la quale Fatma cerca di tornare a galla – gli omicidi –, non riesce comunque ad aiutarla, rendendo vani i numerosi crimini di cui si macchia. Sembra che per Ozgur Onurme l’unica soluzione al dolore della protagonista sia la morte stessa della donna, evento che chiude gli ultimi minuti del sesto episodio.

Fatma – Stagione 1Dopo la visione della stagione completa di Fatma, non è chiaro se la rappresentazione pessimistica di Ozgur Onurme sia da considerarsi una sua visione universale della vita, qualcosa di inerente solamente al mondo turco o se questa mancanza di soluzioni all’infelicità sia propria solamente al genere femminile. I personaggi secondari nello show non permettono di fare valutazioni in merito, e servono solamente a dare stimoli alla protagonista. Per questo, sebbene siano molti i personaggi con cui si confronta Fatma, possiamo dire che oltre alla protagonista non ci sono figure di spicco nella stagione, che da questo punto di vista risulta piuttosto semplice e piatta.

Se dovessimo fare un bilancio finale della prima stagione dello show, non potremmo dirci pienamente soddisfatti da ciò che abbiamo visto, soprattutto perché la serie non si avvicina alla complessità degli show a cui siamo abituati; è stato comunque importante vedere, per una volta, una storia raccontata da un punto di vista insolito. Per questo la serie comunque merita la sufficienza – ma niente di più – perché è stato interessante questo salto nel medio oriente, capace, però, solo di mostrarci problemi senza darci soluzioni. La visione dello show ci lascia con un senso di smarrimento e insoddisfazione nei confronti della vita, unico obiettivo che Ozgur Onurme ha centrato in pieno.

Voto Stagione: 6

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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